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Agricoltura urbana mobile a Berlino

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agricoltura urbana

Nel distretto di Kreuzberg, a Berlino, esattamente a Moritzplatz, un’area dismessa da oltre cinquant’anni è stata riqualificata grazie a Prinzessinnengärten, un progetto di agricoltura urbana, promosso nel 2009 da Nomadisch Grün.

L’orto urbano ha una funzione sia ecologica che sociale, rappresenta infatti un momento di aggregazione e di condivisione, oltre che di ritorno alla terra, sottratta e poi restituita dallo stesso uomo al tessuto urbano.

Marco Clausen e Robert Shaw, tra i promotori del progetto, si sono lasciati ispirare dalla filosofia cubana, incentrata sull’agricoltura urbana.

Le piante crescono in sacchi di riso, cassette di plastica e contenitori di diversi alimenti. In questo modo possono essere trasportate facilmente laddove ce n’è bisogno, favorendo la circolazione anche in città di prodotti genuini ed a km zero, direttamente dalla pianta alla tavola dei cittadini.

Chiunque può partecipare al progetto, leggere i libri sull’orticoltura messi a disposizione in loco ed acquistare e gustare gli ortaggi prodotti da coltivazione organica dal piccolo caffè-ristorante, presente ai margini dell’orto urbano.

Agricoltura urbana

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Via | Prinzessinnengärten
Foto | Prinzessinnengärten

Agricoltura urbana mobile a Berlino

Petrolio: entro 30 anni la Cina ne richiederà quanto gli Stati Uniti

Come se non ci fossero abbastanza motivi per abbandonare il petrolio , e gli altri combustibili fossili, per passare alle rinnovabili, un rapporto proveniente dalla Cina ce ne dà uno in più. Secondo le previsioni degli analisti, entro il 2040 il colosso asiatico potrebbe arrivare a richiedere tanto petrolio quanto ne richiedono oggi gli Stati Uniti .

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Petrolio: entro 30 anni la Cina ne richiederà quanto gli Stati Uniti

"Save Kai", il pesciolino rosso, e salva il mare dalla plastica

I rifiuti di plastica sono una delle tragedie del nostro tempo. Certo, attualmente, grazie alla battaglia a favore degli shopper in tela o in materiali biodegradabili qualcosa si sta lentamente cominciando a fare e, dopotutto, da qualche parte bisogna pur comunciare. Eppure, l’incredibile mole di packaging in materiale plastico ogni giorno prodotta, acquistata, gettata- spesso non avviata al riciclo – dovrebbe farci riflettere, specie quando a farne le spese non sono solo i contesti urbani con le loro discariche satolle ma anche il mare con tutti i suoi magnifici abitanti. E nessuno, vuole o può sobbarcarsi l’onere del recupero degli oggetti veleggianti sull’oceano. Attualmente , però, e fino al 10 giugno, un interessante progetto per la pulizia del mare è portato avanti dall’organizzazione no profit Project Kaisei (pianeta oceano, in giapponese), impegnata nella protezione del mare in tutte le sue forme e, specialmente, nel tentativo di ripulire le sue acque dal vortice di plastica che uccide migliaia fra pesci, uccelli e tartarughe ogni anno.

Come si può agilmente capire dal filmato, infatti, l’idea è molto semplice: portare avanti un’attività di fund rising assolutamente non convenzionale, indirizzata all’enorme mole di utenti di facebook per sensibilizzare sulla questione e dare una mano attraverso una donazione di 5 euro. L’attore di questa importante campagna, nonché latore dell’importante messaggio, è il povero pesciolino rosso Kai seguito 24 ore su 24 grazie ad una web-cam posizionata nel suo acquario intenta a mostrare le sue difficili condizioni di vita in un mare di rifiuti… A ogni donazione corrisponde un alleggerimento della sua difficile situazione ( e di quella dei suoi simili). Peccato, però, che l’interessante progetto – assolutamente condivisibile – mi trovi personalmente critica sul metodo (odio gli acquari), per quanto il pesciolino in questione sia perfettamente isolato e protetto dalla spazzatura grazie ad una “solida” parete trasparente…

Via | project kai
Foto | Youtube

“Save Kai”, il pesciolino rosso, e salva il mare dalla plastica

1° Wind Turbine Technology Forum

Start: 12 Maggio 2011 08:30 End: 13 Maggio 2011 16:00 Start: 12 Maggio 2011 08:30 End: 13 Maggio 2011 16:00 evento dedicato alla filiera manifatturiera delle turbine eoliche, che si svolgerà al Centro Congressi dell’Arsenale di Venezia dal 12 al 13 maggio 2011. Qualificati relatori discuteranno dello stato dell’arte e delle possibili evoluzioni del comparto, affrontando in particolare i seguenti argomenti: leggi tutto

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1° Wind Turbine Technology Forum

Solarelit SpA

SolarElit Spa nasce come divisione solare di Microelit Spa che, sin dalla fine degli anni ’70,

World Toilet Day, crisi idrica e igienico-sanitaria per 2,6 miliardi di persone

Può sembrare uno scherzo, ma purtroppo non lo è. Ieri, come il 19 novembre di ogni anno, è stato il World Toilet Day , un’iniziativa per celebrare l’importanza dei servizi igienici e della sensibilizzazione per i 2,6 miliardi di persone che non hanno accesso a servizi igienici e impianti fognari adeguati. Un numero enorme, quasi la metà della popolazione mondiale, una situazione che fa venire i brividi solo a pensarci.

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World Toilet Day, crisi idrica e igienico-sanitaria per 2,6 miliardi di persone

Crisi Alimentare: Orizzonte Imprevedibile

:: L’indice mondiale dei prezzi degli alimenti sta toccando il picco più alto dal 2008, quando i prezzi dei generi alimentari sono saliti alle stelle e milioni di persone hanno subito sulla propria pelle questi aumenti. E in questo periodo sembra che la crisi si stia ri-verificando. I prezzi base dei cereali, fondamentali per l’approvvigionamento [...]

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Crisi Alimentare: Orizzonte Imprevedibile

Roma, 5000 firme per l’abolizione delle botticelle

La lav presenta 5000 firme contro le botticelle romane
La Lav ha presentato oggi 5000 firme in Campidoglio, per l’abolizione delle botticelle. L’associazione animalista ha realizzato lo scorso ottobre un video in cui è documentata la sofferenza dei cavalli. Le associazioni chiedono ora l’adozione di botticelle elettriche. L’amministrazione romana non è mai stata troppo decisa in merito. La scorsa estate trovò come soluzione mediatrice tra le proteste dei vetturini e le proteste degli animalisti una horse ambulance, una autoambulanza qualora i cavalli avessero sofferto malori causa fatica e caldo e tre veterinari. Ma ai cavalli toccava comunque trottare e portare a spasso i turisti per far guadagnare i loro padroni.

Scrive la Lav:

Il filmato è stato realizzato la scorsa estate nella Capitale e documenta in modo inequivocabile le infrazioni purtroppo più frequenti: botticelle nel traffico affollato di Roma anche nei caldissimi orari estivi vietati (ore 13-17), con un eccessivo carico di passeggeri e portati a “cassetta”, cavalli portati a trotto e fatti sostare in aree non consentite; cavalli che dondolano ripetutamente la testa in segno di stress e stanchezza e costretti a farsi largo tra automobili, bus, motorini.

Foto | Lav

Roma, 5000 firme per l’abolizione delle botticelle

Eolico per pagare le maestre? La storia di Castelguidone in provincia di Chieti

L'eolico per pagare le maestre? La storia di Castelguidone in provincia di ChietiSul sito Via dal Vento, spazio web della lobby italiana anti-eolico (che in gran parte coincide con quella pro-nucleare), si riporta una notizia molto interessante: a Castelguidone, in provincia di Chieti, il sindaco spinge per la costruzione di un parco eolico da dieci torri per 20 MW totali in modo da poter pagare con le compensazioni ambientali, tra le altre cose, anche una ulteriore maestra da inserire nell’organico della scuola comunale.

La cosa non è piaciuta al locale comitato del no all’impianto eolico che reputa quella del sindaco una strumentalizzazione per far passare per buono il parco:

I soldi dell’eolico non sono necessari alla locale scuola primaria, perche’ a Castelguidone ci sono diversi insegnanti in pensione pronti a fare lezione gratis. E cosi’ l’ultima trovata del sindaco Cicchillitti, quella di utilizzare parte dei proventi della centrale eolica per pagare un’altra maestra si sgonfia. Per gli insegnanti in pensione l’operazione del sindaco e’ chiara: strumentalizzare la questione eolico, spacciandola come la soluzione a tutti i mali del paese, dallo spopolamento all’istruzione

L’opposizione alle torri, va precisato, è precedente alla proposta del sindaco sulla maestra e si concretizza soprattutto nel comitato “Dinamismi”, formato l’anno scorso da una quarantina di ragazzi del posto.

Fin qui tutto normale: dove ci sono rinnovabili, specialmente eolico, ci sono sempre i comitati del sì e quelli del no. Basta fare due esempi, quelli riportati recentemente dal New York Times (uno in Abruzzo, uno negli Stati Uniti), per capire che non si tratta neanche di una storia solo italiana.

Singolare, però, la chiosa di Via col Vento che, presentando il link all’articolo che descrive la protesta-provocazione delle maestre che lavorerebbero gratis contro il parco eolico, aggiunge:

Ricordiamo che la trovata del sindaco di Castelguidone è del tutto illegale in quanto la Legge (Linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili. All.2 Comma 2) prevede espressamente che i proventi delle compensazioni ambientali versate dalle società eoliche debbano essere orientati alla mitigazione degli impatti del progetto, ad interventi di efficienza energetica, di diffusione di impianti a fonti rinnovabili e a sensibilizzazione.

Via dal Vento, però, non dice che le compensazioni ambientali (tutte, comprese quelle per gli impianti di sfruttamento del petrolio e del gas e quelle per gli elettrodotti), vengono puntualmente usate dai sindaci italiani per fare ben altro che interventi per l’ambiente.

Marciapiedi, strade, buche nell’asfalto, tetti di palestre e campetti sportivi: tutto entra nel grande calderone delle compensazioni. Sarà colpa delle rinnovabili se i sindaci, che sono alla canna del gas, cercano tutti i modi possibili per fare cassa, energia compresa?

Via | Via dal Vento, Araldo Vastese, Periodico Il Grillo
Foto | Flickr

Eolico per pagare le maestre? La storia di Castelguidone in provincia di Chieti

L’orto-giardino di Valle Giulia, la mensa universitaria chilometri zero è a Roma

Si è concluso venerdì, nei locali della facoltà romana di Architettura a Valle Giulia , il workshop di progettazione che ha visto impegnati per quattro giorni venticinque studenti, selezionati tra un centinaio di aspiranti, nella progettazione dell’ orto-giardino a servizio della nuova mensa di facoltà. L’iniziativa nasce a seguito di una coinvolgente e appassionata conferenza tenuta nell’inverno scorso agli studenti di Valle Giulia da Carlo Petrini , Presidente di Slowfood , inneggiante alla necessità di ritornare localmente e capillarmente, alla terra, di riprendere a coltivare il cibo che si mangia, ed a “non farsi mangiare dal cibo” con le feconde conseguenze che ciò comporta

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L’orto-giardino di Valle Giulia, la mensa universitaria chilometri zero è a Roma