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Terremoti e alluvioni, le centrali nucleari francesi non sono sicure ma niente panico

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centrale nucleare francese

Torniamo a parlare di nucleare in Francia, dal momento che la buona tenuta delle centrali nucleari francesi ci riguarda molto da vicino. Proprio sul fronte sicurezza ci sono novità. L’IRSN, agenzia francese che si occupa di radioprotezione e sicurezza nucleare, il 17 novembre scorso ha infatti rilasciato un rapporto di cinquecento pagine sull’esito degli stress test, chiesti sia dal Governo che dall’Europa, in seguito all’incidente nucleare di Fukushima.

Il dossier sostiene che nessuna delle centrali nucleari francesi attualmente in esercizio è insicura al punto da giustificarne la chiusura, altrimenti questa misura sarebbe già stata presa. Bisogna, però, aumentare la resistenza e la tenuta dei reattori in caso di terremoti, alluvioni ed altri eventi naturali di portata estrema. E bisogna farlo al più presto, trattandosi di fenomeni naturali imprevedibili.

Le centrali presentano infatti gravi lacune sul fronte della sicurezza, dal momento che non sono state progettate per resistere ad eventi estremi. Ed oggi, come abbiamo visto purtroppo in Giappone, devono invece essere pronte a qualsiasi eventualità. Ad esempio, sono state rilevate riserve d’acqua insufficienti ad alimentare i generatori di vapore in caso di emergenza. Inoltre non è stato calcolato in modo adeguato il rischio sismico per i sistemi di ventilazione dei gruppi elettrogeni d’emergenza e per i sistemi di ancoraggio di alcune tubazioni.

Jacques Repussard, direttore generale di IRSN, ha spiegato che

Non si tratta di difetti importanti, ma di fattori di fragilità in caso di incidente che devono essere corretti rapidamente.

In alcuni siti nucleari gli standard di sicurezza non sono conformi alle attuali conoscenze sui rischi naturali. In caso di terremoti violenti e di inondazioni devastanti risulterebbero dunque obsoleti. Su questo fronte, ha spiegato Repussard, bisogna intervenire al più presto per colmare le lacune senza perdere altro tempo.

I siti più a rischio in caso di terremoto sono Fessenheim (Haut-Rhin), Bugey (Ain) e Civaux (Vienne). Le centrali più vulnerabili in caso di alluvioni sono Fessenheim, Tricastin (Drôme e Vaucluse), Cruas (Ardèche), Chinon (Indre-et-Loire) e Saint-Laurent (Loir-et-Cher). In caso di terremoti, esplosioni o alluvioni, allo stato attuale la sicurezza in queste centrali non è affatto garantita.

Per potenziare la tenuta degli impianti ci vorranno anni ed enormi investimenti ma tutto resterà fermo fino all’inizio del 2012, quando dall’analisi del rapporto verranno presi i primi provvedimenti. Nel frattempo non resta che sperare non si verifichino calamità naturali. Condividiamo lo sgomento di Stéphane Lhomme, presidente dell’Observatoire du nucléaire. Lhomme si dice infatti stupito dalle conclusioni del rapporto: come si può affermare che la produzione può continuare in tutti i reattori, ammettendo allo stesso tempo che ci sono delle gravi falle nella sicurezza che andrebbero corrette immediatamente? Già, come si può?

Via | Le Monde; IRSN; Observatoire du nucléaire
Foto | Flickr

Terremoti e alluvioni, le centrali nucleari francesi non sono sicure ma niente panico

Auto elettrica: sperimentata con successo la batteria semisolida a ricarica rapida

Auto elettricaVorrei segnalarvi un interessante filone di ricerca relativo alle auto elettriche. Un team di ricercatori americani appartenenti al Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha infatti realizzato un nuovo modello di batteria più leggera, economica e rapida da ricaricare che, secondo i primi test, potrebbe realmente trasformare il settore dei veicoli elettrici. Il nuovo sistema è basato sulla tecnologia delle batterie di flusso, composte cioè da sostanze liquide.

La novità consiste nel fatto che si avrebbe una densità energetica dieci volte maggiore, grazie a un’innovazione fondamentale: la struttura liquida della batteria di flusso è infatti stata combinata con la tecnologia delle normali batterie solide a ioni di litio; in sostanza si tratta di un mix fra due elettroliti diversi il cui risultato, chiamato batteria di flusso semisolida, è quello di avere delle particelle solide sospese nel liquido. Quali i vantaggi? In sostanza per ricaricare questo tipo di batterie, è sufficiente sostituire i liquidi; per cui si tratta di un’operazione che potrebbe richiedere pochi minuti.

Nota interessante il fatto che queste batterie potrebbero trovare applicazione anche come accumulatori in associazione ad impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, almeno per piccole utenze, riducendone i limiti legati all’intermittenza degli impianti stessi. Tutti questi aspetti rendono di un certo interesse la tecnologia, i cui sviluppi verranno seguiti con una certa attenzione. Alla luce di simili risultati si può quindi essere più che ottimisti sul fatto che l’auto elettrica in pochi anni potrebbe realmente diventare competitiva.

L’errore che non dovrà essere fatto è pensare che il raggiungimento della maturità tecnologica delle auto elettriche sia per forza di cose direttamente proporzionale all’autosostenibilità energetica nel settore trasporti; sarà per questo importante pianificare il passaggio al trasporto elettrico in modo che la produzione del vettore energetico (necessario alla ricarica delle batterie) sia la più sostenibile possibile.

Se si penserà che per produrre il vettore energetico sia comunque imprescindibile il far ricorso all’energia primaria delle fonti fossili, non si farà altro che programmare il futuro semplicemente spostando le emissioni dalle strade alle centrali elettriche. Se dovesse avvenire questo, si tratterebbe di un gioco che (ovviamente) non varrebbe la candela.

Via | Mit.edu ; Nextgreencar.com
Foto | Flickr

Auto elettrica: sperimentata con successo la batteria semisolida a ricarica rapida

La Luna fa acqua da tutte le parti

Acqua sulla Luna in quantità fino a cento volte superiori a quanto appurato finora dalla letteratura scientifica. A scoprirlo un recente studio condotto dall’équipe di scienziati coordinata da Erik H

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La Luna fa acqua da tutte le parti

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Acqua, deve rimanere bene comune

Dopo il convegno Dammi da bere-giornata sull’acqua , organizzato da Greenaccord al centro Euro Mediterraneo di Roma, sono seguiti interventi e commenti sul bene più prezioso che abbiamo, l’acqua.

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Acqua, deve rimanere bene comune

Inquinamento atmosferico provoca infarto quanto alcol e caffè

L’abuso di alcol , caffè ed il troppo sport sono fattori di rischio noti per l’ infarto , cause scatenanti problemi cardiovascolari che creano le condizioni per l’insorgenza di attacchi di cuore . Dei primi due, in particolare, si parla molto spesso nelle campagne di prevenzione e sensibilizzazione della popolazione sulla salute pubblica .

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Inquinamento atmosferico provoca infarto quanto alcol e caffè

Cetacei a rischio a causa dei sonar militari

Balena sulla spiaggia

Due cetacei, due rari esemplari di zifio, si sono spiaggiati sulle coste vicino Siracusa, mentre è in corso un’esercitazione NATO con uso di apparecchiature sonar. Non è una coincidenza: non è infatti la prima volta che i cetacei spiaggiano perché disturbati da sonar militari.

Fortunatamente i due animali sono stati recuperati e portati al largo dalla Guardia Costiera. L’operazione militare continuerà fino al 17 febbraio, con l’utilizzo di sei sommergibili e soprattutto sofisticate apparecchiature sonar.

Giovanni Soldini, testimonial Greenpeace, ha dichiarato:

I nostri mari sono già in un grave stato di degrado è doveroso prendere ogni misura necessaria per evitare che le minacce aumentino.

I sonar militari possono provocare effetti sui cetacei fino a 100 chilometri di distanza, producendo disorientamento e spesso danni fisici che possono portare anche alla morte.

Greenpeace chiede:

Al ministero dell’Ambiente di fare chiarezza sullo spiaggiamento di Siracusa, e di vietare queste esercitazioni soprattutto nelle aree in cui gli zifi sono più diffusi: lo Ionio e l’alto Tirreno. In particolare poi l’immediata revoca dell’autorizzazione alle esercitazioni NATO/NURC a Pianosa e in tutto il Santuario dei Cetacei che è rimasto un “parco di carta” per troppo tempo.

Via | Greenpeace
Foto | Flickr

Cetacei a rischio a causa dei sonar militari

Energia geotermica dai pozzi di petrolio?

E’ l’ obiettivo dei progetti varati dall’ U.S. Department of Energy ( DOE ). Ricorrere alle consolidate tecnologie di perforazione già utilizzate per estrarre petrolio e gas naturale , per generare energia da fonte geotermica a bassa temperatura.

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Energia geotermica dai pozzi di petrolio?

olio di colza “tracciato” DIN 51605

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Porto Potenza (Macerata) – Impianto fotovoltaico da 2 kWp

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