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International Nimby: il Wwf Abruzzese contro l’idroelettrico in Montenegro

Not in my back yard, e manco in quello del mio vicino. Il Wwf abruzzese non vede di buon occhio il progetto di produrre energia idroelettrica in Montenegro e portarla poi in Italia tramite l’elettrodotto Tivat-Villanova. Secondo la sezione regionale dell’associazione ambientalista, infatti, l’energia elettrica prodotta dall’altro lato dell’Adriatico avrebbe un impatto devastante sull’ambiente montenegrino.
Il progetto in questione prevede la costruzione di quattro dighe sul fiume Moraca, che alimenta il lago di Scutari, un’area troppo preziosa e delicata per reggere all’impatto delle centrali idroelettriche:
Il lago di Scutari, il più grande dei Balcani, è una zona umida di importanza mondiale ai sensi della Convenzione di Ramsar. Una delle caratteristiche principali di questo lago è la variabilità stagionale del livello dell’acqua condizionato in parte da quello del suo principale affluente, il fiume Moraca. È questa variazione nei livelli delle acque del lago che determina la formazione di estesi saliceti, canneti e vaste aree di vegetazione galleggiante dove trovano ospitalità circa 1.900 specie di piante, 54 specie di molluschi di acqua dolce, 16 di anfibi, 28 di rettili, 57 di mammiferi e 281 di uccelli, tra cui il Pellicano Dalmata, simbolo del lago. L’intera zona è formata da fiumi e canyon inseriti nella rete Smeraldo, una selezione di siti nei paesi confinanti con i Paesi dell’Unione Europea ritenuti indispensabili per la protezione della Rete Natura 2000
Ma non solo: non è detto che l’energia portata in Italia con l’elettrodotto sarà tutta rinnovabile e pulita perchè, oltre alle quattro dighe, in Montenegro verrà costruita anche una centrale termoelettrica a carbone. Made in Italy, Enel. Il Wwf, quindi, si chiede se sia possibile far finta di non vedere cosa succede nell’orto del vicino:
Al di là di ogni altra considerazione locale, occorre evitare che il nostro paese importi energia “a occhi chiusi” e dunque occorre verificare fino in fondo cosa si nasconde dietro ai chilowattora che dovrebbero scorrere tra le sponde dell’Adriatico. Non è giusto né morale utilizzare l’energia elettrica derivante dalla distruzione ambientale di un altro Paese, soprattutto in una condizione di tale ricchezza ambientale quale quella del Montenegro
Via | Comunicato stampa Wwf Abruzzo
Foto | Flickr
International Nimby: il Wwf Abruzzese contro l’idroelettrico in Montenegro
Bp conferma le trivellazioni in Libia, la politica italiana insorge
I timori di qualche giorno fa si sono rivelati fondati, la BP avvierà, entro poche settimane, le prime trivellazioni al largo delle coste libiche . Una situazione che riguarda da vicino noi italiani, visto che il punto in cui si troverà il nuovo pozzo sarà distante solo 500 km dalle coste della Sicilia .

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Bp conferma le trivellazioni in Libia, la politica italiana insorge
Afa, rinnovabili e numeri
E' un week end di fuoco . Sono ore di caldo asfissiante , in quasi tutta Italia, in attesa dell'arrivo delle prime piogge.

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Afa, rinnovabili e numeri
La Spagna primo Paese per il solare termodinamico

Mentre in Italia giochiamo alla sperimentazione, cincischiamo sulle nuove tecnologie rinnovabili per la produzione di energia elettrica, tanto centrale nucleare ci penserà, in Spagna con il solare termodinamico fanno sul serio e dimostrano che una centrale del genere funziona. E’ stata infatti inaugurata la centrale La Florida da 50 MW di Renovables Samca a Alvarado che consente agli iberici di raggiungere il primato mondiale per potenza installata, portando il totale a 432 MW e superando gli Stati Uniti che ne contano 422 MW.
Leggo sul sito Protermo Solar, l’associazione spagnola per l’industria solare termodinamica:
Questo centro ha sviluppato una nuova tecnologia per SAMCA che ha sistema di stoccaggio termico con sali fusi. E’ una pietra miliare nello sviluppo del settore e grazie alla dimensione del campo solare, di 550.000 m2 di bacino idrografico, diviene la più grande centrale sia in Spagna sia altrove.
Attualmente in Spagna sono attive 10 centrali a concentrazione solare: PS 10 (11 MW), PS 20 (20 MW), Andasol 1 (50 MW), Puertollano (50 MW), Puerto Errado (1,4 MW), La Risca (50 MW), Andasol 2 (50 MW), Solnova 1 (50 MW), Extresol 1 (50 MW), Solnova 3 (50 MW) e La Florida (50 MW).
Via | Chilerenovables, zeroemission.Tv,
Foto | Protermosolar
Clean the world: riciclare saponette per il terzo mondo
Clean the world è un’associazione no profit che cerca di aiutare la situazione di povertà e malattie nel Terzo Mondo. Nata nel febbraio 2009 da Shawn Seipler and Paul Till, ha la sua sede in Florida e ha messo in atto una curiosa e originale idea: poichè un alto numero dei clienti di hotel utilizza solo una parte delle saponette messe a disposizione durante la sua permanenza, Seipler e Till hanno pensato di riutilizzarle, lavorandole nuovamente insieme tra loro per poi riciclarle per i paesi poveri (ovviamente non stiamo parlando dei flaconcini che molti di noi, poi, si portano a casa come “souvenir”). L’organizzazione cerca così di ridurre lo spreco, limitando l’impatto ambientale e, allo stesso tempo, dando vita ad un progetto benefico senza scopi di lucro. Fino ad oggi, i suoi 17 collaboratori hanno dedicato circa 5000 ore di lavoro a questo progetto.
Lo scopo dell’operazione è semplice quanto necessaria: per combattere la morte dovuta ad infezioni alle vie respiratorie e diarrea, a causa della mancanza di igiene, la fondazione spedirà queste nuove saponette, accompagnate da materiale educativo ed informativo.
Inoltre, il gruppo, ha anche una pagina Facebook ufficiale sulla quale sono presenti ulteriori dettagli e modi attraverso cui poter aderire e contribuire alla loro fondazione.
Wwf, Greenpeace e Legambiente: sulle rinnovabili il Governo punti più in alto

Le tre associazioni ambientaliste, insieme, si rivolgono al Governo per chiedere un impegno maggiore in favore delle energie rinnovabili. L’obbiettivo al 2020 fissato dal Governo, infatti, potrebbe essere abbondantemente superato.
Secondo Wwf, Legambiente e Greenpeace, infatti, mentre l’esecutivo punta al 17% del totale dei consumi italiani coperti da fonti rinnovabili (cioè quanto chiede l’Ue), il potenziale sfruttabile nel nostro paese permetterebbe di raggiungere dal 41,5% al 48%.
Decisamente altri numeri, illustrati in conferenza stampa tramite tre scenari:
Se i consumi finali di energia elettrica dell’Italia si attestassero dunque a 366 TWh al 2020, così come stimato dal Governo nel Piano d’Azione, le rinnovabili potrebbero coprire addirittura il 41,5% del consumo finale di elettricità già nel 2020, mentre nel caso dello scenario a maggiore efficienza energetica la quota salirebbe al 45%. Se poi si assumono tutti i valori massimi presentati dalle diverse associazioni industriali di settore la quota delle rinnovabili salirebbe a oltre il 48%
Ma non solo: il Governo deve fare di più anche sul fronte della riduzione delle emissioni di CO2: dovrebbe chiedere di innalzare al 30% l’obbiettivo europeo di riduzione dei gas serra.
Le strategie per arrivare a questi risultati, però, le tre associazioni avvertono:
C’è anche bisogno di strumenti adeguati, come interventi sulle reti elettriche e finalmente un quadro di regole certo per le autorizzazioni degli impianti, oltre a chiarezza sugli incentivi
Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr
Wwf, Greenpeace e Legambiente: sulle rinnovabili il Governo punti più in alto
Roma sarà Ecovillage dal 3 luglio al 3 agosto 2010
Grazie all’iniziativa di Green Generation , anche a Roma approda l’ Ecovillage , la prima manifestazione dedicata all’Ecologia della Capitale.

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Roma sarà Ecovillage dal 3 luglio al 3 agosto 2010
I rifiuti elettronici diventano arte con le eco-sculture (fotogallery)
Sapevate che oltre il 70% dei metalli pesanti provenienti dalle discariche provengono da computer? Questi metalli rilasciano fino a 38 diversi elementi chimici nel flusso dei rifiuti , i quali inevitabilmente finiscono per inquinare il terreno e la fauna circostante. Ma se anziché lasciargli provocare un sacco di danni inutili provassimo a riciclarli

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I rifiuti elettronici diventano arte con le eco-sculture (fotogallery)
Corona Save the Beach: il primo hotel fatto coi rifiuti

Gli amici di Travelblog.it ci hanno deliziato con una notizia davvero curiosa. Si tratta della recente inaugurazione del “Corona Save the Beach Hotel”, un hotel romano che si trova tra Palazzo Giustizia e Corte Sant’Angelo, il quale ha recentemente aperto le sue porte ai visitatori. Particolarità dell’edificio è il fatto che sia stato costruito con ben 12 tonnellate di rifiuti inorganici.
La struttura, progettata e realizzata dall’artista tedesco Schult, ha circa 200 mq di prato artificiale e le sue pareti sono costituite da circa un milione di pezzi di scarto abbastanza eterogenei fra loro (manichini, giocattoli, bottiglie di plastica), provenienti da diversi Paesi europei. L’edificio è alto 8 metri, lungo 12 e largo 10, diviso in 80 pannelli.
Il Corona Save the Beach Hotel è l’evento clou della campagna 2010 Corona Save the Beach, che, dopo aver ripulito la scorsa estate la spiaggia di Capocotta sul litorale romano, anche quest’anno mette a disposizione sul sito internet uno spazio per segnalare una spiaggia europea da salvare.
Via | Travelblog.it
Francia, votate on line la MissBio

In Francia, lo sostengo sempre, in merito alle questioni ambientali mostrano una certa fantasia e sdrammatizzano piacevolmente argomenti, quali l’ecologia, che sotto il nostro tetto, spesso assumono il peso specifico del piombo.
Ebbene, ecco arrivare l’elezione di Missbio promossa da un portale che è tutto un programma: femininbio. Le fanciulle da votare sono state divise in tre sezioni: i personaggi, le impegnate e le blogger; per ognuna una scheda di presentazione. Partner dell’operazione i cosmetici So’Bio certificati Ecocert e Cosmébio. Insomma, quando marketing e impegno per l’ambiente vanno a braccetto. In premio, oltre alla fornitura di cosmetici, anche 12mila euro, 4000 euro per categoria, che saranno devoluti in beneficenza a un associazione che si occupa di sviluppo sostenibile.
Ma chi sarebbe una Missbio? E’ una donna consapevole che le sue scelte possono avere un impatto sull’ambiente; è cosciente del fatto che lo sviluppo sostenibile è possibile partendo da piccoli gesti sino ad arrivare a cambiare le proprie abitudini.
Ecco dunque che tra le aspiranti Miss compaiono, oltre alle signore impegnate in ONG, come Gaëlle Bouttier Guérive che lavora per il WWF o Émilie Barrucand che lavora per l’associazione Wayanga impegnata nella salvaguardia della Foresta amazzonica, anche Cécile de France, attrice e ambientalista convintissima, Axelle Red cantante e ambasciatrice UNICEF o Aïssa Maïga attrice e madrina dell’Ethical fashion Show. Tra le blogger ci sono Karambole, Mam’zelle émie e Virginie.
