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Le bioshopper boicottate dalle piccole imprese del Nord

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Spesa con troppe buste in plastica: meglio usare sporte in cotone, iuta o paglia

Altro che longa manus delle multinazionali del petrolio e della plastica! A far sparire dal Decreto Milleproroghe la Legge con gli standard di biodegradabilità sulle bioshopper in plastica biodegradabile sono state le piccole, piccolissime aziende del Nord Italia oltre 2000 concentrate in Piemonte, Veneto, Lombardia e Emilia e che impiegano circa 20mila lavoratori. Leggo la notizia sul Corriere della Sera di oggi (pag. 24).

Spiega Maurizio Pastore della Camar Plast di Domodossola:

Eravamo disperati. Se quelle norme fossero passate non avremmo riaperto dopo le vacanze. E così abbiamo inondato di mail il Ministero dell’Ambiente. Le grandi imprese possono riconvertire la produzione dalla plastica alla bioplastica. Noi no. E poi i piccoli negozi non vogliono la bioplastica. Piuttosto passeranno ai sacchetti di carta.

Il Ministero dell’Ambiente ha fatto sapere che comunque la Legge sarà adottata anche se non specifica come e quando. Comunque, se oggi la norma sui criteri che stabiliscono la biodegradabilità dei sacchetti di plastica fosse in vigore sarebbe toccato anche ai piccoli negozianti munirsi di sacchetti biodegradabili. Invece la legge attualmente in vigore prevede che i sacchetti bio siano distribuiti solo nei supermercati. In giro dunque tanti sacchetti fintobio ottenuti da plastica a cui sono stati aggiunti adittivi che aiutano la scomposizione ma che lasciano comunque il problema. Peraltro questi sacchetti sono venduti al pari delle bioplastiche e dunque assicurano un profitto più alto.

Chi la spunterà? Le piccole imprese o gli ambientalisti? Intanto chi ha a cuore l’ambiente può usare buste in stoffa, paglia o retine in cotone.

Foto | Flickr

Le bioshopper boicottate dalle piccole imprese del Nord

Fukushima: come mentirono sui danni e le radiazioni

fukushima danni nucleareIl terremoto e lo tsunami in Giappone sono un ricordo che ci sembra lontano. Eppure, era solo l’undici marzo scorso. Una tragedia immane, a detta di molti “coperta”, non raccontata per intero nella sua gravità. Silenziata ad arte, e a danno della popolazione locale. Vediamo di fare un riepilogo.

Leggo su Naked Capitalism un post lungo in cui si analizza la “copertura” dedicata alla tragedia nucleare di Fukushima e come la contaminazione radioattiva e i danni causati alla centrale sia stati costantemente sottostimati. I protagonisti? Governo giapponese, altri governi – in prima fila quello britannico – TEPCO, società nel business del nucleare.

La radioattività per esempio sarebbe stata estremamente “addolcita”. L’ex Ministro degli Interni Haraguchi Kazuhiro ritiene che la stazione di monitoraggio delle radiazioni abbia fornito dati ben diversi da quelli divulgati al pubblico. Naturalmente di molto maggiori rispetto a quelli diffusi. “Si tratterebbe di un crimine nazionale”, disse Nishio.

Sempre Naked Capitalism cita il Wall Street Journal:

Un ex consigliere per l’energia nucleare del primo ministro Naoto Kan ha duramente criticato il governo per la gestione della crisi, e ha predetto ulteriori rivelazioni sulla minaccia radioattiva alla popolazione nei prossimi mesi.

Nella sua prima intervista dalle dimissioni, avvenute per protesta nello scorso mese di aprile, Toshiso Kosako, uno dei maggiori esperti giapponesi di nucleare e radioattività, ha spiegato che il governo di Kan sarebbe stato troppo lento nel monitorare la situazione delle acque intorno a Fukushima e la contaminazione alla fauna ittica, minimizzando la contaminazione in modo da risparmiare un domani per la bonifica.

E se già ci sono state notizie di prodotti alimentari contaminati – foglie di te e spinaci, per esempio – Kosako spiega che i problemi arriveranno più avanti nel corso dell’anno, per esempio quando si raccoglierà il riso.
“Questo autunno la stagione del raccolto sarà un disastro, sarà il caos” Spiega Kosako “Nel riso che verrà raccolto ci sarà certamente una percentuale di contaminazione, non so a che livelli – ma sarà uno scandalo. S ele persone smetteranno di comprare riso… avremo un grosso problema”

Nella congiura del silenzio avrebbe svolto un ruolo non indifferente anche il governo britannico, come spiega il Guardian, i cui giornalisti avrebbero visionato comunicazioni email compromettenti, per “silenziare” nel Regno Unito le dimensioni del disastro di Fukushima:

“Questo deliberato e (tristemente) riuscito tentativo di addolcire la vera storia di Fukushima è un terribile tradimento dei valori liberali. Dal mio punto di vista non è accettabile che il gabinetto di un ministero LiberalDemocratico sia a capo di un dipartimento coinvolto in una cospirazione che aveva come disegno manipolare la verità dei fatti e la protezione di interessi privati” ha spiegato Andy Miles, ex leader del partito Liberal Democratico in Scozia.

Fukushima: come mentirono sui danni e le radiazioni

Enel Green Power sigla accordo spartizione EUFER

500 MW di potenza installata , cui va ad aggiungersi una pipeline di progetti avente una potenza pari all’incirca ad 800 MW. Questo è quanto la controllata di Enel Green Power , la Enel Green Power Espana SL, ha ottenuto nell’ambito di un accordo per la suddivisione degli asset detenuti da EUFER, Enel Union Fenosa Renovables , SA. A darne notizia in data odierna, lunedì 30 maggio 2011, è stata proprio Enel Green Power nel far presente come l’operazione di spartizione degli asset, di break up come si dice in gergo, sia avvenuta nell’ambito di un accordo che EGP ed Enel Green Power Espana SL hanno stipulato con Gas Natural SDG, SA.

See the article here:
Enel Green Power sigla accordo spartizione EUFER

Caserta in bicicletta per i 150 anni dell’Unità d’Italia

Il logo deli 150 anni dell'Unità d'Italia Il cicloturismo è una delle attività poco apprezzate nel nostro Paese. Un po’ per pigrizia e un po’ per mancanza di iniziative diventa difficile fare pedalate culturali organizzate. Questa volta però si presenta una ghiotta occasione: commemorare e festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia in sella alla bicicletta. I luoghi esplorati sono quelli del casertano su un percorso che durerà tra le 4-5 ore, difficoltà media, con fondo stradale 80% asfalto e 20% di sterrato.

La provincia di Caserta è ricca di posti in cui si è fatta la storia dell’Unità d’Italia e in bicicletta saranno toccati: Castel Morrone (le “termopili d’Italia”), i luoghi della battaglia del Volturno e il Sacrario Garibaldino presso l’acquedotto Carolino. Il raduno è fissato alle 9,00 del 17 marzo davanti l’ingresso principale della Reggia di Caserta.

L’organizzazione è a cura di Cicloturismocaserta.blogspot.com con la FIAB-Casertainbici e ai primi 30 partecipanti regaleranno un piccolo tricolore. Per info: cicloturismocaserta@gmail.com.

Via | Casertace

Caserta in bicicletta per i 150 anni dell’Unità d’Italia

Occhiali in legno per sostenere la natura e non solo

Occhiali di legno

La Proof ha lanciato una linea di occhiali unisex in legno. Non solo sono eco-compatibili al 100% ma quando ci si stufa del modello si può rimandare indietro per farlo riciclare.

Ma questi occhiali non aiutano solo la natura, la Proof infatti dona una parte dei suoi profitti ad una clinica per gli occhi in India e ad un’iniziativa di reimpianto di alberi ad Haiti.

Via | GreenDiary

Occhiali in legno per sostenere la natura e non solo

Orto verticale con bottiglie di plastica riciclate

orto verticale in bottiglie di plastica riciclate L’idea è semplice: usare un telaio in legno e applicarci su mezze bottiglie di plastica riciclate per creare un mini orto verticale. I passaggi per costruire l’orto li trovate qui.

L’idea è interessante sopratutto se si vogliono piantare erbe aromatiche: basilico, menta, rosmarino, trovano una collocazione ideale nella struttura verticale e sono così anche facili da cogliere.

Inoltre non si spreca acqua per innaffiare: quella che viene versata nei vasi superiori gocciola poi in quelli inferiori.

Orto verticale con bottiglie di plastica riciclate

Pendolare di Bergamo: "Mantengo puliti i binari se Trenitalia mi paga l’abbonamento"

sacchetto e immondizia sui binari della stazione di bergamo

Il problema rifiuti non riguarda solo Napoli e la Campania. Esiste anche nel profondo Nord. Tanto che un cittadino, un pendolare di Bergamo, lancia attraverso le pagine de L’Eco di Bergamo una singolare proposta a Trenitalia: tenere pulito il binario 1 Tronco Ovest in cambio del pagamento del suo abbonamento mensile, pari a 30 euro.

Il binario in oggetto, come si vede anche dalla foto, è in condizioni pietose e il sacchetto nero è abbandonato da almeno un mese, da quando cioè il pendolare ha iniziato a tenerlo d’occhio per capire quando, poi sarebbe stato portato via.

Scrive perciò il pendolare:

Ecco, vi scrivo proprio in merito a quel sacco: lo eleggerei a simbolo del profondo degrado in cui è piombata la stazione di Bergamo, più o meno in coincidenza con la sfolgorante apparizione dell’Alta Velocità italiana. Quel sacco si trova appoggiato al muretto del cosiddetto “binario 1 Tronco Ovest”, quello, per intenderci, dove partono e arrivano i treni della linea Bergamo-Lecco. Da circa un mese, da quando cioè ha fatto la sua comparsa in quel sito, lo sto monitorando: ogni giorno controllo che qualcuno lo abbia nel frattempo portato via. Tuttavia, almeno fino a venerdì 7 gennaio, ogni speranza è stata vana. Il sacco si trova a pochi metri dall’uscita del bar del dopo-lavoro ferrovieri, posto a fianco del binario in questione, e quindi in bella vista a tutti. Io mi impegno a tenere pulito il binario 1 Tronco Ovest e in cambio chiedo che il responsabile della stazione, in rappresentanza di Trenitalia, ogni mese mi regali l’abbonamento (30 euro circa). In alternativa può comunque far sempre togliere dai binari la montagna di sporco (sacco compreso) alla ditta che ha in appalto la pulizia della stazione.

Foto | Courtesy Eco di Bergamo

Pendolare di Bergamo: “Mantengo puliti i binari se Trenitalia mi paga l’abbonamento”

Energia dalle nuvole, la nuova fonte rinnovabile

Mark Moore , ricercatore della NASA , potrebbe aver scoperto una nuova forma di energia rinnovabile . Dei nanotubi di lunga portata che raggiungono le nuvole potrebbero alimentare una turbina che vola dai 600 metri ai 9 km di altezza per raccogliere energia eolica da inviare sulla Terra.

See the original post:
Energia dalle nuvole, la nuova fonte rinnovabile

Eco regalo di Natale: da Poste italiane il cellulare solare PM1005 a 60 euro

cellulare solare poste italiane

E’ un cellulare semplice, senza grandi pretese il PM 1005. Però ha due caratteristiche: è al 75% ottenuto da materiale riciclato, incluso il packaging sobrio e manuale in carta riciclata e in più ha celle solari per la ricarica. Lo si può acquistare qui a 59,90 euro.

Dunque ecco le caratteristiche tecniche del ZTE Ricarica Solare PM1005 ECO:

GSM 900/1800 MHz
• Display: 1.5’’ pollici e 65.000 colori
• Batteria: Li-ion 580mA
• Conversazione massimo 330 minuti;
Stand-by massimo 180 ore
• Ricarica solare massima: 45mA
• Suonerie polifoniche/Vivavoce/Calendario/Calcolatrice
• Rubrica: fi no a 300 numeri/SMS: fi no a 100
• Radio FM
• Dimensioni: 107×45,6×18,6 mm
• Peso: 85 g
• Garanzia Ufficiale Italia 2 anni

Infine Poste Mobile devolverà parte del ricavato al progetto oasi del WWF. I dettagli dei costi di chiamata li trovate su mobileblog.

Eco regalo di Natale: da Poste italiane il cellulare solare PM1005 a 60 euro

Eco-field

Il termine è stato coniato nel 2004 da Almo Farina . L’ eco-field è un paradigma nato per coniugare la semiosi individuale con il concetto di habitat e di nicchia ecologica e per integrare al meglio questi ultimi. Laddove la nicchia ecologica individua il campo di esistenza di ciascun p arametro funzionale per l’organismo, l’habitat è rimasto un concetto di difficile modulazione. La nicchia ecologica è costituita dall’ iper spazio a più dimensioni (in cui ogni dimensione corrisponde ai valori di un fattore ecologico determinante per la specie) descritto dalla sovrapposizione dei campi di esistenza dei singoli parametri entro i quali è possibile la vita della specie.

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Eco-field