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Nucleare, blitz di Greenpeace a Palazzo Venezia (video)

Nucleare: blitz di Greenpeace a Palazzo Venezia , sul terrazzo storico di Roma da cui si affacciava il duce per plagiare le masse. Alle prime luci dell’alba un gruppo di attivisti dell’associazione pacifista verde, celebre per le sue azioni dimostrative contro l’atomo, ha scalato per la prima volta il famoso edificio. Aiutati da un camion-gru, i ragazzi si sono arrampicati sulla facciata e hanno raggiunto il balcone per srotolare un enorme striscione su cui non campeggiava la faccia di Benito Mussolini bensì quella del premier Silvio Berlusconi .

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Nucleare, blitz di Greenpeace a Palazzo Venezia (video)

Giornata mondiale della Libertà di stampa, vent’anni dopo la Dichiarazione di Windhoek

giornata mondiale libertà informazione 2011Oggi è il 3 maggio 2011, ventesimo World Press Freedom Day: è la giornata mondiale della libertà di stampa. Perché si festeggia proprio oggi? Perché risale al 3 maggio 1991 la Dichiarazione di Windhoek – la trovate sul sito Unesco – una carta destinata a delineare il futuro degli stati africani in tema di libertà di stampa.

A leggerla cosa ci troviamo? Troviamo molti punti ancora attuali: se pensate che tutto ciò fu pensato per l’Africa del 1991, un continente a pezzi forse ancora più di quanto lo è oggi, fa un discreto effetto notare come alcuni dei punti del manifesto siano perfettamente applicabili anche all’Italia del 2011, e non solo.

Naturalmente nella Dichiarazione di Windhoek manca qualcosa senza cui non leggereste questo post: internet. Le libertà digitali, le infinite possibilità che la rete offre alla libertà di espressione e di stampa erano chiaramente impensabili vent’anni fa in Europa, figuriamoci in Africa: proviamo ad approfondire dopo il salto.

Il primo punto riprende la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: sostiene che la presenza di una stampa libera, indipendente e pluralistica sia essenziale allo sviluppo e al mantenimento della democrazia di una nazione – oltre che allo sviluppo economico.

Il secondo punto spiega cosa si intenda per stampa libera: una stampa indipendente da controllo governativo, politico, economico. Ecco: già a questo punto, qualche riflessione sull’Italia del 2011 inizierei a farla. Ma è al terzo punto della Dichiarazione che si descrive un Paese che conosciamo abbastanza bene: quello in cui viviamo.

Traduco “per stampa pluralistica, intendiamo la fine dei monopoli di ogni tipo, e l’affermazione del maggior numero possibile di quotidiani, magazine, e periodici che riflettano il raggio più ampio possibile di opinioni della comunità”. Ecco: sentire “fine dei monopoli” e pensare al sistema televisivo italiano…

Fa pensare un po’. Di fatto quello italiano non è un monopolio in senso stretto, ma non definirei esattamente Rai e Mediaset come concorrenti. È un amichevole oligopolio quello che si spartiscono, molto, molto amichevole. Ricordiamoci sempre: Dichiarazione Windhoek, Namibia 1991. Questo post: Milano, Italia 2011.

Ed è un oligopolio particolarmente problematico in quanto è tramite la televisione che la maggior parte degli italiani riceve informazioni e si forma un’opinione – Sartori aveva tratteggiato perfettamente in Homo Videns questa tendenza – Più della carta stampata, più naturalmente del web, territorio ancora relativamente libero. Libero davvero? Il web? Libero, più o meno.

Certo, la situazione italiana non è sicuramente quella che ci ha raccontato ieri Eleonora Bianchini – reduce dall’incontro MediEncounter ad Alicante – dove si sono ritrovati gli attivisti del Mediterraneo protagonisti delle rivoluzioni in Libia, Tunisia o Egitto. Rispetto a loro dovremmo stappare champagne: rispetto ad altri Paese europei, decisamente no.

Quanto si desideri chiudere un po’ il rubinetto della libertà sulla rete è evidente: pensate al Decreto Pisanu, per esempio. Decaduto? Magari: come potete leggere per esempio in questo pezzo di Guido Scorza su Wired del 31 gennaio 2011. Un decreto che potete immaginare così: come se ogni volta che salite in macchina, qualcuno vi controllasse la patente. L’impressione è che la tentazione di un giro di vite anche sul web sia forte.

Ma anche che quello stesso web conti ancora poco, e che sia più interessante mantenere il pallino del gioco in un altro campo, più facilmente gestibile: quel campo è la tv. Perché la carta stampata conta, sì – parlo dell’Italia – ma la partita del consenso vero si gioca in un altro campo, quello catodico. La bandierina meglio tenerla ancora lì.

Sono i dati usciti da Freedom House a metà aprile scorso – qui il pdf integrale – quelli in cui si descrive l’Italia come libera sul web – ecco il pdf – mentre la stessa organizzazione ci descriveva nel 2010 come “partly free” – qui pdf integrale 2010 – per quanto riguarda la libertà di stampa “tradizionale” a confermarlo indirettamente.

Una classifica quest’ultima nella quale ci troviamo in maniera imbarazzante indietro, ultimi tra i Paesi dell’area Euro insieme alla Turchia: per un quadro più completo, Fabio Chiusi scrisse questo ottimo post a riguardo. Buon 3 maggio a tutti.

Giornata mondiale della Libertà di stampa, vent’anni dopo la Dichiarazione di Windhoek

M’illumino di meno, la giornata del risparmio energetico

Torna l’iniziativa M’illumino di meno , un’intera giornata dedicata al risparmio energetico. La data è quella del 18 febbraio 2011 , ma vediamo come risparmiare sull’energia e come aiutare il Pianeta e soprattutto, lanciare un messaggio: Un mondo migliore è possibile

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M’illumino di meno, la giornata del risparmio energetico

Claudia Kemfert economista: "Il nucleare è una tecnologia incerta e in Italia c’è poco fotovoltaico"

claudia kemfert

Secondo Claudia Kemfert, economista tedesca, in Italia c’è poco fotovoltaico; il nucleare è una tecnologia incerta; dovremmo valutare le nostre scelte di approvvigionamento energetico sulla base del PIL energetico; in futuro ci approvvigioneremo con un mix di rinnovabili.

Lo scenario è stato delineato a Padova durante la conferenza “Energie future: quale sostenibilità per una giusta crescita”, voluta da Segnavie la cui cronaca è stata riportata da Il Giornale di Vicenza. La relatrice, Claudia Kemfert è docente di economia alla Humboldt-Universität di Berlino, autrice nel 2008 del libro Die andere Klima-Zukunft Innovation statt Depression che tradotto sarebbe: “Oltre il futuro del clima, innovazione e non depressione”, nonché consulente di Banca Mondiale, Onu e membro del Gruppo consultivo della Ue su Energia e cambiamenti climatici.

Il nucleare è incerto, perché spiega l’economista:

Al momento le centrali nucleari sono di terza generazione avanzata: per arrivare alla quarta, quella del cosiddetto nucleare pulito in cui lo stoccaggio delle scorie avviene in sicurezza, ci vorranno molti anni. In Germania sono stati spesi nel tempo circa 80 miliardi di euro per 17 centrali nucleari, una cifra incredibile, e 7- 8 impianti sono già obsoleti e superati dal fotovoltaico. Gli impianti nucleari attualmente più all’avanguardia, ma anche i più costosi, si trovano in Francia e in Finlandia e purtroppo oltre all’onere per la realizzazione che si è scaricato sulla collettività, il problema delle scorie non ha trovato soluzione. Non credo sia opportuno costruire nuove centrali nucleari. Il nucleare è una tecnologia incerta che nel prossimo futuro verrà surclassata dalle rinnovabili, tre volte più efficienti.

So che molti di voi stanno pensando alla politica del cancelliere Angela Merkel dell’ultimo anno: tagli agli incentivi per il fotovoltaico e prolungamento della vita di alcune centrali nucleari che andavano dismesse. Il che porta a due considerazioni: la prima, nessuno ha fatto questa domanda alla Kemfert, nonostante ci fosse Antonio Cianciullo de La Repubblica a intervistarla; secondo: la Kemfert dà una visione globale per i prossimi 30 anni e valuta le scelte migliori dal punto di vista economico e non politico, al contrario della Merkel. Ma questa, però è solo una mia considerazione.

Rispetto al fatto che l’Italia sia indietro nell’espansione del fotovoltaico, Kemfert sostiene:

Mi meraviglia che un paese come il vostro certamente più assolato della Germania abbia delle resistenze a investire sui pannelli fotovoltaici. I tedeschi, optando per il fotovoltaico, in due anni sono riusciti a dimezzarne il costo e questo è merito anche dell’avvio del Conto energetico che ha convinto i cittadini. In Germania vengono garantite agevolazioni finanziarie agli imprenditori che desiderano investire sulla green economy. Il futuro è una “smart grid”, una rete intelligente in cui le rinnovabili diverranno prevalenti, e che già ora ha generato un aumento del fatturato del 40% per le imprese che operano nel settore.

Ebbene, va oltre la Kemfer e spiega che grazie a fotovoltaico e rinnovabili in Germania sono sorti 350mila nuovi posti di lavoro. Saranno anche più costose:

Ma l’aumento della domanda sta già rendendole più accessibili. In Germania, ad esempio, il governo punta a raggiungere la quota dell’80% di energia dalle rinnovabili.

Claudia Kemfert economista: “Il nucleare è una tecnologia incerta e in Italia c’è poco fotovoltaico”

A Ficarra (Me) sindaco e assessore raccolgono i rifiuti per evitare l’emergenza

A Ficarra (Me) sindaco e assessore raccolgono i rifiuti per evitare l'emergenzaA Ficarra, paesino da 1.600 anime in provincia di Messina, dal 1 gennaio non si raccolgono i rifiuti: in seguito alla rescissione del contratto tra la società provinciale di gestione dei rifiuti, l’Ato Me1, e l’azienda che fino al 31 dicembre si occupava della raccolta dell’immondizia si rischia l’emergenza.

Per evitare che il piccolo paese si ritrovi in pochi giorni sommerso dalla monnezza, per di più sotto le feste, il sindaco Basilio Ridolfo e l’assessore al turismo Antonino Indaimo si sono improvvisati spazzini.

Insieme ad una decina di persone, tra operai comunali e volontari, si sono messi a raccogliere i rifiuti di capodanno: erano in strada alle sei del mattino e, come comunica il Comune

la raccolta è stata effettuata affidandosi ai mezzi del Comune per gli utenti residenti lungo la strada principale e nelle Contrade, mentre per quelli domiciliati nelle stradine secondarie del centro storico ci si è avvalsi di un piccolo autocarro messo a disposizione di un privato cittadino

Il problema, però, è che ciò che hanno fatto è sostanzialmente fuori legge, anche se lodevole. A Ficarra, infatti, si fa la raccolta differenziata e ciò impedisce di ammucchiare i rifiuti raccolti nei vari bidoni colorati.

Sono stati messi, per questo, in alcuni cassonetti rimasti in eredità all’amministrazione comunale e “parcheggiati” di fronte il campo sportivo in attesa che si riempiano del tutto e che il sindaco emani una ordinanza con la quale, in pratica, permetta a se stesso di gettarli in discarica.

Se è da lodare la buona volontà del sindaco di Ficarra, allo stesso modo non si può non notare come la gestione dei rifiuti da parte delle società d’ambito (i famosi Ato rifiuti) sia direttamente responsabile di una gran fetta dell’emergenza rifiuti in Sicilia.

Via | Comunicato Stampa
Foto | Comune di Ficarra

A Ficarra (Me) sindaco e assessore raccolgono i rifiuti per evitare l’emergenza

Bertini impianti termoidraulici

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Bertini impianti termoidraulici

E’ morto Hermann Scheer

Parlamentare tedesco , Presidente dell’ European Association for Renewable Energy ( EUROSOLAR ), Presidente del World Council for Renewable Energy ( WCRE ), vincitore nel 1999 del Right Livelihood Award . Tutto questo, e molto altro ancora, è stato Hermann Scheer

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E’ morto Hermann Scheer

Mare, l’Ue stabilisce i criteri per il “buono stato ecologico”

Durante la scorsa primavera c’è stata una sorta di “battaglia” tra le spiagge che si vantavano di aver ricevuto le bandiere blu , vele blu e tantissimi altri riconoscimenti, ed altre organizzazioni che affermavano che nessuno di questi era completamente affidabile. Nel tentativo di fare un po’ di chiarezza e stabilire dei criteri uguali per tutti, la Commissione dell’ Unione Europea che si occupa di valutare lo stato delle spiagge del Continente ha deciso una serie di criteri denominati “per il buono stato ecologico”.

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Sting mette in vendita in Toscana i suoi prodotti biologici

Sting Sting con sua moglie Trudy ha da anni un bellissimo podere in Toscana a Figline Vadarno. Dunque, ha deciso di mettere in vendita i prodotti biologici della sua terra: miele di acacia, castagno e di melata, olio extravergine, verdure di campo, salumi di cinta senese e vino. I prodotti erano stati esportati solo in Inghilterra, ma considerati i lusinghieri apprezzamenti ha deciso di aprire un punto vendita all’interno della tenuta del Palagio.

I terreni su cui sono coltivati frutta e verdure biologiche si estendo per 300 ettari e vi lavorano circa 15 persone.

Via | Voceditalia
Foto | Winecountry

Sting mette in vendita in Toscana i suoi prodotti biologici

LV ENERGY s.r.l.

via Brusadelli 11 23888, Rovagnate (LC) Tel.: +39 039 9466068 – Fax: +39 039 57136 E-mail: info@lv-energy.eu www.lv-energy.eu Impianti solari termici, impianti fotovoltaici, caldaie a legna, pellet e cippato.

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