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Lampione stradale a LED "MODULO40" 200W

Cabine Elettriche Prefabbricate Buonanno

Descrizione foto:  Trasporto e posizionamento di Cabine Elettriche Prefabbricate Aeroporto Capodichino NAPOLI

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Cabine Elettriche Prefabbricate Buonanno

Nucleare, Hans Blix ex capo Aiea prevede una rinascita per l’atomo nel mondo

Di tutte le parole che ci vengono in mente per associazione in riferimento al nucleare, forse primavera e rinascita sono le più inverosimili, almeno al momento, a pochi giorni dall’anniversario, il venticinquestimo, della tragedia di Chernobyl, a poche settimane dal disastro di Fukushima, in Giappone . Eppure, lo svedese Hans Blix , ex capo dell’Aiea, L’Agenzia atomica internazionale, in riferimento al futuro della politica energetica mondiale fondata proprio sull’ energia nucleare parla proprio di rinascita, di una primavera dell’atomo che arriverà più lentamente proprio a causa del recente disastro in Asia ma arriverà, portando con sè un nuovo nucleare , più sicuro, che ci farà dimenticare per sempre incidenti così devastanti. Continua a leggere: Nucleare, Hans Blix ex capo Aiea prevede una rinascita per l’atomo nel mondo (…) Nucleare, Hans Blix ex capo Aiea prevede una rinascita per l’atomo nel mondo , pubblicato su Ecologiae.com il 28/04/2011 © Paola per Ecologiae.com , 2011

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Nucleare, Hans Blix ex capo Aiea prevede una rinascita per l’atomo nel mondo

Incentivi rinnovabili: Casa del Consumatore, no alle strumentalizzazioni

Il dibattito sugli incentivi alle rinnovabili, dopo l’approvazione del Decreto da parte del Consiglio dei Ministri , non coinvolge solamente le imprese della filiera , a partire da quelle del comparto del fotovoltaico, ma anche le Associazioni dei Consumatori .

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Incentivi rinnovabili: Casa del Consumatore, no alle strumentalizzazioni

Nucleare, Romani smentisce Formigoni: "La Lombardia potrebbe ospitare una centrale"

Nucleare, Romani smentisce Formigoni: Si acuisce lo scontro stato-regioni sulle centrali nucleari: secondo il neo ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani, le affermazioni rilasciate tempo fa dal presidente della Lombardia, Roberto Formigoni sono sbagliate. Formigoni, in buona sostanza, aveva detto che il nucleare si può fare ma non in Lombardia perché la sua regione era già autosufficiente in fatto di energia elettrica.

Lasciando stare il discorso in sé, che ha ben poco senso (cosa cambia ad un lombardo se la centrale nucleare la fa in Veneto o in Piemonte invece che in Lombardia?), la reazione di Romani è di quelle forti: Formigoni si sbaglia, la Lombardia non è affatto autosufficiente:

La Lombardia e’ energivora, non e’ vero che ha l’autosufficienza energetica perche’ e’ una regione che consuma circa il 25% in piu’ di quello che produce

E, quindi, la centrale si può fare. Ma Romani va anche oltre, smentendo del tutto il concetto che se si è autosufficienti non si riceve in dono l’impianto nucleare:

Non e’ obbligatorio immaginare il mondo dell’energia al livello regionale, non e’ che calcoliamo di mettere le centrali dove c’e’ bisogno

La morale, quindi, è chiarissima: il governo deciderà da solo dove piazzare i reattori nucleari in base alla famosa lista dei siti stilata dalla Sogin che verrà, prima o poi, vagliata dall’Agenzia per la sicurezza nucleare. Agenzia che, conclude Romani, dovrebbe veder presto la luce: se ne parlerà al prossimo Consiglio dei Ministri, forse già in settimana.

Via | Virgilio
Foto | Flickr

Nucleare, Romani smentisce Formigoni: “La Lombardia potrebbe ospitare una centrale”

Getta cuccioli di cane nel fiume, si fa riprendere, e mette tutto su YouTube

Getta cuccioli di cane nel fiume, si fa riprendere, e mette tutto su YouTubeDa qualche ora, su YouTube e sui principali social network, gira l’ultimo orrore: un video di una ragazza, sembrerebbe adolescente, che getta sei cuccioli di cane in un fiume.

Quarantaquattro secondi terribili, di una crudeltà assurda perchè legata ad un esibizionismo da voltastomaco. Il video, per fortuna, è stato già rimosso da YouTube ma è purtroppo ancora visibile su alcuni social network come Facebook.

Ma durerà poco, per fortuna, anche lì: centinaia le segnalazioni allo staff per farlo rimuovere. Un orrore nell’orrore: la ragazza prende i cani da un secchio con un guanto. Evidentemente il suo odio per gli animali le impedisce persino di toccarli a mani nude.

Via | YouTube, Facebook

Getta cuccioli di cane nel fiume, si fa riprendere, e mette tutto su YouTube

Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente

Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente

Coldiretti prende atto della distruzione del campo di mais Ogm di Vivaro, in provincia di Pordenone, distrutto dagli attivisti di Ya Basta e ribadisce che a distruggerlo non dovevano essere dei semplici cittadini, bensì le autorità competenti.

L’associazione professionale dei produttori agricoli, infatti, ammette l’illegalità del gesto dei no global ma afferma che la semina stessa del mais geneticamente modificato era, di per sé, illegale:

E’ chiaro che l’illegalità va condannata sempre anche quando come in questo caso, viene attuata per porre fine ad altra illegalità ma bisogna anche prendere atto che non c’’è stata da parte delle Istituzioni la stessa tempestività avuta nel condannare il gesto dei no global, anche nel contrastare l’illegalità originaria lasciando libere le piante di crescere con il rischio che la maturazione del mais e la conseguente disseminazione di polline possa provocare una contaminazione che avrebbe un impatto devastante sull’ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non potrebbe essere limitato ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta, come ha fatto notare la task force di 27 organizzazioni per una Italia libera da Ogm.

Il riferimento, chiarissimo, di Coldiretti è alle posizioni prese dal ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan e dal governatore della Regione Veneto Luca Zaia.

Il primo si era affrettato a condannare la distruzione del campo, definendola una “azione squadristica” e invitando le forze dell’ordine ad identificare, e punire, i responsabili. Il secondo, invece, senza condannare i manifestanti aveva parlato di “legalità ripristinata”.

Via | Iris
Foto | Flickr

Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente

Carne di scoiattolo grigio nei supermercati britannici

Chi di noi è stato a Londra, non avrà certamente rinunciato a una gita ad Hyde Park per godere, in uno dei parchi più riposanti della Capitale britannica, della compagnia dei simpatici scoiattoli, fin troppo avvezzi – ormai – alla presenza umana e alle leccornie che questi sanno loro offrire.. Almeno finché non sono proprio loro a finire nel piatto, in virtù di alcune presunte propietà organolettiche e di alta digeribilità che condividerebbero con i conigli.

Da alcuni anni, infatti, la carne di questo bell’animale viene “gustata” in vari modi… E c’è persino chi ha tentato di utilizzare il consumo dello scoiattolo grigio “in fricassea” come modalità di salvezza per – l’ormai minacciatissimo – scoiattolo rosso europeo… Ma gli animalisti oltre Manica non sono rimasti a guardare e in questi giorni stanno organizzando manifestazioni e conferenze allo scopo di indurre il rigetto di un’abitudine forse atavica ma attualmente ingiustificata, aizzandosi prevalentemente contro la catena Budgens, l’unica – al momento – in cui sia ancora possibile trovare la carne del simpatico roditore … In particolare, Juliet Gellatley – fondatrice dell’Associazione “Vegan” Viva, nonché noto zoologo – in una intervista al Daily Mail ha così commentato:

l’abbattimento di migliaia di scoiattoli grigi a favore di quelli rossi è un concetto irrazionale, disumano e destinato a fallire.. Inoltre, è molto triste che Budgens stia permettendo il massacro solo per distinguersi dalla massa. L’unico messaggio che stanno dando è quello di lucrare sul sangue di un animale.

Sempre al medesimo giornale, poi, l’associazione ha dichiarato che molti fra questi roditori oggetto di un redivivo “interesse culinario” vengono spesso lasciati per giorni interi a sanguinare dopo essere stati bastonati…

Via | the Telegraph
Foto | Flickr

Carne di scoiattolo grigio nei supermercati britannici

Certificati Verdi: approvato l’emendamento per il riacquisto dei titoli in eccesso da parte del GSE; purtroppo limitato soltanto al 2010

Eolico e soleNei giorni scorsi è stato approvato l’emendamento per il riacquisto dei Certificati Verdi in eccesso da parte del GSE. Il quadro tuttavia non sembra essere particolarmente roseo in ottica futura dato che se da una parte è vero che il gestore potrà continuare a ritirare i titoli in eccesso sul mercato, dall’altra dovrà essere rimodulata la programmazione dei produttori e dell’intero comparto.

Si è infatti deciso che la spesa derivante dal loro ritiro a partire dal 2011 dovrà essere ridotta del 30% rispetto a quello relativo alle competenze del 2010. Si dovrà quindi prevedere che almeno l’80% di tale riduzione derivi dal contenimento della quantità di Certificati Verdi in eccesso. Il testo originario della manovra, che noi di Ecoblog avevamo segnalato nei giorni scorsi, stabiliva invece l’abolizione dell’obbligo di acquisto da parte del GSE.

Insomma vista così sembra ripresentarsi la oramai cronica sindrome italiana di scarsa attenzione alle energie verdi. Dentro tante ombre però qualche piccola luce (o almeno così sembra); dall’emendamento si evince infatti che, grazie alla risoluzione anticipata delle convenzioni Cip6, arriverà un finanziamento al Ministero dell’Istruzione, per un massimo di 500 milioni da recuperare in diverse annualità fino al 2013.

Via | Rinnovabile.org
Foto | Flickr

Certificati Verdi: approvato l’emendamento per il riacquisto dei titoli in eccesso da parte del GSE; purtroppo limitato soltanto al 2010

Corea del Sud, laboratorio della green economy

Dal 2008, la Corea del Sud ha intrapreso un progetto di crescita sostenibile estremamente ambizioso che non accenna a perdere colpi malgrado la crisi internazionale. Ne sia esempio, la decisione posta in essere dal governo di Seoul di destinare una quota annuale pari al 2% del PIL a progetti specifici nel settore della greeen economy. E questo, malgrado la profluvie di investimenti privati (stranieri e non) già presenti sul mercato. Non da ultimo, poi, è da annoverare la costituzione – qualche mesa fa – dell’Istituto Globale sulla crescita verde, di respiro internazionale, che ha lo scopo di trovare soluzioni per la protezione dell’ambiente e lo sviluppo economico. In questo consesso, proprio ieri, trenta fra le maggiori aziende sudcoreane hanno fatto sapere alla Nazione che intendono investire 22.400 miliardi di won (18 miliardi di dollari circa) entro il 2013 per trovare tagliare le emissioni di C02 entro il 2020 al 30% e favorire, contestualmente, la crescita interna del mercato del lavoro. Le somme stanziate si dovrebbero così ripartire: 8.900miliardi per l’energia pulita, 5.300 miliardi per lo sviluppo di auto ecologiche, 4.300 miliardi per dispositivi elettrici di nuova generazione.

Tra tutti i progetti più folli o avveneristici, poi,che in questi ultimi anni affollano la mente dei sudcoreani ce n’è uno decisamente singolare, funzionale ad azzerare il traffico veicolare nella caotica capitale: la U-Smartway di Seoul. Ovvero: l’autostrada sotterranea che dovrebbe prevedere una gestione automatica del traffico a una velocità non superiore ai 30 km orari in modo da collegare i due punti estremi della capitale in meno di mezz’ora. Ad un costo complessivo di 11.200 miliardi di wons (7,51 miliardi di eruo). Secondo il disegno concepito, che dovrebbe vedere i natali nel 2017 e ritenersi completamente concluso nel 2020, le vetture – una volte immesse nella rete sottorrenea – dovrebbere essere autoguidate su un’autostrada di almeno 700 km suddivisa in 6 assi differenti con conseguente riduzione del traffico in superficie e aumento della sicurezza. Non è, tuttavia, ancora chiaro quale sarà fonte energetica di riferimento per questa grande opera….

Via | transportdufuture ; agoravox
Foto | Flickr

Corea del Sud, laboratorio della green economy