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Greenpeace "vende" la Rainbow Warrior III

Avete mai sentito parlare della Rainbow Warrior? Per chi non lo sapesse è la nave con cui Greenpeace si reca nei luoghi del Pianeta minacciati dall’uomo. Una delle operazioni storiche di questa nave è avvenuta nel 1985 quando gli attivisti di Greenpeace si sono recati a Mururoa per ostacolare i test nucleari francesi. L’esercito francese ha minato e affondato la nave causando anche un morto. Questa storica imbarcazione adesso è ha avuto una “figlia” chiamata Rainbow Warrior II, acquistata con il risarcimento da parte del Governo francese, che ha partecipato, dieci anni dopo, allo stesso messaggio di protesta sempre a Mururoa (senza essere affondata).
Greenpeace ha annunciato che nell’autunno di quest’anno nascerà una nuova Guerriera dell’Arcobaleno. Sarà più rispettosa dell’ambiente, e potrà essere anche vostra. Si, metaforicamente parlando ovviamente, ma potrete contribuire alla sua costruzione. Sul sito A New Warrior potrete contribuire alla costruzione della nave. Potrete acquistare dal porta sapone all’oblò sino ad un metro quadro di vela (per la modica cifra di 20 euro) e il vostro nome entrerà nella storia della nave grazie ad una targa sul muro dei ringraziamenti. Potete anche vedere a che punto sono arrivati con la costruzione (mentre scrivo sono al 31%).
Via| Greenpeace
La denuncia di Elia Pegollo: "Sulle Alpi Apuane è in atto un economia di rapina"
Elia Pegollo prima di essere un docente in pensione è un naturalista della prima ora nonché fondatore dell’associazione La pietra vivente. Conosce il suo territorio, cioè quello della Alpi Apuane molto bene. Siamo nell’alta Toscana e fino alle province meridionali dell’Emilia Romagna. Insomma, nella terra dei marmi. Ebbene sono proprio queste pietre a interessare le multinazionali. Dimenticate i vecchi cavatori di marmo, oggi l’estrazione avviene secondo criteri industriali in zone fragilissime che mettono a repentaglio tutto il sistema ambientale.
Un idea delle cifre di cui si sta parlando? Scrivono i MeetUp di Carrara e di Massa e Montignoso:
Oggi, con appena 1.000 lavoratori, che dispongono di alta tecnologia, si riescono a carpire alla montagna ogni anno 1.500 tonnellate di marmo per addetto, con un totale annuo di 1.500.000 tonnellate di blocchi. Questa cifra rappresenta unicamente la quantità di marmo estratto in blocchi, che è solo il 20% dell’attività estrattiva, l’altro 80% se ne va in scaglie ad arricchire multinazionali che producono carbonato in polvere. Se sommiamo i quantitativi, ogni anno tra blocchi, scaglie, terre e polveri quasi 10 milioni di tonnellate di materiale sono estorte al cuore di queste montagne.
A rischio sopratutto l’acqua:
Il danno più grave riguarda l’acqua, in quanto le cave spinte sempre più in alta quota, distruggono alla stessa velocità i fragili ambienti culla di numerose sorgenti d’acqua, bene indispensabile per la vita di tutti, ma sempre più a rischio, ed inoltre, come se non bastasse, vogliono smembrare queste montagne con mega progetti di trafori come per esempio il traforo della Tambura che dovrebbe sbucare nel paese di Forno, dove abbiamo la “Più Grande Sorgente d’Acqua della Toscana” che rischia di essere compromessa.
Grazie a Fabiop per la segnalazione.
La denuncia di Elia Pegollo: “Sulle Alpi Apuane è in atto un economia di rapina”
Scambiare calore con l’acqua di mare
Lo scambiatore di calore in plastica a spirale consente di sfruttare acque corrosive come fonte energetica. Sfruttare in modo economico l’enorme riserva di energia del mare come fonte energetica per le pompe di calore e per il raffreddamento d’impianti di climatizzazione.
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Fotovoltaico: energia pulita in sei scuole a Cosenza
Grazie ad un finanziamento che supera il mezzo milione di euro, nella Provincia di Cosenza sei scuole diventeranno “verdi” grazie all’installazione di impianti di produzione di energia elettrica con il fotovoltaico . A darne notizia è stata la stessa Amministrazione provinciale nel precisare come gli stanziamenti, pari per la precisione a 531.823,52 euro, rientrino nell’ambito di “ Interventi a sostegno della produzione di energia da fonti rinnovabili nell’ambito dell’efficientamento energetico degli edifici e utenze energetiche pubbliche o ad uso pubblico “, un programma promosso dall’MSE, il Ministero dello Sviluppo Economico . I vantaggi che si otterranno sono economici, con un taglio della bolletta energetica stimato in ben 30 mila euro annui, ma anche ambientali grazie a ben cento tonnellate annue circa di anidride carbonica ( CO2 ) che non saranno immesse in atmosfera.

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Fotovoltaico: energia pulita in sei scuole a Cosenza
Regione Puglia, stretta sulle concessioni alle rinnovabili
Dal portale della città di San Marco in Lamis, vengo a conoscenza dell’approvazione di un provvedimento della Regione Puglia per abbassare il limite di assoggettabilità alla VIA per impianti di energie rinnovabili in aree protette e per le aree di particolare pregio urbanistico ed agricolo. Tra l’altro il provvedimento segue la sentenza della Corte Costituzionale emessa lo scorso marzo.
Insomma, dopo il lancio di impianti rinnovabili su tutto il territorio regionale, arriva la stretta: meno pale eoliche e meno pannelli fotovoltaici nella Puglia regina dei record per presenza di impianti. Come mai questa stretta? C’è da dire che da tempo diverse associazioni ambientaliste vanno denunciando lo scempio del paesaggio e la perdita di terreni agricoli in favore di multinazionali dell’energia. L’accusa principale è che per pochi spiccioli alcuni colossi dell’energia, più spesso europei, si accaparrano ettari e ettari di terreno, diversamente coltivabile, per installarci gli impianti della green economy. L’investimento, c’è da dire, conviene anche a i vari enti che percepiscono una serie di royalties.
Ma qualcuno rileva che in Puglia e sopratutto in Capitanata lo scempio è stato già fatto e che oramai il provvedimento potrebbe rivelarsi del tutto inutile. A farne le spese la Capitanata, che con le sue estese pianure si è rivelata zona molto ghiotta per chi intendeva metter su impianti per la produzione di energia verde:
Il problema – come abbiamo più volte ribadito – non è demonizzare l’eolico o il fotovoltaico, oppure chiudere tutto il territorio alla installazione dei parchi energetici. La questione fondamentale è governare il processo, il che in provincia di Foggia è accaduto poco o nulla. Il problema è che l’intera Puglia settentrionale vede oggi compromessa una eredità anche più importante di quella architettonica, ovvero quella paesaggistica. Una città sorge e si modifica attraverso secoli, e ciò che l’uomo vi realizza può comunque essere bene o male rimosso. Il paesaggio invece ha bisogno di millenni per sedimentarsi, per assumere una certa fisionomia, e la manomissione del paesaggio della Capitanata è, ormai, un amaro dato di fatto.
Via | San Marco in Lamis
Foto | Flickr
Fonti rinnovabili: Biomass, Progetto per le biomasse agricole e forestali
Si chiama “ Biomass “, ed è un Progetto che punta alla promozione delle biomasse agricole e forestali come fonti per la produzione di energia rinnovabile . A sostegno di tale progetti sono stati programma, in Provincia di Nuoro, degli eventi nelle giornate del 7-8 ottobre 2010 al fine di andare, tra l’altro, a verificare quali siano le opportunità che offrono in effetti le biomasse agricole e forestali nella valorizzazione e nella tutela delle risorse naturali, nella riduzione delle emissioni inquinanti , nel risparmio energetico e nella diminuzione dell’utilizzo delle fonti energetiche tradizionali, ovverosia i combustibili fossili .

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Energia Geotermica
Energia Geotermica L’ energia geotermica (dal greco geo , “terra”, e thermos , “calore”) è generata da fonti di calore geologiche . E’ un’energia rinnovabile e pulita che utilizza il calore naturale della Terra, alimentato dall’energia termica rilasciata nei processi di radioattività

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Energia Geotermica
Veicoli elettrici: Pisa, Enel e Poste Italiane insieme per i servizi di recapito
Il mese scorso il colosso elettrico Enel da un lato, ed il Gruppo Poste Italiane dall’altro, hanno annunciato, a seguito della stipula di un apposito protocollo di intesa , un’alleanza a “ zero emissioni ” nell’ambito dei servizi di recapito con consegna attraverso l’utilizzo di veicoli elettrici . La città italiana a fare da apripista a questo progetto pilota è quella di Pisa, dove saranno sperimentati servizi innovativi , e dove al pubblico, inoltre, saranno offerti servizi di mobilità alternativa a zero emissioni . Nel dettaglio, presso la sede centrale di Poste Italiane , a Pisa , sarà installata un’infrastruttura di ricarica per i cittadini, mentre ben nove veicoli elettrici , tre della Piaggio , e sei della Ducati , saranno ospitati a Pisa presso il “CDP”, il Centro di Distribuzione Primaria , dove potranno essere ricaricati e pronti a partire per la distribuzione della posta nel Centro Storico

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Veicoli elettrici: Pisa, Enel e Poste Italiane insieme per i servizi di recapito
Energie rinnovabili: l’Italia invia Piano d’Azione Nazionale a Bruxelles
Entro l’anno 2010 l’Italia dovrà raggiungere l’obiettivo di andare a coprire il 17% dei propri consumi finali di energia attraverso la produzione da fonti rinnovabili . A ricordarlo è stato il Ministero dello Sviluppo Economico in concomitanza con l’annuncio relativo all’invio a Bruxelles del “PAN”, ovverosia del Piano di Azione Nazionale per le energie rinnovabili che riguarda il nostro Paese

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