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Greenpeace blocca piattaforma petrolifera in Groenlandia
Da alcune settimane le barche di Greenpeace stanno facendo il giro del mondo alla “caccia” delle trivellatrici che, per cercare petrolio in alto mare, mettono in pericolo l’intero ecosistema , esponendolo al rischio di un’altra marea nera (e non solo). E così ieri gli attivisti sono riusciti nel loro intento: bloccare una piattaforma al largo della Groenlandia

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Inverter, Pannelli fotovoltaici
Descrizione: Signore e Signori, è una lotta quotidiana per ottenere il materiale per quest'anno, moduli ed inverter, di avereli in tempo utile. Colaboriamo con oltre 30 fornitori da Italia, Europa, Cina e Stati Uniti per poter offrire una buona scelta di pannelli ed inverter anche in pronta consegna. ( Disponibilità per anno 2010 di oltre 300 MW, pannelli vari modeli )
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Zero emission race, partito il giro del mondo delle auto-elettriche
E’ partito ieri da Ginevra , in Svizzera , il giro del mondo in sella a mezzi di trasporto alimentati da rinnovabili . Meglio conosciuto come Zero Emission Race , sarà più che una gara, una passerella per le tante possibilità future che le energie rinnovabili ci offrono, nel tentativo di far diventare l’industria dei trasporti (e non solo) più pulita. Phileas Fogg, il protagonista immaginario del romanzo di Jules Verne del 1873 Il giro del mondo in ottanta giorni , è stato un uomo ambizioso si legge sul sito della manifestazione, che ha preso ispirazione proprio da questa che è stata una delle pietre miliari della letteratura mondiale

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Sogliole inquinate nel Santuario dei Cetacei, il rapporto di Greenpeace
Di solito le aree protette dovrebbero essere le zone in cui gli agenti inquinanti non esistono, o sono davvero impercettibili, mentre le specie che lì vi abitano dovrebbero vivere in pace e lontane da qualsiasi tipo di pericolo. Ciò però non avviene nel cosiddetto Santuario dei Cetacei , un’area che va dalle coste della Toscana e di parte del Lazio alla Costa Azzurra , passando per la Corsica e la parte Settentrionale della Sardegna

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Oceani, realizzata la prima mappa della biodiversità marina
La rivista internazionale Nature ha pubblicato la prima mappa della biodiversità marina del CoML, il progetto Census of Marine Life , che impegna oltre 300 ricercatori provenienti da 80 nazioni. Il primo rapporto sullo studio delle forme di vita negli oceani , che va avanti da dieci anni, è atteso, molto atteso, per il prossimo ottobre a Londra.

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Giappone: per ridurre le emissioni tutti a letto presto
Di iniziative particolari per combattere i cambiamenti climatici ne abbiamo trattate tante, questa che arriva dal Giappone è però decisamente fuori dall’ordinario. Il Ministero dell’Ambiente locale ha infatti lanciato una singolare campagna che invita ad andare a letto prima la sera al fine di limitare le emissioni di gas serra.
L’esortazione tuttavia, contrariamente a quanto si possa pensare, non è semplicemente uno slogan, dato che rientra in un programma ecologico ben più ampio denominato Challenge 25%(Morning Challenge è invece il nome specifico di quest’iniziativa). In particolare i cittadini vengono invitati ad anticipare di un’ora la sveglia al mattino e andare a dormire prima la sera: in questo modo si può meglio sfruttare la luce naturale riducendo perciò i consumi di energia elettrica.
Secondo alcune stime, una famiglia con abitudini normali che deciderà di aderire alla campagna seguendo i consigli sullo stile di vita (disponibili sul sito del ministero), potrebbe ridurre il proprio contributo di CO2 fino a 85 chili per la sola illuminazione. Possibilità di successo? Dalle stime non è dato sapere, anche se, per quanto l’aspetto culturale del Paese nipponico sia ben distante dal nostro, mi rimangono numerosi dubbi sulle possibilità di riuscita.
Al di là di tutto rimane però certo l’impegno del Giappone che già con l’ex premier Yukio Hatoyama ha intrapreso un programma molto ambizioso nella riduzione delle emissioni, portando il target dall’8% (inizialmente assegnato dai Paesi che aderiscono al Protocollo di Kyoto) all’attuale 25% entro il 2020.
Via | Telegraph.co.uk
Foto | Flickr
Ecomafie, rifiuti campani scaricati nelle campagne lombarde
Roberto Saviano in Gomorra ha spiegato benissimo il traffico di rifiuti che dalle aziende del Nord Italia venivano trasportati per pochi euro al Sud, ed in particolare in Campania , dove venivano scaricati nelle discariche abusive . Questo ha comportato lo scandalo dei rifiuti per le strade che tanto bene conosciamo, ma anche la conseguenza delle indagini aperte dalla magistratura, che hanno bloccato la maggior parte dei traffici illeciti, strappando il giocattolo dalle mani della criminalità organizzata .

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Buste di plastica al bando e multe salate per i trasgressori, succede a Torino
Una lotta senza quartiere ai sacchetti di plastica non biodegradabili , quella ingaggiata dal comune di Torino che mira alla progressiva messa al bando delle buste della spesa in polietilene . Dopo l’approvazione della delibera che mette al bando gli shopper di nylon , e che anticipa le direttive europee, il capoluogo piemontese ha modificato il regolamento di polizia urbana , introducendo pesanti sanzioni per venditori ambulanti, negozi e supermercati che si ostinano a utilizzare o anche solo a tenere vicino alla cassa gli shopper tradizionali. La multa da pagare va dai 25 ai 250 euro ed è prevista per chiunque distribuisca ai clienti sacchetti che non corrispondano ai criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario

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Pet Coke, l’anomalia italiana. Intervista esclusiva a Saverio Di Blasi di Aria Nuova Gela
Cos’è il Pet Coke? Me lo spiegò tempo fa un dirigente di Legambiente: “è quel che resta in fondo al barile dopo aver tratto dal maiale petrolio tutto quello che è possibile”. In pratica è uno scarto di lavorazione del petrolio, che andrebbe smaltito a norma di legge come rifiuto speciale altamente inquinante.
O, almeno, così è nel resto del mondo, ma non in Italia dove, nel 2002, il governo Berlusconi per decreto trasformò la denominazione del Pet Coke da “rifiuto” in “combustibile”. E, se è un combustibile, si può bruciare in centrale elettrica per produrre energia.
Lo si fa a Gela, all’interno della centrale termoelettrica dell’Eni.
Saverio Di Blasi è la persona che, da dieci anni, cerca di eliminare questa anomalia tutta italiana. Con risultati a volte positivi, a volte negativi, come nel caso del decreto governativo. Oggi è in attesa di una sentenza della magistratura gelese che ha il dossier Pet Coke sul tavolo dal 2005.
Nel frattempo ignoti malviventi gli hanno bruciato la macchina. Tre volte…
Pet Coke, l’anomalia italiana. Intervista esclusiva a Saverio Di Blasi di Aria Nuova Gela
