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Calze della befana eco, eque e solidali

Per calze della befana che seguano la filosofia delle tre R, Ridurre, Riusare, Riciclare (aggiungo la quarta Risparmiare), l’ideale è utilizzare vecchie calze, magari decorandole in modo creativo oppure acquistarne una nuova vuota e riutilizzarla anche negli anni successivi. Se volete realizzarla con materiale riciclato seguite queste semplici istruzioni per creare una calza ecologica con la carta dei sacchetti di pane.
Per riempirla, dal momento che il carbone, e che ve lo dico a fare, non ci piace nemmeno se è dolce, potete riciclare i torroncini ed i cioccolatini rimasti nelle scatole già aperte.
In alternativa ci si può buttare sui dolcetti fatti in casa, meglio se al cioccolato, finché non scompare approfittiamone, che accontentano tutti, adulti e bambini. Ecco una ricetta di praline al cacao che potrebbe tornarvi utile.
Se siete pigri o non avete tempo di mettervi a sfornare biscottini, nelle Botteghe Chico Mendes Altromercato e nelle Botteghe del Mondo di tutta Italia trovate tanti dolcetti e caramelle del commercio equo e solidale, tanto buoni quanto sostenibili per l’ambiente e per i lavoratori.

Ci sono prodotti italiani come le nocciole intere del Piemonte tostate e ricoperte di cioccolato fondente e le pastiglie dolci alla menta, al caffè e alla cannella di Collegno o sapori più esotici, come il torrone con fave di cacao e cocco, il croccante di anacardi del Brasile e le arachidi pralinate dell’Ecuador.
Infine, ricordate che riciclare a Natale può anche avere un altro significato del rifilare i regali sgraditi a qualcun altro. Non c’è niente di male, pensiamola più come un baratto. Dei giochi che hanno scontentato un bimbo potranno fare la felicità di un altro.
Incontratevi tra genitori e valutate degli scambi. Si può organizzare un’intera serata dove si mettono sul tavolo i regali sgraditi (di quelli che non si possono cambiare in negozio) o di una taglia troppo grande o colore che non ci piace e barattare in allegria. Sempre meglio che fargli prendere polvere in casa per chissà quanti anni o peggio buttarli.
Cassazione: regolare il referendum sul nucleare. Si vota

La Cassazione lo ha appena deciso: il referendum sul nucleare è regolare e si vota il 12 e 13 giugno. A nulla è valso il decreto omnibus, poi ratificato in legge approvata la scorsa settimana dal presidente Napolitano, per provare a estrapolare il quesito sul ritorno delle centrali nucleari in Italia e far cadere una delle domande più importanti di questa tornata referendaria che include i quesito sulla privatizzazione dell’acqua e sul legittimo impedimento.
Tra le prime reazioni ricevute c’è quella di Alfonso Fimiani presidente dei Circoli per l’Ambiente e del gruppo degli astensionisti che nella sua nota alla stampa scrive:
Non esito a definire shockante la decisione della Cassazione: di fatto gli Italiani sono chiamati a pronunciarsi per abrogare una disciplina normativa che non esiste più perché consapevolmente cancellata da Camera e Senato. Proporrei, a questo punto, di votare l’anno prossimo per abrogare la pena di morte in Italia. È stata già abrogata? Melius adbundare quam deficere!
Naturalmente di parere diametralmente opposto le 80 associazioni che si riuniscono sotto il Comitato Fermiamo il nucleare che scrivono:
Oggi ha vinto lo spirito democratico e referendario, hanno vinto gli italiani, che potranno esprimersi e cacciare definitivamente lo spettro del nucleare dall’Italia. Domenica prossima tutti al voto contro il nucleare e per l’acqua pubblica.
L’obiettivo, oltre a abrogare le leggi attraverso il voto, è sopratutto raggiungere il quorum di votanti, il che rende, appunto, valida la votazione.
Foto | Fermiamo il nucleare
CO2 Green Drive, la mobilità sostenibile a Parma
Si torna a parlare di mobilità sostenibile e questa volta grazie ad un’iniziativa molto simpatica che si è svolta a Parma , sabato 26 marzo: la CO2 Green Drive, la sfilata dei veicoli ecosostenibili. L’iniziativa è stata organizzata dall’ Associazione Culturale Ragnarock con il patrocinio dell’UNESCO.
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CO2 Green Drive, la mobilità sostenibile a Parma
Formiche "zombie" nella foresta pluviale brasiliana

Alcuni ricercatori hanno fatto una straordinaria scoperta che riguarda insetti come formiche e grilli. Nella foresta pluviale atlantica brasiliana vi sarebbe un fungo parassita capace di trasformare le formiche in veri e propri “morti viventi”. Questo fungo infetta il sistema nervoso centrale delle formiche ospiti e le spinge a mordere (e quindi infettare) altre formiche. Non solo, ci sono almeno altri due metodi verificati di trasmissione. Una varietà di questo fungo fa crescere delle specie di aculei sul corpo delle formiche in modo da trasmettere l’infezione con una puntura, in un’altro caso , una volta morta la formica, il fungo diventa una sorta di palloncino/bomba capace di esplodere infettando con le spore qualuneuq formica si trovi nei paraggi.
Via| National Geographic
Foto| Courtesy David Hughes (qui trovate il resto della gallery)
La Cina diventa il maggior produttore di energia eolica al mondo, Italia sesta
Fino al 2010 la Cina era il più grande produttore al mondo di energia solare. Adesso secondo un rapporto stilato da American Superconductor , un produttore di turbine eoliche, il Paese ha raggiunto il record anche in quest’altro settore, installando la più ampia capacità eolica mondiale , e superando anche gli Stati Uniti . L’installazione delle turbine eoliche è stata incrementata lo scorso anno, portando il colosso asiatico ad una base stimata di 40.000 MW di potenza eolica installata.
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La Cina diventa il maggior produttore di energia eolica al mondo, Italia sesta
Edilizia sostenibile grazie alla parete intelligente
RavenBrick è una clean tech company , con sede nel Colorado, specializzata in applicazioni tecnologiche innovative di controllo dell’ energia solare nel settore dell’edilizia. E RavenSkin è uno dei suoi prodotti di punta.

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Edilizia sostenibile grazie alla parete intelligente
Veronica Folliero scrive a La Bacheca Verde : il Fotovoltaico per L’Aquila
Ricevo da parte di Veronica Folliero , di Espresso CS Snc , società di consulenza e servizi per il marketing e la comunicazione e pubblico un comunicato relativo ai lavori di solarizzazione del Comune de L’Aquila . I lavori sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa online ed hanno riguardato i 149 edifici antisismici realizzati nell’ambito del progetto C.A.S.E e dotati di impianti fotovoltaici già attivi

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Veronica Folliero scrive a La Bacheca Verde : il Fotovoltaico per L’Aquila
Compost Val Dittaino, provocazione Italia dei Valori: "I rifiuti li raccogliamo noi gratis"

Domenico Scilipoti, deputato siciliano di Idv, prende al balzo la polemica sulla mega discarica-impianto di compostaggio (a seconda che si ascolti chi la critica o chi l’ha progettata) che l’imprenditore Giuseppe Catanzaro avrebbe voluto costruire nella Valle del Dittaino, in provincia di Enna. E lo fa aggiungendo una provocazione: dateci modo di farlo, e i rifiuti li raccogliamo noi gratis.
Con ordine. Scilipoti parte da una considerazione di tipo generale: i rifiuti, se ben gestiti, possono portare più ricchezza che problemi:
Tantissima rabbia emerge dai dialoghi con i cittadini quando si parla di rifiuti e discariche. La gente vuole essere ascoltata, perché si sente presa in giro. E i sindaci di tanti Comuni d’Italia dicono alla gente di tenersi i rifiuti in casa. Ma dovrebbero avere più immaginazione e spirito d’iniziativa perché i rifiuti, utilizzati in modo corretto, sono risorse
Giustissimo, ma specifica:
E’ fresco lo scontro tra il Ministro dell’Ambiente e il Presidente della Regione Sicilia inerente la costruzione di una megadiscarica in provincia di Enna. La Sicilia è ancora territorio vergine. E la megadiscarica è il deposito di una montagna di rifiuti che non diventano risorse
E qui casca l’asino perchè, a leggere quanto ci ha detto Catanzaro poco dopo aver ritirato il progetto, non era poi esattamente una mega discarica ma proprio un impianto industriale che trasforma i rifiuti in risorse. Per la precisione compost per l’agricoltura e biogas. Al massimo si potrebbe obbiettare sulla scelta del sito. Scilipoti, però, o non lo sa o finge di non saperlo e ne approfitta per fare la sua proposta improponibile:
Dagli incontri fatti sul territorio con molti giovani, meno giovani ed esperti del settore abbiamo formato un gruppo di lavoro, in forza del quale lanciamo una sfida ai Comuni, alle Regioni e al Governo nazionale. Siamo pronti per contribuire a diminuire lo spreco di denaro pubblico: ritiriamo noi la spazzatura dal territorio a costi zero. Dateci gli strumenti che vi chiediamo: niente soldi, ma solo agevolazioni burocratiche e fiscali
Grazie per per la collaborazione, ma l’emergenza rifiuti in Sicilia si risolve in altro modo.
Via | Comunicato Stampa
Foto | Flickr
Compost Val Dittaino, provocazione Italia dei Valori: “I rifiuti li raccogliamo noi gratis”
Alle ecomafie piacciono le discariche

La questione emergenza rifiuti in Campania è assai complessa. Non è solo una questione di sacchetti di immondizia depositati nelle strade. Ma è la rappresentazione urbana delle performances del governo locale, regionale e nazionale; nonché evidenza della presenza di una certa criminalità organizzata. Se vi siano poi collusioni tra questi due soggetti, spetta alla magistratura stabilirlo.
Una cosa però, la magistratura già la sa, assieme a tante altre ovviamente, è che le discariche piacciono molto, tantissimo alle ecomafie. Nell’audizione che si è tenuta a porte chiuse alla Commissione bicamerale sui rifiuti, sono stati ascoltati il maggiore Giovanni Caturano comandante del gruppo carabinieri tutela ambiente di Napoli e Paolo Mancuso Procuratore di Nola.
Ebbene, fa notare il Pm Mancuso che oltre che a Bertolaso anche alle ecomafie interessa che vi sia una discarica all’interno del parco Nazionale del Vesuvio, poiché non solo in quel buco si può seppellire di tutto, ma le grinfie della camorra si allungherebbero su appalti, movimenti di mezzi pesanti, distribuzione della nuova moneta, che sono i posti di lavoro.
Preoccupazione, invece è stata espressa per l’inceneritore di Acerra da Mancuso. Riporta L’Acerrano che il magistrato avrebbe espresso preoccupazione per:
Lo stato insoddisfacente dell’impianto e ritardi da parte della società di gestione. In sostanza mancherebbero rilevazioni attendibili sugli scarichi e una idonea documentazione che consenta una lettura di sistema sulla sicurezza per il territorio e la cittadinanza.
Anche i carabinieri della tutela ambientale, come ha riferito il maggiore Caturano, esprimono preoccupazione. Come riporta Il Mattino, anche se non furono eseguite indagini dirette sul funzionamento dell’inceneritore, si indagò sugli impianti di lavorazione dei CDR, il combustibile da rifiuti. E le indagini, che sono diventate tre procedimenti penali ancora in atto, svelarono che il CDR adottato non solo era di scars qualità ma sforava per quantità quelle supportate dall’impianto. Né più e né meno, insomma quanto vanno denunciando i comitati cittadini.
Infine, Partenope Ambiente società del gruppo A2A e che gestisce l’inceneritore di Acerra prende le distanze e dichiara:
Le emissioni del termovalorizzatore di Acerra (Napoli) sono rigorosamente monitorate secondo le procedure previste dalla legge e dalle prescrizioni autorizzative e vengono sistematicamente trasmesse agli enti di controllo con le modalita’ stabilite. In riferimento alle emissioni di piombo e mercurio le stesse risultano ampiamente inferiori sia ai limiti fissati dalla normativa europea e nazionale, sia a quelli, più restrittivi, fissati dall’Autorizzazione integrata ambientale per l’impianto di Acerra.
Via | Il Mattino, L’Acerrano
Foto | Flickr
Gli ostelli più eco-friendly d’Europa
Cosa ci vuole per trasformare un normale ostello in uno eco-friendly ? In linea di principio quelle poche ma stringenti regole dell’ecologia : rispetto per l’ambiente, risparmio energetico e raggiungibilità a piedi o con i mezzi pubblici. In pratica solo tanto buon senso.

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Gli ostelli più eco-friendly d’Europa




