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Quando l’energia costa troppo: Alcoa ai titoli di coda?

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Logo AlcoaAlcoa ci risiamo; e questa volta lo spettro della chiusura definitiva sembra essere più reale che mai. I proprietari americani hanno infatti messo in mobilità ben 501 dipendenti dello stabilimento che ha sede a Portovesme in Sardegna. La chiusura sarebbe un duro colpo non soltanto per la questione legata direttamente ai lavoratori e al suo indotto, ma anche alla perdita di un’azienda chiave a livello nazionale per la produzione dell’alluminio, fondamentale per ogni sistema industriale.

Il problema, mano a dirlo, è l’energia: in Sardegna costa troppo per un produttore di alluminio e la multinazionale, proprio per questo, avrebbe già pronto un piano di ripiego: migrare in Arabia Saudita dove i costi energetici non rappresenterebbero un problema. Chi ha seguito le vicissitudini della multinazionale ricorderà che due anni fa con il decreto Salva Alcoa si era evitata la chiusura dell’impianto sardo; in sostanza con questo accordo si è applicato uno sconto sull’energia alle imprese di Sardegna e Sicilia male collegate dal punto di vista elettrico alla Penisola.

Tale decreto avrà validità sino al 2013, nel frattempo però a livello nazionale e regionale si sarebbe dovuto lavorare per portare a termine alcuni progetti che, almeno negli intenti, avrebbero potuto calmierare il prezzo dell’energia in Sardegna, su tutti il Galsi e il Sapei. Ma se quest’ultimo è stato reso operativo al momento però senza sortire effetti significativi sul fronte costo energia (li ha invece sortiti sul fronte della sicurezza energetica), per quanto riguarda il Galsi l’operatività è ancora in alto mare.

Viste queste premesse, è probabile che il licenziamento dei 501 dipendenti Alcoa possa essere interpretato come un gioco d’anticipo dei proprietari della multinazionale: obiettivo quindi chiudere i battenti prima del 2013; un modo abbastanza chiaro per far capire che loro non credono ad un piano energetico che permetta in un orizzonte temporale breve di ridurre il prezzo dell’energia.

A questo punto la chiusura di Alcoa, qualora vi sia, rappresenterebbe un vero fardello per l’economia italiana, che più che mai porrebbe un serio interrogativo più volte espresso anche su Ecoblog: può un Paese come il nostro, quasi totalmente importatore di combustibili fossili, continuare a non disporre di un piano energetico nazionale serio che permetta di pianificare nel lungo termine e non soltanto in un orizzonte temporale di due o tre anni?

Ai posteri l’ardua sentenza; intanto però è palese che l’inefficienza della classe politica in materia di energia non può proseguire ancora per molto: di questo passo la recessione economica può davvero fare paura.

Via | Ilsole24ore.it
Foto | Flickr

Quando l’energia costa troppo: Alcoa ai titoli di coda?

Sea Shepherd vuole indietro i soldi dati ai giapponesi per Fukushima

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Sea Shepherd chiede indietro i soldi delle donazioni ai superstidi di Fukushima

I fondi destinati ai sopravvissuti di Fukushima sarebbero usati dal Governo Giapponese per finanziare la caccia alle balene.

Brigitte Bardot icona del cinema e dell’animalismo mondiale lo aveva già denunciato nella sua lettera. Poi è arrivata Greenpeace (ma dopo la tirata d’orecchie del Capitano Paul Watson), infine oggi la nuova denuncia di Sea Shepherd che chiede indietro le donazioni fatte al Giappone per sostenere le emergenze e i sopravvisuti al terremoto, lo tsunami e l’incidente nucleare alla centrale di Fukushima Daiichi.

La richiesta possiamo farla tutti grazie alla petizione online.

Sea Shepherd vuole indietro i soldi dati ai giapponesi per Fukushima

Josè Mancini Sale’s Manager Lazio Impianti Fotovoltaici Wurth Solar (cis_2.jpg)

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Natale ecologico: le luci LED significano risparmi per milioni di euro

Nonostante si parli di trascorrere le vacanze in modo ecologico, di risparmio energetico e tanti altri bei principi verdi, una vecchia abitudine è dura a morire, ed anzi, forse non morirà mai per tradizione: le lucine di Natale. I più “ecologisti” le accendono solo per poche ore ogni tanto, quando si trovano nella stanza in cui c’è l’albero, ma nella maggior parte dei casi esse vengono accese tutto il giorno, ad eccezione della notte, e a volte vengono accese l’8 dicembre e spente il 6 gennaio.

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Natale ecologico: le luci LED significano risparmi per milioni di euro

Incentivi risparmio energetico: senza bonus un danno per l’Italia

Senza la proroga del cosiddetto “ ecobonus “, ovverosia la detrazione fiscale al 55% sui costi sostenuti ed ammissibili per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, il nostro Paese perderebbe una grande occasione non solo per la tutela dell’ambiente in termini di riduzione delle emissioni , ma anche per il rilancio della nostra stessa economia e dell’ occupazione . E’ questa, in particolare, la posizione di Altroconsumo su una misura che a quanto pare l’attuale Governo in carica non sembra intenzionato a rinnovare inserendola nella “ Finanziaria “, ovverosia nella Legge di Stabilità che dovrà essere approvata, in un clima politico incandescente, attorno alla metà del prossimo mese di dicembre. Continua a leggere: Incentivi risparmio energetico: senza bonus un danno per l’Italia (…) Incentivi risparmio energetico: senza bonus un danno per l’Italia , pubblicato su Ecologiae il 16/11/2010 © Fil per Ecologiae , 2010.

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Incentivi risparmio energetico: senza bonus un danno per l’Italia

Risparmio energetico: efficienza meno cara del fotovoltaico

La produzione annua di 1kWh con il fotovoltaico costa in termini di investimento 5 euro, mentre per risparmiare sempre 1kWh annuo con l’ efficienza energetica di euro ne bastano 1,8. A mettere in risalto questo dato è stata l’Adiconsum nel sottolineare, di conseguenza, come il futuro del risparmio energetico passi innanzitutto attraverso l’efficienza e non prevalentemente attraverso la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili . L’Associazione dei Consumatori, tra l’altro, ha formulato alcune proposte per le rinnovabili , tra cui quella di dire no alle incentivazioni per gli impianti fotovoltaici a terra , ovverosia quelli in campo aperto, mentre vanno incentivati quelli che vengono realizzati ed integrati nelle costruzioni .

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Risparmio energetico: efficienza meno cara del fotovoltaico

Kutcherov: "Il petrolio è infinito, l’eolico è una moda". Sgarbi: "Eolico e fotovoltaico sono un miraggio"

Kutcherov: E venne il giorno di Vladimir Kutcherov a Salemi, ospite del sindaco Vittorio Sgarbi per il convegno “La minaccia all’integrità del paesaggio e le energie rinnovabili”. Kutcherov, per chi non lo sapesse, è professore al Royal Institute of Technology di Stoccolma ed è il massimo esponente della teoria abiogenica del petrolio. Teoria secondo la quale gli idrocarburi non si formano a causa della decomposizione del materiale organico nel corso dei millenni bensì nascono da semplici reazioni chimiche che avvengono a grande profondità sotto i nostri piedi.

Non è un caso che il professore russo, la cui teoria non ha molti estimatori, sia stato invitato da Sgarbi a Salemi: al contrario, l’intero convegno è stato organizzato con l’intenzione di fare un po’ di cattiva pubblicità alle rinnovabili e molta buona pubblicità alle estrazioni petrolifere. Anche se, oggi, Sgarbi cerca di dissimulare le sue intenzioni per come le aveva espresse appena pochi giorni fa:

Non sono per il petrolio contro l’eolico come banalmente qualcuno tenta di semplificare. Sono contro le menzogne, contro le finzioni, sono contro quelli che dicono una cosa e tutti gli corrono dietro. La menzogna è nel miraggio dell’eolico e del fotovoltaico. Kutcherov ci dice che la produzione di energia solare oggi è la più costosa, più del doppio del petrolio, e che è insostenibile economicamente

Sarà, ma la settimana scorsa aveva invitato gli industriali a trivellare il Val di Mazara invece di riempirla di pale eoliche e parchi fotovoltaici. Kutcherov, invece, a Salemi non ha detto nulla di nuovo e ha ribadito il suo rifiuto per la teoria del picco del petrolio:

Secondo uno studio del 1984, il petrolio si sarebbe già esaurito 20 anni fa. Oggi le teorie tradizionali ci dicono che ci sarà petrolio per non più di 50-60 anni. Non è così. Le mie ricerche indicano che le disponibilità di petrolio sono infinite. Il processo chimico realizzato in laboratorio per creare idrocarburi è oggi un fatto reale. Il magma della profondità della terra reagisce con l’idrogeno generando idrocarburi. E i test hanno dimostrato che in condizioni estreme di calore e di pressione, ossidi di ferro, carbonato di calcio e acqua si convertono in metano, una reazione chimica facilitata da rocce come granito e pietra a base di silicio

Interessante, e significativa, la presenza al convegno dell’Energy Manager della Regione Sicilia Salvo Cocina che, fedele al nuovo diktat del governatore siciliano Raffaele Lombardo, ha parlato di soldi:

Il problema è anche di redditività. Occorre far sì che la Sicilia e i siciliani ottengano il masso beneficio dallo sfruttamento di fonti di gas e petrolio. Oggi le concessioni sono in mano a grosse società. Occorre allora valutare la fattibilità della creazione di società legate alle istituzioni del territorio che possano gestire i giacimenti

Già nel fine settimana, però, erano arrivate le prime reazioni al convegno organizzato da Sgarbi: ancor prima che iniziasse il meeting scientifico-propagandistico, infatti, si era levata la voce della Cgil regionale che, di fronte all’ennesimo ricatto “petrolio in cambio di lavoro” aveva affermato: “la Sicilia non è il Texas, Sgarbi rilegga la storia della Sicilia“.

Via | Osservatorio Sicilia
Foto |Kth

Kutcherov: “Il petrolio è infinito, l’eolico è una moda”. Sgarbi: “Eolico e fotovoltaico sono un miraggio”

L’impatto delle auto sull’ambiente è più dannoso di quello degli aerei e delle navi

Smog da autoveicoloSecondo un recente studio pubblicato sulla nota rivista “Environmental Science & Technology” viaggiare in automobile avrebbe un impatto ambientale decisamente superiore rispetto a quello provocato dall’utilizzo dell’aereo e delle navi. Nello specifico il gruppo di ricerca sottolinea che l’impatto degli autoveicoli inciderebbe in misura maggiore sull’aumento delle temperature e quindi sul riscaldamento globale.

Motivo di tale deduzione il fatto che sarebbe stato provato come gli spostamenti in macchina emettano una quantità di anidride carbonica per passeggero e per km più alta rispetto a quella prodotta dai viaggi in aereo e nave. L’anidride carbonica infatti rimane più a lungo nell’atmosfera rispetto ad altri gas ed è per questo motivo che le auto avrebbero un impatto maggiore sul lungo termine. Gli aerei, emerge dallo studio, causerebbero comunque conseguenze devastanti sul clima, tuttavia nel breve termine ed in misura inferiore a quelli causati dalle auto.

Per chi decide di spostarsi più in maniera più sostenibile lo studio non lascia spazio a dubbi invitando ad utilizzare la nave. Infatti il suo impatto ambientale sarebbe in proporzione al numero di passeggeri ben 25 volte inferiore sul lungo termine rispetto ad auto e aerei contribuendo addirittura ad un abbassamento delle temperature.

Le navi infatti emettono anidride solforosa che sono alla base della formazione delle particelle di solfato nell’atmosfera. Queste particelle causerebbero una diminuzione delle temperature, poiché sono capaci di riflettere nello spazio le radiazioni solari.

Via | Pubs.acs.org
Foto | Flickr

L’impatto delle auto sull’ambiente è più dannoso di quello degli aerei e delle navi

Lacrime di San Lorenzo: il picco di stelle cadenti il 13 agosto

La costellazione del cigno e le Perseidi

Per esprimere desideri meglio aspettare il 13 agosto. Secondo gli astronomi, infatti, buon tempo permettendo, sarà proprio quella la notte più propizia per vedere le Lacrime di San Lorenzo, stelle cadenti o per i meno romantici quel che resta del passaggio della cometa Swift-Tuttle. Lo sciame derivato è denominato Perseidi.

Se volete assistere allo spettacolo offerto dalla natura, non solo assieme al vostro amore ma anche in compagnia di un gruppo di osservazione, magari formato da esperti, vi potete aggregare o ai volontari della Lipu in una delle tante oasi aperte per l’occasione o agli astrofili dell’UAI.


Lacrime di San Lorenzo: il picco di stelle cadenti il 13 agosto
Lacrime di San Lorenzo: il picco di stelle cadenti il 13 agosto Lacrime di San Lorenzo: il picco di stelle cadenti il 13 agosto Lacrime di San Lorenzo: il picco di stelle cadenti il 13 agosto

Foto | Flickr, Flickr, Flickr, Flickr

Lacrime di San Lorenzo: il picco di stelle cadenti il 13 agosto

Bp colpisce ancora: soldi agli scienziati per il silenzio sulla merea nera

Bp colpisce ancora: soldi agli scienziati per il silenzio sulla merea nera

Se non fosse chè Bp ci ha ormai abituati a tutto, persino alle foto taroccate, questa sarebbe una notizia bomba che dura un mese. Ma la società britannica del petrolio e dell’energia ormai è in grado di spararsene una al giorno. L’ultima: Bp sta offrendo contratti blindati ai maggiori esperti americani di ambiente marino.

Lo denuncia l’Associazione americana dei docenti universitari: molti professori sono stati contattai con l’offerta di un contratto capestro, ma ben pagato, che non permette loro diffondere le informazioni acquisite per almeno tre anni o fino al momento in cui l’amministrazione Obama non abbia dato l’ok definitivo al piano aziendale di ripulitura del massacrato Golfo del Messico.

Qualcuno ha accettato, qualcuno no. Come Bob Shipp, titolare del dipartimento di Scienze marine all’università del South Alabama:

Si sono messi in contatto con me dicendo di voler collaborare con il nostro dipartimento per sviluppare il migliore programma di ripristino possibile alla fuoriuscita di petrolio. Noi abbiamo stabilito i principi di base, che tutta la ricerca adotta, noi avremmo avuto il controllo totale dei dati, ci sarebbe stata trasparenza avremmo messo i dati a disposizione di altri scienziati per il peer review. Se ne sono andati e non li abbiamo più visti

Via | Economic Times
Foto | Flickr

Bp colpisce ancora: soldi agli scienziati per il silenzio sulla merea nera