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Biodiversità, scoperto il vertebrato più piccolo del mondo: è una rana della Nuova Guinea

Un’équipe di ricercatori della Louisiana State University ha scoperto due nuove specie di rane in Nuova Guinea: la Paedophryne swiftorum e la Paedophryne amauensis. La Paedophryne amauensis è attualmente il vertebrato più piccolo del mondo. Misura infatti in media 7,7 millimetri, un terzo di un pollice. Batte un pesce indonesiano, Paedocypris progenetica, che misura in media otto millimetri.
Viste le dimensioni ridotte, la scoperta è stata particolarmente difficile. Come sottolinea Chris Austin, a capo dello studio pubblicato su PLoS ONE, è stato arduo individuarla ma è una grande scoperta perché conferma il patrimonio di biodiversità della Nuova Guinea ed aggiunge un ulteriore tassello alla comprensione della conservazione delle specie rare in alcune aree del mondo.
Via | Louisiana State University
Foto | Rittmeyer
Biodiversità, scoperto il vertebrato più piccolo del mondo: è una rana della Nuova Guinea
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Turismo rurale nel Lazio, riqualificare l’ambiente a km zero
In un mondo sempre più globalizzato dove trionfano il consumismo e i cibi precotti, c’è anche chi ama stare all’aria aperta , dedicarsi al giardinaggio e alla cura di animali e piante, mangiare sano e genuino. Sono i turisti rurali , gli ecoviaggiatori che preferiscono una vacanza a Km zero in mezzo al verde. Per loro ARSIAL ( Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio ) propone Ecotutour , il progetto di riqualificazione del turismo rurale.
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Turismo rurale nel Lazio, riqualificare l’ambiente a km zero
Riso, rifiuti e rinnovabili
In realtà, c’è ben poco da ridere . Il riso al quale si fa riferimento è quello del notissimo gruppo alimentare . I rifiuti sono quelli bruciati nell’impianto realizzato dalla Riso Scotti Energia Srl

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Riso, rifiuti e rinnovabili
Ambiente, la Cina è tra i Paesi leader nell’energia pulita
La Cina è il Paese che più influisce sull’ambiente per la quantità di emissioni inquinanti prodotte dalle sue fabbriche e dalle oltre 200 milioni di automobili , ma è anche tra gli stati che più investono nelle fonti rinnovabili e nell’ energia pulita . Questo il dato emerso dal rapporto annuale stilato dal Vivid Economic che ha monitorato i sei Paesi maggiormente responsabili dell’inquinamento ambientale, che da soli rappresentano il 50% delle emissioni , ossia la Cina, gli Stati Uniti, la Corea del Sud, il Giappone, l’Australia e la Gran Bretagna. La Gran Bretagna è al primo posto per gli investimenti sull’energia pulita , con 29,30 dollari per l’equivalente di una tonnellata di carbone; seguita dalla Cina con 14,20 dollari; dagli USA con 5,10 dollari; dal Giappone con 3,10; dall’Australia con 1,70 dollari e dalla Corea del Sud con 0,70 dollari.

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I was lovin’ it! E il cliente di McDonald’s finisce in obitorio
In questi giorni sta facendo molto discutere negli Usa un video prodotto dalla Physicians Committee for Responsible Medicine, l’organizzazione senza scopo di lucro che dal 1985 promuove uno stile di vita più sano nella popolazione statunitense e che, rimanda in qualche modo al famoso docu – film “Super size me“.
La pubblicità mostra, all’interno di un obitorio, il cadavere di un uomo un pò in sovrappeso che stringe nella mano un panino, del tutto simile a quelli che vengono normalmente acquistati nelle catene dei fast food… Il filmato, già estremamente eloquente, viene poi rafforzato dalla provocatoria sovrapposizione della curva dei piedi del morto con la famosa “M” di McDonald’s, additata come principale responsabile per la diffusione di stili di vita scorretti facilitanti l’insorgenza di patologie cardiovascolari e obesità. A giustificare tutto ciò, del resto, la concezione di pasto ricco di grassi e di sodio – il McDonald’s Double Quarter Pounder with Cheese Extra Value Meal, ad esempio, può vantare un “record” di 61 grammi di grassi e di 1,650 milligrammi di sodio – che contraddistingue da sempre la nota multinazionale . Di conseguenza, è facile intuire come il famoso slogan “I’m lovin’ it ” possa venire facilmente storpiato in “I was lovin’ it” – mi piaceva – mentre patologie quali colesterolo, pressione alta e infarto vengono inesorabilmente elencate… Insomma: stasera meglio optare per una scelta vegetariana (magari a casa propria..) tuona il video….
Immediata, ovviamente, è stata la reazione del colosso statunitense che ha ritenuto la pubblicità sleale ed ingannevole…
Via | Youtube
I was lovin’ it! E il cliente di McDonald’s finisce in obitorio
Nuove trivellazioni a largo di Pantelleria? Nel frattempo si scopre che…

Se il disastro della Deepwater Horizon ha avuto almeno l’effetto di alzare ai massimi livelli l’attenzione sulla sicurezza delle piattaforme petrolifere off shore, non sembra che abbia ancora ottenuto il risultato di porre un limite al fiorente business del petrolio in mare.
L’ultima notizia, su questo fronte, viene dalla Tunisia. Per la precisione dal permesso di ricerca “Lambouka”, nel mare antistante la città di Kerkouane. Per capirci, a non molte miglia nautiche dalle acque di Pantelleria.
In quello specchio di mare ADX Energy e Gulfsands Petroleum Plc hanno trovato altro petrolio e gas in buona quantità e stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di mettere in produzione il giacimento. Ma non sono ancora sicure. Perchè? Dipende dalle condizioni climatiche.
In pratica le due aziende, e le altre che hanno quote minori del giacimento, non sanno ancora se continuare l’esplorazione subito, o aspettare condizioni meteo più favorevoli. Come mai tanta attenzione per il meteo? Perchè, sempre nello stesso specchio di mare, ad inizio agosto hanno avuto grossi problemi con le altre piattaforme.
Cinquantatre ore consecutive di cattivo tempo, infatti, hanno impedito ad ADX di modificare l’ormai famigerato Blow Up Preventer sull’impianto. Come riporta “Off shor eenergy today”:
Modifications of the BOP to wellhead connection were necessary. The BOP stack was subsequently reinstalled and successfully pressure tested (including all joints, choke and kill lines up to 10,000 psi)
Tradotto in italiano: mettiamoci mano, prima che succede il guaio…
Via | RigZone, Off shore energy today
Foto | Flickr
Nuove trivellazioni a largo di Pantelleria? Nel frattempo si scopre che…
Come trasformare una piscina in una serra per cibo biologico
Una famiglia di Mesa, in Arizona, si è data da fare col fai da te e ha trasformato la propria piccola piscina domestica in un piccolo mondo verde dove produce vegetali biologici per l’autoconsumo.
Il progetto, iniziato nel 2009, ha come obbiettivo l’autosufficienza alimentare della famiglia entro il 2012 e i primi risultati promettono molto bene.
In pratica, come potete vedere nel video, la piscina è stata svuotata, coperta con un telone e riempita di vasi all’interno dei quali vengono coltivati ortaggi e varie erbe. Altri vasi, invece, vengono usati per la coltura idroponica avvalendosi di un sistema di filtraggio biologico alimentato da un pannello solare.
Una sezione di questo filtro è utilizzata per allevare pesci del genere tilapia, commestibili e dal discreto valore nutrizionale. Parte dello spazio, poi, è usato per allevare polli e galline e ottenere uova e carne assolutamente biologici.
Tutto questo occupando pochissimo spazio, con spese di costruzione e gestione veramente minime e, come si può vedere, con buoni risultati finali.
Via | GardenPool
Come trasformare una piscina in una serra per cibo biologico
Eco-design: Michelle Kaufmann presenta le sue case Zero series
Lo studio Michelle Kaufmann , uno dei principali studi di architettura mondiali ed uno dei più importanti a livello di bioedilizia , ha lanciato una nuova linea di case chiamata serie Zero (o Zero series). Come suggerisce il nome, le case della serie Zero non hanno alcun tipo di spreco .

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Eco-design: Michelle Kaufmann presenta le sue case Zero series
Marche, scooter elettrici alimentati dal sole per i funzionari della Regione
Si muoveranno a emissioni zero i funzionari della Regione Marche , utilizzando scooter elettrici in grado di compiere 70 km con una ricarica di 50 centesimi, alimentati dall’ energia pulita proveniente dai pannelli fotovoltaici realizzati sui tetti dei palazzi Leopardi e Li Madou, ad Ancona . Un risparmio economico ed energetico che si coniuga ad un’attenzione per l’ambiente che vede in prima fila da due anni la regione Marche , impegnata nel progetto sperimentale Leaf Community

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Marche, scooter elettrici alimentati dal sole per i funzionari della Regione
