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	<title>fonterinnovabile.com &#187; marcopianca</title>
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		<title>India, il video del safari umano: scattano i primi arresti</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 16:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ecocomunicazione]]></category>
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</p>
<p>Quello che vedete in alto è un ignobile trofeo turistico: questo video sta mettendo in imbarazzo diplomatico l&#8217;India con il resto del mondo poiché dimostra che nel traffico illegale di safari umano alle Isole Andamane è coinvolta la polizia locale. Le donne e i bambini della tribù <strong>Jarawa</strong> sotto protezione (PAT &#8211; Protection of Aboriginal Tribes) sono incitati a ballare e a muoversi e sono trattati senza dignità alcuna in cambio di un po&#8217; di cibo. Il video, sostiene il governo indiano, è stato girato clandestinamente alle Andamane, in Bengala nel settembre-ottobre 2008 da qualcuno che per ora è sconosciuto ma che assicurano sarà presto nelle mani della giustizia, considerato che ci sono già buoni indizi per rintracciarlo. In <a href="http://news.oneindia.in/2012/01/12/fifteen-people-arrested-for-intruding-into-jarawa-areas.html">manette anche 15 turisti</a>, ma dopo che si era diffusa la notizia del safari umano. </p>
<p>Dopo le pressioni internazionali è arrivata la richiesta del ministro indiano degli Interni <a href="http://www.pchidambaram.org/">Palaniappan Chidambaram</a> di fermo per tutte le persone coinvolte incluso l&#8217;autore del video. Le manette intanto sono scattate, come informa il quotidiano <a href="http://news.oneindia.in/2012/01/19/first-arrest-in-jarawa-tribes-naked-dance-video-case.html">One India</a> per il tassista e per il proprietario di un negozio di souvenir, reo di aver organizzato con l&#8217;autista le visite guidate in spregio a tutte le norme che impedivano ogni contatto con i rappresentanti della tribù dei Jarawa in zona interdetta. </p>
<p>Il video è stato pubblicato una decina di giorni fa dopo che Gethin Chamberlain, giornalista de <strong>The Observer</strong> ha registrato circa un mese fa di nascosto un audio con la conversazione con un operatore locale che assicura la possibilità di vedere i Jarawa per 25-30mila rupie (380-450 euro) di cui 10-15mila rupie (150-230 euro) servono a corrompere alla polizia locale (<a href="http://www.survival.it/notizie/8016">qui</a> con la trascrizione in italiano). L&#8217;audio ha sollevato il vergognoso e illecito traffico d&#8217;affari e contemporaneamente è sbucato il video in alto. Secondo le dichiarazioni delle autorità quelle immagini sono state registrate nel 2008, molto prima che fosse adottata una politica più restrittiva in merito. Ma le parole registrate sa Chamberlain hanno dimostrato il contrario. Il safari umano avveniva sotto la direzione di alcuni poliziotti che al contrario avrebbero dovuto impedire ogni contaminazione dei Jarawa con i turisti. Secondo quanto ricostruito dal tabloid inglese ogni giorno, invece, centinaia di turisti, scortati proprio dalla polizia locale percorrono indisturbati la Andaman Trunk Road alla ricerca proprio dei Jarawa tribù composta da 403 persone, assolutamente indifese, sia dal punto di vista emotivo, culturale e sanitario nel confronto con i turisti. </p>
<p>Scrive L<a href="http://www.guardian.co.uk/world/2012/jan/07/andaman-islands-tribe-tourism-threat">&#8216;Observer</a>:</p>
<blockquote><p>La maggior parte non regge le malattie portate dall&#8217;esterno. L&#8217;Observer li ha visitati e li abbiamo fotografati. I turisti gli gettavano sul ciglio della strada banane e biscotti come avrebbero fatto con gli animali di in un parco safari. Al negozio Vyas Brothers a Port Blair, capitale delle Andamane, sono in vendita alcuni manufatti dei Jarawa. Rajesh Vyas il titolare è felice dietro il bancone: organizza un giorno con i Jarawa a 15mila rupie (185 sterline inglesi) più altri 10-15mila rupie per corrompere la polizia locale. Nel prezzo però è incluso il taxi, l&#8217;autista dolci e biscotti. Si garantisce il contatto, promette.</p>
</blockquote>
<p>Come testimoniavamo anche noi <a href="http://www.ecoblog.it/post/12892/turismo-responsabile-nelle-isole-andamane-per-salvare-i-jarawa">qui</a> la barbara usanza del safari umano con i Jarawa era pratica ben nota e più volte <a href="http://www.survival.it/notizie/6082">denunciata sin dal 2010</a> da<a href="http://www.survival.it"> Survival International</a> che dichiara: </p>
<blockquote><p>Commentando le polemiche, uno dei maggiori esperti delle tribù delle Isole Andamane, il professor Anvita Abbi dell’Università di Jawaharlal Nehru ha dichiarato: “Le autorità sono perfettamente al corrente di quanto succede: come possono dichiarare di esserne state all’oscuro?”. “Queste registrazioni forniscono la prova concreta che i ‘safari umani’ continuano” ha dichiarato il Direttore Generale di Survival International Stephen Corry. “E avvengono solo perché la Andaman Trunk Road resta aperta e attraversa la riserva della tribù. Sono passati dieci anni da quando la Corte Suprema Indiana ha ordinato la sua chiusura, ed è scioccante costatare che l’amministrazione delle Andamane continui a ignorare la sentenza, lasciando aperta la strada. Il governo deve chiudere la Andaman Trunk Road oggi stesso, e porre per sempre fine ai safari umani.”</p>
</blockquote>
<p>Via | <a href="http://www.consoglobe.com/tourisme-une-ong-denonce-les-ignobles-safaris-humains-cg">Consoglobe</a>, <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2012/jan/14/andaman-jarawa-india-human-safari">The Guardian</a>, <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2012/jan/07/andaman-islands-tribe-tourism-threat">The Observer</a>, <a href="http://news.oneindia.in/2012/01/19/first-arrest-in-jarawa-tribes-naked-dance-video-case.html">OneIndia</a>, <a href="http://www.survival.it/notizie/8016">Survival</a></p>
<p><a href="http://www.ecoblog.it/post/14319/india-il-video-del-safari-umano-scattano-i-primi-arresti">India, il video del safari umano: scattano i primi arresti</a> </p>
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		<title>Nasce su Facebook un gruppo di lavoro che crede nel futuro</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 16:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fonte Rinnovabile]]></category>

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		<description><![CDATA[C’e chi si è stufato delle chiacchiere da cortile. C’e chi crede che il proprio futuro ed il proprio destino non debba essere in mano a specualtori e faccendieri. Con questo principio nasce su facebook un nuovo gruppo che ha come scopo di destare le coscienze pubbliche dei cittadini e di risvegliare quell’orgoglio che troppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’e chi si è stufato delle chiacchiere da cortile. C’e chi crede che il proprio futuro ed il proprio destino non debba essere in mano a specualtori e faccendieri. Con questo principio nasce su facebook un nuovo gruppo che ha come scopo di destare le coscienze pubbliche dei cittadini e di risvegliare quell’orgoglio che troppo spesso teniamo in tasca solo per i grandi eventi mondani. Il gruppo si chiama</p>
<p>LA POLITICA LATITA. RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO DESTINO.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/#!/groups/284374248263298/">http://www.facebook.com/#!/groups/284374248263298/</a><span id="more-17794"></span></p>
<p>Fatto da persone normali che credono di poter migliorare la propria vita ed il proprio destino scommettendo in prima persona su ciò che più conta. La scommessa è facile. Il nostro vero problema sostanziale è il debito pubblico. Al quale lo stato cerca di far fornte emettendo BTP. Che oggi sono in battaglia con i BUND tedeschi, prendendo sonori schiaffi. La BCE interviene e quando questo accade il famigerato SPREAD scende. Ma quell’acquisto significa che a scadenza la BCE passa all’incasso e lo stato dovrà pagare. Bene, oggi investire in BTP rappresenta per l’italiano una doppia opportunità. Ottenere % di guadagno molto interessanti (siamo intorno a 7%) e contestualmente “comprarsi” il debito italiano, aiutandolo ad uscire dall’empasse attuale. Se tutti noi, ognuno per ciò che rappresenta e per ciò che può, facesse questo dimostreremmo al mondo intero la vera forza dell’italia e degli italiani. Dimostreremmo al mondo che le debolezze che vivono sono frutto dell’incapacità individuale e non della forza di una nazione che nei veri momenti importanti della storia ha sempre fatto la vera differenza.</p>
<p>Magari vendendo azioni e titoli di francesi e tedeschi facendoli sprofondare in quel baratro dal ciglio del quale oggi ci guardano con disprezzo ed ironia. Magari mettendo sul chi va là la stessa politica che ci governa che dovrà spaventarsi della forza travolgente di un popolo per nulla passivo di fronte alle negatività ed alle ipocrisie.</p>
<p>Iscriversi a questo gruppo è un gesto italiano. Fatto da italiani che vogliono credere in un futuro vero. Nel gruppo sarà ovviamente possibile costruire confronti ed idee, al di là dell’acquisto dei titoli, che possano concretamente consentire a tutti noi di vedere quella luce che oggi non ci appare, cosi celata dalla nebbia dell’ingordigia.</p>
<p>LA POLITICA LATITA. RIPRENDIAMOCI IL NOSTRO DESTINO.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/#!/groups/284374248263298/">http://www.facebook.com/#!/groups/284374248263298/</a></p>
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		<item>
		<title>Eolico: Google investe nella centrale più potente del mondo</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Il colosso Google sta rapidamente espandendo i suoi tentacoli nel campo dell&#8217; energia pulita . Proprio la scorsa settimana abbiamo segnalato l&#8217;investimento di oltre cento milioni di euro in un progetto riguardante il solare termico nel deserto del Mojave , e pochi giorni prima in una centrale in Germania ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Il colosso Google sta rapidamente espandendo i suoi tentacoli nel campo dell&#8217; energia pulita . Proprio la scorsa settimana abbiamo segnalato l&#8217;investimento di oltre cento milioni di euro in un progetto riguardante il solare termico nel deserto del Mojave , e pochi giorni prima in una centrale in Germania </p>
<p>Continue reading here:<br />
<a target="_blank" href="http://rss.feedsportal.com/c/32810/f/527273/s/1456dae1/l/0L0Secologiae0N0Ccentrale0Eeolica0Egoogle0C38730A0C/story01.htm" title="Eolico: Google investe nella centrale più potente del mondo">Eolico: Google investe nella centrale più potente del mondo</a></p>
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		<title>Alce americano, un altro animale che rischia l’estinzione per il riscaldamento globale</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 11:26:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Ogni tanto spunta il nome di un animale che, vuoi per la caccia, la pesca eccessiva, la deforestazione o il cambiamento climatico, rischia di sparire per sempre. Notizie brutte che non vorremmo mai darvi, ma che purtroppo balzano agli onori della cronaca di continuo. Oggi è la volta di uno dei simboli degli Stati Uniti: l&#8217; alce americano .  Questo bellissimo mammifero vive nel Nord del Minnesota ed in pochissime altre zone fredde degli States, mentre altri esemplari &#8220;cugini&#8221; Alces alces vivono in Russia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Ogni tanto spunta il nome di un animale che, vuoi per la caccia, la pesca eccessiva, la deforestazione o il cambiamento climatico, rischia di sparire per sempre. Notizie brutte che non vorremmo mai darvi, ma che purtroppo balzano agli onori della cronaca di continuo. Oggi è la volta di uno dei simboli degli Stati Uniti: l&#8217; alce americano .  Questo bellissimo mammifero vive nel Nord del Minnesota ed in pochissime altre zone fredde degli States, mentre altri esemplari &#8220;cugini&#8221; Alces alces vivono in Russia</p>
<p>View original post here:<br />
<a target="_blank" href="http://rss.feedsportal.com/c/32810/f/527273/s/12dbcae8/l/0L0Secologiae0N0Calce0Eamericano0Eestinzione0Eriscaldamento0Eglobale0C348210C/story01.htm" title="Alce americano, un altro animale che rischia l’estinzione per il riscaldamento globale">Alce americano, un altro animale che rischia l’estinzione per il riscaldamento globale</a></p>
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		<title>&#8220;Vita a impatto 1&#8243;: online la sfida &#8220;verde&#8221; di una ragazza milanese</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 15:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vivere per un anno al minimo impatto possibile, riciclando, riusando, non sprecando. Per non consumare più pianeta terra di quanto ci spetta, per dimostrare che un altro equilibrio è possibile, per dare un significativo ecoesempio: quotidiano, creativo, divertente. Questa la sfida intrapresa per tutto il 2011 da GreenKika (all&#8217;anagrafe Claudia Selvetti), ventisettenne milanese di professione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vivere per un anno al minimo impatto possibile, riciclando, riusando, non sprecando. Per non consumare più pianeta terra di quanto ci spetta, per dimostrare che un altro equilibrio è possibile, per dare un significativo ecoesempio: quotidiano, creativo, divertente.<br />
<span id="more-15401"></span><br />
Questa la sfida intrapresa per tutto il 2011 da GreenKika (all&#8217;anagrafe Claudia Selvetti), ventisettenne milanese di professione community manager, con una grande passione la fotografia. Una sfida raccontata ogni giorno in diretta sul suo blog e sui social network collegati (Facebook, Twitter, Flickr, FriendFeed).</p>
<p>Una sfida che nasce dalla consapevolezza, sempre più diffusa, che noi cittadini del Nord del mondo viviamo in modo sempre meno sostenibile. Ogni nostra azione lascia un&#8217;impronta sul pianeta, sta a noi decidere quanto profonda: in &#8220;Vita a impatto 1&#8243;, la cifra 1 sta a rappresentare proprio l&#8217;unicità del Pianeta Terra e l&#8217;esigenza della conservazione delle risorse.</p>
<p><a href="http://www.vitaimpatto1.org/" target="_blank">&#8220;Vita a impatto 1&#8243;</a> raccoglie le esperienze &#8211; ma anche le difficoltà e le rinunce &#8211; di un approccio ecologico alla vita e al mondo: ridurre i consumi, risparmiare, riusare sono le parole chiave di chi vuole concretamente rispettare l&#8217;ambiente e scopre con gioia di poterlo fare ogni giorno, in una catena virtuosa di tanti piccoli gesti, possibilmente contagiosi.<br />
Dalle scelte alimentari ai trasporti, dalla casa alla cura del corpo, dall&#8217;autoproduzione alla gestione dei rifiuti fino al riciclo di abiti e oggetti. &#8220;Vita a impatto 1&#8243; propone, oltre al blog, una serie di pagine tematiche dedicate ai vari ambiti della vita quotidiana in cui è possibile fare scelte verdi e sostenibili.</p>
<p> <a href="http://www.vitaimpatto1.org/tag/resoconto/" target="_blank">Settimana dopo settimana</a>, sul blog, su Facebook e Twitter, Claudia racconta la sua esperienza di <a href="http://www.vitaimpatto1.org/a-tavola-2/" target="_blank">ecologista vegana</a> in compagnia dei suoi gatti, <a href="http://www.vitaimpatto1.org/2010/12/28/inquilini-condivisione-e-nuove-abitudini-quit-the-litter-mode-on/" target="_blank">coinvolti attivamente</a> (e non sempre entusiasti&#8230;) nel progetto di riduzione dei rifiuti e di alimentazione biologica. Dalla riscoperta delle <a href="http://www.vitaimpatto1.org/pulizie-della-casa/" target="_blank">pulizie domestiche</a> con detersivi fatti in casa alla scelta etica e sostenibile di rinunciare al caffè e <a href="http://www.vitaimpatto1.org/vizi/" target="_blank">ad altri vizi</a> (come lo shopping!), nella vita di Claudia ogni azione è oggetto di riflessione, ricerca e messa in pratica di una nuova via meno &#8220;impattante&#8221;. E il racconto di ogni esperienza si arricchisce dell&#8217;interattività di un web2.0 che permette sempre più &#8211; attraverso commenti e discussioni &#8211; la condivisione immediata delle esperienze.<br />
Così, già nel primo mese di &#8220;Vita a impatto 1&#8243;, Claudia ha già fatto piccoli grandi passi, modificando con pazienza le sue abitudini e cercando risposte, in rete e fuori nel confronto con persone, enti e gruppi che condividono il suo impegno e il suo approccio.  </p>
<p>Vita a impatto 1 è anche su <a href="http://www.facebook.com/pages/Vita-a-impatto-1-Riciclo-rispetto-risparmio/162726640438219?v=wall&amp;filter=1" target="_blank">Facebook</a>, <a href="http://twitter.com/#%21/vitaimpatto1" target="_blank">Twitter</a>, <a href="http://friendfeed.com/vitaimpatto1" target="_blank">FriendFeed</a> e <a href="http://www.flickr.com/photos/kika13/sets/72157625596567030/with/4976934534/" target="_blank">Flickr</a>.</p>
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		<title>Quibio: &#8220;Con l&#8217;obbligo dei biosacchetti ci guadagna l&#8217;Ambiente, ma rischio speculazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 11:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l&#8217;obbligo di legge sull&#8217;utilizzo di sacchetti in bioplastica, il fondatore di Quibio.it Giuseppe Brau manifesta speranze e timori&#8230;.  La norma, che comporta un lieve aumento di costo per gli esercenti, garantisce un&#8217;enorme riduzione dell&#8217;impatto ambientale, ma apre anche le porte alla speculazione: &#8220;Per tenere bassi i prezzi, c&#8217;è il rischio che molti sacchetti immessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;obbligo di legge sull&#8217;utilizzo di sacchetti in bioplastica, il fondatore di Quibio.it Giuseppe Brau manifesta speranze e timori&#8230;.<span id="more-15080"></span></p>
<p> La norma, che comporta un lieve aumento di costo per gli esercenti, garantisce un&#8217;enorme riduzione dell&#8217;impatto ambientale, ma apre anche le porte alla speculazione: &#8220;Per tenere bassi i prezzi, c&#8217;è il rischio che molti sacchetti immessi nel mercato non siano completamente biodegradabili&#8221; Quibio.it, da dieci anni impegnato nella diffusione di prodotti biodegradabili e compostabili alternativi a quelli in plastica, per bocca del suo fondatore Giuseppe Brau manifesta speranze e timori circa l&#8217;obbligo di utilizzo di sacchetti in bioplastica entrato in vigore dal 1 Gennaio 2011. &#8220;L&#8217;entrata in vigore dell&#8217;obbligo all&#8217;utilizzo di sacchetti in plastica biodegradabile è una notizia molto positiva, prima di tutto per l&#8217;Ambiente. Con questa norma, che vede l&#8217;Italia diventare esempio per l&#8217;Unione Europea, saranno prodotte centinaia di migliaia di tonnellate di plastica in meno e l&#8217;impatto ambientale derivante avrà un brusco calo&#8221; ha dichiarato Giuseppe Brau. &#8220;La polemica di questi giorni relativa all&#8217;aumento dei costi dei sacchetti deriva dalla concezione errata che molti esercenti hanno nei confronti della borsa in bioplastica: il sacchetto viene considerato come un prodotto da banco sul quale lucrare, e non come un modo per veicolare una nuova etica rispettosa dell&#8217;Ambiente. Il rischio speculazione, quindi, è particolarmente alto: non solo perchè il costo – rincarato – viene fatto ricadere sul consumatore, ma anche perchè, per tenere bassi i costi di produzione del sacchetto e massimizzare il guadagno della sua vendita, molti sacchetti potrebbero essere prodotti con una percentuale di plastica tradizionale all&#8217;interno. Ciò però, non li renderebbe più biodegradabili al 100% e quindi non compostabili&#8221; ha continuato il titolare di Quibio.it. &#8220;Per non far correre ai nostri utenti questo rischio, stiamo predisponendo un documento che aiuterà il consumatore a riconoscere, con una semplice prova, un sacchetto interamente biodegradabile da uno in cui è presente una percentuale di plastica&#8221; ha terminato Brau. Quibio.it, punto di riferimento per il settore del biodegradabile su Internet con oltre 500.000 visitatori unici all&#8217;anno, in dieci anni di attività ha evitato l&#8217;emissione di oltre 10.000 tonnellate di CO2 nell&#8217;atmosfera. Per maggiori informazioni: www.quibio.it.</p>
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		<title>L’ONU proclama il 2011 anno delle foreste</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 12:16:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ L&#8217;Assemblea generale dell&#8217; ONU ha dichiarato il 2011 Anno Internazionale delle Foreste . Questo &#8220;battesimo&#8221;, proprio come quello dello scorso anno , servirà per aumentare la consapevolezza della popolazione mondiale su come migliorare la salute di tutti i tipi di foreste , che coprono il 31% della superficie della Terra. L&#8217;Anno Internazionale delle Foreste inizierà ufficialmente il 24 gennaio con il Forum delle Nazioni Unite sul tema che si terrà a New York. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> L&#8217;Assemblea generale dell&#8217; ONU ha dichiarato il 2011 Anno Internazionale delle Foreste . Questo &#8220;battesimo&#8221;, proprio come quello dello scorso anno , servirà per aumentare la consapevolezza della popolazione mondiale su come migliorare la salute di tutti i tipi di foreste , che coprono il 31% della superficie della Terra. L&#8217;Anno Internazionale delle Foreste inizierà ufficialmente il 24 gennaio con il Forum delle Nazioni Unite sul tema che si terrà a New York. </p>
<p>See more here:<br />
<a target="_blank" href="http://rss.feedsportal.com/c/32810/f/527273/s/118d1640/l/0L0Secologiae0N0C20A110Eanno0Eforeste0C319420C/story01.htm" title="L’ONU proclama il 2011 anno delle foreste">L’ONU proclama il 2011 anno delle foreste</a></p>
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		<title>Auguri da chi crede fortemente in un futuro migliore</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 10:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fonte Rinnovabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un anno cosi complesso si rischia di uscire con le ossa rotte ed il morale da ricostruire. Alzando gli occhi ci può apparire un panorama disarmante dove le vittime di una crisi economica cosi marcata sono molte piu di quanto possiamo immaginare. Ed è genralista perche colpisce imprese e cittadini, con una chirurgica attenzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un anno cosi complesso si rischia di uscire con le ossa rotte ed il morale da ricostruire. Alzando gli occhi ci può apparire un panorama disarmante dove le vittime di una crisi economica cosi marcata sono molte piu di quanto possiamo immaginare. Ed è genralista perche colpisce imprese e cittadini, con una chirurgica attenzione ai meno fortunati.</p>
<p>La classe media soffre. La classe media, forse, rischia di essere annientata.</p>
<p>Di fronte a questa ipotesi, molto meno che remota, corriamo un rischio davvero importante. Non aver più voglia di reagire. Adeguarsi al clima e sopravvivere.</p>
<p>Il 2011, presentato come l&#8217;anno dove la crisi passerà all&#8217;incasso, rappresenta un appuntamento davvero importante. Dobbiamo trovare in noi la volontà per trovare una luce che oggi non vediamo. Dobbiamo tornare a credere in noi stessi e cercare per quanto possibile di continuare a nuotare anche se la corrente si fa sempre piu forte ed insidiosa.</p>
<p>La nostra forza è il vero motivo di riscatto. La voglia di ottimismo e la ricerca dello stesso deve diventare un vero lavoro quotidiano.</p>
<p>Io credo in questo futuro. Io credo che idee e progetti debbano trovare motivo di confronto ed ottenere credito. Io credo che oltre ai numeri esista la reale possibilità di uscire ancora più forti da questo momento davvero complicato.</p>
<p>Vi auguro, di tutto cuore, di credere anche Voi in questo. Perchè sia l&#8217;obiettivo, perchè sia il risultato.</p>
<p>Un anno migliore. Un anno nuovo. In tutti i sensi. Un anno da conquistare, con orgoglio e dedizione. Un anno che regali di nuovo emozioni.</p>
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		<title>15 Febbraio 2011: IL NUOVO CONTO ENERGIA 2011-2013, tutti gli incentivi e le novità normative</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 10:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Con il Terzo conto Energia, a partire da Gennaio 2011, verranno modificate le tariffe di incentivazione per l&#8217;installazione di impianti fotovoltaici. Il corso ha come obiettivo quello di approfondire il nuovo sistema di incentivazione pensato per il prossimi tre anni, ma anche le nuove procedure indicate dal GSE. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Con il Terzo conto Energia, a partire da Gennaio 2011, verranno modificate le tariffe di incentivazione per l&rsquo;installazione di impianti fotovoltaici. Il corso ha come obiettivo quello di approfondire il nuovo sistema di incentivazione pensato per il prossimi tre anni, ma anche le nuove procedure indicate dal GSE. </p>
<p>Here is the original post:<br />
<a target="_blank" href="http://www.energie-rinnovabili.net/15-febbraio-2011-il-nuovo-conto-energia-20112013-tutti-gli-incentivi-e-le-novità-normative" title="15 Febbraio 2011: IL NUOVO CONTO ENERGIA 2011-2013, tutti gli incentivi e le novità normative">15 Febbraio 2011: IL NUOVO CONTO ENERGIA 2011-2013, tutti gli incentivi e le novità normative</a></p>
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		<title>Oltre un migliaio le tigri uccise dal bracconaggio nell&#8217;ultimo decennio. E&#8217; strage</title>
		<link>http://www.fonterinnovabile.com/2010/11/oltre-un-migliaio-le-tigri-uccise-dal-bracconaggio-nellultimo-decennio-e-strage-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=oltre-un-migliaio-le-tigri-uccise-dal-bracconaggio-nellultimo-decennio-e-strage-2</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 12:08:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Sono più di 1000 le tigri in libertà uccise nell&#8217;ultimo decennio al solo scopo di prelevare parti di esse: soprattutto le pelli, sempre richiestissime, le ossa, i peni &#8230; ogni cosa, insomma, che possa servire come amuleto, ipotetico viagra o a produrre opinabili medicamenti di origine cinese di sempre più arga diffusione nonostante la presenza di normative nazionali e internazionali in merito al commercio di animali rari, o di sezioni di essi. E ciò accade, come testimoniano gli operatori del Cites, soprattutto grazie alla Rete]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/3503896744_457ea5635d.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="188" alt="" /> Sono più di 1000 le tigri in libertà uccise nell&#8217;ultimo decennio al solo scopo di prelevare parti di esse: soprattutto le pelli, sempre richiestissime, le ossa, i peni &#8230; ogni cosa, insomma, che possa servire come amuleto, ipotetico viagra o a produrre opinabili medicamenti di origine cinese di sempre più arga diffusione nonostante la presenza di normative nazionali e internazionali in merito al commercio di animali rari, o di sezioni di essi. E ciò accade, come testimoniano gli operatori del Cites, soprattutto grazie alla Rete. E sotto mentite spoglie: quando, cioè, le tigri sono già ridotte in polvere, sparite in composti dai nomi affascinanti o meno in cui non figurano neppure tra gli ingredienti&#8221; o vi appaiono ma solo nella dicitura cinese&#8230;. A confermalo, inoltre, è il nuovo rapporto di Traffic International, la rete di matrice britannica per il monitoraggio del commercio degli animali selvatici.</p>
<p>Il documento denuncia l&#8217;uccisione ad opera del bracconaggio di un numero di tigri compreso tra 1.069 e 1.220. Ma il reale volume di individui abbattuti potrebbe essere sensibilmente superiore. Infatti, tutti i dati forniti sono &#8220;reali&#8221; provenienti, cioè, da 11 dei 13 Paesi in cui ancora vive la tigre e sulla base dei 481 sequestri documentati posti in essere nell&#8217;ultimo decennio dalle autorità competenti in diverse parti del globo&#8230; L&#8217;esito, tuttavia, è più che allarmante soprattutto ove si consideri che un migliaio di esemplari abbattuti sono un&#8217;enormità rispetto al numero di esemplari ( 3.200) di <em>panthera tigris</em> che ancora &#8220;resistono&#8221; allo stato selvaggio sul nostro pianeta.. E&#8217; una vera ecatombe, insomma&#8230; A cui occorre porre un drastico rimedio se non vogliamo perdere definitivamente questa specie, come già più volte denunciato dal <a href="http://www.ecoblog.it/post/11239/tiger-t-shirt-targate-wwf-per-sparare-sui-bracconieri">WWF </a>nell&#8217;arco di appena 12 anni. Il rapporto, inoltre, precisa che l&#8217;India, lo Stato che ospita la metà della popolazione mondiale di questi felini e che, spesso, li venera, detiene il triste primato del  bracconaggio con l&#8217;uccisione di un numero di tigri compreso tra 469 e 533. Segue la <a href="http://www.ecoblog.it/post/10090/le-tigri-siberiane-morte-per-malnutrizione-in-cina-e-le-proposte-per-una-piu-efficace-tutela">Cina</a>, con un numero di esemplari abbattuti compreso tra 116 e 124. Al terzo posto, invece, figura il Nepal con 113/130 felini ammazzati. </p>
<p>Questo documento è stato presentato nella giornata di ieri, volutamente a pochi giorni dall&#8217;inizio dei lavori del <a href="http://www.ecoblog.it/post/10846/tredici-stati-a-bali-per-salvare-le-tigri-dallestinzione">vertice di San Pietroburgo </a>cui parteciperanno propri i Paesi che possono ancora vantare,tra la fauna endemica, la presenza di piccoli nuclei di <em>panthera tigris</em>. Il consesso, previsto per dal 21 al 24 novembre prossimi, cercherà di raggiungere la definizione di misure idonee a raddoppiare entro il 2022 il numero di questa specie ridotta del 90% nell&#8217;ultimo secolo. Progetto ambizioso, dunque, specie quando la lotta al bracconaggio è sempre più difficile e, spesso, totalmente affidata al caso e alla necessaria valutazione &#8220;a campione&#8221; effettuata negli aeroporti, principale centro di &#8220;snodo&#8221; del traffico illecito di animali &#8230; E non è tutto. Il WWF Interntional, in questi giorni, punta l&#8217;indice su un altro annoso scoglio per la salvaguardia della tigre, che si consuma a danni di questa specie da Scarface in poi: la tigre &#8220;domestica&#8221;. Pratica abbastanza diffusa negli Usa &#8211; (che non parteciperanno al vertice di San Pietroburgo non avendo <em>panthera tigris</em> in libertà entro i propri confini) anche grazie ad una legislazione compiacente &#8211; in cui si calcola si trovino circa 5.000 esemplari <a href="http://www.ecoblog.it/post/9673/contro-lestinzione-la-tigre-di-sumatra-va-in-giardino">da &#8220;giardino&#8221;</a>, dimenticando non solo che la tigre è a serio rischio di estinzione ma anche che tale felino ha bisogno di uno spazio da caccia pari a circa 100 km quadrati&#8230;</p>
<p>Via | <a href="http://www.traffic.org/home/2010/11/9/more-than-1000-tigers-reduced-to-skin-and-bones-in-last-deca.html">Traffic international</a></p>
<p>Foto |<a href="http://www.flickr.com/photos/kkoshy/3503896744/sizes/m/in/photostream/"> Flickr</a></p>
<p><a href="http://www.ecoblog.it/post/11469/oltre-un-migliaio-le-tigri-uccise-dal-bracconaggio-nellultimo-decennio-e-strage">Oltre un migliaio le tigri uccise dal bracconaggio nell&#8217;ultimo decennio. E&#8217; strage</a> </p>
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