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Riciclo creativo biciclette, dagli orecchini agli orologi a muro

Avevamo già parlato del riciclo creativo delle biciclette, presentandovi le creazioni di Heidi Ritsch.
L’e-store Bicyclegifts dedica un’intera sezione al riciclo creativo, con oggetti realizzati impiegando vecchie catene ed altri pezzi ormai inutilizzabili delle bici. Dagli orologi a muro agli orecchini, dai portafoto ai vassoi.
Via | Bicyclegifts
Foto | Bicyclegifts
Riciclo creativo biciclette, dagli orecchini agli orologi a muro
Glass is life: la campagna di marketing per l’utilizzo del vetro

Una campagna di marketing lanciata in tutto il globo dalla O-I (Owens-Illinois), il più grande produttore mondiale di packaging in vetro, per sensibilizzare e promuovere l’uso di questo materiale per l’industria alimentare e non solo. Ambientalisti, CEO, brand manager, chef e designer spiegheranno perché la scelta del vetro sia imprescindibile per coniugare la sostenibilità, la qualità del materiale, il gusto estetico e il rispetto per le proprietà organolettiche degli alimenti.
Il vetro è “la” soluzione ecologica per definizione. Riutilizzabile praticamente all’infinito, facilmente riciclabile e capace di conservare al meglio tutto ciò che contiene. Ne è convinta anche Céline Cousteau, figlia dell’esploratore oceanografico e realizzatore di film Jean-Michel e nipote del leggendario Jacques Yves Cousteau, che presta il suo volto a “Glass is life” in collaborazione con la O-I. La corporation ha un fatturato di 6,6 miliardi di dollari USA nel 2010 ed impiega 24.000 dipendenti che operano in 80 stabilimenti situati in 21 paesi, Italia compresa con 11 stabilimenti e 1850 dipendenti per una produzione, soltanto nel nostro paese, di circa 7 miliardi di contenitori all’anno.
Glass is life vuole fare leva sulla percezione, già corretta, da parte dei consumatori che amano il vetro. Secondo un’indagine del 2008 gli americani preferiscono nel 91% il vetro nonostante soltanto il 10% di cibi e bevande negli States sia confezionato in questo materiale. Un altro sondaggio dell’aprile 2011 ha rilevato che il 70% dei consumatori hanno affermato che se i prodotti alimentari fossero confezionati in qualsiasi packaging preferirebbero il vetro. Siamo sulla buona strada?
Glass is life: la campagna di marketing per l’utilizzo del vetro
Alimentazione: gli italiani preferiscono il biologico
Un italiano su tre consuma prodotti biologici .
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Alimentazione: gli italiani preferiscono il biologico
Nucleare, Prestigiacomo: “il nucleare andrà avanti”
Nonostante i dubbi sulla sicurezza nucleare, a due settimane dall’allarme della centrale di Fukushima e la moratoria di un anno decisa dal governo, l’Agenzia italiana per la sicurezza nucleare “andrà avanti”. Il ministro Stefania Prestigiacomo ha poi aggiunto, nell’intervista al Mattino Nessuno vive il nucleare come una crociata
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Nucleare, Prestigiacomo: “il nucleare andrà avanti”
Filippine, scuola con bottiglie di plastica

Costruire una scuola con bottiglie di plastica e malta. Non è solo riciclo creativo di rifiuti, ma è molto di più. Il progetto Bottle school è stato portato a termine dalla MyShelter Foundation nelle Filippine, nella città di San Pablo Laguna nei pressi di Manila.
Tra gli obiettivi della Fondazione proprio la diffusione dell’architettura sostenibile che utilizzi materiale ricavato in loco. E a San Pablo Laguna abbondano le bottiglie in plastica e in vetro. A gestire il progetto Illac Diaz che ha raccontato di come lo abbiano anche deriso quando ha avanzato la sua idea:
Non è mai una cosa facile per le persone pensare a costruzioni di alternative. Quindi io non li biasimo. E ‘davvero molto difficile ottenere sostegno su qualcosa se la gente non sa cosa di si sta parlando e se non è mai stato visto prima. Ogni anno ci mancano circa 7.000 classi. Questa carenza non è causato solo dalla crescente popolazione di studenti, ma anche dalle aule che sono danneggiati ogni anno dai forti tifoni. D’altra parte bere una soda richiede solo 7 minuti, mentre una bottaglia di plastica sopravvive almeno 700 anni. Così abbiamo pensato di questa nuova soluzione e sostenibile, che è sia educativa sia ambientale.
Via | Manila Bulletin
Foto | Architecture View
Ecologia e bellezza, il mix di Max
L’ecologia approda anche a Max , il noto mensile dedicato al mondo maschile e lo fa con Olivia Wilde , la bella attrice statunitense di Dr.

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Ecologia e bellezza, il mix di Max
Presepi in carta

Mio zio Ciro mi ha suggerito il presepe che vedete in alto. Ovviamente si può usare carta da riciclare o riciclata. Mi ha anche spiegato l’antica tradizione dei presepi in carta e mi ha detto:
I presepi di carta hanno origine probabilmente nel ‘700 e hanno avuto il loro maggiore fulgore in tutto l’ottocento, per arrivare alle soglie degli anni 70′, quando il consumismo e le nuove tecnologie hanno soppiantato una certa creatività manuale. Ho ancora un ricordo vivo di questi presepi di carta, presentati dal Corriere dei Piccoli ancora negli anni 60′… Un foglio di questi presepi l’avrò acquistato ancora negli anni 80′… Oggi sono oggetti da collezionisti…Voglio fare in questo modo gli auguri a tutti, in un periodo in cui, all’insegna del consumismo, e del finto benessere, sembra che siamo un po’ sbandati, e certo abbiamo perduto una sincerità che si possedeva…
Ecco alcuni link che aiutano a costruire il presepe in carta: nounoubricabrac e Paper Model Kiosk che fornisce sia gratuitamente sia a pagamento i modellini. In gallery quelli gratuiti.
Foto | Paper Model Kiosk
Chicco Testa (ex Legambiente) contestato alla presentazione del suo libro "Tornare al nucleare"
Alcuni giorni fa una trentina di contestatori ha impedito a Chicco Testa, ex presidente di Legambiente e oggi tra i maggiori estimatori del ritorno all’energia nucleare, di presentare a Genova il suo libro “Tornare al nucleare? L’Italia, l’energia, l’ambiente”. Entrando nella sala che ospitava la presentazione i contestatori hanno iniziato a gridare frasi come “sei uno schifoso traditore, devi stare zitto”. La cosa ha fatto preferire a Testa di abbandonare l’incontro per evitare di accendere ulteriormente gli animi.
Parte della stampa nazionale e molti politici si sono affrettati a definire l’episodio come una dimostrazione dell’intolleranza e della rigidità degli ambientalisti. Il che, ovviamente, è una cosa stupida come il gesto stesso di impedire un dibattito pubblico.
Per quanto Testa non sia, a sua volta, un campione del dibattito sereno e pacato (indimenticabile il suo “ti spacco la faccia” al geologo Mario Tozzi proprio durante un dibattito sul nucleare), episodi come quello di Genova vanno condannati senza fare distinguo e senza sbizzarrirsi nel cercare giustificazioni. Resta, però, il fatto che non è bello, né giusto, insultare le persone.
Se i metodi della contestazione sono incivili, diverso è il discorso in merito alle motivazioni: Testa era un campione dell’ambientalismo italiano e, politicamente, un comunista convinto mentre ora guida il “Forum nucleare”, nato per stimolare il dibattito in favore del ritorno al nucleare e all’interno del quale praticamente siede solo l’industria.
Il salto mortale intellettuale, effettivamente, c’è ed è difficile negarlo. Il che, ovviamente, non giustifica nessuna offesa pubblica come quella di Genova: contestare il ritorno al nucleare è più che lecito per chi crede che questo tipo di energia non sia ancora del tutto sicura e possa pregiudicare la salute e l’ambiente.
Allo stesso modo è altrettanto lecito difenderlo se si crede che non ci sia alcun problema derivante dalle centrali nucleari. Solo due cose non sono accettabili: imporre il nucleare ai cittadini senza chiedergli un parere (ammettiamo pure che un parere già ci sia, ma che sia “scaduto”) e impedire agli stessi cittadini di ascoltare l’opinione di uno scrittore durante un evento pubblico per farsi un’idea in merito.
Cioè esattamente quello che sta succedendo in Italia dove il nucleare è stato deciso e imposto dall’alto e le reazioni a volte, come nel caso dei contestatori di Chicco Testa, sono scomposte e finiscono per danneggiare la causa, invece di favorirla.
Via | Agenzia Radicale
Foto | Wikipedia
Chicco Testa (ex Legambiente) contestato alla presentazione del suo libro “Tornare al nucleare”
Le Havre, alloggi per studenti in container

Molte volte abbiamo scritto di alloggi sostenibili, riciclati, e spesso questi sono stati individuati nei container. Per noi europei una soluzione simile costituisce nella migliore delle ipotesi: a) un’americanata; b) una soluzione da ecosvitati.
La realtà è ben diversa e ci ha creduto nel sistema di modularità basato su container impilati una istituzione francese, l’Università di Le Havre che ha costruito la Cité U. Il terreno su cui sono stati installati i cento container riciclati è stato messo a disposizione gratuitamente dal comune; il progetto è stato invece affidato all’ architetto italiano Alberto Cattani.
L’isolamento è dato da coibentazioni in caucciù e dalla grossa vetrata che nei lunghi mesi invernali consente di catturare il calore del sole. Ogni mini appartamento è di 25 Mq e l’affitto è di circa 280 euro al mese.
Costruzioni analoghe sono già presenti in Germania, Olanda e Canada.
Studenti di Le Havre vivono in un container




Via | Idealista, Peauetique
Foto | Peauetique
In Cina 1 milione di auto elettriche l’anno entro il 2020
Il ministro cinese per la Scienza e la Tecnologia Wan Gang, quello che ha appena stretto un accordo con l’omologa italiana Stefania Prestigiacomo, ha annunciato che il gigante asiatico produrrà entro il 2020 un milione di auto completamente elettriche l’anno.
Wan Gang ha anche aggiunto che, essendo ormai la Cina il maggior mercato dell’auto nel mondo, lo sviluppo della mobilità sostenibile avrà un ruolo chiave. Attualmente in Cina si vendono circa 9 milioni di automobili ogni anno, quindi il traguardo del milione di veicoli elettrici non è affatto indifferente.
Da questo punto di vista va notato lo sforzo complessivo del governo cinese che, seppur in un numero limitato di grandi città pilota, mette a disposizione un incentivo da 60.000 yuan (oltre 6.000 euro) per l’acquisto di auto completamente elettriche.
Le città in questione sono: Shanghai, Changchun, Shenzhen, Hangzhou e Hefei. Il resto della Cina sta a guardare ma, tutto sommato, l’impatto che può avere la produzione di un milione di auto elettriche ogni anno sul mercato globale e sull’industria dell’auto (e soprattutto delle batterie elettriche) si sentirà assai probabilmente anche nel vecchio continente e negli Stati Uniti.
Via | Xinhuan News
Foto | Flickr







