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INVESTIRE NELLE RINNOVABILI – Milano 14 dicembre 2011
Start: 15 Nov 2011 11:58 Start: 15 Nov 2011 11:58 Workshop organizzato da ISES ITALIA Finalit
Pasyr infradito biodegradabili calzature Made in Italy
Ho letto delle infradito biodegradabili su Guida Consumatore e ho approfondito la notizia telefonando ai diretti interessati e devo dire che ho scoperto un magnifico mondo di piccole imprese italiane, eccellenze creative, attente all’ambiente e avanzate tecnologicamente.
Le pasyr sono infradito biodegradabili al 44,47% in poco più di 180 giorni e riciclabili al 100%: sono uno di quei piccoli gioielli del Made in Italy, visto che nascono nel distretto calzaturiero delle Marche. Sono costruite con un compound elastomerico – termoplastico, l’Ecopowerbio sotto brevetto della Tecnofilm e prodotto con gomme e oli vegetali di provenienza italiana o al massimo europea. Il taglio delle forme e l’assemblaggio avviene grazie a cooperative marchigiane. Il packaging ovviamente è semplicissimo: una retina in cotone. Tra l’altro le pasyr si possono acquistare on line al prezzo di 16,50 euro, oltre le cinque paia scatta il porto franco e i prezzi sono più contenuti per i GAS e i rivenditori.
L’idea di produrre infradito e scarpe biodegradabili è venuta a Ronni Ricci che già ha messo assieme diverse ditte marchigiane che producono scarpe ecologiche in vendita on line per Eco Marche Bio. Lo sento al telefono e mi spiega che:
Produrre scarpe biodegradabili non è molto diverso dal produrne di non ecologiche. Non ci vogliono grandi investimenti ma solo una mentalità diversa.
Per conoscere il materiale biodegradabile con cui sono fatte la pasyr telefono alla Tecnofilm e parlo con Roberto Cardinali consigliere d’amministrazione e scopro una bellissima storia. Qualche anno fa la Tecnofilm ha una intuizione relativa al mercato dei consumatori sensibili all’ambiente. In tempi non sospetti, siamo nel 2006, si mette a produrre materiali biodegradabili. Ne trova diversi usando oli vegetali al posto del petrolio. Molti produttori si fanno avanti e iniziano a usarli per la produzione di suole per le scarpe, soprattutto per quelle dei bambini. Le performance sono assolutamente elevate, mi spiega Cardinali che la biodegradabilità non entra in competizione con la solidità:
Il prodotto è assolutamente stabile. Diventa biodegradabile solo in compostaggio, cioè con particolari condizioni quali batteriche o di umidità.
Si consideri che la soluzione della biodegradabilità messa a punto dalle aziende marchigiane è un ottimo passo avanti sul contenimento dell’impatto ambientale. Queste calzature all’apparenza innocenti sono al contrario una vera bomba ecologica essendo fatte in materiale plastico industruttibile: solo lo scorso anno ne sono state raccolte 36mila paia sulle coste della Somalia.
Foto | pasyr
"A Love Story…In Milk": lo spot a tinte rosa per il riciclo
A Love Story… In Milk from Catsnake on Vimeo.
Nuovo azzeccatissimo spot dell’associazione ambientalista Friends of the Earth sul tema della gestione dei rifiuti. Creativo, originale e romantico. La storia di due contenitori (in plastica) per il latte. I due protagonisti si incontrano nella fabbrica che li confeziona e il destino li tiene insieme. Dal trasporto fino al supermercato, persino sugli scaffali e infine nel momento in cui vengono acquistati dallo stesso acquirente.
L’intero ciclo d’uso lo vivono romanticamente vicini, fino al momento di essere smaltiti…
Non vogliamo rovinarvi la sorpresa, il breve filmato è da vedere, ma vi possiamo anticipare che si conclude con l’invito ai cittadini di far pressione perché il proprio governo, locale e nazionale, faccia di più per il riciclo dei rifiuti e la raccolta differenziata. Una strategia di comunicazione differente che non tende semplicemente a responsabilizzare i soggetti, ma a chiedere un intervento al singolo perché percepisca il tema della gestione dei rifiuti fondamentale per distinguere una buona amministrazione da una cattiva.
Inquinamento indoor: inventato strumento per misurarlo
Un nuovo e promettente approccio per verificare la precisione delle misurazioni di pericolosi agenti inquinanti dell’aria negli ambienti chiusi potrebbe presto essere pronto per l’utilizzo domestico. Lo strumento, inventato dai ricercatori del National Institute of Standards and Technology (NIST) e Virginia Tech, sarebbe in grado di misurare i composti organici volatili (COV), la qualità dell’aria interna e le emissioni di pitture, tappeti, detergenti e prodotti da costruzione presenti in casa. I ricercatori hanno realizzato questo strumento (quadrati sottili di plastica saturi di vapori di un comune solvente) attraverso la lavorazione in quattro laboratori di prova
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Inquinamento indoor: inventato strumento per misurarlo
”Isotta” la prima ambulanza veterinaria

Presentata a Milano dall’ENPA in una conferenza stampa “Isotta” è la prima unità mobile di soccorso veterinario per le gravi emergenze (terremoti, inondazioni e altri catastrofi).
”Isotta” è allestita con i più moderni e avanzati dispositivi medico–veterinari, tra cui una macchina per l’ossigenoterapia; una lettiga speciale per il trasporto di animali fino a cento chilogrammi, guide per il carico di animali pesanti e un porta-feriti supplementare.
Come mai la scelta del nome ”Isotta”? Isotta è il nome di una gatta che è stata salvata tra le rovine di Onna (L’Aquila) dalle Guardie Zoofile Enpa del Nucleo di Cuneo.
Marco Bravi, responsabile del Centro Comunicazione e Sviluppo e membro della Giunta esecutiva Nazionale dell’Ente Nazionale Protezione Animali:
Come rivela la storia della micia Isotta, tra le vittime incolpevoli di disastri e calamità ci sono anche gli animali, selvatici e d’affezione. Tuttavia, mentre per il soccorso degli uomini esiste una rete di enti istituzionali a ciò dedicati, spesso quello veterinario è rimasto inattuato o è stato affidato a iniziative volontaristiche dei singoli sarebbe invece necessario prevedere, nell’ambito della più generale organizzazione dei soccorsi, una unità destinata proprio a loro, equipaggiata cioè con dispositivi medici dedicati e con personale competente, che permetta di affrontare con lucidità tutti i problemi che si possono presentare. Con grande beneficio per l’intera collettività.
Fonti rinnovabili: oltre 30 GW al 31 dicembre 2010
Secondo le prime stime relative alla fine del 2010, i cui dati non sono ancora consolidati, la potenza totale installata delle energie rinnovabili in Italia ha superato i 30 GW con incrementi per le singole tecnologie che vanno da un oltre +160% per il fotovoltaico a circa il +20% per l’eolico.
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Ecologia per EcoComics, il concorso di fumetto e illustrazione verde
Il tema dell’ecologia quest’anno è alla base del concorso di fumetto e illustrazione, verde , EcoComics 2011, Ripensare l’ecologia: le nuove sfide si affrontano con ironia. L’ironia è il modo per trattare l’ecologia, ecologia come bene comune, come risorsa, patrimonio della natura, ma anche ecologia da salvaguardare, perché l’ecologia è fatta anche di acque contaminate , di cementificazione , di rifiuti che si riversano sulle strade di Napoli e dell’Italia, ecologia è anche il tema dei cambiamenti climatici , dell’ inquinamento , delle emissioni di gas serra
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Wikileaks: Agli Usa non interessa il Ponte sullo Stretto di Messina ma le trivellazioni (parte seconda)

Dal cablogramma numero 7 del 15 giugno 2009, inviato dal Console statunitense al suo governo e pubblicato da Wikileaks, non emergono solo le pressioni fatte dagli americani per il Muos di Niscemi e lo scarso interesse per il ponte di Messina. C’è anche un’altra storia in quel file.
E’ quella del pozzo di gas naturale di Sciannacaporale, in territorio di Ragusa, di proprietà della Panther Oil. Il sindaco della vicina Vittoria, però, si accorse che le trivellazioni dovevano avvenire proprio sopra la falda acquifera che alimenta il suo comune e, per bloccare i lavori, ricorse al Tar.
La giustizia amministrativa gli diede ragione, affermando che anche il comune di Vittoria doveva entrare nella procedura di Via, perché era tra i soggetti interessati anche se il pozzo era, fisicamente, in territorio di Ragusa.
La cosa divertente è che, leggendo il cablogramma pubblicato da Wikileaks, tutto questo non c’è: il Console Patrick Truhn, infatti, al suo governo racconta tutt’altro. Il sindaco di Vittoria, Giuseppe Nicosia, avrebbe fatto ricorso al Tar per difendere il patrimonio culturale della provincia di Ragusa.
Considerato che mezza provincia iblea è tutelata dall’Unesco la motivazione sarebbe anche valida, ma sostanzialmente ideologica. Nicosia,però, temeva di restare con la città a secco, ancor prima che di veder deturpato il paesaggio tutelato dall’Unesco. Ma questo, al suo governo, il Console Truhn non lo ha mai raccontato.
Dal governo stretta sul fotovoltaico a terra. Assosolare: "E’ grave"
Sembra proprio che l’ultima puntata di Report sugli incentivi alle fonti rinnovabili abbia smosso le acque: oggi, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare un decreto di riordino degli incentivi. Decreto che ora passa alle Regioni per il parere di rito.
Il decreto, oltre a mettere un freno al giochetto dei certificati di origine per l’energia verde, modifica nuovamente il modello di business delle rinnovabili: il fotovoltaico a terra resta uguale fino a 5 MW, oltre questa potenza entra in funzione un meccanismo di aste competitive. Modello sul quale la nota ufficiale del Ministero allo Sviluppo economico non offre alcun dettaglio. Il cambiamento, afferma la stessa nota, serve per incentivare gli impianti fotovoltaici di piccola taglia.
Giusto o sbagliato che sia, va in ogni caso notato che un impianto da 5 MW non occupa meno di 15 ettari di terreno agricolo. Quindi non si capisce bene come sia stata messa questa soglia considerato anche il fatto che, sempre la nota, afferma che serve a favorire i piccoli investitori. Anche qui: un MW di fotovoltaico a terra costa 3-4 milioni di euro. Piccoli a chi?
L’impressione che più che programmazione il Ministero abbia voluto fare propaganda è più che legittima. In ogni caso chi di mestiere fa fotovoltaico l’ha presa malissimo: Assosolare, associazione di categoria afferente a Confindustria, ha affermato:
la grave limitazione posta per gli impianti fotovoltaici a terra realizzati su aree agricole, prevista dall’articolo 8 dello schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva 2009/28 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, approvato oggi dal Consiglio dei ministri, è un pesante freno allo sviluppo del settore fotovoltaico in Italia. Una scelta in contrasto con i recenti provvedimenti come le linee guida ed il terzo Conto Energia, e che innalzerà nuovamente la valutazione “rischio Paese” per tutti gli investitori
E a chi lamenta l’occupazione del suolo agricolo e l’invasione fotovoltaica dei campi vergini della bella Italia Assosolare risponde:
se anche tutti i 3 GW del terzo Conto Energia fossero impiegati in impianti a terra, questi occuperebbero circa 6000 ettari a livello nazionale, quando da dati ISTAT la superficie totale agricola e forestale in Italia e’ di 19,6 milioni di ettari di cui 13,2 milioni sono utilizzati per l’agricoltura. Il fotovoltaico impegnerebbe quindi lo 0,045% della superficie agricola. E’ poi paradossale che lo stesso Governo che vuole tutelare l’interesse degli agricoltori ha bocciato nel terzo conto energia le serre fotovoltaiche, con le quali il fotovoltaico avrebbe potuto aiutare il mondo agricolo
Via | Ministero Sviluppo Economico, Metro
Foto | Flickr
Dal governo stretta sul fotovoltaico a terra. Assosolare: “E’ grave”
