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Calcio e rinnovabili: Lega Nazionale Dilettanti scende in campo
In linea con quanto già reso noto nei mesi scorsi, la Lega Nazionale Dilettanti si è assunta l’impegno di promuovere negli impianti dilettantistici italiani sia il risparmio energetico, sia l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Ebbene, ora la Lega Nazionale Dilettanti , a seguito di una partnership siglata con l’Istituto per il Credito Sportivo, scende ufficialmente in campo con l’iniziativa “ Scendono in campo le rinnovabili ” che, nello specifico, prevede la promozione e lo sviluppo, presso gli Enti locali proprietari delle strutture sportive dilettantistiche, di un piano sostenibile che sia in grado di garantire un abbattimento dei costi legati al consumo di energia elettrica . Al riguardo saranno promosse sia soluzioni per il risparmio energetico , sia per efficientamento tecnologico e per adottare, per la produzione e per il consumo di energia elettrica , l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili che potranno spaziare, tra l’altro, dal fotovoltaico all’eolico e passando per la tecnologia del solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria che è molto utilizzata nelle docce dagli sportivi dilettanti appartenenti alle 15.000 società associate alla Lega.
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Calcio e rinnovabili: Lega Nazionale Dilettanti scende in campo
Efficienza energetica: secondo Barroso, l’Europa è troppo lenta
Lasciatemi dire con franchezza che sono scontento dei progressi che stiamo facendo sull’efficienza energetica. Mentre stiamo facendo grossi passi avanti sul tema delle risorse rinnovabili, tanto che ora e’ realistico pensare che riusciremo a raggiungere l’obiettivo del 20% nel 2020, non è così per il recupero di efficienza energetica che pure è di fatto la nostra miglior fonte di energia
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Fonti rinnovabili: Emilia-Romagna punta al primato italiano
In materia di cambiamento energetico , e di superamento della crisi, l’Emilia-Romagna punta a diventare la Regione leader in Italia. A dichiararlo è stato il Governatore Vasco Errani dopo che sulla seconda generazione del Piano energetico si è chiuso il confronto pubblico per quella che, nell’ambito del percorso che porterà al Piano attuativo 2011-2013, dovrà essere una nuova economia , quella del cambiamento energetico con interventi ancora più incisivi e, di conseguenza, risultati migliori in materia di fonti rinnovabili in piena sintonia con l’Europa e con gli obiettivi/impegni assunti dal nostro Paese. In particolare, la Regione Emilia-Romagna , innanzitutto, punta a tagliare i consumi energetici da un minimo del 7% e fino al 10% a fronte di un forte incremento della potenza complessiva da fonti rinnovabili ; al riguardo il target, nell’anno 2013, è quello dei 1500-1800 MW con un incremento rispetto alla potenza attuale tra i 700 MW ed i 1000 MW

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Agenzia Nucleare, slitta ancora la nomina di Veronesi
Nuovo episodio della telenovela nucleare italiana: la nomina di Umberto Veronesi a presidente dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare, prevista per oggi, è rimandata.
Il Consiglio dei Ministri, riunitosi oggi dalle 10:15 alle 10:50 a Palazzo Chigi, avrebbe dovuto discutere dell’Agenzia e nominare i membri. Nomine scontate, visto che di Veronesi si parla da mesi e si sa già che ha sciolto la riserva dando la propria disponibilità.
A metà mattinata, però, succede una cosa strana: si diffonde la notizia che la nomina è avvenuta ma in realtà il Consiglio dei Ministri non aveva neanche trattato l’argomento, come emerge dalla lettura del resoconto della seduta. Alcuni giornali radio arrivano persino a dire che la nomina c’è stata, salvo poi smentire la notizia all’interno dello stesso giornale.
Quella di Veronesi, a quanto pare, è una nomina tanto scontata quanto difficile da fare. Da mesi, ormai, tutti ne parlano (nel bene o nel male) ma questo presidente dell’Agenzia non lo ha visto ancora nessuno. Più che Veronesi, però, il problema forse sta nel nucleare stesso: tema difficile da affrontare in un periodo di minacce quasi quotidiane di ricorso alle urne.
La nomina di presidente e membri dell’Agenzia, infatti, dovrebbe dare il via al famigerato ritorno all’energia nucleare in Italia secondo un iter ormai tracciato: nomina dell’Agenzia che da il parere sui siti per le scorie nucleari (pescando nella lista preparata dalla Sogin) e per le centrali nucleari (pescando tra le proposte di Enel-Edf e di quanti vorranno costruirne una, come sembrerebbero voler fare Westinghouse e la “delusa” General Electric) e poi, infine, decreto del Governo che da l’autorizzazione a costruire.
Tutto questo, senza la nomina di Veronesi, non partirà mai. Che ci sia da aspettare il prossimo governo per fare (o per non fare) le centrali nucleari?
Via | Cnr Media
Foto | Napoli Punto e a Capo
La Lega Nord contro la sperimentazione dei cosmetici sugli animali
I deputati leghisti al Parlamento Europeo voteranno contro ogni tipo di ulteriore deroga al divieto di utilizzare gli animali negli esperimenti dell’industria cosmetica. Lo ha affermato l’onorevole della Lega Nord Oreste Rossi all’agenzia animalista GeaPress, che ne da notizia oggi.
La “dichiarazione di voto” della Lega, in realtà, è abbastanza precoce: l’attuale deroga scade, infatti, a marzo del 2013. Dopo si vedrà, in base ai voti. Oreste Rossi, però, rilascia dichiarazioni che non lasciano prevedere ripensamenti:
Non si può accettare che per questo tipo di prodotti, dei quali se ne può fare decisamente a meno, vengano utilizzati gli animali. L’opposizione al Parlamento Europeo ad ogni ulteriore deroga è di tutti i deputati della Lega Nord
La sperimentazione dei cosmetici sugli animali, in teoria, è vietata in Europa dal 1999 ma per oltre dieci anni si è continuato a permetterla derogando alla normativa. La questione si inserisce nella questione, più generale, della sperimentazione animale e della vivisezione.
Due temi scottanti sui quali, recentemente, l’Unione Europea ha fortemente deluso gli animalisti approvando regole troppo morbide e assai favorevoli all’industria farmaceutica e cosmetica che usano massicciamente varie specie di animali per effettuare i test necessari ad ottenere le autorizzazioni prima della messa in commercio dei loro prodotti.
In seguito all’approvazione di quest’ultimo regolamento europeo si è rafforzato il movimento di opinione contrario alla sperimentazione animale, con alcuni volti noti che hanno sposato la causa. Recente, ad esempio, l’appello di Marisa Laurito.
La Lega Nord contro la sperimentazione dei cosmetici sugli animali
Eco-ufficio plug-n-play, spazi di lavoro reinterpretati in chiave sostenibile
Prosegue il nostro viaggio virtuale in giro per il mondo alla ricerca di soluzioni edilizie eco-friendly .

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Fotovoltaico o nucleare: ma cosa dicono i numeri?
Ha scatenato un'autentica guerra dei numeri , l' articolo del New York Times . O, meglio, il report di John O.

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Fotovoltaico o nucleare: ma cosa dicono i numeri?
Il 35esimo anniversario del riscaldamento globale
Riscaldamento globale è un termine che è entrato nel linguaggio comune. Ma quando è nato?
Journal Science una ricerca sul rapporto tra CO2 ed i trend sul riscaldamento terrestre, coniando il termine “riscaldamento globale”.
Broecker non fu il primo ad affermare che l’innalzamento della CO2 avrebbe portato all’aumento delle temperature. Fu invece il primo scienziato a fare previsioni sulle temperature ed a contestualizzarle, arrivando a concludere che il raffreddamento registrato tra gli anni ‘40 e gli anni ‘70, si sarebbe ribaltato, e di molto.
Prove di fusione nucleare a Frascati

Frascati non è solo una graziosa cittadina famosa per il suo vinello, ma è sede dei laboratori dell’Enea Fusione e forse passerà alla storia anche per essere una delle città in cui è stata realizzata la fusione nucleare. I risultati dell’esperimento condotto a luglio sono stati pubblicati Nuclear Fusion di agosto.
Riferisce Il Tempo che proprio tra le colline di Frascati:
Un gruppo di scienziati ha riprodotto una scarica di neutroni a 200 milioni di gradi centigradi che nello spazio di un metro passa in un lampo allo zero assoluto. È la fusione nucleare (due nuclei di idrogeno si fondono formando un nucleo più pesante di elio) una fonte di energia inesauribile e pulita (è come accendere una stella sulla Terra) in cui sono riposte le speranze dell’umanità.
Siamo nel cuore del progetto ITER, International Thermonuclear Experimental Reactor, che spiega Paola Batistoni:
Un progetto a cui partecipano Unione europea, Giappone, Russia, Stati Uniti, Cina, Corea del Sud e India. L’obiettivo è di poter disporre un giorno di un’energia che mandi in soffitta le attuali centrali nucleari a fissione e, allo stesso tempo, consenta all’uomo di emanciparsi dai combustibili inquinanti e in via di esaurimento.
Riferisce l’Agenzia Dire:
Un prototipo del sistema (oltre un metro di spessore) che comprende il mantello, il vessel e i magneti superconduttori è stato realizzato e irraggiato con il generatore di neutroni del centro Enea di Frascati. Il debolissimo riscaldamento di origine nucleare risultante nei materiali superconduttori è stato misurato mediante dosimetri ad alta sensibilità, opportunamente calibrati, e confrontato con le previsioni ottenute con calcoli numerici.
Paola Batistoni è una degli scienziati che lavora a Frascati con Aldo Pizzuto, direttore dell’ubnità tecnica, Rosaria Villari responsabile dei calcoliu, Maurizio Angelone responsabile degli esperimenti e i tecnici Giuseppe Spatafora e Guglielmo Pagano.
Foto | Enea
Nuovi studi delle università francesi dimostrano che gli inceneritori causano malformazioni fetali

Un nuovo studio scientifico francese, “Maternal residence near municipal waste incinerators and the risk of urinary tract birth defects”, realizzato dall’Università di Lione, quella di Rennes e dal Registro delle Malformazioni del Rhone-Alpesdimostra, dimostra la correlazione tra gli inceneritori di rifiuti e le malformazioni fetali.
Nove scienziate hanno analizzato 304 neonati con malformazioni all’apparato uro-genitale, correlandole all’esposizione delle madri alle emissioni degli inceneritori durante la gravidanza. Inquietante, tra l’altro, l’allarme lanciato dalle scienziate:
I risultati suggeriscono che il consumo di prodotti locali modifica il rischio, comparato con quello di chi non li consuma, aumentandolo nelle aree esposte alle emissioni e diminuendolo nelle aree non esposte
In altre parole: furani, diossine e metalli pesanti immessi nell’atmosfera dagli inceneritori entrano nella catena alimentare e aumentano i rischi per il feto se la madre ingerisce prodotti agricoli coltivati all’ombra del camino o carne di animali allevati nella zona. E la zona a cui si riferisce lo studio si estende fino a dieci chilometri dal termovalorizzatore.
Lo studio completo, in inglese, è disponibile a questo link.
Via | La voce dell’emergenza
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