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Nuove idee e progetti all’estero: Officine Leoncini è pronta alla sfida del 2012
Luogo Narni Scalo, Terni Strada Maratta Bassa 48a 05036 Narni Scalo, Terni – Italia Italy 42° 31′ 54.156″ N , 12° 31′ 2.838″ E Narni Scalo (Terni, Umbria)- Ha saputo realizzare e diffondere l’unico impianto esistente in Italia, e per dimensioni, primo in Europa, T-Glass , in grado di separare vetro bianco dal colorato, di riciclarlo producendone di nuovo; ha aumentato le assunzioni “in barba” alla crisi economica con uno staff dall’et
Alberi di Natale riciclati, dalle posate di plastica alle bottiglie di vetro

Nei centri commerciali è Natale più o meno dal 16 agosto. Alberi di Natale, decorazioni e lucine ci accerchiano con largo anticipo per indurci a comprare. Se provi a guadagnare l’uscita devi dribblare elfi, renne e babbi Natale piuttosto motivati ad inculcarti lo spirito natalizio ad ogni costo.
Ogni anno poi la stessa lotta: l’albero più ecologico è quello vero o quello finto? Non c’è una risposta secca giusta. Se l’albero finto è prodotto in Italia con materiali riciclati e lo usi per tutta la vita non è una opzione così malsana. Similmente, se l’albero vero lo mantieni vivo e lo fai ripiantare alla fine delle feste non è ecologically scorrect.
Ad ogni modo, per tagliare la testa al toro, l’ideale è ricorrere al riciclo creativo. Alla ricerca di alberi di Natale riciclati ne ho scovati di molto originali che non hanno nulla da invidiare a quelli tradizionali, anzi sono molto più verdi e sicuramente ecochic, il che pare che ultimamente vada tanto di moda.
Da quello realizzato con le posate di plastica a quello composto interamente da bottiglie di vetro ad un classico: l’albero in cartone o carta di giornale riciclata. Nell’attesa di decidere quale realizzare e soprattutto di capire come, godetevi questa gallery. Alla prossima!
Foto | Thedaisychick; Babycreativeblog; Sparklette; Leemills; Ecofriend
Alberi di Natale riciclati, dalle posate di plastica alle bottiglie di vetro
Soggiorni a basso impatto, i Conscious Hotels di Amsterdam

Promettono un soggiorno a basso impatto nel cuore di Amsterdam i Conscious Hotels di Vondelpark e Museum Square, due alberghi olandesi che si fregiano del Golden Green Key Certificate.
Sbirciamo all’interno. La colazione viene preparata con prodotti 100% organici, tavoli ed accessori che corredano l’albergo sono in plastica e carta riciclata. Per quanto riguarda il fabbisogno energetico, i gestori garantiscono una copertura proveniente al 100% da energie rinnovabili.
Sul fronte mobilità sostenibile, il Conscious Hotel Vondelpark può contare sulla presenza di una colonnina di ricarica per le auto elettriche mentre al Museum Square si possono noleggiare biciclette. In ogni caso, le fermate dei mezzi pubblici si trovano a pochi passi da entrambi gli alberghi.
Per quanto concerne le emissioni, nella hall del Vondelpark trova spazio un muro verde che purifica l’aria, diminuendo l’inquinamento indoor, mentre al Conscious Hotel Museum Square gli ospiti hanno a disposizione un giardino.
I prodotti per la pulizia dell’albergo non sempre sono naturali, tuttavia i prodotti chimici impiegati sono certificati da etichette sostenibili come EcoLab, GreenCare ed EcoVer.
Centrale nucleare di Garigliano, nani sulle spalle di nani nel ritorno all’atomo italiano
La Campania è una delle poche Regioni che ha dimostrato una certa apertura al nucleare in Italia e noi, cari amici, volevamo vedere cosa aveva da insegnare da proporsi con tanta veemenza. E vediamolo questo know-how campano sul nucleare.
Visit link:
Centrale nucleare di Garigliano, nani sulle spalle di nani nel ritorno all’atomo italiano
Colleferro: centinaia di agnelli deformi e morti per inquinamento
Nella collina di Colleferro, in provincia di Roma, c’è qualcosa che non va. I pastori e gli allevatori lo sanno da anni, da quando hanno iniziato a perdere centinaia di capi di bestiame. Sembrerebbe, ma le ipotesi sulle cause di questa situazione sono ancora tutte da dimostrare (mentre gli effetti sono abbondantemente confermati) che uno o più sversamenti di rifiuti tossici nei decenni passati abbia avvelenato la collina e la sua erba.
Il Tg1, un paio di giorni fa, ha portato all’attenzione del pubblico la situazione. Il sindaco di Colleferro, Mario Cacciotti, l’ha presa malissimo e ha annunciato querela. Per lui, infatti, le cose non stanno messe affatto così male e non c’è nessun allarme o disastro ambientale. La denuncia, infatti, è anche per il reato di procurato allarme.
Il servizio del Tg1, in realtà, è molto soft rispetto a quanto si trova in rete su questa vicenda. Ad esempio l’ottimo video che vedete in questo post. Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha dato mandato ai Nas dei Carabinieri di condurre indagini approfondite sulla collina dei veleni di Colleferro. Nel frattempo basta guardare il video per capire di cosa stiamo parlando.
Via | Roma Today
Video | YouTube
Colleferro: centinaia di agnelli deformi e morti per inquinamento
Grand Hotel Chenrobyl
Stanco della solita vacanza a Sharm? Ancora indeciso tra crociera, Natale sulla neve o relax nel mega resort di lusso? Non ne puoi più di agriturismi e turismo rurale? Hai finito le città d’arte? Vuoi una dritta per poter dire, in occasione del cinepanettone dell’anno prossimo, “io ci sono stato”? Ecco il posto che fa per te: Chernobyl!
Ebbene sì: la meta turistica più figa è quella che non ti aspetti. Viktor Baloga, ministro delle Emergenze ucraino, lavora da parecchio al progetto e garantisce che i lavori per trasformare il sito nucleare colpito dal più grande disastro atomico della breve, ma intensa, storia dell’uranio in una meta turistica sono quasi finiti e da gennaio la centrale sarà visitabile dai turisti.
Certo, avessero finito con qualche settimana d’anticipo il botto di capodanno sarebbe stato assicurato, ma per San Valentino ci dovrebbero arrivare. Ovviamente gli ucraini garantiscono che non c’è pericolo: dopo un quarto di secolo le radiazioni sono tornate sotto i livelli di rischio e la gita è una botta di salute.
Sperano, ovviamente, di scrollarsi di dosso il marchio di località off limits e di portare un po’ di liquidità all’economia locale. In Italia, ultimamente, ci sono molti estimatori dell’atomo che potrebbero essere interessati. Consigliamo la meta turistica, prima di tutti, a Umberto Veronesi: se proprio non si può coricare con le scorie radioattive, almeno non dovrà più sognarle.
Altrettanto consigliata è per Sivlio Berlusconie i suoi (in attesa di sapere quanti sono), che ha fortissimamente voluto il ritorno italiano al nucleare. E poi a Chicco Testa, del Forum Nucleare, che avrà modo di parlare di atomo ieri, oggi e domani, con chi ne capisce più di noi.
E, last but not least, alla casalinga di Voghera. Il viaggio lo offriamo noi, se serve ad aprire gli occhi agli italiani.
Via | Travel.biz
Foto | Flickr
L’ibis eremita si estingue nella giornata mondiale degli animali
Oggi, come già anticipato su Ecoblog, in occasione della festa di San Francesco l’intera penisola è attraversata da iniziative volte a festeggiare gli animali… Fra queste, particolare scalpore suscita quella proclamata dall’AIDAA (l’Associzione Italiana per la difesa di Animali e Ambiente) che, per sottolineare il proprio disappunto circa la recente, deludente, direttiva europea sulla vivisezione, ha proclamato uno sciopero della fame indetto per l’intera giornata dedicata al Patrono d’Italia. Quanto risparmiato, sarà poi interamente devoluto agli amici a quattro zampe rinchiusi in canili, gattili, ecc… Insomma, l’apoteosi dell’amore per gli animali! Eppure, in tutto questo gaudio, c’è un’ombra che si allarga e che, in effetti, mi fa riflettere su quanto l’essere umano sia miope nel suo rapporto con la biodiversità: troppo poco, infatti, si sta facendo per salvare le moltissime specie animali e vegetali dall’estinzione. Impossibile, a questo proposito, non citare la Tigre che molti danno per spacciata proprio nel “suo” anno (secondo il calendario cinese) o l’Ibis eremita sul quale, proprio di recente, ho letto un triste resoconto…
Questo splendido uccello, venerato dagli egizi, è annoverato nella lista rossa della Iucn dal 1994. Oltre alle sparute colonie in Marocco e a qualche sporadico animale (alcuni dei quali tristemente in cattività) in Turchia, il ceppo orientale del Geronticus eremita era dato per completamente estinto già nel 1989. In realtà, nel 2002, sette esemplari ne sono stati individuati in Siria (dove si considerava definitivamente sparito da quasi un secolo..). Fino al 2004 gli interventi di tutela e di conoscenza della specie facevano ben sperare: in soli 3 anni la colonia era già più che raddoppiata parallelemente a sempre nuove conoscenze su alimentazione, spostamenti e minacce e a proposte di ecoturismo efficaci anche per la popolazione antropica locale… Dopo, però, l’attività di conservazione è stata fiaccata da continue mancanze di fondi, difficoltà burocratiche e istituzionali.. Il risultato è che oggi gli Ibis orientali in Siria sono rimasti solo in tre e, a questo punto, qualsiasi tentativo di salvarli decade…
Presso gli antichi egizi questo uccello rappresentava l’incarnazione del dio Thot, multiforme divinità che assommava in sè la massima sapienza tanto da consegnare ad Osiride il Libro della Vita perché i defunti potessero affrontare l’aldilà.. Pertanto (e rimanendo in pieno tema “francescano”), se non è proprio possibile evitare la sua estinzione che almeno essa serva ai “vivi” a curare meglio l’”aldiqua” con tutte le sue creature…
Via | Greenreport
Foto | Flickr
L’ibis eremita si estingue nella giornata mondiale degli animali
Ridurre la dipendenza dall’auto in 3 mosse
Come ridurre la dipendenza dall’auto? Secondo Catherine Lutz and Anne Lutz Fernandez autrici del libro Carjacked: The Culture of the Automobile and Its Effect on Our Lives (qui un intervista alle due autrici) è possibile seguendo tre semplici mosse.
Hanno calcolato che ogni americano trascorre circa 18 ore e mezzo in auto a settimana. Dunque, come recuperare quelle ore e usarle nel miglior modo possibile, incluso nel miglioramento della propria salute?
1. Il primo passo (è il caso di dirlo) è quello di eliminare le auto superflue. Meglio una sola auto, sarà più facile farne poi a meno. Il concetto è quello di non ridurre l’uso dell’auto ma di eliminarla dalla propria vita. Dunque, si inizia dal car-sharing che deve deve partire dal proprio nucleo familiare. Poi si passa a prospettare al resto della famiglia questa scelta (forse la parte più difficile) prospettando comunque un miglioramento della qualità della vita. Meglio iniziare il cambiamento personalmente.
2. Migliorare la propria vita iniziando a usare i mezzi pubblici e attivandosi affinché anche il resto della famiglia partecipi.
3. Valutare forme alternative di trasporto quali, camminare, andare in bici o prendere un treno.
Spesso usiamo l’auto per abitudine. E ci abituiamo a trascorrere molte ore nel traffico. Paghiamo cara, anche economicamente, quella che crediamo sia una libertà di spostamento. Pensiamo costi solo la rata dell’auto, il carburante e l’assicurazione e non includiamo tutte le spese extra che comporta: avere una casa con garage; avere anche un garage; una sede di lavoro dove sia possibile parcheggiare, eventuali danni; incidenti; furti ecc. ecc.
Via | Ecofuture
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Sviluppo sostenibile, nasce nuovo organismo Onu
L’ ONU ha istituito un nuovo organismo per lo sviluppo sostenibile per risolvere in modo concreto la povertà e la fame nel Mondo. Si tratta del Panel on global sustainability , un ente predisposto alla crescita delle popolazioni disagiate e alla tutela dell’ambiente.















