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Fonti rinnovabili: eolico, Enel Green Power cresce in Brasile

Enel Green Power , la controllata “verde” del colosso energetico Enel , ha reso noto d’essersi aggiudicata tre importanti progetti eolici in Brasile, precisamente nello Stato di Bahia. Trattasi, nello specifico, di tre progetti altamente produttivi visto che il loro fattore di producibilità risulta essere tra i più elevati al mondo e circa il doppio rispetto alla media europea con un fattore di capacità pari a ben 4mila ore equivalenti l’anno. La gara vinta da Enel Green Power, per un totale assegnato di 90 MW alla società italiana, è stata svolta nell’ambito di un’asta competitiva che, a fronte di ben 7.000 MW ammessi a partecipare, si è chiusa complessivamente con l’aggiudicazione di soli 528 MW

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Fonti rinnovabili: eolico, Enel Green Power cresce in Brasile

Tutta internet cerca la ragazza che getta i cuccioli nel fiume. C’è una taglia? Ecco il video dello scandalo

E’ una vera e propria caccia all’uomo, anzi, alla ragazzina: su numerosi siti internet si sta cercando di fare l’identikit della ragazzina che si è fatta filmare mentre getta sei cuccioli di cane nel fiume.

Secondo le prime ricostruzioni, da prendere ovviamente con delle gigantesce molle, la ricercata speciale sarebbe bosniaca e il fiume sarebbe il Vbras. Altri siti, sbizzarrendosi in esercizi di fisiognomica ed etno-antropologia, parlano di una giovane donna caucasica.

Ma non è il solo giallo: secondo Gawker.com ci sarebbe una ricompensa da 50.000 dollari per chi la trova, promessa dal regista di Transformers Michael Bay. Ricompensa poi sparita…

Ma l’ultimo giallo è la presunta confessione, con tanto di scuse, dell’autrice del folle gesto che, in un altro video, ha (sempre che sia lei) scritto:

mi chiamo Katja Puschnik e chiedo scusa per il mio comportamento. I cuccioli erano di mia nonna che mi ha detto di toglierli di mezzo perchè erano di soli tre giorni e malati. Avevano dei parassiti, presi dalla madre. Non sapevo cosa fare così li ho buttati nel fiume affinchè la morte fosse veloce. Non li volevo fare soffrire, sono veramente dispiaciuta :-(

Qualunque sia la verità, tutto questo è follia…

Via | Gawker, Live Leak
Video | Gawker

Tutta internet cerca la ragazza che getta i cuccioli nel fiume. C’è una taglia? Ecco il video dello scandalo

Bike-sharing, su due ruote a New York

L’utilizzo delle biciclette a New York City è cresciuto di continuo negli ultimi anni, fenomeno che le autorità locali hanno definito “incoraggiante”. Per questo, nel tentativo di diminuire il traffico ed il conseguente smog , il Governo cittadino ha deciso di investire in nuove infrastrutture e politiche. Può sembrare paradossale, ma nella città più grande al mondo manca ancora un programma di bike-sharing .

Original post:
Bike-sharing, su due ruote a New York

Basso vicentino, è boom per le case ecologiche prefabbricate

Una casa passiva a Montegaldella in procincia di vicenza costruita dalla meranese haus idea

Riferisce Il Giornale di Vicenza che nel basso vicentino è boom di case ecologiche. Secondo una proiezione, di cui però non citano le fonti, nei prossimi anni, nell’aerea 7 case su 100 saranno case costruite secondo i criteri della casa passiva.

In pratica la casa passiva è una casa che consente sia di risparmiare energia, sia di autoprodurla. Per arrivare a tanta saggezza bisogna affidarsi a architetti competenti in bioedilizia e che conoscano le tecniche per il risparmio energetico e che siano capaci di usare materiali in grado di avere la minore dispersione possibile. Il punto quindi è che non basta mettere 4 infissi e un pannello solare per avere una casa passiva, è chiaro.

Racconta il GdV:

A Montegaldella, per esempio, negli ultimi tempi ne sono state realizzate due, l’ultima delle quali in via Querini. Nella vicina Montegalda sorgerà il primo condominio “passivo” della zona, interamente costruito in legno: avrà un sistema di riscaldamento realizzato senza caldaia e termosifoni, con un impianto che – stando alle previsioni- garantisce un notevole risparmio energetico. Così anche a Mestrino dove stanno per cominciare i lavori su uno stabile di 8 appartamenti.

Le case passive hanno anche il vantaggio di essere prefabbricate. Spiega Antonio Pettenuzzo progettista della Haus Idea di Monaco con sede anche a Merano:

Le pareti arrivano già complete con le condutture per i sanitari e per l’impianto elettrico; i pavimenti accolgono già il riscaldamento, la scala è praticamente già montata e viene installata in soli 30 secondi. Fino a poco tempo fa in Italia nessuno adottava questa soluzione.

Basso vicentino, è boom per le case ecologiche prefabbricate

Nucleare Italia, con il decreto “sblocca-reti” il suo ritorno è ufficiale

Ora è ufficiale, il referendum anti-nucleare non conta più nulla, la forma energetica più pericolosa in assoluto torna in Italia dalla “porta di servizio”, in silenzio, come un ladro che si intrufola in un appartamento.

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Nucleare Italia, con il decreto “sblocca-reti” il suo ritorno è ufficiale

Nucleare, la Prestigiacomo prevede 8 centrali in Italia entro il 2019

Non quattro, non cinque, ma addirittura otto centrali nucleari sono previste nei piani del Governo italiano. A renderlo noto è stato il Ministro Prestigiacomo , in collaborazione con il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia , in occasione dell’incontro di 24 ministri dell’ambiente negli Stati Uniti, a Washington , con il segretario americano dell’Energia, Steven Chu , nell’ambito del forum sull’Energia Pulita. Purtroppo, mentre per gli altri Paesi energia pulita significa rinnovabili , per l’Italia è sinonimo di nucleare , e la situazione è addirittura peggiore del previsto.

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Nucleare, la Prestigiacomo prevede 8 centrali in Italia entro il 2019

Lavastoviglie, ambiente e salute: come risparmiare e proteggersi con i detersivi "fai da te"

Ultimamente, complice il caldo, la mia pigrizia è aumentata facendomi prediligere la lavastoviglie alle canoniche mani, spugnetta e olio di gomito… Eppure, benché il mio elettrodomestico sia di classe A, impostato sul programma a risparmio idrico ed energetico, qualcosa continuava ad impensierirmi: il “malefico” detersivo comprato al supermercato! Era lui, infatti, a inasprire il mio senso di colpa nei confronti dell’ambiente ma anche ad accrescere il timore della involontaria ingestione dei suoi residui sulle mie stoviglie. Così, ho cercato un’alternativa valida e semplice… e sono finita a produrre il sapone per i piatti in completa autonomia e con estrema facilità, grazie ai consigli rintracciati sulla Rete. Bastano 200 gr sale grosso, 100 gr aceto bianco, 400 ml acqua e 3 limoni con buccia (meglio se molto maturi), tagliati a pezzetti. Dopo aver tritato nel frullatore i limoni e il sale (è importante che il composto finale sia molto fine, così da non lasciare grumi su pentole o bicchieri…), ho fatto bollire il composto insieme agli altri ingredienti (aceto e acqua) per 15 minuti sbattendo il tutto, di quando in quando, con una frusta. Incredibilmente, il mio nuovo detersivo era già pronto! Ho constato, inoltre, che per avere risultati incoraggianti ne bastano appena due cucchiai nella vaschetta del sapone avendo cura di aggiungere, però, nel contenitore del brillantante previamente graduato sul numero più alto, una soluzione al 15 – 20% di acqua e aceto. Se i cattivi odori, poi, dovessero essere persistenti, un cucchiaino di bicarbonato aggiunto al “detersivo” sarà sufficiente… I risultati non sono affatto male, l’ambiente ringrazia e anche la nostra salute… Per quanto, devo ammettere che dopo l’entusiasmo iniziale, la mia proverbiale pigrizia ha ricominciato a farsi sentire facendomi correre al supermercato bio per comprare il normale detersivo ecologico… Al brillantante, però, ho completamente rinunciato a tutto vantaggio dell’aceto bianco….

Foto | Flickr

Lavastoviglie, ambiente e salute: come risparmiare e proteggersi con i detersivi “fai da te”

Stefano Saglia assicura: "Al fotovoltaico ancora per 3 anni il sostegno del Governo"

fotovoltaico

Qualche giorno fa Stefano Saglia bresciano e sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’energia, ha rassicurato qualche giorno fa i partecipanti a Brescia al congresso, Conto Energia – Quale futuro per il fotovoltaico in Italia?» che il Governo intende continuare a incentivare il settore. Infatti ha spiegato che sul piatto sia per il fotovoltaico-solare sia per le intere rinnovabili ci sono 13miliardi di euro.

Ha spiegato Saglia:

L’esecutivo ha depositato nell’ultima riunione della Conferenza Stato-Regioni le linee guida per la realizzazione degli impianti alimentati da rinnovabili e il nuovo Conto energia fotovoltaico, in modo da dare certezza al settore. Per i prossimi tre anni, ci sono quindi tutte le garanzie di prosecuzione del piano di interventi e incentivi.

Saglia ha sottolineato che con il nuovo sistema di incentivazione (il nuovo decreto entrerà in vigore dal 1°gennaio 2011) il sistema di incentivazione è stato snellito. Alle scuole, e a tutte le proprietà pubbliche in genere, saranno forniti nuovi sistemi per l’accumulo con l’obiettivo di renderli energeticamente autosufficienti. Ha sottolineato Saglia:

Il solare-fotovoltaico può creare occasioni di investimento, occupazione e di sviluppo di una filiera nazionale. Gli investimenti stranieri sono certamente benvenuti, a patto si tratti di progetti concreti, non speculativi. Il solare è parte di questo programma, così come lo sviluppo delle reti, in particolare nel Mezzogiorno, ancora uno dei punti deboli per la più massiccia diffusione del fotovoltaico e delle energie rinnovabili in generale.

Saglia infine ha spiegato che la riduzione delle tariffe sarà in linea con il costo dei moduli il cui prezzo è diminuito del 20%. Ha rilevato Saglia:

Una progressiva diminuzione è legata al fatto che lo scopo dell’incentivo è rendere competitiva la tecnologia. Di conseguenza anche gli aiuti decrescono nel tempo. Dato che negli ultimi anni è stato registrato un sensibile calo dei prezzi dei sistemi fotovoltaici si è ritenuto necessario bilanciare il valore dei «bonus» al fine di non creare una sovra-incentivazione che potrebbe dar luogo a distorsioni nel mercato. Comunque il nostro sistema premiante resterà tra i più generosi al mondo.

Via | BresciaOggi
Foto | Flickr

Stefano Saglia assicura: “Al fotovoltaico ancora per 3 anni il sostegno del Governo”

Strage di Ustica: il sospetto su un traffico di scorie nucleari

Avvelenati di Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro Oggi il triste anniversario della strage di Ustica: 30 anni fa morivano 81 persone e ancora nessuno sa perché. Era il 27 giugno 1980 e il Dc9 della compagnia aerea Itavia volo IH870 doveva raggiungere Bologna da Palermo con i suoi 81 passeggeri. Non ci arrivò mai, esplose sul cielo di Ustica.

Le inchieste e i magistrati che hanno indagato si sono succedute nel tempo ma una risposta definitiva, a quello che fu definito un muro di gomma, non è mai arrivata e le famiglie delle vittime attendono ancora che qualcuno indichi i responsabili della strage. L’ipotesi, secondo il dossier scritto da Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro, che hanno pubblicato Avvelenati (Città del sole edizioni) è questa, come riporta Reggio TV:

Tanti gli scenari inquietanti, tra cui la morte di Ilaria Alpi, il porto nucleare di Eel Ma ‘Ann a nord di Mogadiscio in Somalia, la vendita di armi ad Iran e Iraq da parte dell’Italia ed anche la strage di Ustica. In particolare le trattative per la vendita di Uranio da parte dello Stato Italiano a paesi arabi non sarebbero stati graditi ad Israele e Stati Uniti, divenendo così il centro di uno scontro internazionale per il blocco di questi stessi traffici. Scontro che potrebbe essere culminato nella strage di Ustica laddove il DC9, secondo una della ipotesi, sarebbe stato carico di barre di uranio rubate e dirette in Libia sarebbe stato abbattuto dai servizi segreti israeliani.

L’ipotesi scorie nucleari anche nell’ultima puntata di Exit Files su La7.

Strage di Ustica: il sospetto su un traffico di scorie nucleari

Acque di balneazione Italia, 224,3 km interdetti perché inquinati

Il 24 giugno il ministro Fazio ha reso pubblico il rapporto annuale sulle acque di balneazione del nostro Paese.

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Acque di balneazione Italia, 224,3 km interdetti perché inquinati