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Caccia alle balene, i giapponesi usano i fondi per lo tsunami

La promessa del Governo giapponese di ridurre la caccia alle balene non solo viene ancora una volta disattesa, ma viene persino derisa da una flotta di baleniere che, secondo una recente scoperta fatta da Greenpeace , avrebbe ottenuto parte dei fondi destinati alle vittime dello tsunami per armare le proprie navi e dare la caccia ancora di più ai cetacei. Continua a leggere: Caccia alle balene, i giapponesi usano i fondi per lo tsunami (…) Caccia alle balene, i giapponesi usano i fondi per lo tsunami , pubblicato su Ecologiae.com il 08/12/2011 © Marco Mancini per Ecologiae.com , 2011. | Commenta! | Tag: baleniere , caccia alle balene , fondi per il terremoto , fondi per lo tsunami , Greenpeace

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Acqua: General Electric inventa tecnologia che taglia il 20% di sprechi industriali

Un quinto delle riserve idriche del mondo sono utilizzate per scopi industriali .

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Acqua: General Electric inventa tecnologia che taglia il 20% di sprechi industriali

Miccichè, la crisi di governo ed il peso politico delle rinnovabili

Solo pochi giorni fa, in occasione della firma del Decreto Rinnovabili da parte di Napolitano , avevo accennato allo scarso peso politico delle rinnovabili italiane . Scarso peso politico che ha indotto il Presidente della Repubblica a non prendere minimamente in considerazione il pressante invito a non firmare rivoltogli dalle associazioni e dalle imprese

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Miccichè, la crisi di governo ed il peso politico delle rinnovabili

Ritorno al nucleare e acqua pubblica: la consulta approva i referendum

si vota per il ritorno al nucleare

Pronti a votare per il ritorno o meno del nucleare? E per le norme sull’acqua pubblica? La Corte Costituzionale ha votato ammissibili i seguenti referendum:

n. 153 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 5) “Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme”: ammissibile

n. 149 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 1) “Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”: ammissibile

n. 151 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 3) “Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”:ammissibile

e infine quello che politicamente più infiammerà lo scenario attuale e relativo al legittimo impedimento:

n. 154 Reg. Ref. (richiesta di referendum n. 6) “Abrogazione della legge 7 aprile 2010, n.51 in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale”:ammissibile

Approvati, dunque in referendum proposti dal comitato acquabenecomune che commenta così:

La corte costituzionale ha valutato i quesiti presentati per la ripubblicizzazione dell’acqua approvandone 2 su 3. Nello specifico quello contro la privatizzazione della gestione contenuta nel decreto Ronchi e quello sul profitto garantito sulla gestione del servizio Idrico. Nonostante il secondo quesito non sia stato ammesso, l’impianto alla base della nostra battaglia referendaria rimane intatto nella sua volontà di tutelare l’acqua come bene comune e la sua gestione pubblica.

Rispetto al referendum sul ritorno al nucleare voluto dall’Idv di Di Pietro il Forum nucleare italiano si limita a riportare la notizia senza specificare di che tipo di referendum si tratti.

Si voetrà per la legge che ha reintrodotto il ritorno al nucleare. Spiega Alfiero Grandi del comitato Si alle energie rinnovabili No al nucleare:

Occorre unità contro il tentativo di reintrodurre il nucleare in Italia e per aprire la strada ad un forte rilancio del risparmio energetico e per le energie da fonti rinnovabili come del resto propone la legge di iniziativa popolare che il nostro Comitato ha già depositato alla Camera dei deputati con il sostegno di 110.000 firme. Deve essere fermata anche la costosa e insinuante campagna elettorale anticipata di parte che hanno promosso Enel ed altre aziende con spot televisivi e spazi sui giornali, con il beneplacito del Governo.

Riferisce Leggo:

Fermare l’atomo, eliminando la possibilità di realizzare «nel territorio nazionale impianti di produzione di energia nucleare». Questo, in sintesi, è quello che si chiede nel quesito referendario proposto dall’Idv per abrogare alcune parti della legge 99 del 2009 (’Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonchè in materia di energià), che ha riaperto la strada al nucleare nel nostro Paese. Il Referendum, rispondendo ’sì, negherebbe l’eventualità di «localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare», cancellando dal testo (all’art. 25, comma 1) anche «decreti» e «procedure autorizzative». Molte sono poi le parti che il quesito propone di abrogare (a cavallo anche tra leggi diverse concernenti il nucleare). Stop anche ad Agenzia per la sicurezza nucleare e a campagna informativa: il quesito referendario ‘taglià il testo della legge (art. 25, comma 2, lettera q) quando parla di «opportuna campagna di informazione alla popolazione italiana sull’energia nucleare», con riferimento a «sicurezza» e a «economicità». C’è spazio anche per la cosiddetta legge 31 (un dlgs del 15 febbraio 2010) in relazione alle «strutture per lo stoccaggio del combustibile irraggiato», dei «rifiuti radioattivi», con l’eliminazione della «Strategia nucleare» come «parte integrante della strategia energetica nazionale».

La campagna elettorale è partita ufficialmente, si voetrà entro il 15 giugno 2011.

Foto | Flickr

Ritorno al nucleare e acqua pubblica: la consulta approva i referendum

Desertificazione, il programma dell’UNEP per fermare l’avanzata dei deserti

Di un allarme desertificazione su scala globale avevamo parlato già tempo fa, con la pubblicazione dei risultati di uno studio spagnolo che metteva in guardia da un rischio riguardante addirittura il 38% del mondo.

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Desertificazione, il programma dell’UNEP per fermare l’avanzata dei deserti

Le ragioni del petrolio e le ragioni degli abruzzesi

Le ragioni del petrolio e le ragioni degli abruzzesi

In estrema sintesi: olive oil contro oil e basta. Il “territorio” da una parte, l’”industria” dall’altra. In mezzo il trucco: il lavoro. Nei giorni scorsi Confindustria Abruzzo ha lanciato una campagna stampa per informare i cittadini sulle ragioni per dire sì alle trivellazioni nella regione. Una sorta di manifesto contenente tutti i motivi per i quali gli abruzzesi dovrebbero essere ben contenti di avere l’industria del petrolio e del gas in casa.

Ora è arrivata anche la controcampagna di stampa, messa in atto dalle associazioni ambientaliste per difende le ragioni degli abruzzesi contro quelle dei petrolieri. Un altro manifesto carico di buoni motivi per chiedere che la stessa industria del petrolio faccia le valige. Iniziamo dalle ragioni del petrolio:

In 75 anni di attività in Abruzzo mai nessun incidente ambientale. NEl 1935, ad Alanno, è stato scoperto il primo giacimento petrolifero italiano: da allora la grande professionalità dei tecnici e il rispetto delle norme di sicurezza hanno permesso di generare sviluppo, nel pieno rispetto dell’ambiente. La presenza di idrocarburi ha consentito la nascita e lo sviluppo dell’industria abruzzese. Di fatto dal 1935 la Regione dei Parchi ha costruito una pacifica e prolifica co-esistenza tra natura e idrocarburi

Risposta:

Il nostro territorio non sopravviverebbe ad un incidente petrolifero. Il disastro ambientale ed economico provocato dal pozzo della BP, come altri gravi disastri nel settore petrolifero, lo dimostra. Se nel Mare Adriatico si verificasse un incidente di portata anche molto più ridotta di quello del Golfo del Messico sarebbero compromessi l’ecosistema naturale marino-costiero e le stesse attività economiche di tutto l’Abruzzo

I petrolieri:

E’ impossibile che in Abruzzo si verifichi un disastro come quello del Golfo del Messico. Nei territori e nei mari italiani le caratteristiche geologiche del sottosuolo sono ben conosciute e testate da oltre 7.000 pozzi. Queste conoscenze vengono utilizzate nella progettazione e nel controllo delle attività di esplorazione e produzione. Le condizioni operative non sono complesse e le tecnologie utilizzate ben collaudate. Inoltre le piattaforme sono progettate per resistere a qualsiasi condizione del moto ondoso e a ogli impatto sismico. Esse sono sottoposte a continua manutenzione per garantire costanti ed elevati standard di sicurezza

Che le piattaforme sono sicure, per onestà intellettuale, va ricordato che lo diceva pure Bp. Stessa cosa per la manutenzione e per il rispetto dell’ambiente. Risultato: è arrivata la marea nera e si è scoperto che la manutenzione se la facevano fare a basso costo in Cina

Ma veniamo alla parte succosa dei due volantini, quel fastidiosissimo accenno al lato occupazionale che, guarda caso, viene fatto solo nelle regioni italiane a più alta disoccupazione:

Il settore dà lavoro a 65 aziende e 6.000 addetti qualificati tra diretti e indiretti, tutti in Abruzzo. Attualmente il settore OIL%GAS in Abruzzo dà lavoro diretto a 35 aziende con 2.100 addetti e genera un indotto in cui operano almeno 30 aziende con circa 4.000 occupati. Si prevede una ricaduta occupazionale di ulteriori 1.270 posti di lavoro, con altissima percentuale di laureati e tecnici (fonte: Nomisma Energia, 2009), grazie ai nuovi investimenti di diverse centinaia di milioni di euro attualmente bloccati o rallentati nel percoso autorizzativo. Inoltre, il porto di Ortona vive grazie al settore OIL%GAS: circa il 70% dei suoi movimenti si basano sull’attività petrolifera

Rispondono gli ambientalisti:

La prospettiva della petrolizzazione non porterà benefici occupazionali. Non ne porterà nessuno, aldilà della propaganda. Sono più di 83.000 le aziende agricole (fonte ISTAT), migliaia sono i posti di lavoro nel turismo e nell’indotto. Questa economia verrà pesantemente danneggiata come è già avvenuto in Basilicata nella Val d’Agri dove la scelta petrolifera si è rivelata una storia sporca, come spesso sporche sono le storie legate allo sfruttamento petrolifero in ogni parte del mondo. Per non parlare dei gravi danni alla salute dei cittadini che queste scelte comportano

Resta da notare solo una cosa: Confindustria prevede, se tutte le autorizzazioni vanno al loro posto, di passare da circa 6.000 a circa 7.150 addetti nel settore petrolifero. Non è un po’ poco rispetto alla crescita della percentuale di territorio soggetto ad esplorazioni petrolifere che, per ammissione degli stessi petrolieri, potrebbe arrivare al 50% del territorio abruzzese?

Importa ben poco, probabilmente, se quel 50% si trasforma poi in uno 0,02% di territorio realmente occupato dalle trivelle: quando hai “messo in produzione” una zona “a turismo” o “ad agricoltura” e poi, da un giorno all’altro, ti spunta una trivella solitamente puoi chiudere bottega e mandare tutti a casa. Bene, questo attualmente potrebbe succedere nel 50% del territorio abruzzese, per stessa ammissione dei petrolieri.

Chi, a questo punto, ha ragione?

Via | Wwf, Apocalisse Italia
Foto | Flickr

Le ragioni del petrolio e le ragioni degli abruzzesi

Balla coi flutti: Bp compra le macchine di Kevin Costner per ripulire il mare

Balla coi flutti: Bp compra le macchine di Kevin Costner per ripulire il mare

Alla fine Bp si è convinta: comprerà 32 apparecchi prodotti dal noto attore Kevin Costner per ripulire l’acqua del Golfo del Messico dal petrolio fuoriuscito dal buco lasciato dal disastro della Deepwater Horizon avvenuto ormai due mesi fa.

La macchina in questione è, in pratica, una centrifuga: l’acqua sporca di petrolio entra da una parte, viene centrifugata e petrolio e acqua si separano. Si recupera l’acqua e si recupera il petrolio. Con i 32 aggeggi commissionati da Bp a Costner si dovrebbe riuscire a catturare circa 2.000 barili di olio al giorno.

Non molti, visto che le ultime stime sulla marea nera parlano di 60.000 barili dispersi ogni giorno. Ma meglio di niente, visto che Bp non sa proprio come affrontare la situazione e ogni suggerimento è ben accetto.

In questo caso, tra l’altro, al massimo si riesce a rimediare al danno ma la causa della fuoriuscita non viene minimamente toccata. Probabile, quindi, che i centrifugoni di balla coi lupi dovranno girare a lungo perchè il petrolio non ne vuole proprio sapere di smetterla di uscire da quel maledetto buco sul fondo dell’oceano.

Nel frattempo, giusto per restare ad Hollywood, un altro grande del cinema si è fatto avanti per offrire il proprio aiuto: James Cameron, che si è fatto un’esperienza in fatto di disastri in mare girando Titanic, ha messo a disposizione le proprie telecamere tridimensionali ad alta definizione per monitorare la perdita in fondo al mare.

Considerato che Costner con le centrifughe guadagnerà circa 25 milioni di dollari, forse anche Cameron riuscirà a tirare su qualche spicciolo dalla catastrofe petrolifera del secolo. Come direbbe Costner: buono scambio.

In chiusura una precisazione, giusto per rispetto all’intelligenza del lettore: questo è un pezzo di colore…

Via | IbTimes, Newser
Foto | Flickr

Balla coi flutti: Bp compra le macchine di Kevin Costner per ripulire il mare

La sola del reattore EPR di Olkiluoto: Areva rimanda l’avvio (forse) alla fine del 2012

I soldi spesi per il reattore nucleare OL3

Rimanda oggi e rimanda domani, Areva ha procastinato ulteriormente l’avvio del reattore EPR di Olkiluoto in Finlandia per la fine del 2012, cioè con tre anni di ritardo rispetto alla data di consegna prevista per la fine del 2009. Lo annuncia un comunicato di Areva.

Secondo il cliente TVO, cioè la società finlandese che poi gestirà l’energia prodotta con il reattore, saranno necessari ulteriori sei mesi per la messa a regime, il che farebbe slittare la data al 2013. OL3, questo il nome del reattore, doveva essere avviato nel 2009, ma a causa di problemi tecnici, legali, di sicurezza e finanche finanziari (si è passati da un budget di 2,3miliardi di euro agli oltre 3miliardi di euro attuali), si è arrivati alla data annunciata del 2013, ma che la stessa TVO stenta a credere possa essere mantenuta.

Il nuovo ritardo comunque, sembra destinato certamente a aumentare poiché a causa di un disegno si sta revisionando il sistema di installazione di alcune condutture. TVO e Areva con il partner Siemens non escludono però la possibilità di costruire un secondo reattore.

Via | Developpment durable le journal
Foto | Flickr

La sola del reattore EPR di Olkiluoto: Areva rimanda l’avvio (forse) alla fine del 2012

Giornata mondiale dell’Ambiente 2010: ma servono queste commemorazioni?

Il 5 giugno è la Giornata Mondiale dell'Ambiente voluta dall'UNEP

Il 5 giugno è la Giornata mondiale dell’Ambiente WED2010 o World Enviromental day, . Il giorno dopo è la volta della Giornata della decrescita. Oramai sul calendario a ogni giorno corrisponde una commemorazione molto spesso rivolta a sensibilizzare l’opinione pubblica alla tutela del Pianeta. La giornata dell’Ambiente è voluta e organizzata dall’UNEP, la sezione delle Nazioni Unite che si occupa di tutela ambientale: girano oltre a proclami, programmi e progetti anche tanti ma tanti soldi.

Dimostrazione? In Europa la manifestazione ufficiale si tiene nella verde Ginevra con il trenino elettrico che porta i visitatori in giro per il Parc Palais des Nations – Parc de l’Ariana aperto per l’occasione. Invece la sede mondiale dell’evento è in Rwanda, stato affatto tranquillo. Tema di questa giornata è “Milioni di specie. Un Pianeta. Un avvenire comune”. Il Rwanda è stato scelto perché:

è un luogo straordinariamente ricco di biodiversità che ha fatto dei progressi enormi in merito alla protezione dell’ambiente.

Migliaia gli eventi organizzati in tutto il modo come azioni di pulizia di spiagge, fondali marini oppure, concerti, mostre, festival o meeting e tanto altro. I testimonials sono la top model Gisele Bündchen, ambasciatrice UNEP che nella settimana della moda a San Paolo dall’8 al 14 giugno porterà il messaggio per la tutela ambientale. Mentre Don Cheadle sarà nominato ambasciatore. Dal sito è possibile votare l’eroe del WED tra: Luo Hong fotografo; Roz Savage che ha attraversato il Pacifico in solitaria; Charles e Sho Scott padre e figlio che hanno attraversato il Giappone in tandem; David de Rothschild con il progetto Plastiki e il Progetto Kaisei per la pulizia degli oceani.

L’evento, com’è prevedibile, muoverà migliaia di persone con aerei, treni, auto, tra delegati, rappresentanti e partecipanti di lusso E il tutto probabilmente sarà ignorato dai media principali se non come notizia spot o curiosa a cui riservare pochi minuti o poche righe. Non si parlerà approfonditamente di alcun tema e noi in Italia continueremo a credere che gli OGM saranno la risposta all’economia agricola e non la tomba della nostra biodiversità; continueremo a credere che il nucleare sarà la soluzione all’autonomia energetica e che dobbiamo viaggiare per proteggere l’ambiente e festeggiarlo a Ginevra.

Giornata mondiale dell’Ambiente 2010: ma servono queste commemorazioni?

Toilette eco-friendly: wc con segatura dove non te lo aspetti

cannes toilette eco friendly

Ai prototipi di toilette eco-friendly, tramite le quali si cerca di ridurre il consumo di acqua sfruttando il riciclo o eliminando lo scarico, qui su Ecoblog ci siamo abituati. Probabilmente ai wc senz’acqua sono meno abituati i vip che, nelle toilette del Festival di Cannes, si sono trovati di fronte alle immagini che vedete nella foto.

Le toilette dell’area vip di Cannes erano eco-friendly: niente spreco d’acqua per lo scarico. Si invitavano uomini e donne a fare la pipì seduti sul water, e a coprire i propri bisogni con della segatura. Voi ce l’avreste fatta?

via | River

Toilette eco-friendly: wc con segatura dove non te lo aspetti