Author Archive

Ecologia, Incredible Edible un orto cittadino per tutti

Incredible Edible è un progetto nato qualche anno fa in un caffé di Todmorden, una cittadina inglese di circa 15.000 abitanti situata nella Pennine Valley, tra le contea dello Yorkshire e il Lancashire. Sembra davvero una storia incredibile ma…in questo paese i cittadini possono coltivare e nutrirsi con prodotti freschi e di stagione, a km zero e ottenuti con agricoltura biologica, facendo “la spesa” nelle aiuole della città. Continua a leggere: Ecologia, Incredible Edible un orto cittadino per tutti (…) Ecologia, Incredible Edible un orto cittadino per tutti , pubblicato su Ecologiae.com il 09/01/2012 © Valentina Ierrobino per Ecologiae.com , 2012

Read more:
Ecologia, Incredible Edible un orto cittadino per tutti

Halloween: qualche eco-costume per la notte più paurosa dell’anno

Se vi siete ridotti all’ultimo momento e non sapete cosa indossare per questa sera, la famosa notte di Halloween , qualche idea ecologica possiamo fornirvela noi. Dato che ormai, oltre che uno stile di vita, vestirsi sostenibile è diventata una vera e propria moda, possiamo suggerirvi qualche possibile travestimento da effettuare semplicemente con la “materia prima” presente già in casa. Qualche esempio

Original post:
Halloween: qualche eco-costume per la notte più paurosa dell’anno

Impianto FV SunPower Migliori costi d’Italia

Descrizione:   Cosa può fare per voi l'impianto fotovoltaico più potente al mondo?   SunPower vi offre il meglio della tecnologia, il massimo dell'esperienza e i maggiori rendimenti. I nostri moduli generano più energia per mq, occupano meno spazio e garantiscono rispami notevoli sulle bollette elettriche.

Read more:
Impianto FV SunPower Migliori costi d’Italia

Quarto Conto Energia: cosa chiedono le Regioni

Il 10 aprile si avvicina .

Read more here:
Quarto Conto Energia: cosa chiedono le Regioni

Nucleare Italia, quelli che tra il referendum e la pausa di riflessione si lasciano

Nucleare Italia : infiamma la polemica mentre ci si prepara al referendum , a colpi di slogan, perlopiù incentrati sul fattore sicurezza per cercare di sfruttare l’onda emotiva seguita alle evidenti lacune delle vecchie centrali al verificarsi di violenti terremoti e devastanti tsunami .

Excerpt from:
Nucleare Italia, quelli che tra il referendum e la pausa di riflessione si lasciano

Tre zampe amputate ad una cagna a Vittoria (Rg)

Orrore e rabbia a Vittoria, in provincia di Ragusa, per la scoperta di un terribile maltrattamento ai danni di un cane. Sull’episodio ci sono ancora poche notizie, ma le foto che girano da ieri su internet sono inequivocabili: qualcuno ha amputato tre zampe su quattro ad una cagna.

A quanto pare il maltrattamento sarebbe plurimo: non tutte le zampe, infatti, sarebbero state ferite contemporaneamente ma in più episodi distinti. La notizia, come spesso accade per fatti del genere, si è diffusa prima su internet e solo dopo sui media tradizionali.

Nei forum animalisti, già domenica notte, sono apparsi appelli per aiutare la sfortunata cagna, un meticcio di grossa taglia apparentemente non molto grande d’età: “servono antibiotici e garze”, scrive qualcuno, “mi offro di adottare la cagna”, rispondono in molti da più parti d’Italia.

Dopo il salto le foto della cagna maltrattata, riservate a chi ha lo stomaco forte e vivamente sconsigliate a chi è facilmente impressionabile.

La notizia, infatti, è stata pubblicata persino su un forum animalista di Padova. Infine è stata creata una pagina su Facebook dal titolo “SICILIA-GLI HANNO AMPUTATO 3 ZAMPE IN PUNTI DIVERSI,NON CI SONO PIU’ PAROLE….” che già sfiora i 400 commenti. Sempre su internet non manca chi ipotizza la pista satanica, ma è tutta da verificare.

Chi ha salvato il cane, e pur volendo reatare anonimo si è fatto sfuggire la notizia cercando aiuto sul web, al momento si sta concentrando sulle cure con l’aiuto di un veterinario della zona. La cagna sarebbe stata già operata nella tarda mattinata di ieri, con buoni esiti.

Nonostante il raccapricciante trattamento subito, infatti, l’animale è vispo, mangia e beve e ha evidentemente voglia di vivere, motivo per il quale si è scelto sin da subito di non sopprimerlo. Resta il fatto che, nelle campagne di Vittoria, uno o più probabilmente più soggetti si divertono a torturare i cani e non è escluso che, prima di questo episodio, ce ne siano stati altri rimasti nell’ombra.

Tre zampe amputate ad una cagna a Vittoria, RagusaTre zampe amputate ad una cagna a Vittoria, Ragusa
Tre zampe amputate ad una cagna a Vittoria, RagusaTre zampe amputate ad una cagna a Vittoria, RagusaTre zampe amputate ad una cagna a Vittoria, RagusaTre zampe amputate ad una cagna a Vittoria, RagusaTre zampe amputate ad una cagna a Vittoria, Ragusa
Via | La Gazzetta Iblea

Tre zampe amputate ad una cagna a Vittoria (Rg)

Terremoto in Giappone e sicurezza nucleare: allarmismo giustificato?

il reattore nucleare di fukushima

Il terremoto di venerdì scorso in Giappone e lo tsunami che ne è seguito sta mettendo a dura prova il Paese. Nello scenario piuttosto apocalittico si collocano i numerosi danni e incidenti alle strutture energetiche: dalla raffineria, alla diga alle centrali nucleari. Ovviamente nel mainstream mondiale fa grande rumore l’esplosione alla centrale nucleare di Fukushima Daichii e l’allarme per la centrale di Onagawa. Non ci nascondiamo dietro un dito: i toni sono da panico se non da fine del mondo. E l’opinione pubblica percepisce questa sensazione nettamente diversa da quella che percepisce, ad esempio un ingegnere nucleare o un fisico o un nuclearista convinto.

In proposito grande eco, con seguito di insulti e polemiche, sta avendo un post scritto da Jason Morgan autore del blog Morgsatlarge, intitolato: Perché non sono preoccupato per i reattori in Giappone. L’autore è un insegnante di inglese, di origine Australiana, che vive a Kawasaki in Giappone. Ha chiesto al prof. Josef Oehmen, research scientist al MIT di Boston e amico di famiglia nonché nuclearista convinto, di provare a rassicurare i suoi genitori circa la situazione di emergenza nucleare. Morgsatlarge, precisa che non è responsabile del contenuto dell’intervento del prof. Oehmen e che appunto si tratta, di fondo, di rassicurazioni fatte a due genitori spaventati per la situazione in cui vive il figlio.

Lo scritto di Oehmen punta il dito sui media. Cita ad esempio la CNN e riferisce che su tre pagine di articolo giornalistico letto in ogni paragrafo era contenuto almeno un errore. Il che non ho difficoltà a crederlo. I giornalisti non sono scienziati (e meno male che non lo sono!). Comunque, come ha avuto modo di scrivere già Ugo Bardi qualche giorno fa i giornalisti non sono nemici della scienza, fanno solo il loro mestiere. Dopo il salto la lista dei 10 motivi che dovrebbero rassicurare i genitori di Morgsatlarge in merito al fatto che razionalmente e scientificamente parlando, attualmente in Giappone non ci sarebbe una reale emergenza nucleare.

  1. L’impianto è sicuro e lo resterà.
  2. Il Giappone è al livello 4 della scala INES: incidente nucleare con conseguenze locali. E’ un problema per la società che possiede l’impianto, ma non per chiunque altro.
  3. Sono state emesse radiazioni, liberate quando il recipiente a pressione è stato scaricato. Tutti gli isotopi radioattivi attivi presenti nel vapore ​​sono decaduti. Sono state rilasciate piccole quantità di cesio e iodio. Se tu fossi stato seduto sui camini della centrale al momento del rilascio degli isotopi avresti dovuto iniziare a fumare per avere una aspettativa di vita simile alla precedente. Gli isotopi di cesio e iodio sono finiti mare e non si vedranno mail più.
  4. C’è stato qualche danno limitato al contenimento. Ciò significa che alcuni residui radioattivi di cesio e iodio saranno rilasciati nell’acqua di raffreddamento, ma non ci sarà uranio o altre cose brutte (l’ossido di uranio non si “scioglie” in acqua). Ci sono strutture per il trattamento dell’acqua di raffreddamento all’interno del terzo contenimento. Il cesio e lo iodio radioattivi saranno rimossi da li e trasformati un scorie e messi nel deposito terminale.
  5. L’acqua di mare utilizzata come acqua di raffreddamento viene attivata in una certa misura. Non si è verificata una reazione a catena dell’uranio e ciò vuol dire che non è avvenuta la reazione “principale”. Il concetto è che ci sarà qualche perdita di basso livello attivata dall’acqua di mare ma che sarà rimossa dagli impianti di trattamento.
  6. L’cqua di mare sarà poi rimpiazzata da normale acqua per il raffreddamento.
  7. Il nocciolo del reattore sarà poi smantellato e trasportato in un impianto di trasformazione, dove avverrà un cambio del combustibile.
  8. Le barre di combustibile e l’intero impianto sarà controllato per i danni potenziali. Questa operazione richiederà circa 4-5 anni.
  9. I sistemi di sicurezza di tutte le centrali nucleari giapponesi saranno aggiornati per resistere a un terremoto di 9.0 gradi e a uno tsunami (o peggio)
  10. Credo che il problema più significativo riguarderà l carenza di approvvigionamento di energia elettrica. Circa la metà dei reattori nucleari probabilmente dovranno essere ispezionati e ciò ridurrà la capacità di generazione del 15%. Probabilmente l’energia mancante verrà sostituita con il gs il che farà aumentare il costo della vostra bolletta elettrica così come porterà scarsità di energia durante i picchi di domanda.

Dicevo su che i giornalisti non sono scienziati, ma neanche gli scienziati sono giornalisti e questa lista a me non rassicura neanche un po’. Sopratutto perché è così cinica e lontana da ogni possibile compenetrazione umana. Ricordo che comunque le autorità hanno evacuato la zona della centrale di Fukoshima nel raggio di 30 Km il che vuol dire che oltre 450mila persone, dopo un doppio disastro come il terremoto e lo tsunami, sono state costrette a laciare le loro case e la loro città . Il che non lascia certamente presagire una situazione rassicurante, al di la di ogni possibile raziocinio scientifico.

Foto | Brave New Climate

Terremoto in Giappone e sicurezza nucleare: allarmismo giustificato?

Dal Cammino di Santiago a La Via Francigena: antiche viae peregrinales per moderni eco-turisti

Molti di voi conosceranno o avranno percorso il Cammino di Santiago , riconsacrato in tempi recenti al mito dall’omonimo libro di Paulo Coelho , antica via di pellegrinaggio che conduceva alla cattedrale di S antiago de Compostela dove riposano le membra del Santo. Il Cammino è stato, in epoca medievale, una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità insieme a Roma ed a Gerusalemme , mete che all’epoca, ogni buon cristiano doveva aver raggiunto almeno una volta nella vita. Quelle stesse mete e le vie che là conducevano oggi sono raggiunte a piedi da una nuova classe di moderni homini viator animati da i più diversi propositi.

See original here:
Dal Cammino di Santiago a La Via Francigena: antiche viae peregrinales per moderni eco-turisti

Biodiesel, il più grande impianto al mondo è a Singapore

Appartiene a Singapore il primato di ospitare il più grande impianto al mondo di biodiesel, con una capacità produttiva pari a ben 800.000 tonnellate di combustibile all’anno. La centrale, che è gestita dalla Neste Oil , produce carburante da oli vegetali e da grassi animali provenienti dai rifiuti generati dall’industria alimentare. La compagnia finlandese sostiene che il combustibile prodotto presso l’ impianto garantisce dal 40% all’80% di riduzione delle emissioni di gas serra rispetto agli impianti basati sui combustibili fossili .

Continue reading here:
Biodiesel, il più grande impianto al mondo è a Singapore

Piattaforma Vega Alfa: su Corriere Tv lo spot di Edison

La Vega Alfa è la piattaforma petrolifera più grande e produttiva del Mediterraneo. Si trova a 12 miglia dalle coste di Pozzallo, in provincia di Ragusa, e recentemente ha passato qualche guaio: una prima inchiesta, archiviata, per disastro ambientale e una seconda, attualmente in corso con rinvio a giudizio, per inquinamento del mare. Questo impianto è l’oggetto di un servizio del Corriere della Sera, pubblicato anche sulla web tv della testata, appena pubblicato.

Un servizio che sembra proprio uno spot. Innanzitutto perchè non si sale sulla Vega senza il permesso di Edison, titolare del 60% della piattaforma (Eni ha il restante 40%), per motivi di sicurezza e di logistica derivanti dalla distanza dalla costa. A bordo, quindi, sale solo chi è dice l’azienda. Come è accaduto, prima che all’inviato del Corriere, a pochi giornalisti selezionati alla fine dello scorso giugno quando fu presentata alla stampa la nuova nave cisterna che raccoglie il petrolio estratto dalla Vega, la Leonis.

In quel caso, così disse Edison, i giornalisti furono scelti da Confindustria Siracusa tra i redattori delle testate di quella provincia e di alcuni giornali e tv nazionali. Stampa siracusana, da tempo avvezza a parlare dell’industria del petrolio e della raffinazione, e non invece la stampa ragusana come la geografia avrebbe consigliato. Se qualcosa va storto sulla Vega, infatti, piange Ragusa ben prima di Siracusa. A giugno, tra l’altro, fu rifiutata anche la richiesta di Ecoblog di salire a bordo.

Ma non è solo questo a far gridare allo spot: sono le parole degli intervistati, le immagini girate, gli argomenti trattati e le domande non fatte. Argomenti mirati soprattutto a dimostrare che sulla Vega il disastro non può avvenire e l’inquinamento è un’invenzione. Ecco l’incipit del pezzo del Corriere:

«Mai è stata versata una sola goccia di petrolio in mare, in oltre vent’anni di attività». Sulla piattaforma Vega-A, che sorge al largo di Pozzallo, nel Canale di Sicilia, l’hanno presa male. La richiesta di rinvio a giudizio, nella fase di indagine preliminare, dei responsabili della struttura di Edison, accusati dalla Procura di Modica di aver sversato in mare rifiuti pericolosi («con modalità illecite e nocive per l’ecosistema, ma che avrebbero consentito risparmi per decine di milioni di euro»), è considerata disonorante. Eppure non perdono la serenità

Il disastro, dice il personale della Vega, è impossibile perché la pressione del petrolio in uscita è troppo bassa (16-18 bar). Poi, però, aggiungono che per aumentarla questa pressione iniettano acqua e fango nel pozzo per spingere su il petrolio. E proprio questa pratica è sotto la lente di ingrandimento della Procura di Modica che afferma che i fanghi sono un rifiuto che va smaltito a norma di legge e non riutilizzato nella produzione.

Sarà la magistratura a decidere dove sta la verità e la ragione, non il Corriere, non gli ambientalisti, men che meno Ecoblog. Anche se la testata nazionale ha già l’assoluzione pronta nella penna:

Nessun problema a bordo della piattaforma, maestosa nell’azzurro del Canale, con i suoi 50 metri di altezza (fuori dalle onde, e altri 120 sotto il livello del mare): è stato necessario sostituire la nave-cisterna, in gergo Fso (Floating storage oil), che serve a immagazzinare il greggio pompato dal giacimento e a rifornire le piccole petroliere che fanno la spola con le raffinerie (soprattutto il petrolchimico di Gela). La vecchia “Vega-oil” non era equipaggiata con il doppio scafo e, pur non essendo dotata di motore, per la Capitaneria di porto non rispettava più le norme di sicurezza (altra inchiesta della Procura). Così Edison ha provveduto a equipaggiarne una nuova e a sostituirla: oggi, agganciata alla moderna boa a 2,5 miglia dal grattacielo di tubi gialli, container e gru, c’è la “Leonis”

E di questa piattaforma, “maestosa nell’azzurro canale”, il Corriere narra anche la vita quotidiana di bordo: il biliardino, la palestra, la televisione tutti insieme. Nel mezzo le dotazioni di sicurezza ben in vista e a favore di camera e il kit antigas la scritta, bella grossa, “kit anti gas”. Sempre a favore di camera. E, capolavoro, vanta i miracoli sociali della vita a dodici miglia da casa. Nelle parole del capoturno:

Una volta che stai 14 giorni lontano da casa scopri di più certi valori familiari e quindi ci sono anche dei vantaggi stando qui sulla piattaforma

Sembrerebbe il lavoro più bello del mondo. Anzi, lo è realmente come afferma un addetto alla produzione:

È un lavoro che ho scelto di fare, che mi piace fare, che amo fare: non lo cambierei per nessun motivo al mondo

E’ il lavoro più bello del mondo ma, in questa società petrodipendente, qualcuno lo dovrà pur fare…

Piattaforma Vega Alfa: su Corriere Tv lo spot di Edison