Author Archive
Costa Crociere, le indagini arrivano ai vertici dell’azienda
Dalle ultime notizie circa il naufragio della Costa Concordia, arrivano rivelazioni che potrebbero mettere in pericolo la stabilità stessa dell’azienda Costa Crociere perché, sembra che la Costa fu avvisata 68 minuti prima dell’avviso di evacuazione a bordo e che abbia sollecitato il comandante Schettino a dichiarare lo stato di emergenza. Si tratta di sottovalutazioni del problema molto più grave di quel che sembrava, oppure la Costa pensava di poter evitare implicazioni economiche e ha dunque assecondato l’agire del comandante?
More here:
Costa Crociere, le indagini arrivano ai vertici dell’azienda
Il fottuto business dell’emergenza rifiuti a Napoli porta il clan dei Casalesi a Wall Street
Arriva la primavera, il caldo e il sole e esplode l’emergenza rifiuti a Napoli. Curioso no? E’ oramai un appuntamento fisso, sembra. I giornali non ci lesinano particolari sui roghi, tangenziale bloccata (anche senza rifiuti lo è!), la rabbia della gente, la raccolta differenziata ferma, gli scioperi dei netturbini, degli operai, ecc. ecc. La giaculatoria la conoscete meglio di me che sono napoletana. Ma perché? Perché è un fottutissimo business da cui ricavare una montagna di soldi: nel 2004, calcola la Dia di Napoli, almeno 30milioni di euro. Spremere soldi non dal riciclo ma dall’emergenza. Il meccanismo lo abbiamo capito, noi cittadini normali. La politica strozzata dagli interessi gode a essere strozzata e ci guadagna. Oggi, peraltro, il sequestro da parte della Dia di beni per 13milioni di euro.
Rosaria Capacchione, finissima penna napoletana, scrive oggi su Il Mattino della bella (si fa per dire, eh!) storia degli affari del clan dei Casalesi che gestisce il traffico di rifiuti in Campania e dunque, il balletto dell’emergenza rifiuti. I camorristi sono in giacca e cravatta e fanno business a Wall Street usando i soldi ricavati dall’emergenza. Anzi ci aprono proprio un ufficio a New York.
Come? Come solo cervelli sopraffini possono farlo e la Dia di Napoli si sta smazzando per venirne a capo. Si parte da tale Franco Caccaro 49enne imprenditore padovano che secondo la Dia di Napoli è prestanome di Cipriano Chianese, l’avvocato della provincia di Caserta e ideatore del business dei rifiuti pericolosi presi al Nord e seppelliti al Sud. Ne scrivevo a proposito dei 12 pozzi di Giugliano avvelenati dai liquami della Resit, intestata proprio a Chianese.
Ebbene Caccaro era a capo della Tpa Trituratori spa gioiello specializzato nella frantumazione di rifiuti ferrosi; grazie a un giro vorticoso di denaro fornito attraverso la Resit di Chianese, circa 3milioni di euro. La Tpa inizia a assumere 200 dipendenti e apre uffici a New York, in Turchia, Australia, Francia e Brasile. Scrive Capacchione:
(Il Chianese Ndr) Con Caccaro aveva rapporti documentati sin dal 1996, epoca fino alla quale, secondo i magistrati, risultano accertati i rapporti stabili con il clan dei Casalesi. Grazie alla gestione delle discariche del Giuglianese avrebbe percepito negli anni ‘90 circa 700milioni di lire al mese; nel periodo dell’emergenza rifiuti affidato alla gestione del sub commissarii Paolucci e Facchi, e cioè fibno al 2004, era riuscito a farsi liquidare circa 30milioni di euro per lo smaltimento dell’immondizia negli impianti già chiusi, che avrebbero duvuti essere bonificati, gestiti dalla Resit. Fatto quest’ultimo per il quale lo scorso anno è stato destinatario di un provvedimento di arresti domiciliari.
Via | Il Mattino, 7-4-2011 pag. 37 ed. Caserta
Foto | Napoli Today
Il fottuto business dell’emergenza rifiuti a Napoli porta il clan dei Casalesi a Wall Street
Gi Group SpA
%excerpt%
See the article here:
Gi Group SpA
Riciclare la carta dei vecchi quotidiani, nuove idee

Qualche tempo fa segnalammo alcune idee per riciclare la carta di vecchi quotidiani e giornali: arrotolarla fino a formare un cordino che intrecciato può dare vita a diversi oggetti utili. In alto un esempio più che efficace: la ”Newspaper Armchair”. Delizioso anche il cagnolino e la borsa. La poltrona costa 595 dollari.
Idee per riciclare vecchi quotidiani

Via | GreenDiary
Foto | Viva Terra
Un anno con i surfer: il calendario 2011 di EcoOcean e Surfing4peace
I ragazzotti che vedete in gallery sono surfisti. Il fisico c’è, per carità. Ma anche il cervello. Dopo l’incontro con Rebecca Kopelman nasce il calendario Un anno con i surfisti strumento per raccogliere fondi. Gli scatti sono di Danh Miller. Qui la pagina su Fb.
A beneficiarne due associazioni no profit: la EcoOcean che si occupa della tutela del Mediterraneo orientale e del Mar rosso; Surfing4Peace, invece è un associazione che si occupa di creare dialogo e assistenza attraverso il surf in terre come Gaza e la Cisgiordania.
Ci auguriamo di poterlo acquistare anche in Italia.
Surfisti in difesa del Mar Mediterraneo




Foto | Green Prophet
Un anno con i surfer: il calendario 2011 di EcoOcean e Surfing4peace
Liveblogging, Ecoblog a Sustain/Ability, Life-Cycle design, progettare il ciclo di vita con l’innovazione
Roberto Santolamazza, (ultimo a destra) di treviso Tecnologia, conclude questo giro di interventi . Presenta il progetto RIECO- rete innovativa per la valutazione della Eco compatibilità dei prodotti- che ha tra i suoi obiettivi l’ottimizzo del ciclo di vita dei prodotti attraverso l’incremento dell’intensità di utilizzo dello stesso; la diminuzione delle risorse; la gestione del fine vita dei prodotti.
Il progetto è di tipo formativo e finanziato per aziende e inoccupati. Per le aziende c’è la possibilità di organizzare progetti formativi in azienda su tematiche quali Eco design e Life Cycle asessment o il trasferimento tecnologico come supporto all’innovazione.
Fecondazione dell’oceano, più che benefici un mare di danni
Non c’è dubbio che la geoingegneria stia prendendo piede e stimolando il dibattito negli ultimi tempi, ma forse potrebbe rivedere alcuni dei suoi principi. Una recente ricerca effettuata dall’Università di Santa Cruz (California), e pubblicata su Proceedings of National Academy of Sciences , dimostra che le alghe producono tossine che normalmente si pensa siano limitate alle acque costiere, ma possono essere stimolate fino a crescere rapidamente in mare aperto nel processo di “ fecondazione dell’oceano ” con il ferro. Secondo quanto si legge su Science : Le fioriture di diatomee del genere Pseudo-nitzchia producono una neurotossina chiamata acido domoico, e sono all’ordine del giorno nelle acque costiere.

Read the original post:
Fecondazione dell’oceano, più che benefici un mare di danni
Due novembre: commemorazione dei defunti, festa per fiorai e agriturismi

Oggi è il primo novembre, celebrazione di tutti i santi e domani, da tradizione, si commemorano i defunti. Già oggi, però, sono in tanti ad essersi messi in fila per entrare al cimitero, ma non prima di aver acquistato un bel mazzo di fiori. Tanti mazzi di fiori, tantissimi: secondo la Coldiretti in questi primi due giorni di novembre gli italiani spenderanno qualcosa come 400 milioni di euro in fiori. Crisantemi soprattutto, come tradizione vuole.
Gli italiani, che non sono dei grandissimi estimatori dei fiori e si limitano a comprarli per le occasioni o come doni, in questa due giorni festiva si scatenano e non guardano al portafogli. E, almeno quest’anno, possono farlo perché, sempre secondo la Coldiretti, i prezzi sono abbastanza stabili e i furbetti sono l’eccezione.
Ancor più volentieri gli italiani spenderanno i propri soldi per gli agriturismi: +32% nelle prenotazioni del turismo rurale rispetto a dodici mesi fa. I motivi, afferma l’associazione dei coltivatori, sono sempre gli stessi: gli agriturismi costano relativamente poco, abbinano natura e cibo buono e poi c’è una grande possibilità di scelta
La vacanza verde è spesso abbinata all’enogastronomia locale grazie alla presenza in Italia della piu’ grande varieta’ di percorsi turistici legati all’enogastronomia con 142 strade dei vini e dei sapori lungo le quali assaporare le molteplici tipicita’ del territorio e in Italia sono “aperti al pubblico” per acquistare prodotti enogastronomici 63mila frantoi, cantine, malghe e cascine ma anche centinaia di mercati degli agricoltori di Campagna amica
Almeno una volta l’anno, quindi, gli italiani sono propensi a scoprire le bellezze (e le bontà) della vita in mezzo alla natura.
Via | Coldiretti
Foto | Flickr
Due novembre: commemorazione dei defunti, festa per fiorai e agriturismi
Nucleare, General Electric: "Delusi dall’Italia"

Che la torta neonucleare italiana faccia gola a tutti è noto e comprensibile. Dopo gli approcci diplomatici di Westinghouse delle settimane scorse, questa volta registriamo quello un po’ più aggressivo del tandem nucleare General Electric-Hitachi.
In una intervista al giornale di settore Quotidiano Energia, dal significativo titolo “Nucleare Italia: GE-Hitachi, siamo delusi”, Danny Roderick, vicepresidente del settore Progetti nucleari di Ge-Hitachi ha sponsorizzato il proprio prodotto mettendo in evidenza i limiti della soluzione “di stato” dell’Epr francese targato Edf-Areva.
L’intervista non è possibile leggerla, Quotidiano Energia è un giornale on line a pagamento (costa pure parecchio…), ma alcuni stralci sono stati riportati da NuclearNews. E sono molto interessanti.
Roderick, in pratica, tenta di piazzare il proprio Esbwr (Economic Simplified Boiling Water Reactor) che avrebbe tra i suoi pregi, guarda caso, proprio tutti i punti dove l’Epr difetta:
Il nostro design Esbwr vanta il più basso rischio di danno del nocciolo rispetto a qualsiasi altro design attualmente preso in esame in Italia
e poi
è in grado di offrire condizioni ottimali sul fronte sia dei costi che dei tempi di realizzazione. Abbiamo dato prova di essere in grado di fornire un impianto completo di terza generazione nel rispetto delle tempistiche e dei budget. La prevedibilità di tempi e costi è essenziale per soddisfare i requisiti del Governo italiano in tema di riduzione delle emissioni di gas serra combinata alle esigenze di sicurezza energetica
Che Roderick, assai poco sportivamente, si riferisca alla ormai mitica sindrome di Olkiluoto dei reattori nucleari Epr?
E poi la chicca. Roderick ha capito benissimo che nessuno si può prenotare una fetta di torta nucleare italiana senza offrirne altrettanta all’Italia stessa:
È dagli anni Sessanta che lavoriamo con moltissime imprese italiane che hanno esportato apparecchiature e test per General Electric in tutto il mondo; saremmo lieti di assistere a una crescita di queste realtà anziché vedere importati i componenti da un altro Paese
Infine Roderick torna a parlare di sicurezza in maniera molto più pragmatica di prima: che succede se qualcosa si rompe?
Sul piano della sicurezza energetica l’Italia dovrebbe preoccuparsi del fatto che se tutti i suoi impianti fossero uguali a quelli dei Paesi vicini, la scoperta di un solo problema determinerebbe l’interruzione sia dei rifornimenti primari che di quelli di riserva. Per questo riteniamo sensato adottare un approccio diversificato come quello delle utility statunitensi, optando per più tecnologie affinché il portafoglio non sia eccessivamente legato a un’unica tipologia di soluzione o di impianto
Morale della favola: aggiungi un posto a tavola.
Via | Quotidiano Energia, NuclearNews
Foto | Flickr
Detrazioni del 55%: nuovo appello di Assolterm ed Assotermica
Comunicato congiunto Associazione Italiana Solare Termico ( Assolterm ) ed Associazione Produttori di Apparecchi e Componenti per Impianti Termici ( Assotermica ). Obiettivo : la proroga delle detrazioni del 55% oltre il 31 dicembre 2010 .

Read more:
Detrazioni del 55%: nuovo appello di Assolterm ed Assotermica
