Author Archive

Auto elettriche, in Germania incentivi per 3,8milioni di euro

germania, incentivi alle auto elettriche La cancelliera tedesca Angela Merkel progetta incentivi per le auto elettriche. Lo rivela Bild, secondo cui il governo tra qualche settimana potrebbe annunciare lo stanziamento di 3,8milioni di euro da spalmare tra il 2012 e il 2014.

Attualmente le auto elettriche sono solo lo 0,005% delle vetture circolanti in Germania, troppo poco! commenta Bild. L’obiettivo è portare sulle strade 1 milione di vetture elettriche entro il 2020. Tra i benefit anche la detassazione per dieci anni, l’abbassamento delle imposte per le vetture usate come auto di servizio e l’acquisto di migliaia di auto anche per tutto l’apparato pubblico.

Secondo molti analisti saranno creati anche 30mila nuovi posti di lavoro.

Via | Bild, Puregreencars
Foto | Flickr

Auto elettriche, in Germania incentivi per 3,8milioni di euro

Inaffidabili

Così l’ Associazione fra le Banche Estere in Italia ( AIBE ). Cambiare le regole del gioco in corsa confermerebbe un rischio d’inaffidabilità legislativa italiana . Inoltre, se non interverranno modifiche alle disposizioni previste dal Decreto Rinnovabili , l’ AIBE avverte che saranno a rischio in Italia non solo gli investimenti sulle rinnovabili , bensì tutti gli investimenti sulle infrastrutture

Excerpt from:
Inaffidabili

Chicco Testa all’attacco delle Tv con spot pro nucleare

Pronti a subirvi uno spot pro nucleare? Eccolo in alto in anteprima: da domani sarà trasmesso su Rai, Mediaset, La7 e Sky e canali satellitari. Lo spot, firmato Saatchi & Saatchi, è la prima grande campagna di comunicazione sull’energia nucleare pianificata su tv, cinema, quotidiani e periodici, aeroporti e web. Tanto per non farsi mancare nulla. Obiettivo degli spot è riaprire il dibattito sul nucleare.

Ci fa sapere Chicco Testa presidente del Forum nucleare italiano e committente dello spot, attraverso un comunicato stampa:

Con questa campagna vogliamo riaprire un discorso chiuso bruscamente 24 anni fa. Oggi, quella del nucleare è un’alternativa energetica pulita e conveniente, in termini economici e ambientali, ma non sarà mai possibile un dialogo costruttivo se prima non si mette tutti in condizioni di avere informazioni chiare, complete e certe sotto il profilo scientifico. Per questo motivo il Forum si propone come luogo di discussione e confronto di idee, serie e libere da inutili preconcetti basati su posizioni ideologiche aprioristiche.

Testa ha contribuito 24 anni a chiudere bruscamente il discorso sul nucleare. Bruscamente oggi lo vuole riaprire. Chissà cosa ci guadagna.

Via | Comunicato stampa

Chicco Testa all’attacco delle Tv con spot pro nucleare

Ecologia low-budget, l’esperienza di due fratelli al Central Park

Si chiamano Cory e Dana Foht , sono due gemelli di 25 anni originari della Florida che hanno vissuto per un mese sugli alberi di Central Park , nel cuore della Grande Mela per vivere un’esperienza di ecologia low-budget . Se qui in Italia si sperimentano gli agriturismo a Km 0 , negli USA è stato inaugurato il primo viaggio itinerante 100% eco-compatibile . I due fratelli americani, studiosi alla Florida Gulf Coast University ed aspiranti documentaristi , sono partiti dalla loro casa in bicicletta, per compiere un viaggio itinerante alla scoperta della natura e dell’ambiente , lontano dal caos e dalla vita frenetica di tutti i giorni

More:
Ecologia low-budget, l’esperienza di due fratelli al Central Park

Halloween, qualche idea per farlo diventare ecologico (gallery)

Manca solo una settimana ad Halloween , e ancora non sapete cosa indossare? Anziché andare a spendere soldi in vestiti costosi che finiranno in discarica qualche giorno dopo, proviamo a fare il processo inverso: risparmiare soldi riciclando ciò che abbiamo in casa , evitando di gettarlo. Un esempio?

Go here to read the rest:
Halloween, qualche idea per farlo diventare ecologico (gallery)

Deforestazione

Deforestazione Con il termine deforestazione si indica l’eliminazione illegale della vegetazione arborea in un’area boschiva. La deforestazione non va confusa con il diboscamento . Questo indica un’operazione fatta su aree limitate e in maniera legale e programmata, con finalità positive per l’ambiente.

See more here:
Deforestazione

Nucleare: la ricerca Ambrosetti prevede un risparmio fino a 76 miliardi di euro. Ma fa i soliti errori…

Nucleare: il Forum Ambrosetti prevede un risparmio fino a 76 miliardi di euro. Ma fa i soliti errori...I nuclearisti italiani sono eccitatissimi per i dati snocciolati ieri a Cernobbio da Fatih Birol, Capo Economista dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie). Dati contenuti nella ricerca “Il nucleare per l’economia, l’ambiente e lo sviluppo”, realizzata da The European House-Ambrosetti, e che ha per committenti i due protagonisti del ritorno italiano al nucleare: Enel ed Edf.

La ricerca è un panegirico in circa 300 pagine della produzione di energia elettrica da fonte nucleare, partendo dai risparmi economici, passando per quelli ambientali e finendo con alcune osservazioni geopolitiche su una futura Italia nucleare.

Ovviamente, secondo la ricerca, va tutto bene: il nucleare è sicuro, economico, utile al tessuto industriale italiano. Inutile mettersi a fare guerre di religione su queste affermazioni, si finirebbe solo per prendersi per i capelli e dividersi per posizioni ideologiche.

Alcune osservazioni, però, vanno fatte. Soprattutto per il lato economico che, con la crisi nera che c’è, è quello che affascina di più i neo e vetero nuclearisti.

La ricerca offre tre “scenari puramente ipotetici e di studio (non di previsione)”: “riferimento”, “alternativo” e “integrazione”.

Il primo considera l’Italia al 2030 nel caso in cui tutte le previsioni del Pacchetto Clima della Ue e del Piano di Azione Nazionale per le Rinnovabili vadano in porto: 73% di energia elettrica prodotta da fonti fossili e 27% da fonti rinnovabili.

Il secondo considera uno sviluppo maggiore delle rinnovabili e niente nucleare: 62% fossili e 38% rinnovabili.

Il terzo considera anche il nucleare: 48% fossili, 27% rinnovabili, 25% nucleare.

Bene, secondo lo studio Ambrosetti con la terza ipotesi l’Italia risparmierebbe grazie al minor costo della produzione dell’energia e grazie al mercato internazionale delle emissioni di CO2 per un totale che va dai 39 miliardi di euro (32 per la produzione e 7 per le quote di CO2) ai 76 miliardi (57+19).

Le variazioni dipendono dal fatto che, sul mercato internazionale dei crediti di carbonio, il valore della CO2 sale e scende.

Nello scenario più favorevole al nucleare, quindi, un quarto del risparmio deriva dal risparmio nel mercato della CO2, da sempre ferocemente screditato dai detrattori delle rinnovabili. Il resto dai minori costi di produzione dell’energia. Costi, come si sa, in buona parte derivanti dalle spese preventive per fare le centrali nucleari.

Quali dati sono stati presi in considerazione per sapere quanto costa fare una centrale nucleare? Leggiamo la ricerca, a pagina 45:

La stima del costo della generazione da nucleare è stata derivata integrando le stime NEA/OCSE con l’analisi condotta da EDF in base all’esperienza maturata nell’avvio e nella gestione di nuovi impianti

Cioè, in pratica, per determinare quanto costa produrre energia nucleare lo hanno chiesto a chi gli ha commissionato lo studio. Forse le stime NEA/OCSE non erano sufficientemente favorevoli? Misteri nucleari…

Ma non è tutto: sapientemente e quasi onestamente lo studio prende in considerazione i costi della gestione delle centrali post mortem, il cosiddetto decommissioning:

Ulteriore aspetto importante, in tema di nucleare, sono i costi dello smantellamento; questi sono in funzione di: tipo di impianto, tempo trascorso dalla chiusura dell’impianto, tecnologia impiegata.

Il costo stimato ammonta a circa il 10-20% del costo di produzione, se si iniziano i lavori entro cinque anni dalla chiusura, quando molte operazioni possono essere effettuate a distanza da un macchinario telecomandato.

La stima non include lo stoccaggio dei rifiuti prodotti dalle operazioni di smantellamento, come pure lo stoccaggio e l’eventuale rirpocessamento del combustibile irraggiato

Cioè, in pratica, col nucleare l’Italia potrebbe risparmiare, comprese le cifre imposte dai fanatici dell’ambiente per evitare il fantomatico riscaldamento globale, quasi 80 miliardi. Sempre che non si considerino le spese derivanti dallo stoccaggio plurisecolare delle scorie radioattive. Spese, ovviamente, incalcolabili: se esiste un economista in grado di dire quanto prenderà di stipendio il guardiano del deposito geologico italiano (se mai lo costruiranno) nel 2.222 dopo Cristo credo che meriti il Nobel.

Vogliamo prendere atto del fatto che, a fronte di alcuni costi del nucleare che possono essere stimati (sindrome di Olkiluoto a parte), una buona fetta di essi sfugge persino alle più rosee previsioni?

Via | Ambrosetti
Foto | Flickr

Nucleare: la ricerca Ambrosetti prevede un risparmio fino a 76 miliardi di euro. Ma fa i soliti errori…

Energia dal mare, gli obiettivi per il 2050

Il mare fornisce energia pulita già da alcuni anni, ma gli esiti di alcuni progetti pilota pubblicati dall’ European Ocean Energy Association , hanno messo in luce la possibilità di investire nell’ idroelettrico per produrre fino a 188 GW di energia marina. Questo l’obiettivo enunciato nella Road Map Europea dell’Energia Oceanica 2010- 2050 per il 2050, ma già per l’anno 2020 è prevista la produzione di 3,6 GW di energia pulita . Continua a leggere: Energia dal mare, gli obiettivi per il 2050 (…) Energia dal mare, gli obiettivi per il 2050 , pubblicato su Ecologiae il 06/08/2010 © Valentina Ierrobino per Ecologiae , 2010.

See the original post here:
Energia dal mare, gli obiettivi per il 2050

Inchiesta eolico e P3: Simone Togni dell’Anev difende il settore. E se la prende con Repubblica

Inchiesta eolico e P3: Simone Togni dell'Anev difende il settore. E se la prende con Repubblica

Simone Togni, segretario generale dell’Associazione italiana energia dal vento (Anev) rompe gli indugi e prende la parola per commentare l’inchiesta sulla presunta P3, l’eolico e la malapolitica. E commenta, soprattutto, il modo in cui la vicenda è stata raccontata. Lo fa rilasciando un’intervista a Terra, il quotidiano dei Verdi.

Inutile dire che Togni difende il settore, partendo dal fatto che nell’inchiesta sull’eolico sardo non ci sono imprenditori del vento indagati. Togni, poi, “mette i puntini sulle i” per togliere di mezzo la parola appalti:

L’eolico è un settore in cui non esistono appalti. Per fare un appalto occorre che ci sia un’opera pubblica che la pubblica amministrazione decide di affidare a un privato con una gara. Nelle rinnovabili non funziona così. La legge dice che il vento, come tutte le risorse ambientali, non è una risorsa disponibile. Inoltre, gli impianti non si possono neanche sovvenzionare: non ci sono meccanismi per cui io posso prendere soldi per installare una pala. L’eolico è un’altra cosa

Alla domanda di Simonetta Lombardi sulle possibili infiltrazioni mafiose nel settore dell’energia eolica Togni, assai onestamente, ammette:

Guardi, a prova di bomba non c’è niente. Se un mafioso si mette nel campo dell’energia eolica e fa i passi giusti per avere le autorizzazioni diventa un imprenditore dell’eolico ma rimane un mafioso e come tale va trattato. Il punto è che ci sono numerosi settori dove è stato accertata la presenza della criminalità organizzata, per esempio nella costruzione delle autostrade. Ma non si è mai detto fermiamo le autostrade. Se ci sono dei malavitosi nell’eolico, come altrove, vanno arrestati. Ma non è che si mette sotto accusa un intero settore, con titoli di giornale campati in aria e meccanismi totalmente inventati

Ma è con la stampa che Togni se la prende maggiormente affermando che i giornali hanno colpevolmente raccontato male tutta l’inchiesta. E lancia una frecciatina a Repubblica:

C’è in giro malafede. Perché il giornale che ha fatto le 10 domande al premier su una questione di escort non fa 10 domande – non dico all’Anev – ma a un soggetto terzo, all’Autorità per l’energia o al gestore della rete su come funzionano le cose?

Per correttezza nei confronti dei lettori, però, dobbiamo però ricordare che il presidente dell’Anev, Oreste Vigorito, è finito sotto inchiesta per una presunta truffa ai danni della Ue proprio per il modo in cui avrebbe “preso dei soldi per finanziare una pala”: secondo i magistrati avrebbe giocato con i finanziamenti europei della legge 488. Per non sbagliare, vista la delicatezza dell’indagine e il peso dell’indagato, meglio lasciar descrivere il presunto meccanismo della truffa al comunicato stampa della Guardia di Finanza di Avellino, che arrestò Vigorito:

Il meccanismo di frode vedeva le diverse societa’, tutte facenti capo ai medesimi soggetti o comunque gestite in maniera coordinata, attestare formalmente da una parte la titolarita’ dei terreni su cui si sarebbero dovuti realizzare i parchi eolici e dall’altra le disponibilita’ finanziarie da destinare al progetto. La titolarita’ dei terreni, all’atto della richiesta di contributo, era certificata da false attestazioni mentre, per quanto riguarda l’aspetto finanziario, il tutto avveniva attraverso un complicato meccanismo in base al quale il ‘gruppo’ cercava di mostrare una maggiore capienza di fondi della societa’ che in quel momento stava chiedendo il contributo mediante fittizie assegnazioni di capitali provenienti dall’estero (in massima parte dal Regno Unito) che, in realta’, corrispondevano all’importo del contributo gia’ ottenuto da un’altra impresa, trasferito non appena erogato

Colpevole o innocente, il presidente dell’Anev qualche soldo per costruire le pale eoliche lo ha preso. Per quanto riguarda i rapporti tra eolico e stampa, invece, c’è da ricordare la solita storia delle “pale ferme” che piace molto ai giornalisti: impianti che non vengono messi in funzione non per mancanza di vento, ma per problemi nella rete elettrica. L’Anev, però, ha più volte negato che esistano problemi alla rete che, al contrario è in grado di reggere il potenziale eolico italiano istallato e pronosticato.

Per maggiori dettagli su Anev, pale e rete elettrica vi giro questo link. Per l’intervista completa a Simone Togni cliccate qui.

Via | Terra

Inchiesta eolico e P3: Simone Togni dell’Anev difende il settore. E se la prende con Repubblica

Un eco-resort sugli alberi, cubi di vetro “quasi” invisibili: succede in Svezia

Quella che stiamo per presentarvi non è certo la classica casa sugli alberi , sogno di ogni bambino, rifugio qualche metro sopra al mondo per sfuggire agli adulti ed isolarsi un po’ più vicino alle nuvole per giocare. Ma è una costruzione altrettanto suggestiva, che all’esterno si compone di specchi che riflettono gli alberi, il cielo, gli uccelli e la bellezza della natura circostante. L’idea ricorda un po’ la capsula alpina di Ross Lovegrove di cui vi parlammo tempo fa

Read the original:
Un eco-resort sugli alberi, cubi di vetro “quasi” invisibili: succede in Svezia