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Candid camera: mangiare un maialino vivo

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Il video, non c’è che dire, è divertente e invita ovviamente alla riflessione. Il rapporto con il cibo oggi è piuttosto complesso, basta chiedere a un bambino se sa dove crescono le mele o le arance o se conosce il sistema di produzione (macellazione inclusa) delle crocchette di pollo che tanto adora.

Per molti il rapporto con il cibo passa dallo scaffale del supermercato: asettico, colorato, inscatolato, plastificato, cellofanato e etichettato. Non ci si chiede quasi mai come quell’alimento sia stato prodotto, quali trattamenti abbia subito, che chimica sia stata usata.

Dunque ecco la sorpresa degli avventori di un supermercato nello scoprire brutalmente che i bocconcini di maiale, che trovano deliziosi, sono ottenuti da un maialino macellato al momento e confezionato in salsicce. Nella fiction il maialino finisce tra le amorevoli braccia di una volontaria PETA. Ma nella realtà maiali, mucche galline a milioni sono fatti fuori senza troppi complimenti per finire sulle nostre tavole.

Infine, un’ultima riflessione riguarda l’impatto ambientale degli allevamenti intensivi e del consumo smodato di carne: fa male alla salute e fa male al Pianeta.

Candid camera: mangiare un maialino vivo

In Germania nascerà la prima "moschea eolica" del mondo

Moschea
Mentre l’espressione “unire il sacro al profano” è universalmente conosciuta, non altrettanto si può dire per la frase ” unire il sacro all’ecologico”. Vi chiedo infatti: vi immaginereste delle pale eoliche installate in luoghi sacri quali chiese o moschee? Sicuramente, come me, fareste un po’ di fatica. Eppure in Germania, Paese con una certa lungimiranza in quanto a sostenibilità ambientale, un piccolo impianto eolico verrà installato sopra la cupola di una moschea.

L’iniziativa, da 2,5 milioni di euro, vedrà infatti la luce nella cittadina di Norderstedt, vicino ad Amburgo, grazie a un progetto dell’architetto amburghese Selcuk Ãnyilmaz. Motivo della scelta? Oltre ad un forte animo green, il progettista dice di aver optato per l’eolico anziché per il fotovoltaico (decisamente più idoneo secondo l’opinione dei più) in quanto quest’ultimo avrebbe reso molto meno in termini di produzione energetica essendo il sito più ventoso che non soleggiato.

Quindi molto presto, con buona pace dei detrattori dell’eolico (che vedono la presenza dei rotori impattanti per l’ambiente), sopra i due minareti alti 22 metri verranno installate alcune piccole pale da un metro e mezzo ciascuna di altezza che produrranno un terzo dell’energia elettrica necessaria alla moschea. Il progetto per il momento è stato approvato dalla comunità islamica locale. A breve si dovrebbe dare il via ai lavori.

Via | Guardian.co.uk
Foto | Flickr

In Germania nascerà la prima “moschea eolica” del mondo

Ecopass a Milano: è arrivata l’ora di decidere

Area Ecopass MilanoLa nuova giunta milanese, capeggiata dal neo sindaco Pisapia, è chiamata in poco più di due mesi a decidere sull’Ecopass. Decisione non delle più semplici verrebbe da dire considerando che la tematica è di quelle spinose e per certi versi impopolare. Si profilano due scenari, uno molto restrittivo ed un altro intermedio. Il primo toglierebbe, almeno teoricamente, circa 120.000 veicoli dalla città, mentre il secondo avrebbe un effetto di riduzione praticamente dimezzato.

Se si calcasse la mano l’estensione dell’area del ticket arriverebbe alla cerchia della 90/91, mentre nell’ipotesi intermedia, i confini del pedaggio arriverebbero ai Bastioni. Unica cosa comune, il fatto che il pagamento sarebbe esteso a tutti, nessuna distinzione quindi, come prospettato in campagna elettorale, di penalizzare i non residenti in favore dei residenti. Le uniche premialità riguarderanno i veicoli elettrici, ibridi, metano o GPL. Entro settembre dovrà quindi essere approvata una nuova delibera che stabilirà un nuovo regolamento di accesso alla città.

Ciò che è certo è che l’Ecopass dovrà essere potenziato, considerato che dopo la sua introduzione del 2007, oltre agli scarsi risultati in termini di miglioramento della qualità dell’aria, si sono registrati soltanto ottimi risultati in fase iniziale (riduzione del traffico del 14-15% circa). Dopo il primo periodo infatti i numeri sono diventati sempre meno significativi, per arrivare lo scorso anno addirittura ad un aumento del parco auto entrante del 2% rispetto a quello del 2009.

La sfida è di quelle importanti e merita di essere seguita con attenzione, dato che nel panorama italiano decisioni di sostenibilità ambientale di così ampio raggio a livello locale sinora non se n’erano ancora viste.

Via | Ecodallecitta.it
Foto | 02blogo.it

Ecopass a Milano: è arrivata l’ora di decidere

Marea nera: torna l’incubo nel Golfo del Messico

Nuova marea nera nel Golfo del Messico Il Golfo del Messico non può riacquistare un minimo di serenità. Solo pochi mesi dopo la soluzione del dilemma della fuoriuscita di petrolio dalla piattaforma della BP, ecco che una nuova perdita si registra nelle stesse acque

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Marea nera: torna l’incubo nel Golfo del Messico

Nuovo incidente a Porto Torres. A finire in mare questa volta è acqua contaminata da gasolio

Olio combustibile in spiaggiaManco il tempo di tirare un sospiro di sollievo per quanto affermato ieri dalla Capitaneria di Porto Torres sul (presunto) rientrato allarme della marea nera, ed ecco arrivare un’altra notizia poco confortante. Nuovo allarme a Fiume Santo: questa volta a finire in mare è stata dell’acqua contaminata da residui di gasolio pesante provenienti dal circuito delle acque reflue oleose e riversatesi nello specchio d’acqua interno al Porto Industriale, sito localizzato proprio nell’area in cui una settimana fa è avvenuto il guasto.

Per far luce sull’episodio la Procura di Sassari ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di danno ambientale. Il nuovo episodio non fa altro che far aumentare la rabbia della popolazione locale che nella giornata di ieri aveva recepito con titubanza le dichiarazioni della Capitaneria sul presunto rientrato allarme. Secondo alcuni rappresentanti di associazioni che si stanno occupando del caso, si tratta di un nuovo problema che si va a sovrapporre ad un altro problema (quello della marea nera appunto) che in realtà è tutt’altro che risolto. La questione infatti, sentite le testimonianze, non sarebbe affatto archiviata. Anzi.

In particolare, denunciano gli stessi rappresentanti, il petrolio oltre ad aver invaso ben oltre venti chilometri della vicina spiaggia di Platamona ha raggiunto una porzione di mare particolarmente ricca di cetacei. Inoltre testimonianze dirette di persone raccontano che ad essere in condizioni preoccupanti sono soprattutto i chilometri finali della spiaggia in questione, inquinati all’inverosimile. Ma c’è di più: chiazze di olio combustibile sono state rinvenute nella zona della Gallura (quindi nella costa orientale della Sardegna) ad una distanza di circa cento km dal luogo dello sversamento a mare; il fenomeno di una così lontana migrazione del prodotto, dicono gli esperti, sarebbe stato favorito dalle condizioni climatiche avverse.

Intanto, vista la crescente preoccupazione, la ditta E.On ha garantito che finita la fase di emergenza provvederà ad una ripulitura più approfondita e che le coste in poco tempo ritorneranno come prima; per questo comunque bisognerà avere pazienza in quanto l’allerta durerà presumibilmente ancora qualche giorno. Non resta che attendere, augurandoci a tal proposito che le operazioni di bonifica vengano eseguite con celerità dato che le previsioni meteorologiche non sembra saranno clementi nei prossimi giorni.

Via | Ilcambiamento.it; Lanuovasardegna.it

Nuovo incidente a Porto Torres. A finire in mare questa volta è acqua contaminata da gasolio

La raccolta differenziata porta a porta funziona. A Napoli.

Il Wwf ha appena pubblicato un video su YouTube per dimostrare che buona parte dell’emergenza rifiuti a Napoli è solo una questione di cattive decisioni politiche. Lo dimostra il contrario dell’emergenza, cioè la normalità. Che anche a Napoli esiste, ma solo nei quartieri dove è stata istituita la raccolta differenziata porta a porta.

Porta a porta, tra l’altro, con risultati che vanno dal 50% all’85%. Numeri da profondo nord, lontanissimi dal centro storico napoletano invaso dai sacchetti di plastica.

Il video è molto immediato e semplice, quasi naif. Ma proprio la sua semplicità lo rende efficace e le immagini confermano: dove si fa il porta a porta le strade sono pulite non c’è alcuna emergenza rifiuti.

Via | Wwf
Video | YouTube

La raccolta differenziata porta a porta funziona. A Napoli.

CeNerone, il progetto romano contro i mozziconi di sigaretta

Quanti di voi si sono ritrovati a passeggiare per le strade del centro di Roma , e si sono fermati a guardare le vetrine allestite per il Natale, hanno preso un cartoccio dai venditori di caldarroste ambulanti, hanno ascoltato i suonatori di zampogna e…si sono ritrovati a calpestare cicche di sigaretta ? Si, tante cicche e mozziconi di sigaretta davanti gli ingressi di bar e negozi, per un danno all’ambiente e all’immagine della città non quantificabile. E’ stato calcolato che solamente la Capitale produce ogni giorno 18 milioni di cicche , per un totale di 6,5 miliardi l’anno, attestandosi al 9-10% della media nazionale.

Excerpt from:
CeNerone, il progetto romano contro i mozziconi di sigaretta

Emergenza rifiuti in Campania, l’Ue manderà gli ispettori?

Emergenza rifiuti in Campania, l'Ue manderÃ�  gli ispettori?L’Unione Europea è molto preoccupata per quello che sta succedendo in Campania e sta valutando l’ipotesi di inviare i propri esperti per toccare con mano l’emergenza rifiuti a Napoli e dintorni.

Lo ha annunciato il Commissario per l’Ambiente Janez Potocnik durante una conferenza stampa affermando anche di aver trattato la questione rifiuti già alcuni giorni fa con gli italiani a margine del summit sulla biodiversità di Nagoya. Potocnik, ai giornalisti, ha detto:

Stiamo seguendo la situazione con attenzione e consideriamo anche l’idea di inviare i nostri esperti per valutare la situazione sul campo

Non è la prima volta che l’Europa tira le orecchie al nostro paese per la questione rifiuti: nel marzo scorso la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per non aver creato la filiera industriale dei rifiuti in Campania e, di conseguenza, ha bloccato il finanziamento da 500 milioni di euro previsti per fronteggiare l’emergenza. Evidentemente crede che finiscano anche quelli nella monnezza.

Via | La voce dell’emergenza
Foto | Flickr

Emergenza rifiuti in Campania, l’Ue manderà gli ispettori?

Mobilità sostenibile, Marchionne: “idrogeno ed elettrico soluzioni alternative lontane”

E’ polemico Sergio Marchionne su quella che definisce la corsa all’ elettrico di questi ultimi mesi, quasi uno slogan svicolato dalla realtà e da soluzioni concrete per una mobilità sostenibile . Prima è stata la volta dell’ idrogeno di presentarsi come eroe salva-ambiente, ora è il turno dei veicoli elettrici di spopolare negli spot e nei piani industriali di molte compagnie automobilistiche

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Mobilità sostenibile, Marchionne: “idrogeno ed elettrico soluzioni alternative lontane”

Linee guida fonti rinnovabili in Gazzetta Ufficiale

Dopo un’attesa durata sette anni, sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida nazionali sugli investimenti nelle energie verdi e nelle fonti rinnovabili . Se Finora la crescita delle rinnovabili nel nostro Paese si è dovuta scontrare contro la rete delle regole regionali, spesso confuse e contraddittorie da una zona all’altra dichiara Francesco Ferrante , responsabile per le politiche sui cambiamenti climatici, ora le linee guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili dovrebbero incentivare la Green Economy e l’installazione di nuovi impianti per la produzione di energia dal sole, dal vento, dal calore della Terra, nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. Continua a leggere: Linee guida fonti rinnovabili in Gazzetta Ufficiale (…) Linee guida fonti rinnovabili in Gazzetta Ufficiale , pubblicato su Ecologiae il 23/09/2010 © Valentina Ierrobino per Ecologiae , 2010.

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