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"IMPIANTI FOTOVOLTAICI E NUOVO CONTO ENERGIA" : Corso sul Fotovoltaico

Start: 28 Dic 2011 10:28 Start: 28 Dic 2011 10:28 Lavorare nel fotovoltaico richiede professionalit

Sigeim Energia Srl (23-Impianto-fotovoltaico-Sigeim.jpg)

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Tokyo, in 15mila manifestano contro il nucleare. Le foto

A Tokyo in 15mila contro il nucleare

Va bene 15mila manifestanti sono una piccola percentuale degli abitanti di Tokyo che ne conta circa 13milioni; va bene, secondo la polizia i manifestanti sarebbero stati poco più di 5000. Come riferisce Timeout si è assistito al classico balletto di cifre. Racconta Timeout che la manifestazione di ieri è stata ignorata dal mainstream giapponese, che la reale preoccupazione riguarda sì l’incidente nucleare ma soprattutto il come viene gestito e la mancanza di informazioni. Alla manifestazione sono intervenuti per la prima volta, oltre ai tanti giovani, anche le persone anziane, notoriamente più restie a esprimere il proprio dissenso.

Il punto in discussione è la decisione dello scorso 19 aprile presa dal ministero per la Pubblica Istruzione, cultura, sport, scienza e tecnologia di innalzare il livello accettabile di radiazione a 20 millisievert all’anno. Per gli anti-nuclearisti è una decisione disumana proprio nei confronti dei bambini della Prefettura di Fukushima i più esposti alle conseguenze delle radiazioni.

Intanto a due mesi dall’incidente alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi conseguenza del terremoto e dello tsunami, il primo ministro Naoto Kan ha annunciato la chiusura della centrale nucleare di Hamaoka a 200 Km da Tokyo perché sorge in una zona a alto rischio sismico.

A Tokyo in 15mila contro il nucleare

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Foto | TimeOut

Tokyo, in 15mila manifestano contro il nucleare. Le foto

I reattori nucleari nel mondo, visti da Google Earth

I reattori nucleari nel mondo, visti da Google Earth

Il servizio gratuito Google Earth si mostra ancora una volta utile per analizzare i temi ambientali. Dopo il progetto Google Abissi, per la protezione del mare, dopo la collaborazione con il governo britannico per la lotta ai cambiamenti climatici, e dopo la mappa mondiale della deforestazione, ora arriva la mappa contenente tutti gli impianti nucleari del mondo.

Informazioni molto utili per capire innanzitutto dove sono i reattori nucleari. Da qui si può partire, incrociando i dati su popolazione, frequenza di terremoti e tsunami, per avere un minimo di idea sul potenziale rischio di ogni reattore. Un incidente nuclare nel deserto non uccide nessuno, a due passi da una metropoli è un bel problema.

La mappa degli impianti nucleari nel mondo la trovate a questo indirizzo, se non funziona scaricate il plug in di Google Earth.

Via | Nature

I reattori nucleari nel mondo, visti da Google Earth

Rinnovabili: cominciano i rinvii

Appuntamento oggi, ma non per tutti . Così scrivevo , a proposito del tavolo convocato per ieri, martedì 15 marzo, al Ministero dello Sviluppo Economico

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Rinnovabili: cominciano i rinvii

Aereo Solare, Piccard annuncia la nuova sfida Solar Impulse del 2011

Il 2010 è stato l’anno cruciale per il trasporto aereo alimentato dall’energia solare. Per questo ora si possono gettare le basi per rendere il 2011 l’anno delle nuove sfide sulla mobilità vera e propria: il trasporto pulito delle persone anche per via aerea. E’ questa l’intenzione di Bernard Piccard e soci di qui al 2013, dopo gli straordinari successi dello scorso anno di Solar Impulse , l’aereo con le ali tempestate di pannelli solari , in grado di volare per oltre 26 ore di fila .

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Aereo Solare, Piccard annuncia la nuova sfida Solar Impulse del 2011

Cucina regionale e sfizi equo solidali: la rivoluzione dei consumi è nella spesa al mercato

Al mercato si fa la rivoluzione dei consumi

Qualche giorno fa il lettore go-seo, mi lasciava un suo commento al post Io faccio la spesa giusta chiedendomi cose scelgo io: se una spesa a Km 0 o fair trade. Insomma, giustamente nota go-seo se non fosse meglio un caffè d’orzo piuttosto che un caffè tradizionale. Io rispondo: possono in Veneto mangiare le arance?

La questione è molto più complessa di come appare: caffè tradizionale contro caffè d’orzo; arance contro mele. Intanto, Coldiretti ha distribuito il suo menù a Km zero per le mense scolastiche: in Veneto le mele e in Sicilia le arance. Basta trasporti di prodotti non locali, insomma. E questa sembra essere una parte della risposta.

Due: secondo i nutrizionisti il caffè d’orzo è un toccasana, si presta per una splendida prima colazione nonché per una cena leggera. Dunque, se ne bevessimo di più eviteremmo un po’ di effetti collaterali tipici del caffè tradizionale.

Tre: il mio personale compromesso, acquisto regionale e equo solidale gli sfizi e la frutta esotica.

Facciamo due conti sul caffè che troviamo dal discount al supermercato: si passa per una confezione imbustata in alluminio da 250gr. di caffè macinato per moka a 1,20 euro (ma cosa ci sarà dentro nessuno lo sa) ai 7,00 euro delle miscele arabiche più pregiate.Tra i caffè equo solidali si va per 250gr. di caffè ai 3,50 ( l’ho trovato proveniente dalle comunità zapatiste) fino ai 6,00 euro per caffè pregiati biologici. Idem per cioccolato e thè. Quanti di noi hanno preso a consumare a iosa thé verde? Per non parlare dello zucchero di canna, delle banane o dell’ananas. Ecco penso che a pesare sul bilancio ambientale a questo punto sia la quantità del consumo e non la qualità. A questo punto meglio poco, buono, biologico e equo solidale.

Per quanto riguarda la spesa a km zero vale il discorso di usare ricette della cucina regionale. Non so, mi viene in mente che in molte regioni la pasta compare nel menù settimanale una sola volta; si usa molto spesso il pane secco; che c’è grande presenza di legumi di cui spesso abbiamo perso traccia; che la frutta secca come fichi, prugne, albicocche è molto usata come dessert; che c’era un autoproduzione notevole di conserve, quali passate di pomodoro, marmellate e ortaggi vari; vi sono tantissimi piatti unici; non si butta via mai niente ma tutto viene riciclato in piatti successivi; che sono spesso usate materie prime oggi valutate come non pregiate ma non per questo meno nutrienti.

Ovvio che una soluzione univoca non c’è ma secondo me una buona risposta la troviamo nella nostra tradizione culinaria. Fare una spesa a Km 0 non vuol dire altro che cucinare regionale e tenere a mente la biodiversità. Cosa vuol dire? Andare al mercato per comprare frutta e verdura di stagione di produzione locale, meglio se biologica; limitato acquisto di carni rosse, bianche, uova; acquisto di pane e dolci dal fornaio; latte fresco meglio se dal distributore; formaggi e salumi locali. A quel punto a fare la differenza tra consumi e impatto ambientale sono le ricette di cucina. Eh si, perché un valdostano non userà evidentemente le medesime materie prime di un palermitano. Posso dire come campana che la nostra cucina regionale quotidiana non è composta affatto di spaghetti, pizza, sfogliatelle e ragù. Ma abbiamo molti legumi con pasta, pochi secondi e moltissime verdure; c’è più pesce che carne e molte preparazioni elaborate sono riservate o per il pasto della domenica o per le occasioni festive quali il Natale e la Pasqua.

Credo che anche per il resto delle cucine regionali i prodotti esotici vi entrino in quantità limitata. Insomma, spezie come pepe, zafferano, vaniglia, oppure lo stesso cioccolato, caffè, the e frutta, se riprendiamo le nostre regionalità sono presenti ma sempre con grande parsimonia. Ecco, dunque, l’occasione per acquistarne con etichetta fair trade e possibilmente biologici.

Infine vi lascio uno stralcio di editoriale pubblicato su una famosa rivista di cucina. Leggetelo e poi ditemi.

Quello che rovina la cucina è la facilità con cui le signore, e le cuoche, possono procurarsi salse già elaborate, condimenti preparati in serie, etc… Ed è l’andazzo, che noi abbiamo derivato, come tutte le cose meno simpatiche, dagli stranieri (perché la cucina italiana è, come tutto ciò che è nostro, fondamentalmente sana, buona, saporosa e piacevole) di snaturare il sapore, diciamo così, degli alimenti.

Se voi fate arrostire un pezzo di vitello, e ci mettete sopra, o accanto, una salsa che “non ci dice”, voi commettete una crudeltà inutile verso quel povero vitello, che si domanderà sbigottito perché mai l’hanno fatto morire, per dargli quei dispiaceri. E se avendo da preparare un piatto di pesce, sieno delle sogliole o dei merluzzi, delle ombrine o delle modestissime acciughe, voi invece di ricorrere ai tre sistemi elementari della cottura del pesce, e che si basano su condimenti umili e sani: olio, pepe, aglio, etc –ci mettete dei sughi o delle bechamelle che invece di far risaltare il sapore marino del pesce, lo fanno.. naufragare, lo affogano sotto il velame di condimenti strani- (quasi che il pesce si vergognasse delle sue origini, e del suo odore caratteristico, e tenesse a passare per un tordo nato, per caro, colla spina in messo alle spalle!) – voi non ve ne accorgete: ma dimostrate d’aver meno testa delle acciughe stesse.

E un’altra cosa dovreste fare: non lasciarvi mai sedurre dai cibi fuori stagione. Certo, è molto chic dare a un pranzo, in novembre, dei cibi primaverili. Ma o son primizie venute fuori per forza, nelle serre, o è roba comunque conservata. In ogni modo non ha sapore.”

E’ stato scritto negli anni ‘30 su La Cucina Italiana. Sorprendente vero?

Foto | Flickr

Cucina regionale e sfizi equo solidali: la rivoluzione dei consumi è nella spesa al mercato

Efficienza energetica e comparto italiano dei serramenti

L’ Uncsaal , Unione Nazionale Costruttori Serramenti Alluminio Acciaio e Leghe, ha reso noto nei giorni scorsi d’aver inviato ai membri delle Commissioni parlamentari competenti un’analisi che l’Ufficio Studi dell’Unione ha realizzato avvalendosi della collaborazione dell’ Università della Svizzera Italiana . Il Documento, in particolare, verte sul tema, molto attuale, delle detrazioni fiscali al 55% sugli interventi di efficienza energetica , e sui rischi che comporterebbe la loro abolizione, ovverosia il mancato rinnovo di una misura che, lo ricordiamo, attualmente è valida solamente fino al 31 dicembre di quest’anno.

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Efficienza energetica e comparto italiano dei serramenti

KIT RESIDENZIALE PER IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA 1,8 A 3 KWp SunnySwiss

Descrizione:  KIT RESIDENZIALE IMPIANTO FOTOVOLTAICO DA 1,8 A 3 KWp SunnySwiss           kit  pronto per l'installazione: moduli in silicio monocristallino, inverter, scatole di protezione, integrazione kit tetto, cavi:           Termine di consegna: entro il 10 del mese successivo al ricevimento dell'ordine                     KIT 1,8 kWp 2,2 kWp 2,6 kWp 3 kWp           POTENZA NOMINALE 1850 Wp 2220 Wp 2590 Wp 2960 Wp           MODULI FOTOVOLTAICI 10 12 14 18           INVERTER SunnySwiss Power 2000 SunnySwiss Power 2000 SunnySwiss Potenza 3000 ▪ SunnySwiss Potenza 3000 ▪ 2x Power SunnySwis 1500 per due      impianti di tetti SYSTEM INTEGRATION Staffe di fissaggio           CABLAGGIO PV Cavo con protezione UV – 100 m           AC BOX SunnySwiss ACBox 3           CD BOX Option – 3 SunnySwiss DCBox           Moduli 1.Fotovoltaici Marca: SunnySwiss potenza di Picco: 185 Watts + 3% Tecnologia: 72 celle in serie, silicio monocristallino, 125 mm x 125 mm peso: 15,5 kg dimensioni: 808 x 1580 x Connection 50mm Type: MC4 Certifications: CE e TUV Rheinland           2. Inverter di potenza SunnySwiss                 Pwr.

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Viaggia intelligente e vivi meglio! Riparte la settimana della mobilità sostenibile

Dal 16 al 22 settembre in tutta Europa si svolgeranno le celebrazioni per la settimana della mobilità sostenibile al grido di “Viaggia in modo più intelligente e vivi meglio”. Moltissimi gli appuntamenti in calendario tra convegni, dibattiti ed eventi per gli addetti ai lavori e la cittadinanza (tutta!) finalizzati ad disincentivare l’uso delle auto private a vantaggio dei trasporti pubblici. Il traffico stradale, infatti, è la causa prima per il deterioramento della qualità della vita nelle città mentre l’abitudin, così radicata, a utilizzare la macchina anche per tragitti inferiori ad un km è sul banco degli imputati per l’aumento del rischio dell’obesità nella popolazione e per danni anche gravi al sistema respiratorio e cardiovascolare.

Tutte le iniziative verranno orchestrate “dal basso”, ovvero dalle autorità locali, allo scopo di facilitare best practices e modelli di comportamento che possano dare i propri frutti “duraturi” anche al di là della pur lodevole settimana della mobilità sostenibile… Intanto, nostante le buone intenzioni, nel nostro Paese appena 25 comuni hanno aderito all’evento (fra cui spiccano Ancona, Brescia, Firenze, Roma, Genova, Napoli, Reggio Emilia ma non, sorprendemente, Torino e Milano) collocandosi ben al di là della “top ten” di adesioni che vede l’Austria, la Spagna, la Francia e la Polonia in testa.

L’iniziativa, intanto, giunta alla sua nona edizione, quest’anno vedrà ampliarsi i propri confini toccando, oltre ai 39 paesi dell’UE, anche alcune località extraeuropee, in particolare, in Brasile, Venezuela, Colombia, Canada, Giappone, Sud Corea e Taiwan sottolinenado, di fatto, l’importanza del tema della mobilità sostenibile.

Via | governo.it, mobilityweek, mobilityweek
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Viaggia intelligente e vivi meglio! Riparte la settimana della mobilità sostenibile