Archive for the ‘Autori’ Category
Dopo il picco del petrolio, il picco del legno

Lo sfruttamento delle foreste tropicali, ai ritmi attuali, è insostenibile. Ad ipotizzare un picco del legno, seguito da un declino inarrestabile, è un recente studio condotto dall’Australian National University, pubblicato sulla rivista Biological Conservation.
Philip Shearman, una delle firme, spiega che nelle Filippine ed in Thailandia la produzione è già in calo. Anche lo sfruttamento forestale definito sostenibile di sostenibile a conti fatti ha ben poco. Gli autori hanno analizzato il caso delle Isole Salomone, emblematico di uno sfruttamento selvaggio delle foreste. Scrivono i ricercatori:
Il tempo necessario a una foresta tropicale per ripristinare biomassa, volume del legno e biodiversità è stato stimato in diversi modi, e varia da 45 a 500 anni, ma gli alberi più grandi possono avere età comprese tra qualche decennio e mille anni. Questo fa capire quanto i cicli applicati di solito di 30-35 anni siano insufficienti.
Nelle Isole Salomone, l’estrazione del legname si è verificata ad un tasso di gran lunga superiore alla capacità delle foreste di rigenerarsi e questo sta accadendo in numerose altre aree del Pianeta. Per concedere respiro alle foreste (e a noi di conseguenza), la pausa, secondo gli scienziati, dovrebbe arrivare a sfiorare perlomeno i cinquant’anni.
La richiesta sempre maggiore di legname porta invece i boscaioli ad inoltrarsi nelle foreste vergini per mantenere elevata la produzione. I ricercatori sottolineano che la deforestazione è responsabile di quasi il 20% delle emissioni annuali di gas serra rilasciate dalle attività umane.
Emissioni aerei, la Cina vieta alle sue compagnie di pagare la tassa europea
Come abbiamo illustrato tempo fa, dall’inizio di quest’anno qualsiasi aereo che percorra i cieli europei dovrà pagare una tassa . Si tratta di una sorta di eco-tassa che è commisurata in base alle emissioni che quell’ aereo produce e che rimangono sopra le nostre teste. Le compagnie aeree europee, mugugnando, hanno accettato; quelle americane hanno prima protestato, ma poi hanno dovuto sottostare
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Emissioni aerei, la Cina vieta alle sue compagnie di pagare la tassa europea
Al Carnevale di Venezia Voltonio e Bidonia, le maschere del riciclo di Ecolamp

Il Carnevale di Venezia si illumina di un tema più impegnato, grazie ad Ecolamp, il consorzio che si occupa della raccolta delle sorgenti luminose a basso consumo esauste, rifiuti con componenti tossiche ma riciclabili fino al 95% . Dal 4 al 21 febbraio, al Sestiere di Campo San Polo, verrà allestito il Teatro della Luce e del Riciclo, un laboratorio ludico-didattico rivolto in particolar modo ai bambini, che quest’anno ha come filo conduttore: “La vita è teatro. Tutti in maschera”.
Tanti gli spettacoli ed i giochi in programma per sensibilizzare l’opinione pubblica ad un corretto smaltimento delle lampadine. E sappiamo quanto ci sia bisogno di educazione ambientale in Italia, rivolta ai bambini ma soprattutto agli adulti!
Come ha sottolineato Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp:
Imparare divertendosi è da sempre il criterio a cui si ispirano le iniziative didattiche di Ecolamp che, fin dal primo anno di partecipazione al Carnevale di Venezia, ha contribuito a sensibilizzare ed educare adulti e bambini sulle modalità di corretto smaltimento delle moderne lampadine fluorescenti, che stanno sostituendo le vecchie lampade a incandescenza, sui risultati del loro riciclo e sui valori della tutela ambientale.
E le maschere di Ecolamp non potevano che essere delle lampadine, disponibili in quattro diverse versioni, tutte di nuova generazione. Al Carnevale di Venezia Ecolamp partecipa con Voltonio e Bidonia, due maschere che sfileranno ma soprattutto sensibilizzeranno ad una corretta raccolta differenziata, senza scherzi. Potete votarle anche nel Concorso per la Maschera più bella del Carnevale 2012.
Via – Foto | Ecolamp
Al Carnevale di Venezia Voltonio e Bidonia, le maschere del riciclo di Ecolamp
Italia nel freddo, USA nel caldo e gli orsi si svegliano dal letargo
Se il nostro Paese è sotto neve e ghiaccio , con temperature che hanno raggiunto -23,8 gradi in Piemonte, negli USA le temperature record stanno creando problemi, nel senso opposto: troppo caldo . Qualcuno corre ai ripari stipulando assicurazioni contro i cambiamenti climatici , mentre gli animali scambiano il caldo inverno per l’arrivo della primavera e gli orsi bruni si svegliano prima dal letargo. Continua a leggere: Italia nel freddo, USA nel caldo e gli orsi si svegliano dal letargo (…) Italia nel freddo, USA nel caldo e gli orsi si svegliano dal letargo , pubblicato su Ecologiae.com il 06/02/2012 © Valentina Ierrobino per Ecologiae.com , 2012.
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Italia nel freddo, USA nel caldo e gli orsi si svegliano dal letargo
Neve e ghiaccio, informazioni sulle prossime ore
Non si placa l’ ondata di freddo che ha investito l’Italia da venerdì scorso e da nord a sud del Paese prosegue l’ emergenza per il ghiaccio e i disagi per chi si deve spostare con la macchina o i mezzi pubblici.
Solare: il Paese che investe di più? E’ l’India
Qual è il Paese che investe di più al mondo nel solare ? A questa domanda sembra quasi naturale rispondere Cina o Germania .
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Solare: il Paese che investe di più? E’ l’India
Contadini e trattori liberano l’Italia dalla neve

I contadini lasciano a casa i forconi e con i loro trattori scendono in strada non per protestare ma per liberare le strade dalla neve e spargere il sale. La notizia mi giunge nel mentre ragionavo in varie discussioni su Fb dell’impreparazione generale verso eventi naturali. La lezione é: che chi conosce gli elementi naturali sa anche come difendersi.
Leggo su CasertaNews:
Con l’emergenza, per pulire le strade, sono stati mobilitati molti agricoltori della Coldiretti. Il presidente regionale della Coldiretti (della Campania NdR) Gennaro Masiello attraverso le strutture territoriali ha lanciato un appello a tutti gli agricoltori associati, dotati di mezzi idonei, affinchè collaborino con le amministrazioni comunali e provinciali per ripristinare al piu’ presto la circolazione e garantire condizioni di sicurezza per i cittadini.
Debora Billi suggeriva nel suo post di inizare a spalare la neve dagli ingressi delle case. Qui andiamo oltre e i contadini da mesi vessati con gli alti costi della politica e della crisi economica, mettono da parte ogni forma di protesta, recuparano la solidarietà che gli è congeniale e scendono in strada con i loro trattori adattandoli a spalaneve e spargisale. L’appello è stato lanciato per le zone dell’Irpinia e dell’Appennino campano ma è la stessa Coldiretti a spiegare che l’idea potrebbe essere estesa su tutto il territorio nazionale:
La possibilità di utilizzare anche i mezzi meccanici agricoli garantiscela viabilità e scongiura il rischio di isolamento delle abitazioni soprattutto nelle aree piu’ impervie interne e montane, grazie alla maggiore tempestivita’ di intervento. Coldiretti da diversi anni promuove e auspica accordi, a livello comunale e provinciale, che prevedono che in caso di nevicata l’agricoltore sia reperibile a qualsiasi ora del giorno e delle notte e in attività fino alla pulitura delle strade assegnate. Si tratta di un servizio impegnativo ma che dimostra quanto le aziende agricole siano importanti per la tenuta del territorio e per la sicurezza dei cittadini quando la neve rende difficili i collegamenti. La presenza diffusa delle imprese agricole su tutto il territorio regionale – assicura infatti la possibilità di un intervento capillare e rappresenta una opportunità che potrebbe ulteriormente espandersi con una maggiore sensibilità di Comuni e Province.
Via | CasertaNews
Foto | Ravenna e dintorni
Neve a Roma e cittadini incapaci di arrendersi agli elementi naturali

Questo post lo avevo in testa dalla mattinata. Poi ho letto in sequenza l’intervista a Luca Mercalli su Il Sole24ore e il post di Debora Billi su Petrolio sull’analisi rispetto alla proteste dei cittadini che si sono levate dinnanzi alla presunta mancanza di servizi quali lo spazzaneve o mezzi spargisale o operai addetti a spalare neve.
Ma le immagini che mi hanno sul serio scandalizzata sono state quelle di TgLa7. Nel servizio si vedevano romani e turisti con scarpe inadeguate scendere i gradini della famosa scalinata di Trinità dei Monti, coperta di neve e ghiaccio, nell’incoscienza totale del rischio di rompersi l’osso del collo. Però imprecavano contro l’amministrazione romana che non puliva le scale. In alto il traffico romano in piena attività con le vetture prive di gomme termiche o di catene e dunque assolutamente inadeguate e a alto rischio incidente: neve e ghiaccio sui sanpietrini sono micidiali.
La richiesta di ripulitura strade seppur legittima è stonata rispetto alla eccezionalità dell’evento: a Roma non nevica di solito come a Merano o Bolzano. Perché avere uno spazzaneve in capitolo spese? Paghereste tasse per mezzi che si usano ogni trent’anni? Le previsioni lo avevano abbondantemente annunciato che ci sarebbe stato gelo e neve. Perché non prenderle seriamente in considerazione, con o senza allarmi dei sindaci o della Protezione civile e organizzarsi gli impegni quotidiani o di lavoro, di conseguenza? Imparare a arrendersi davanti la Natura è così vergognoso?
La verità è che la gente, i cittadini, noi tutti nel 2012 siamo incredibilmente impreparati agli eventi naturali e sopratutto non abbiamo rispetto per la Natura; arroganti che pretendono di vincere una tempesta di neve con il loro Suv, ma non siamo in una pubblicità: il vento, la neve, le mareggiate, le tempeste, gli uragani esistono e esisteranno e non saremo noi a fermarli. Anche io come la Billi vi dico: e ora insultatemi pure ma dimostratemi anche il contrario.
Foto | Qui la bella gallery delle foto di Marco Fiocchi su O6Blog
Neve a Roma e cittadini incapaci di arrendersi agli elementi naturali
Anche lo storione atlantico è a rischio estinzione
Un pesce tra i più antichi al mondo, che si calcola sia sopravvissuto persino alla glaciazione, rischia di non sopravvivere all’uomo. Si tratta dello storione atlantico , un pesce che si calcola abbia qualcosa come 13 mila anni , sta vedendo crollare il numero dei suoi esemplari in tutto il mondo talmente velocemente da mettere a rischio la sua sopravvivenza
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Anche lo storione atlantico è a rischio estinzione
Auto elettriche: il fallimento di Londra
A fine 2009 il sindaco di Londra Boris Johnson annunciò un piano per rendere la città inglese la Capitale europea delle auto elettriche .
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Auto elettriche: il fallimento di Londra
