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	<title>fonterinnovabile.com &#187; Le Inchieste</title>
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		<title>Ecomafie, rifiuti campani scaricati nelle campagne lombarde</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 09:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jekWhert</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Roberto Saviano in Gomorra ha spiegato benissimo il traffico di rifiuti che dalle aziende del Nord Italia venivano trasportati per pochi euro al Sud, ed in particolare in Campania , dove venivano scaricati nelle discariche abusive . Questo ha comportato lo scandalo dei rifiuti per le strade che tanto bene conosciamo, ma anche la conseguenza delle indagini aperte dalla magistratura, che hanno bloccato la maggior parte dei traffici illeciti, strappando il giocattolo dalle mani della criminalità organizzata . ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;width:100%;margin:3px 0px 1px 0px;"><div style="margin:auto;"><script type="text/javascript"><!--
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</script></div></div><div style="width:100%;min-width:100%;"><p> Roberto Saviano in Gomorra ha spiegato benissimo il traffico di rifiuti che dalle aziende del Nord Italia venivano trasportati per pochi euro al Sud, ed in particolare in Campania , dove venivano scaricati nelle discariche abusive . Questo ha comportato lo scandalo dei rifiuti per le strade che tanto bene conosciamo, ma anche la conseguenza delle indagini aperte dalla magistratura, che hanno bloccato la maggior parte dei traffici illeciti, strappando il giocattolo dalle mani della criminalità organizzata . </p>
<p><img src="http://www.fonterinnovabile.com/wp-content/uploads/2010/07/e0eb706bcfcciaio.jpg-150x97.jpg" /></p>
<p>Read this article:<br />
<a target="_blank" href="http://www.ecologiae.com/ecomafie-rifiuti-campani-campagne-lombarde/18222/" title="Ecomafie, rifiuti campani scaricati nelle campagne lombarde">Ecomafie, rifiuti campani scaricati nelle campagne lombarde</a></p>
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		<title>Strage di Ustica: il sospetto su un traffico di scorie nucleari</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 19:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>plarlociomo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
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		<category><![CDATA[dc9 itavia]]></category>
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		<description><![CDATA[ Oggi il triste anniversario della strage di Ustica: 30 anni fa morivano 81 persone e ancora nessuno sa perché. Era il 27 giugno 1980 e il Dc9 della compagnia aerea Itavia volo IH870 doveva raggiungere Bologna da Palermo con i suoi 81 passeggeri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;width:100%;margin:3px 0px 1px 0px;"><div style="margin:auto;"><script type="text/javascript"><!--
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<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/360.jpg" class="post" border="0" align="left" width="240" height="360" alt="Avvelenati di Manuela IatÃ¬ e Giuseppe Baldessarro" /> Oggi il triste anniversario della strage di Ustica: 30 anni fa morivano 81 persone e ancora nessuno sa perché. Era il 27 giugno 1980 e il Dc9 della compagnia aerea Itavia volo IH870 doveva raggiungere Bologna da Palermo con i suoi 81 passeggeri. Non ci arrivò mai, esplose sul cielo di Ustica. </p>
<p>Le inchieste e i magistrati che hanno indagato si sono succedute nel tempo ma una risposta definitiva, a quello che fu definito un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_muro_di_gomma">muro di gomma</a>, non è mai arrivata e le famiglie delle vittime attendono ancora che qualcuno indichi i responsabili della strage. L&#8217;ipotesi, secondo il dossier scritto da Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro, che hanno pubblicato <a href="http://www.cittadelsoledizioni.it/libro.php?id=355">Avvelenati </a>(Città del sole edizioni) è questa, come riporta <a href="http://www.reggiotv.it/news.php?id=15232">Reggio TV</a>: </p>
<blockquote><p>Tanti gli scenari inquietanti, tra cui la morte di Ilaria Alpi, il porto nucleare di Eel Ma ‘Ann a nord di Mogadiscio in Somalia, la vendita di armi ad Iran e Iraq da parte dell’Italia ed anche la strage di Ustica. In particolare le trattative per la vendita di Uranio da parte dello Stato Italiano a paesi arabi non sarebbero stati graditi ad Israele e Stati Uniti, divenendo così il centro di uno scontro internazionale per il blocco di questi stessi traffici. Scontro che potrebbe essere culminato nella strage di Ustica laddove il DC9, secondo una della ipotesi, sarebbe stato carico di barre di uranio rubate e dirette in Libia sarebbe stato abbattuto dai servizi segreti israeliani.</p>
</blockquote>
<p>L&#8217;ipotesi scorie nucleari anche nell&#8217;ultima puntata di <a href="http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50181099"> Exit Files</a> su La7.</p>
<p><a href="http://www.ecoblog.it/post/10759/strage-di-ustica-il-sospetto-su-un-traffico-di-scorie-nucleari">Strage di Ustica: il sospetto su un traffico di scorie nucleari</a> </p>
<script type="text/javascript" class="owbutton" src="http://onlywire.com/button" title="Strage di Ustica: il sospetto su un traffico di scorie nucleari" url="http://www.fonterinnovabile.com/2010/06/strage-di-ustica-il-sospetto-su-un-traffico-di-scorie-nucleari/"></script></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rada di Augusta, dall&#8217;operazione &quot;Mar Rosso&quot; alla Corte Europea contro Eni ed Erg: sessant&#8217;anni di inquinamento</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Come vi ha raccontato Marina , la Corte di Giustizia europea si è pronunciata in merito all&#8217;eclatante caso di inquinamento della Rada di Augusta ribadendo il principio che &#8220;chi ha inquinato deve pagare&#8221;. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<p><code></p>
<p></code></p>
<p>Come <a href="http://www.ecoblog.it/post/9997/petrolchimico-priolo-melilli-augusta-la-corte-di-giustizia-ue-condanna-i-petrolieri-chi-inquina-paga">vi ha raccontato Marina</a>, la Corte di Giustizia europea si è pronunciata in merito all&#8217;eclatante caso di inquinamento della Rada di Augusta ribadendo il principio che &#8220;chi ha inquinato deve pagare&#8221;. A molti la decisione della Corte potrà sembrare banale, ma in realtà la triste storia di quello specchio di mare dimostra che non lo è.</p>
<p>Che la Rada di Augusta sia inquinata lo si sa da sempre: il polo petrolchimico la avvelena dagli anni cinquanta e, a partire dai primi anni ottanta si sono iniziate a vedere le prime conseguenze drammatiche con un aumento, totalmente fuori dalle statistiche regionali e nazionali, delle malformazioni nei neonati venuti al mondo negli ospedali di quel pezzo di provincia di Siracusa. </p>
<p>Questo aumento delle malformazioni creò allarme tra la popolazione e alcune denunce alla Procura della Repubblica che (nel 2001, decisamente troppi anni dopo) iniziò a lavorare a quella che fù chiamata &#8220;Operazione Mar Rosso&#8221;. Tale operazione è magistralmente sintetizzata nel <a href="http://www.scribd.com/doc/22274071/Dossier-Mercurio-e-impianti-Cloro-Soda-Legambiente-2007">Dossier Mercurio e impianti Cloro Soda di Legambiente</a>, datato 2007:</p>
<blockquote><p>E’ del gennaio 2003 l’indagine giudiziaria più clamorosa sull’area industriale di Priolo, l’“Operazione Mar Rosso” condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Siracusa. In quell’occasione furono arrestati 17 tra dirigenti e dipendenti dello stabilimento ex Enichem (ora Syndial), tra i quali il precedente e l’allora direttore, l’ex vicedirettore e i responsabili di numerosi settori aziendali, insieme al funzionario della Provincia preposto al controllo della gestione dei rifiuti speciali prodotti nell’area industriale. Il principale capo di imputazione contestato dalla Procura è stato il delitto ambientale previsto dall’articolo 53 bis del Ronchi (oggi art. 260 del Codice ambientale), per aver costituito una «associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di ingenti quantità di rifiuti pericolosi contenenti mercurio». Il mercurio, secondo l’accusa, veniva scaricato nei tombini delle condotte di raccolta delle acque piovane e da lì finiva in mare. Un’altra via per liberarsi illegalmente dei rifiuti &#8211; secondo la Procura &#8211; era quella della falsa classificazione e dei falsi certificati di analisi: in questo caso lo smaltimento avveniva in discariche autorizzate, ma non idonee a raccogliere quel genere di rifiuti. L’indagine, coordinata dal Sostituto procuratore della Repubblica Maurizio Musco, è stata resa possibile grazie anche alle intercettazioni telefoniche e ambientali compiute anche all’interno del petrolchimico. Dopo il sequestro giudiziario e un lungo stop l’impianto è ripartito con una sola delle tre linee per essere poi fermato definitivamente nel novembre 2005. </p>
</blockquote>
<p>Tuttavia, nel frattempo, era partito un altro filone di indagini a carico della Montedison, proprietaria dell&#8217;impianto di Cloro Soda che, a dar retta ad alcuni documenti segreti ritrovati all&#8217;interno degli archivi della stessa società, dal 1958 al 1980 avrebbe scaricato in mare 500 tonnellate di mercurio. La scoperta bastò a far decadere buona parte delle accuse all&#8217;Eni dell&#8217;indagine Mar Rosso, in particolare l&#8217;associazione a delinquere, l&#8217;avvelenamento doloso del mare e del pesce, le lesioni personali per le malformazioni neonatali. Restava solo il traffico illecito dei rifiuti.</p>
<p>Tuttavia, nonostante fosse caduta l&#8217;accusa delle lesioni per le malformazioni, stranamente la stessa Eni decise di corrispondere alle famiglie dei bambini malformati e alle donne che avevano preferito abortire un rimborso, variabile per gravità della malformazione, tra i 15 mila e un milione di euro. Un caso più unico che raro, una società gravemente accusata, poi prosciolta, che risarcisce le vittime di un inquinamento che non avrebbe prodotto.</p>
<p>Non solo la giustizia penale, però, si è occupata del triangolo petrolchimico Priolo-Melilli-Augusta: già da prima delle inchieste la <a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/98426l.htm">legge 426/98</a> aveva dichiarato la rada di Priolo-Augusta &#8220;Sito di interesse nazionale ai fini di bonifica&#8221;. Restava da capire, però, a chi spettava pagare i costi della bonifica. Malformazioni a parte, infatti, l&#8217;inquinamento rimane e un po&#8217; tutte le società del petrolchimico siracusano vi hanno contribuito.</p>
<p>Lo Stato ha provato a far loro pagare il conto, ma ha trovato un&#8217;opposizione granitica basata sul principio che, poichè non è chiaro quanto ogni società ha inquinato, non si può stabilire in che modo spartire gli oneri della bonifica. Il Tar di Catania, infatti, ha più volte dato ragione all&#8217;industria: giusto per fare un paio di esempi, con la <a href="http://www.ambientediritto.it/sentenze/2007/tar/tar_sicilia_ct_2007_n.1254.htm">sentenza n. 1254 del 20 luglio 2007</a> ha dato ragione a Dow Poliuretani Italia Srl e con la <a href="http://www.ambientediritto.it/sentenze/2008/tar/tar_sicilia_ct_2008_n.1188.htm">sentenza n. 1188 del 17 giugno 2008</a> ha dato ragione a Sasol.</p>
<p>Il Ministero per l&#8217;Ambiente, allora, aveva trovato un&#8217;altra soluzione pur di fare le bonifiche: siccome hanno inquinato tutti, i danni li paghiamo tutti. Cioè lo Stato, il pubblico, i cittadini. Per il solo sito di Priolo-Melilli-Augusta, nell&#8217;ottobre 2008, aveva stanziato ben <a href="http://www.aamterranuova.it/article2571.htm">770 milioni di euro</a>. La richiesta di pronunciamento della Corte di Giustizia europea, fatta dal Tar Sicilia in merito ai ricorsi di Erg Raffinerie Mediterranee, Eni-Polimeri Europa ed Eni-Syndial (analoghi a quelli già citati di Dow e Sasol), è precedente alla decisione del Ministero di far pagare la collettività e, per tanto, non la prende in considerazione.</p>
<p>E&#8217; lecito, a questo punto, chiedersi se i tre pronunciamenti della Corte europea rimetteranno in discussione il proposito della Prestigiacomo. Ma, ancor di più, c&#8217;è da chiedersi se mai le bonifiche si faranno visto che c&#8217;è un ulteriore problema: non è detto che si possano fare. Il dubbio, si dice, sarebbe stato insinuato dalle stesse società che, in origine, avrebbero dovuto pagare per ripulire il fondale della Rada di Augusta.</p>
<p>Il problema, detta in soldoni, è che sul fondo c&#8217;è tanto di quel mercurio che se si prova a rimuoverlo si rischia di rimetterlo in circolo e spargerlo ancora di più a causa delle correnti. La soluzione, secondo questa teoria, sarebbe più deleteria del male stesso. La cosa molto interessante, che si creda o no all&#8217;ipotesi del rimescolamento, è che il Tar ci ha creduto: sempre nella sentenza 1254 del 20 luglio 2007 si legge che </p>
<blockquote><p>la tipologia e le modalità degli interventi come imposti dal Ministero, sarebbero affidati a tecniche non efficienti, non efficaci e/o comunque irrealizzabili e come tali anche pericolosi per l’ambiente e per la salute umana</p>
</blockquote>
<p>Una bella gatta da pelare visto che, e vi giuro che è l&#8217;ultimo, si aggiunge un ulteriore problema: il progetto di rigassificatore di Melilli-Priolo. Se un giorno a Palermo si decideranno a farlo, andando contro il parere del Comitato Tecnico Regionale (il secondo, quello espresso dopo il netto no della cittadinanza), Erg e Shell dovranno dragare parte della Rada di Augusta. E, allora, tutti i mali di questo specchio di mare, splendido in superficie e infernale sul fondo, verranno a galla.</p>
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<div>
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</div>
<p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/ecoblog/it/~4/O9QiNwouBok" height="1" width="1" /></p>
<p>Read the rest here:<br />
<a target="_blank" href="http://feeds.blogo.it/~r/ecoblog/it/~3/O9QiNwouBok/rada-di-augusta-dalloperazione-mar-rosso-alla-corte-europea-contro-eni-ed-erg-sessantanni-di-inquinamento" title="Rada di Augusta, dall'operazione &quot;Mar Rosso&quot; alla Corte Europea contro Eni ed Erg: sessant'anni di inquinamento">Rada di Augusta, dall&#8217;operazione &quot;Mar Rosso&quot; alla Corte Europea contro Eni ed Erg: sessant&#8217;anni di inquinamento</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Casa eco-casa, sempre più italiani sognano il mattone verde</title>
		<link>http://www.fonterinnovabile.com/2010/01/casa-eco-casa-sempre-piu-italiani-sognano-il-mattone-verde/#utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=casa-eco-casa-sempre-piu-italiani-sognano-il-mattone-verde</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 11:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ L&#8217;Italia è dominata dalla cementificazione , un po&#8217; dappertutto, anche laddove il buon senso e l&#8217;estetica paesaggistica richiederebbero interventi che abbiano meno impatto sull&#8217;ambiente. Siamo stati testimoni proprio in questi ultimi giorni di demolizioni di abitazioni abusive ad Ischia, abusive si fa per dire, visto che i proprietari giurano di essere stati autorizzati a costruire dal Comune, con le solite frasette all&#8217;italiana: Non si potrebbe, è illegale, ma tu fallo lo stesso, noi chiudiamo un occhio . In cambio di cosa hanno chiuso gli occhi toccherà alle inchieste svelarlo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> L&#8217;Italia è dominata dalla cementificazione , un po&#8217; dappertutto, anche laddove il buon senso e l&#8217;estetica paesaggistica richiederebbero interventi che abbiano meno impatto sull&#8217;ambiente. Siamo stati testimoni proprio in questi ultimi giorni di demolizioni di abitazioni abusive ad Ischia, abusive si fa per dire, visto che i proprietari giurano di essere stati autorizzati a costruire dal Comune, con le solite frasette all&#8217;italiana: Non si potrebbe, è illegale, ma tu fallo lo stesso, noi chiudiamo un occhio . In cambio di cosa hanno chiuso gli occhi toccherà alle inchieste svelarlo</p>
<p><img src="http://www.fonterinnovabile.com/wp-content/uploads/2010/01/fdf08f4aaco-casa.jpg-150x96.jpg" /></p>
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<a target="_blank" href="http://www.ecologiae.com/casa-ecologica-italia/12668/" title="Casa eco-casa, sempre più italiani sognano il mattone verde">Casa eco-casa, sempre più italiani sognano il mattone verde</a></p>
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		<title>Le grandi inchieste di FonteRinnovabile.com</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 07:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcopianca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le Inchieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo spazio sarà dedicato ad inchieste che aiuteranno a capire meglio i meccanismi di questo universo. Che ci aiuteranno a vedere e valutare il futuro del nostro pianeta.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo spazio sarà dedicato ad inchieste che aiuteranno a capire meglio i meccanismi di questo universo. Che ci aiuteranno a vedere e valutare il futuro del nostro pianeta.</p>
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