Posts Tagged ‘ambiente-marino’

Goletta Verde 2011 pronta a salpare…sali a bordo?

Goletta Verde , come ogni anno, anche questa estate torna a solcare le acque dei nostri mari per monitorare l’ambiente marino, gli ecosistemi, lo stato delle trivellazioni petrolifere e anche delle nostre coste, individuando gli ecomostri. Vuoi dare anche tu un piccolo contributo per una causa così grande

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Sicilia, Stop trivellazioni in difesa della pesca

Il ministero per lo Sviluppo economico ha deciso di interrompere la ricerca di idrocarburi nelle acque siciliane , in difesa della pesca e dell’ecosistema marino. Una decisione importante, in linea con la necessità di tutelare tanto l’ambiente marino, quanto il lavoro dei pescatori siciliani ha commentato il responsabile Agci-Agrital Sicilia , Giovanni Basciano Il ministero ha sostanzialmente accolto il parere negativo della Regione, a dimostrazione dell’importante ruolo svolto dal governo siciliano e dal suo assessore all’Ambiente, Gianmaria Sparma. Il nostro augurio è che le istituzioni si oppongano anche in futuro a inutili e dannose trivellazioni, che non vanno certo nella direzione di uno sviluppo sostenibile del territorio

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Salute dei mari italiani a rischio inquinamento da idrocarburi

L’allarme per la salute delle acque dei mari italiani è stata lanciata dal senatore Roberto Della Seta , capogruppo in Commissione Ambiente . Domani 5 ottobre scade il contratto ponte con la società Castalia , finora responsabile del servizio di prevenzione dell’inquinamento del mare da idrocarburi e altre sostanze tossiche per l’ambiente marino e per le coste .

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Il Mediterraneo secondo l’Enpa: "Salviamo il mare" con più azioni concrete e meno incontri al vertice.

Nella giornata di ieri, l’Enpa, con il sostegno di Life gate, ha inaugurato ufficialmente la campagna Salviamo il mare in cui sono state avanzate numerose proposte al Governo del nostro Paese finalizzate alla tutela degli ecosistemi marini. Argomento terribilmente urgente, questo, come testimoniano i fatti attualmente legati alla Deepwater Horizon

Abbiamo bisogno di più azioni dirette e concrete e meno conferenze e incontri al vertice

ha sentenziato, giustamente, Carla Rocchi, Presidente nazionale dell’Ente, evidentemente esasperata dal continuo sperpero di denaro pubblico e di riunioni fallite attorno a cui ruota il tema della tutela della biodiversità, relegata, il più delle volte, ad una semplice parola e (quasi) mai ad un fatto tangibile. Fulcro della discussione è l’impatto delle attività e delle distrazioni antropiche sulla fauna pelagea ree della produzione del 70% circa degli inquinanti presenti in mare. Si tratta di reflui provenienti da allevamenti ed industrie dalla composizione letale di nitriti, nitrati, fosforo, azoto e vari metalli pesanti. Ma anche fertilizzanti e sostanze chimiche che, avario titolo, favoriscono la proliferazione delle alghe. Nè possono essere esclusi da questo elenco i rifiuti prodotti dalle imbarcazioni. Altro punto nodale,poi, su cui si è concentrata la discussione è il traffico petrolifero nel Mediterraneo, veicolo del 60% del commercio mondiale di greggio per un totale di circa 400 milioni di tonnellate annualmente transitanti nelle sue acque. Secondo l’Enpa, nel decennio 1990-1999, ben 250 sarebbero stati gli incidenti accertati con la conseguente dispersione di 22.150 tonnellat di idrocarburi nel Mare Nostrum. La plastica, poi – e in particolare le buste di questo materiale che vengono spesso scambiate per meduse dalle ignare tartarughe – uccide 2 milioni di uccelli e circa 100mila mammiferi marini. Anche le sigarette, come si ricorderà, sono pericolose per l’ambiente marino con il loro mix letale di nicotina, polonio, benezene, acetone, toluene, acido cianidrico e ammoniaca tanto da suggerire all’Enpa provvedimenti per la loro raccolta differenziata

L’evento è stato simbolicamente celebrato a bordo del motoveliero dell’Ente Nazionale Protezione Animali – il Maud – in procinto di salpare alla volta delle maggiori località marittime italiane. Qui, verranno organizzate iniziative ad hoc, ugualmente ludiche, di informazione sulla tutela del mare e dei suoi abitanti, corsi di cetologia, week -end e settimane naturalistiche ma anche attività di ecovolontariato.

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Il Mediterraneo secondo l’Enpa: “Salviamo il mare” con più azioni concrete e meno incontri al vertice.

Le “zone morte” oceaniche aggravano notevolmente l’impatto del riscaldamento globale

Non bastavano le emissioni, i rifiuti e i metodi d’ inquinamento vari. Dei ricercatori americani hanno ora scoperto che la maggiore frequenza e intensità della privazione di ossigeno nelle cosiddette “ zone morte ” lungo le coste del mondo, può influire negativamente sulle condizioni ambientali, riversandosi nelle condizioni delle acque.

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Le “zone morte” oceaniche aggravano notevolmente l’impatto del riscaldamento globale