Posts Tagged ‘ambiente’
Investire nell’ambiente paga, il mercato scommette verde
Investire nell’ ambiente paga. Parola di Bruno Patierno , presidente di Simulation Intelligence , società che si occupa di ricerche di mercato e servizi. I tempi sono maturi per quella che si configura come una vittoria a dir poco schiacciante per chi è pronto a scommettere o ha già puntato da tempo sull’ecologia.
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Ambiente, rapporto ISPRA: cresce allarme frane ed inquinamento in Italia, in calo gli incendi
Il rapporto dell’ ISPRA (l’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ), l’ Annuario dei Dati Ambientali 2010 , presentato oggi a Roma, ci restituisce la fotografia di un ambiente italiano fortemente compromesso, con qualche sprazzo di luce qua e là, come la diminuzione degli incendi , fenomeno in calo ma pur sempre estremamente dannoso per gli effetti nefasti sul patrimonio boschivo nazionale. La qualità dell’aria è minata dall’ inquinamento atmosferico che incombe sempre più minaccioso sulle città italiane, ne avevamo già avuto ampia testimonianza nei mesi scorsi con lo sforamento di polveri sottili oltre la soglia limite di 35 giorni all’anno concessa dalla normativa di riferimento UE, sforamento avvenuto in tempi record in metropoli come Milano, a poche settimane di distanza dall’inizio del 2011. Continua a leggere: Ambiente, rapporto ISPRA: cresce allarme frane ed inquinamento in Italia, in calo gli incendi (…) Ambiente, rapporto ISPRA: cresce allarme frane ed inquinamento in Italia, in calo gli incendi , pubblicato su Ecologiae.com il 25/05/2011 © Paola per Ecologiae.com , 2011
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I programmi per l’ambiente dei due candidati sindaco di Napoli: Lettieri
Napoli al ballottaggio con Lettieri (Pdl) e De Magistris (Idv). I due ieri sono stati protagonisti di un duro faccia a faccia su Sky, in cui non sono mancati colpi bassi da entrambe le parti. La sfida è tutta aperta
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TG Ambiente, premiate le scuole vincitrici del concorso
Sono noti i nomi dei bambini e dei ragazzi delle scuole italiane vincitori del Concorso nazionale TG Ambiente, una competizione che ha impegnato i partecipanti nella realizzazione di un telegiornale dedicato interamente all’ambiente.
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7 maggio 2011: decine di associazioni ed enti pubblici contro il petrolio off shore
Un numero incredibile di associazioni (ambientaliste e non) e di enti pubblici italiani si sono dati appuntamento per sabato 7 maggio a Termoli, in provincia di Campobasso, per dire no al petrolio e al gas off shore.
L’ultimo di una lunga serie di motivi che ha spinto gli organizzatori a ritrovarsi a Termoli è stata l’autorizzazione concessa dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, a cercare petrolio e gas off shore a due passi dalle isole Tremiti, nel basso Adriatico.
Le ricerche di idrocarburi, in una prima fase, consistono nell’utilizzo dell’”airgun”: un cannone che spara aria compressa verso il fondo del mare, cattura l’eco (un po’ come fanno i delfini o le balene), e ipotizza la presenza di petrolio o gas nel sottosuolo. Poi si passa a trivellare dove è probabile che ci sia l’oro nero.
L’airgun è una tecnica estremamente controversa: gli stessi petrolieri ammettono che ha un impatto negativo sulla pesca perché spaventa i pesci mentre non è chiaro se sia da annoverare tra le cause degli spiaggiamenti dei cetacei.
Dopo il salto la lunghissima lista di associazioni ed enti pubblici che partecipano alla manifestazione contro il petrolio off shore del 7 maggio.
Regione Puglia Provincia di Campobasso Provincia di Foggia Provincia di Chieti Comune di Foggia Comune di Termoli (Campobasso) Comune di Citta’ Sant’Angelo (Pescara) Comune di Vieste (Foggia) Comune di Roseto degli Abruzzi (Teramo) Comune di Vasto (Chieti) Comune di Giulianova (Teramo) Comune di Peschici (Foggia) Comune di Lanciano (Chieti) Comune di Serracapriola (Foggia) Comune di Carpino (Foggia) Comune di Fossacesia (Chieti) Comune di San Nicandro (Foggia) Comune di Torricella Peligna (Chieti) Comune di San Severo (Foggia) Comune di Miglianico (Chieti) Comune di Manfredonia (Foggia) Comune di Rocca San Giovanni (Chieti) Comune di Lucera (Foggia) Comune di Treglio (Chieti) Comune di Rodi Garganico (Foggia) Comune di Vico del Gargano (Foggia) Comune di Mattinata (Foggia) Comune di Roccamontepiano (Chieti) Assoturismo Abruzzo Confesercenti Abruzzo Confesercenti Puglia Confcommercio (Foggia) Confcommercio (Chieti) Camera di Commercio (Foggia) Italia Nostra – Pescara Italia Nostra – Foggia Comitato Difesa di Chioggia – Chioggia (Venezia) Le Cinque Isole – Tremiti (Foggia) Adiconsum – Foggia Vastesi.com – Vasto (Chieti) Arci – Vasto (Chieti) Legambiente – Foggia Universita’ degli Studi di Foggia Associazione studentesca Unidea – Termoli (Campobasso) Ambiente e/è vita – Roma Rivista D’Abruzzo – Ortona (Chieti) Associazione Molise-Europa – Termoli (Campobasso) Legambiente – Circolo “Dai Colli all’Adige”, Este (Padova) Marelibero Abruzzo – Pescara Il Gargano Nuovo – Monte Sant’Angelo (Foggia) Pro Natura Abruzzo – Castel di Sangro (L’Aquila) Gargano Libero – Foggia San Vito Vela – San Vito Chietino (Chieti) Animalisti Italiani – Lanciano (Chieti) Archeoclub – San Vito Marina (Chieti) Cogecstre – Vasto (Chieti) Parco nazionale del Gargano – Monte Sant’Angelo (Foggia) Comunità del Parco – Ischitella (Foggia) Comitato per la Tutela del Mare del Gargano – Foce Varano (Foggia) Azienda Promozione Tursitica Provinciale – Foggia Fondo Ambiente Italiano Foggia Fondo Ambiente Italiano Vasto (Chieti) WWF Abruzzo WWF Molise HabitatLab Onlus – Pescara Circolo SEL – Foggia Five Festival Sud System – Foggia Marevivo – Roma Comunicare Turismo – Foggia Libera Scelta – Lettomanoppello (Chieti) Slow Food – Foggia Associazione guide turistiche della Puglia – Foggia Comitato Daunia e Gargano – Ischitella (Foggia) Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano – Teramo Rimboschiamo Peschici – Peschici (Foggia) Terra Nostra Onlus – Poggio Imperiale (Foggia) Centro Studi Martella – Peschici (Foggia) Argod – Sanicandro Garganico (Foggia) Gruppo Archeologico Garganico S. Ferri – Vico del Gargano (Foggia) Emergency – Foggia CicloPazzi – Lanciano (Chieti) Gruppo Archeologico di Terra d’Otranto – Otranto (Lecce) Puntoeacapo – Roma Unione Nazionale pro loco d’Italia – Foggia Confederazione italiana sindacati lavoratori – Foggia Associazione Punto di Stella – Peschici (Foggia) Diario Montanaro – Monte Sant’Angelo (Foggia) Liberta’ di Parola – Ortona (Chieti) Comitato Foggia Propositiva – Foggia Unione generale del Lavoro – Foggia Costambiente – Atessa (Chieti) Gruppo Archeologico Dauno – Foggia Garganistan Web – Foggia Emergenza Petrolio Abruzzo – Pescara Life in Abruzzo – Colledara (Teramo) Fare Ambiente Puglia – Foggia Associazione la Mejofauna – Isole Tremiti (Foggia) Brancaleone – Roccamontepiano (Chieti) Si energie rinnovabili, no petrolio – Monopoli (Bari) No scorie Trisaia – Rotondella (Matera) Organizzazione Lucana Ambientalista – Potenza Task Force Ambientale (Teramo) Stoppa la Piattaforma – Sciacca (Agrigento) Gestione Partecipata del Territorio – Bomba (Chieti) Comitato Abruzzese del Paesaggio (Pescara) Libera contro le mafie – Termoli (Campobasso) Citta’ Plurale – Matera Manichini D’Ottone – Pescara Associazione Culturale Carpino Folk Festival – Carpino (Foggia) Le Colonne d’Ercole – Ortona (Chieti) Marevivo – Bari Associazione Genitori di Vico del Gargano – Vico del Gargano (Foggia) Istituto Scolastico Cesare de Titta – Lanciano (Chieti) Movimento 5 Stelle – Rovigo Nuovo Senso Civico – Lanciano (Chieti) OLA Channel – Venosa (Potenza) Lipu Puglia, Gravina di Laterza (Taranto) Associazione le cinque isole – San Domino, Isole Tremiti (Foggia) Cicloamici Fian – Foggia World Activity Club – Vasto (Chieti) Comunita’ dei Padri Passionisti – Fossacesia (Chieti) Consulta Giovanile del comune di Vasto – Vasto (Chieti) Pro-loco Manfredonia (Foggia) Lecceta di Torino di Sangro – Torino di Sangro (Chieti) Centro Turistico Giovanile – Bari Comunita’ Francescana Miracolo Eucaristico – Lanciano (Chieti) Comitato No Petrolio – Tollo (Chieti) Costituente del Parco della Costa Teatina – Vasto (Chieti) WWF Zona Frentana e Costa Teatina (Chieti) Centro Turistico Giovanile “Egnatia” – Monopoli (Bari) Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni – Tortoreto (Teramo) Emergenza Ambiente Abruzzo – Pescara Chietiscalo.it – Chieti Comitato Natura Verde – Tollo (Chieti) Abruzzo in Movimento – Ortona (Chieti) Associazione Radicali Lucani – Potenza Giacche Verdi Gruppo Gargano – Vico del Gargano (Foggia) Associazione Tutela e Salute dell’Ambiente di Basilicata – Potenza Valorizzazione delle Terre Pubbliche attraverso le Popolazioni Locali – Assergi (L’Aquila) Comune di Tollo (Chieti) Comune di Torino di Sangro (Chieti) Comune di Montesilvano (Pescara) Comune di Pineto (Teramo) No all’Italia Petrolizzata – Los Angeles (California)
7 maggio 2011: decine di associazioni ed enti pubblici contro il petrolio off shore
Cambiamenti climatici e tutela delle foreste a rischio corruzione
I cambiamenti climatici fanno girare una montagna di denaro e su tanta ricchezza ci mettono le mani criminali e corrotti, alla faccia dei rischi ambientali connessi. Lo svela il rapporto Global Corruption Report, Climate change curato dall’associazione Transparency International e scritto da oltre 50 esperti.
A mettere in evidenza come il denaro e la tutela dell’ambiente siano due forze in opposizione è la stima del mercato illegale del legno. Infatti, si legge nel rapporto, che la tutela delle grandi foreste è un punto importantissimo nella protezione del clima del Pianeta. Ebbene La Banca mondiale stima che tra 7 e 15 miliardi di euro il legname abbattuto illegalmente o proviene da origini sospette ogni anno. Nel rapporto è specificato che questa è una vera e propria emergenza che va affrontata prima di qualunque altra forma di tutela del clima.
Una migliore sorveglianza delle foreste è essenziale per garantire che i progetti vengono verificati correttamente e che crediti di carbonio non siano contabilizzati due volte ossia prima in borsa e poi in maniera fraudolenta. E’ stato stimato che il totale degli investimenti globali per contrastare i cambiamenti climatici raggiungerà quasi i 471miliardi di euro nel 2020. I rischi di corruzione sono perciò elevati a causa dello scossone economico ricevuto dalla nascita del mercato delle emissioni di CO2, dove già si sono verificati furti e truffe, tanto che per sicurezza fu sospeso.
Si legge nel rapporto:
E ‘essenziale che tali lezioni siano tenute in conto nello stabilire nuovi mercati e utilizzate per migliorare e riformare i meccanismi esistenti.
Via | Euractiv
Cambiamenti climatici e tutela delle foreste a rischio corruzione
Quanti morti ha fatto davvero il disastro nucleare di Chernobyl?
A 25 anni dall’esplosione del reattore nucleare della centrale di Chernobyl, anniversario che cade proprio oggi, ci si continua a chiedere quanti siano stati realmente i morti. La generazione Chernobyl ha più di 40 anni e ricorda ancora la paura per la nube radioattiva, sa che si è sempre parlato di conseguenze devastanti per l’ambiente e la salute umana a causa delle radiazioni, ma le cifre e le conseguenze sono ancora oggetto di discussione: da allora si continuano a contare i morti e i conti non tornano mai. C’è chi conta i morti diretti, immediati e lo fanno le fonti ufficiali, quelle dell’Onu. Poi, c’è chi conta i morti che ne sono stata la conseguenza di quella prima esplosione, ossia di tutti quelli che poi si sono ammalati, a causa delle radiazioni di tumori e delle leucemie. Ma, a proposito di questi ultimi, che sono la parte più consistente rispetto ai primi, non c’è accordo. Come si dice tecnicamente e anche un po’ ipocritamente: non ci sono evidenze, ossia prove, scientifiche del costo umano.
Le conseguenze delle radiazioni dovute all’esplosione del reattore nucleare a Chernobyl hanno riguardato non solo l’Ucraina, ma anche la Russia e la Bielorussia. Le autorità ucraine hanno stimato che un totale di 5 milioni di persone abbiano sofferto per la castastrofe nucleare. Una buona parte di questi vive ancora nelle regioni contaminate. Secondo Greenpeace la conseguenza della contaminazione radioattiva sono state malattie al sistema immunitario, malattie cardiache, cancro che potrebbero causare ancora tra i 100mila e i 400mila morti nelle tre ex repubbliche sovietiche.
L’Onu riferisce che nel 2005 sono state 4000 le persone morte a causa delle radiazioni. L’UNSCEAR, il comitato scientifico dell’Onu, riconosce solo 31 morti dovute alle radiazioni, avvenute tra tecnici e vigili del fuoco e altre 19 che hanno riguardato i “liquidatori” morti dopo il 2006 per cause diverse.
Perché queste cifre così basse per una catastrofe nucleare che fu subito valutata al 7 livello della scala Ines? Secondo lo studioso e medico Yuri Bandajevski bielorusso, autore di numerose ricerche su Chernobyl le stime dei rapporti ufficiali minimizzano l’impatto della catastrofe sulle generazioni future a causa della pressione delle lobby del nucleare. Ha detto Bandajevski:
Per 25 anni gli apparati statali non hanno fatto altro che nascondere le informazioni a favore delle lobby del nucleare, le più potenti al mondo e che dettano le loro condizioni. Attualmente non si fa nulla per proteggere le persone che vivono ancora nei siti contaminati.
Racconta Valery Pyatnitsky ministro ucraino per l’Economia che:
Il giorno della catastrofe, il 26 aprile 1986, abbiamo festeggiato il 50 ° compleanno di mio padre. Improvvisamente, ha ricevuto una chiamata da Chernobyl e andò per organizzare i soccorsi. Così ho conosciuto la vera storia dall’inizio. Purtroppo, abbiamo ancora difficoltà a provare i problemi causati dalle radiazioni. Chernobyl interesserà molte generazioni. Ci vorranno altri 575 anni per il territorio sia completamente bonificato. Ora, in Giappone le cose sono diverse perché noi facciamo vedere cosa sta succedendo ed è un vero disastro. Spero che le conseguenze dell’incidente in Giappone siano meno pericoloso che in Ucraina.
C’è da dire che il ministro Pyatnitsky invita anche a non abbandonare il nucleare e spiega:
Negli ultimi 25 anni da Chernobyl, abbiamo imparato a non avere paura, ma a essere saggi e cauti. La gente continua a volare con gli aerei, anche se ci stanti incidenti. Il mondo ha imparato tanto dalla catastrofe di Chernobyl ancora di più dalla catastrofe in Giappone. Forse in futuro non ci saranno centrali nucleari in aree che sono potenzialmente minacciate dai terremoti. Ma rinunciare completamente allo sviluppo di energia nucleare non è la decisione più saggia. L’energia nucleare è ancora la meno inquinante.
Evidentemente il capitale umano che ha pagato non conta per nessuno.
Quanti morti ha fatto davvero il disastro nucleare di Chernobyl?
La recessione aiuta il Clima, in Europa tagliate del 7,2% le emissioni di CO2

In un rapporto dell’EEA, l’Agenzia europea per l’ Ambiente, emerge che la recessione fa bene all’ambiente: diminuiscono le emissioni di CO2. Nel 2009 infatti, registra l’EEA che gli europei hanno emesso ben il 7,2% di Co2 in meno, il che rende possibile il raggiungimento dell’obiettivo 20-20-20 entro il 2020. Lo studio “EU Greenhouse Gas Inventory 1990–2009 and Inventory Report 2011″, sarà disponibile dal prossimo giugno.
Spiega il rapporto:
La forza della recessione nel 2009 interessato tutti i settori economici in Europa. Il consumo di combustibili fossili è sceso rispetto all’anno precedente, principalmente per il carbone.
Le emissioni di gas serra, dunque, sono scese dalle 4,9 miliardi di tonnellate del 2008 ai 4,6miliardi di tonnellate del 2009, ossia un calo del 7,2% pari a 354milioni di tonnellate, pari quasi quanto alle emissioni annue di Spagna o Polonia. Tra l’altro il fenomeno è avvenuto in tempi rapidissimi. La relazione dell’EEA, dunque osserva che se la recessione nel 2009 è accelerata, temporaneamente, si è verificata la diminuzione delle emissioni totali di gas serra. Questa è la quinta volta di seguito che si realizza una caduta di emissioni di gas serra il che ha portato l’Europa al di sotto dei 5,59 miliardi di tonnellate di CO2 emesse, ossia al 17,6% in meno.
Il dato del 17,6% dunque è prossimo all’obiettivo del 20% in meno di emissioni che la Ue si è prefisso entro il 2020. A questo punto si inizia a prospettare la seria possibilità di passare a un obiettivo più ambizioso: arrivare al 30% in meno di emissioni. Il punto è: se la ripresa si fa consistente saranno disposti i 27 a tagliare ulteriormente le emissioni, rischiando di contenere la crescita?
Via | Euractiv
Foto | Think to Sustain
La recessione aiuta il Clima, in Europa tagliate del 7,2% le emissioni di CO2
Tim Jackson presenta in Italia gli 11 passi per la prosperità senza crescita

Lo diciamo spesso su Ecoblog: non è necessario essere neo francescani per essere rispettare l’ambiente. Il benessere, le comodità e i vantaggi si possono ottenere anche senza sprecare le risorse del Pianeta. Come sarebbe possibile? Lo spiega bene Tim Jackson docente di sostenibilità (ebbene sì esiste una cattedra del genere!) all’università del Surrey nonché membro della Sustainable Development Commission del Governo britannico.
Ospite del WWF a Roma, Jackson, ha tenuto una lezione su come sia possibile vivere bene senza per questo sfruttare le risorse. Tra l’altro i paradigmi della sua economia sostenibile è presentata nel libro:Prosperità senza crescita (Ed.Ambiente, 24 Euro), che può sembrare un ossimoro.
Prende di mira Jackson le fondamenta stesse del consumismo che si basa sul debito e sullo spendere più di quello che si ha. Che non sia la strada giusta lo stiamo capendo. Capiremo anche quale strada intraprendere? Dopo il salto in 11 punti le proposte di Jackson.
- Individuazione di “tetti massimi” di utilizzo delle risorse ed emissioni, e conseguenti obiettivi di riduzione
- Una riforma fiscale per la sostenibilità
- Sostegno per la transizione ecologica nei paesi in via di sviluppo
- Correggere il modello economico e sviluppare una macroeconomia ecologica
- Aumentare la prudenza finanziaria e fiscale
- Rivedere la contabilità nazionale
- Politiche sull’orario di lavoro
- Affrontare le ingiustizie
- Misurare le capacità e la felicità umana
- Rafforzare il capitale sociale
- Smantellare la cultura del consumismo
Fondamentale fissare dei “tetti” massimi per l’utilizzo delle risorse e per le emissioni prodotte, stabilendo obiettivi di riduzione. Tali “tetti”che derivano dall’analisi dei limiti ecologici, devono essere considerati in base al principio di equità per cui c’è chi dovrà inevitabilmente ridurre e quindi “scendere” e chi, invece, potrà “salire” per raggiungere il “tetto” indicato.
Interiorizzare le esternalità prodotte dalle attività economiche è un principio ormai accettato da almeno vent’anni. Dobbiamo però attivare una completa riforma fiscale ecologica, che sposti la pressione dagli elementi economici positivi (come il reddito) a quelli ecologici negativi (come l’inquinamento), tassandoli.
E’ evidente che per le nazioni più povere va fatto spazio alla crescita di cui hanno vitale bisogno. Tuttavia l’espansione di queste nazioni deve comportare anche l’esigenza di assicurare, da subito, che il loro sviluppo sia sostenibile e rimanga entro i limiti ecologici del pianeta e devono esserci supporti finanziari per questo.
Un’economia fondata sull’infinita espansione dei consumi materialistici, basati a loro volta sull’indebitamento, è insostenibile dal punto di vista ecologico, problematica da quello sociale e instabile da quello economico. Per cambiare le cose occorre quindi sviluppare una nuova macroeconomia della sostenibilità. Abbiamo bisogno di un motore economico la cui stabilità non dipenda dalla continua crescita dei consumi ma dal mantenimento di buone condizioni ambientali e sociali.
Negli ultimi vent’anni la crescita economica si è basata sui consumi materiali basati sull’indebitamento e per sostenerli siamo giunti a destabilizzare la macroeconomia, contribuendo all’attuale crisi globale economico-finanziaria. E’ indispensabile attivare una riforma della regolamentazione dei mercati finanziari nazionali e internazionali. E’ importante anche applicare la cosiddetta “Tobin tax”, concepita dal premio Nobel per l’economia James Tobin, da utilizzare per limitare la mobilità del capitale in generale o per finanziare lo sviluppo dei paesi emergenti (ridistribuendo le entrate fiscali sotto forma di aiuti)
Bisogna costruire nuovi indicatori di benessere capaci di affiancare o sostituire il PIL (Prodotto Interno Lordo). Ne sono stati prodotti diversi, ora è necessario applicarli e in questo campo il WWF è molto attivo con l’iniziativa Beyond GDP (il GDP è l’acronimo inglese del PIL e sta per Gross Domestic Product) insieme alla Commissione Europea, al Parlamento Europeo, al Club di Roma e all’OCSE. I tempi sono ormai maturi per sviluppare una contabilità nazionale in grado di dare una misura più adeguata della performance economica.
E’ necessario intervenire sulle politiche degli orari di lavoro per dare vita a un’economia sostenibile e favorire un miglior equilibrio tra vita e lavoro
Le disparità di reddito hanno effetti negativi sia sulla salute individuale sia sul benessere sociale. E’ necessario affrontare queste iniquità permettendo così di ridurre i costi sociali, migliorare la qualità della vita e cambiare la dinamica dei consumi.
E’ necessaria una valutazione sistematica delle capacità di essere felici che hanno le persone nei diversi segmenti demografici.
E’ importante creare comunità sociali resilienti e resistenti, più che mai necessarie di fronte agli shock economici. La forza della comunità può fare la differenza tra disastro e trionfo rispetto ai tracolli economici. Sono necessarie politiche per aumentare il capitale sociale e rafforzare le comunità.
Il consumismo in parte si è sviluppato come mezzo per proteggere la crescita economica basata sui consumi e la cultura consumistica è trasmessa da istituzioni, media, norme sociali e da una pletora di segnali, velati o meno, che incoraggiano la gente a esprimersi, cercare un’identità e trovare il significato della propria vita attraverso beni materiali. Dipanare la cultura del consumismo e cambiare la sua logica sociale richiederà uno sforzo consistente e metodico, quanto quello che in passato ci ha permesso di consolidare questo modello. È importante notare però che non si tratterà solo di una serie di rinunce: si dovranno offrire alle persone anche alternative realistiche allo stile di vita consumistico, incrementando la loro capacità di essere felici in modi meno materialistici.
Via | WWF
Foto | MothIncarnate
Tim Jackson presenta in Italia gli 11 passi per la prosperità senza crescita
Incentivi rinnovabili e la fine del terzo Conto Energia
Nella giornata di mercoledì 30 marzo 2011, a Torino si è riunita la Commissione Ambiente e Energia della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome , con all’ordine del giorno la questione inerente le incentivazioni al fotovoltaico. L’orientamento della Commissione Ambiente e Energia , presieduta da Massimo Giordano, assessore allo Sviluppo Economico della Regione Piemonte , è quello di tutelare nel nostro Paese la filiera del fotovoltaico, e di procedere di conseguenza ad una riduzione graduale delle incentivazioni .
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Incentivi rinnovabili e la fine del terzo Conto Energia
