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Barbie distrugge le foreste? Ken la lascia, la campagna di Greenpeace
Il packaging della più celebre bambola del mondo, la bionda Barbie, è realizzato con carta derivante dal legname proveniente dalle foreste pluviali. Greenpeace ha organizzato una spettacolare campagna d’informazione e boicottaggio sulla nefasta politica di Mattel. L’idea è semplice: mettere al corrente lo storico compagno di Barbie, Ken, delle pratiche a cui si dedica la fidanzata quando sostiene di andare nella foresta pluviale per un “servizio fotografico“. Quando Ken scopre che Barbie contribuisce alla distruzione dell’habitat di specie in via d’estinzione come la Tigre di Sumatra decide di lasciarla per sempre.
Il video che sta diffondendo la campagna virale di Greenpeace ha già fatto il giro del web mentre gli attivisti dell’organizzazione ambientalista hanno dato l’assalto alla sede di Mattel esponendo lo striscione nel quale Ken annuncia a Barbie di non volere più nulla a che fare con lei. Dal sito è possibile inviare una mail di protesta, firmata, alla celebre casa produttrice di giocattoli.
Come capita spesso Greenpeace prende di mira i marchi più in vista (si veda il caso della Apple) con lo scopo di sensibilizzare sulle pratiche distruttive per l’ambiente che queste aziende metto in atto senza scrupoli per aumentare i loro profitti. La reazione dei consumatori, informati e coscienti di queste malefatte, è fondamentale per fare pressione sulle corporation. Qui potete trovare il report preparato da Greenpeace in PDF, qui invece la versione animata.





Le foto dell’assalto di Greenpeace alla Mattel




Barbie distrugge le foreste? Ken la lascia, la campagna di Greenpeace
Alla Apple interessa o no l’ecologia?
Che la Apple fosse più trendy che eco-friendly lo avevamo capito e lo scrivevamo qui. Ora a leggere la storia scritta da Michele Filannino su Appleblog c’è da riflettere.
In poche parole: Michele proprietario di un MacBook Pro con problemi al monitor viene consigliato dall’assistenza della Apple di acquistare un computer nuovo piuttosto che sostituire il pezzo danneggiato per 700 euro. Ebbene Michele è tignoso e non si accontenta di questa risposta, va fino in fondo e con poco più di 200 euro sistema il suo MacBook.
Ricordiamo alla Apple che i RAEE sono rifiuti a tutti gli effetti e che è meglio riciclare. Inoltre non è sensato chiedere ai clienti di buttare un computer ancora funzionante quando con una giusta spesa lo si può riparare.
Foto | Flickr
Our Choice, il libro – app di Al Gore per iPhone e iPad
Al Gore’s Our Choice from Push Pop Press on Vimeo.
Al Gore è uno degli indiscussi paladini della lotta al riscaldamento globale che l’irresponsabile comportamento dell’uomo sta imponendo al pianeta. Dopo il successo del documentario An Inconvenient Truth del 2006, nel suo libro Our Choice (La Scelta. Come possiamo risolvere la crisi climatica) tracciava le linee guida di una strategia “glocale” in grado di combattere i cambiamenti climatici.
Da un paio di giorni Our Choice ha una sua edizione in formato e-book, ma non si tratta di un semplice pdf con testo e immagini, bensì del primo app-book. Nel video qui sopra potete dare un’occhiata al trailer che fornisce un’idea dell’innovativa interfaccia e varietà di contenuti (grafici, video e musiche) che arricchiscono e completano il contenuto del libro. Realizzata dalla Push Pop Press questa app è balzata immediatamente in testa alle classifiche dell’iTunes Store facendo registrare un picco di acquisti anche sullo store italiano.
Tutti i proventi della vendita della app per iPhone e iPad andranno alla Alliance for Climate Protection, l’organizzazione non profit guidata dallo stesso Al Gore. L’ex vicepresidente degli Stati Uniti ha spiegato la scelta di usare le piattaforme mobili Apple per diffondere la lotta al riscaldamento globale:
Beh, ricorderete che An Inconvenient Truth era sia un libro e un film. Ho imparato in questa esperienza che le due piattaforme si rafforzavano a vicenda. Mentre stavamo finendo la versione cartacea di Our Choice, l’universo app stava esplodendo. Ci siamo chiesti, potrebbe diventare un app? Abbiamo quindi deciso di rivisitare il libro su iPad / iPhone / iPod touch. La motivazione principale era quella di sfruttare le proprietà quasi magiche di questa nuova forma di editoria, l’applicazione, per dare alla gente la possibilità di interagire con il contenuto e esplorarlo al proprio ritmo e secondo i propri desideri.
Tecnologia e app di ultima generazione al servizio della “causa”.
Via | Grist
iPad 2, tutt’altro che ecologico
Nonostante i tentativi di Apple di affermarsi come una casa produttrice ecologica , le sue azioni non sembrano poi così green . La prima impressione che lascia perplessi è che l’uscita del nuovo iPad 2 provocherà una gran quantità di rifiuti elettronici . I fans della Mela non possono resistere al fascino dell’ultima uscita, e la dimostrazione si è avuta quando, appena un anno fa, il giorno dell’uscita nei negozi si sono create code chilometriche di persone che avrebbero pagato qualsiasi cifra pur di assicurarsi questo gioiellino della tecnologia
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iPad 2, tutt’altro che ecologico
iPhone: arriva anche l’App per monitoriare i fiumi
Sembra proprio che l’iPhone sia l’apparecchio preferito dai nuovi ecologisti, visto che è tutto un proliferare di App che servono (?) ad aiutare l’ambiente. Dopo quella che serve a trovare il contenitore più vicino dove buttare il Tetra Pak, dopo quella che fa lo stesso lavoro con l’alluminio, saltando a piè pari quella che ti fa spennare gli uccelli e scannare le tartarughe, oggi parliamo di quella che serve a monitorare lo stato di salute dei fiumi californiani.
Si chiama Creek Watch ed è stata sviluppata da Ibm. Il funzionamento è semplicissimo: ti metti in riva al fiume, fai una foto e rispondi a tre domande sulla quantità di acqua, sulla velocità dell’acqua e sulla quantità di rifiuti presenti in zona. Punto, tutto qua.
I dati raccolti con l’iPhone vengono poi inviati dall’App al California State Water Control Board, un organismo pubblico che si occupa di tutela dei corsi d’acqua. E’ abbastanza evidente che lo stesso identico lavoro si può fare anche con altri smartphone o persino senza un super cellulare moderno: si fa la foto e si torna a casa a rispondere via internet alle tre domande.
Ma se questo serve a stimolare un minimo di coscienza ecologista anche nel popolo della mela morsicata ben venga anche Creek Watch. Che questo possa servire ad Apple come stimolo per diminuire l’impatto ambientale dei propri prodotti, però, ci sono seri dubbi: nell’ultima classifica di Greenpeace dedicata alla sostenibilità dei prodotti elettronici di largo consumo, infatti, Apple è crollata in un anno solo dal quinto al nono posto.
Via | Smarter City
Video | YouTube
Tv, decoder, cellulari, netbook, monitor e Pc verdi: la classifica di Greenpeace. Vince Nokia
Greenpeace ha pubblicato la sedicesima edizione della sua eco-guida ai prodotti elettronici nella quale fa pelo e contropelo ai big dell’elettronica. Tv, consolle, computer portatili e non, monitor, cellulari e tutto ciò che rientra nella grande categoria dell’elettronica di consumo viene valutato per fornire un giudizio complessivo su quanto è verde la produzione di diciotto aziende: Dell, Toshiba, Sony-Ericsson, Sony, Lg, Microsoft, Acer, Philips, Sharp, Nokia, Fujitsu, Panasonic, Nintendo, Lenovo, Motorola, Apple, Samsung, HP.
I criteri di valutazione sono numerosi ma si possono racchiudere in due grandi categorie: quantità di sostanze pericolose nei prodotti analizzati (soprattutto i ritardanti di fiamma bromurati, la plastica in PVC, gli ftalati, il berillio, e antimonio) e la responsabilità del produttore (in particolare la gestione finanziaria dei rifiuti elettronici e quindi l’onere del produttore di ritirare e riciclare i prodotti in disuso). A parità di voti sale in classifica chi ha il punteggio migliore nella chimica.
La classifica vede in testa Nokia che ottiene un voto complessivo di 7,5 punti di media su dieci. Meglio di lei nessuno, ma ci sono ancora due punti e mezzo da guadagnare per raggiungere l’ottimo. Malissimo, invece, Nintendo che fa appena 1,8 punti a causa di una pessima chimica.
In mezzo, al nono posto, si piazza Apple. La mela morsicata, leggendo i dati forniti da Greenpeace, è molto più trendy che eco-friendly: ottiene 4,9 punti, esattamente quanto l’anno scorso, ma precipita dalla quinta posizione alla nona perché gli altri hanno fatto di più. Greenpeace, però, non manca di puntualizzare i miglioramenti ottenuti negli scorsi anni dall’azienda di Cupertino.
Tutti i numeri della classifica si possono avere consultando la versione completa della eco-guida di Greenpeace, mentre per chi ha fretta c’è la sintesi della eco-guida. Se vi interessano particolarmente i televisori lcd, invece, potete leggere la guida tedesca ai maxischermi che consumano di meno.
Via | Greenpeace
Foto | Flickr
Tv, decoder, cellulari, netbook, monitor e Pc verdi: la classifica di Greenpeace. Vince Nokia
Ecco i 10 ostelli europei più ecologici e anche aperti agli animali
Per molti di noi le vacanze sono finite. Per molti altri sono appena iniziate. Comunque ne approfitto per segnalarvi una lista di 10 ostelli ecologici sparsi per l’Europa. Accanto a questa lista c’è anche quella fatta di alloggi pet’s friendly cioè che accettano gli animali da compagnia.
Viaggiare è un arte, si sa, specie se lo si vuole fare tenendo a bada l’impatto che si ha sull’ambiente. Tra i mezzi più ecologici per raggiungere una località c’è la camminata a piedi, la bicicletta, il treno.
La lista mi è stata fornita da HostelBookers.com, che è una compagnia che si occupa di gestire 13mila ostelli sparsi in tutto il mondo. Purtroppo non hanno al momento un sistema di ricerca che seleziona gli ostelli discriminandoli in eco o meno. Perciò affidatevi alla lista e ad un eventuale contatto diretto a cui chiedere se si hanno esigenze particolari.
Lista 10 ostelli ecologici
1. Liverpool International Inn
Non perde occasione per promuovere iniziative legate al tema ecologista. In ogni stanza si puó trovare una “Guida Verde” che sensibilizza tutti gli ospiti sul problema dello spreco energetico. Tutte le luci dell’ostello sono regolate a tempo e sincronizzate con il sistema a chiave magnetica delle porte, cosí da non rimanere accesi se non in caso di necessità. I cestini per la raccolta differenziata sono disponibili nelle aree comuni. I prodotti come pane e latte sono organici e prodotti da piccoli produttori locali
Tovaglioli di carta e carta igienica sono rigorosamente in carta riciclata e non testata sugli animali. I clienti vengono spinti ad usare il trasporto pubblico piuttosto che le loro automobili.2. High Street Hostel- Edinburgo, Scozia
È una struttura ad impatto zero: usa esclusivamente energia elettrica da fonti rinnovabili e non-nucleare. Adotta la raccolta differenziata e si prende cura di piú di 75 ettari di bosco per compensare le emissioni di CO2.3. Sleepzone Connemara- Irlanda
E’ dotato di pannelli solari per produrre energia in accordo con Sustainable Energy Ireland e sta perfezionando un nuovo sistema di conversione di spazzatura in bio-energia. Usano un sistema di illuminazione a basso consumo.
Link? http://it.hostelbookers.com/ostelli/irlanda/connemara/4815/4. Aveiro Rossio Hostel- Portogallo
Per 9 mesi l’anno tutta l’acqua calda usata dall’ostello è scaldata tramite pannelli solari. Impianto elettrico a basso consumo per evitare sprechi energetici. Finestre appositamente disegnate per evitare la dispersione di calore. La maggior parte dell’arredo delle aree comuni è di provenienza locale e spesso di riciclo. Diffonde continuamente informazioni e idee per ottimizzare la raccolta differenziata.5. Barcelona Urbany Hostel
L’edificio che ospita il Barcelona Urbany é stato progettato con una tecnologia e un’architettura rispettosa dei parametri di tutela ambientale. Gli stessi ingegneri che hanno seguito il progetto lo hanno definito delle 3 R: ridurre, recuperare e riciclare.
L’ostello ha introdotto una serie di pratiche innovative: sistemi che limitano l’inquinamento acustico; riciclo delle acque piovane, il che consente un risparmio di circa il 50%, usata per innaffiare le piante; tecnologie elettriche a basso consumo; uso di materiali riciclati.6. Mellow Eco-Hostel Barcelona
L’ostello utilizza pannelli solari per la produzione di energia elettrica ed acqua calda. Bollino verde grazie ad un’opera costante di incentivo al riciclo ed alla raccolta differenziata e alla lotta agli sprechi energetici.7. HI Hostel Piero Rotta – Italia
E’ in attesa di ricevere la certificazione LEED; hanno installato pannelli per riscaldamento e raffreddamento; pompe di calore; pannelli solari.8. Jetpak Forest – Berlino
L’energia utilizzata è al 100% da fonti rinnovabili. Il riscaldamento è garantito da un sistema moderno a combustione di legno a bassissima emissione di CO2; l’acqua calda è generata da pannelli solari; si adotta una capillare raccolta differenziata con speciale attenzione ai rifiuti organici; si trovano bici a noleggio.9. Palace Hostel Schlossherberge - Vienna
Situato fuori Vienna in una zona tranquilla su una piccola collina è stato premiato come il migliore Ecohostel austriaco.
Il ristorante e caffè dell’ostello servono esclusivamente prodotti eco-solidali.10. City Backpackers Hostel - Stoccolma
L’ostello ha un approccio ecologista a 360 gradi, è per non fumatori; segue la raccolta differenziata; tutta l’elettricità è ricavata da fonti rinnovabili e adotta una politica di risparmio energetico.Europa dell’Est
St Christopher’s at the Mosaic House – Praga
Riscaldamento dell’acqua è garantito tramite energia solare. La temperatura nelle stanze è regolata in modo da evitare sprechi energetici. L’ostello usa un sistema di riciclo dell’acqua. L’architettura è disegnata per consentire una buona ventilazione in estate.Elephant on the Moon Eco Hostel - Cracovia
Sistema elettrico a risparmio energetico. L’ostello coltiva la propria frutta e verdura nel giardino ovviamente senza additivi chimici. Organizzano eventi come il “Golden Apple’s Festival” offrendo frutta e prodotti biologici e promuovendo in generale un approccio biologico.
Ecco i 10 ostelli europei più ecologici e anche aperti agli animali
iPad a 35 dollari. Ed è pure fotovoltaico…
Sull’utilità di questo fantastico prodotto di Apple ormai nessuno ha più dubbi. Il prezzo, però, ancora spaventa qualcuno: centinaia di dollari sono veramente tanti per qualunque gadget elettronico, anche per il più figo…
Soluzione: l’iPad a 35 dollari. Esiste ed è pure fotovoltaico, nel senso che ha la ricarica solare (ma è opzionale) e lo faranno a breve in India: è stato progettato dai ricercatori dell’Indian Institute of Technology e dall’Indian Institute of Science per dare un pc agli studenti meno abbienti e colmare il digital divide. Ovviamente non sarà Apple ma un tarocco.
Fa piacere, però, che gli ingegneri indiani nel “prendere spunto” dal prodotto di Apple abbiano anche avuto un occhio di riguardo per l’ambiente pensando alla ricarica solare. Opzione tutt’altro che inutile in un posto come l’India dove, nei villaggi, avere l’energia elettrica è tutt’altro che scontato.
Via | Fotovoltaico Blog
Video | Youtube
IPhone 4, il cellulare più ecologico del mondo
Tutte le richieste e i “sogni” di Greenpeace e delle altre associazioni ambientaliste che conducono da anni una battaglia contro i produttori di gadget elettronici, sono sul punto di essere realizzati. Il nuovo modello dell’ iPhone , battezzato semplicemente iPhone 4 , sarà il telefono più ecologico del mondo, dato che accoglie tutte le indicazioni verdi e va anche oltre. Il punto principale sul quale sono in molti a battersi è l’ eliminazione delle sostanze tossiche dai telefonini.

Muore intossicato da n-esano un dipendente Wintek, azienda che produce componenti per Apple e Nokia

La Wintek è un’azienda che produce componenti per Apple e Nokia, già sanzionata nel 2009 per l’impiego di N-esano, una sostanza tossica usata al posto del comune alcool per pulire gli schermi di diverse componenti, tra cui quelle destinate ad iPhone e iPod.
Ad agosto 2009 la sede Wintek di Suzhou è passata agli onori della cronaca per l’intossicazione di 49 dipendenti, uno dei quali è morto tre giorni fa, dopo aver preso parte allo sciopero dei dipendenti dello scorso gennaio contro l’uso della sostanza nociva, che continuava ad essere impiegata nonostante la sanzione.
I dirigenti, nonostante abbiano ammesso l’esposizione di qualche dipendente all’N-esano, ritengono che lo sciopero sia avvenuto per protesta contro i salari ed i bonus produzione, non per l’esposizione alla sostanza nociva. Un articolo di China Daily di gennaio, invece, riporta la morte di altri 4 dipendenti intossicati, mentre per la direzione di Wintek sono morti per difetti congeniti.
via | boingboing

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