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Legge sulle aree protette, le proteste delle associazioni ambientaliste

Le principali associazioni ambientaliste italiane si sono unite per protestare contro la legge 394 sulle aree protette che il Governo ha intenzione di varare entro pochi mesi. Si tratterebbe di un provvedimento che serve, in teoria, per migliorare la gestione di questi parchi e foreste, trasformandole in un Ente sotto il controllo dell’amministrazione cittadina. Ma vista sotto un’altra ottica si tratta dell’anticamera della distruzione delle foreste stesse.

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Legge sulle aree protette, le proteste delle associazioni ambientaliste

Vivaio per coralli

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Vivaio per coralli Per preservare i coralli corno di cervo dall’estinzione e per sostenerne, al contrario la ripopolazione, l’organizzazione TNC – The Nature Conservancy ha installato 14 vivai sottomarini.

Le nursery sono state poste a qualche metro sotto le acque oceaniche tra la Florida e le Isole Vergini e l’obiettivo è andare a ripiantare i coralli ottenuti nel reef delle barriere coralline. Il progetto è nato dalla collaborazione con la Nova Southeastern University, la Coral Restoration Foundation e la Florida Fish et la Wildlife Conservation Commission.

Vivaio per coralli
Vivaio per coralli Vivaio per coralli Vivaio per coralli

Via | MaxiSciences
Foto | Crédit : Liz Larson /Nova Southeastern University

Vivaio per coralli

L’addio ai mari delle politiche ambientali italiane

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addio mare

Perché il grattacielo del mare di Costa Crociere naufraga dove è vietato il passaggio anche a un gozzo?

Se lo chiede Legambiente in una lettera aperta rivolta al Ministro Clini che parte dal naufragio della Costa Concordia per ripercorrere le tappe di un naufragio ben più ampio: quello delle politiche ambientali italiane a tutela del mare. Mari italiani protetti senza protettori, santi senza calendario ma con tante cerimonie che celebrano il successo degli interventi di tutela, un successo di carta.

L’acqua, invece, resta violata ed inquinata, giorno dopo giorno. A dispetto del taglio del nastro di santuari e riserve marine, sopporta la pesca illegale, il passaggio di navi con un carico tossico potenzialmente micidiale ed errori umani come questo, che più che una tragica fatalità somiglia al gesto di un folle che fa rotta di proposito contro uno scorcio di paradiso. Lo scoglio rimasto incastrato nella chiglia della Costa Concordia potrebbe infatti essere un pezzo della zona A del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Un’area a protezione integrale fatta a pezzetti.

In questi giorni se ne sono sentiti tanti di elogi della follia. L’assurda consuetudine di avvicinarsi troppo alle isole è venuta a galla solo ora, dopo il disastro. Prima era una cosa simpatica, vista con favore da isolani e sindaci. Che spettacolo il passaggio di queste città galleggianti tutte illuminate! Grazie, grazie, grazie di essere passati! Peccato che queste navi che salutano il paradiso troppo da vicino per afferrare la bellezza di luoghi incontaminati rischiano di riversare il loro carico infernale nelle acque e sulle coste.

È giusto preoccuparsi di che fine farà il carburante ancora stivato nella nave, ma scongiurare il disastro ambientale come si sta dicendo in queste ore è pressoché impossibile, non tanto per il carburante ma perché in realtà il danno ambientale c’è già, sotto gli occhi di tutti. Quella nave spiaggiata colerà a picco portandosi dietro un pezzo inestimabile del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Ha distrutto i fondali costieri, aree dai fragilissimi equilibri che subiscono l’impatto di incidenti simili più del mare aperto. Inoltre non c’è solo il carburante sulla nave: ci sono solventi, medicinali, vernici, alcuni già inghiottiti dalle acque. Un boccone difficile da digerire per l’ecosistema marino che segna il fallimento delle politiche ambientali italiane. Il vero naufragio è iniziato quando abbiamo detto addio ai nostri mari per andarcene in crociera.

Foto | Flickr

L’addio ai mari delle politiche ambientali italiane

La quercia di Pinocchio, un bene paesaggistico per il Comune di Capannori

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quercia Pinocchio

La quercia del carissimo Pinocchio, amico dei giorni più lieti, bene paesaggistico. A proporlo è il Comune di Capannori, noto per l’attenzione alla sostenibilità ambientale principalmente per la sua politica rifiuti zero.

La quercia in questione si narra sia quella che ha ispirato il celebre passo in cui Pinocchio, insieme a quei furbastri del Gatto e della Volpe, sotterrò i denari mentre era diretto verso il Paese dei Balocchi:

Gli legarono le mani dietro le spalle e passatogli il nodo scorsoio intorno alla gola lo attaccarono penzoloni al ramo della quercia grande.

Grande è dir poco, maestosa dall’alto dei suoi 24 metri e con un tronco di oltre 4 metri di circonferenza. Dal momento che più volte ha rischiato di finire male, come legna da ardere per i tedeschi durante la guerra, ed oggi fa da lavagna ai due cuori ed un coltello dei vandali innamorati o a chi ne strappa i rami come souvenir, il Comune di Capannori vuole assicurarsi che viva ancora a lungo.

Oggi la quercia ha già 600 anni e rappresenta un valore storico, estetico e culturale per il territorio della provincia di Lucca. Un’altra leggenda la consacra come la quercia delle streghe per via della sua forma schiacciata, dovuta al peso delle streghe che si narrava danzassero sopra i suoi rami. Il tronco è talmente ampio da richiedere quattro persone disposte in cerchio per abbracciarla.

La farnia è iscritta nell’albo degli Alberi Monumentali del Corpo Forestale dello Stato. Per una gita fuori porta alla scoperta dei ricordi dell’infanzia o semplicemente per ammirarla se vivete o passate da quelle parti, la trovate a San Martino in Colle, in località Zone, ad otto km da Lucca.

Via | FAI
Foto | Comune di Capannori

La quercia di Pinocchio, un bene paesaggistico per il Comune di Capannori

Ambiente e territorio, workshop sulle aree protette al Bioparco di Roma

Si inaugura questo pomeriggio un ciclo di conferenze, visite guidate e workshop dal titolo “Aree protette urbane e periurbane: la fruizione per le attività sportive”, promosso dal Bioparco di Roma , in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, la Società Geografica Italiana, l’Università Estadual e lo zoo di Rio de Janeiro. Continua a leggere: Ambiente e territorio, workshop sulle aree protette al Bioparco di Roma (…) Ambiente e territorio, workshop sulle aree protette al Bioparco di Roma , pubblicato su Ecologiae.com il 12/01/2012 © Valentina Ierrobino per Ecologiae.com , 2012.

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Ambiente e territorio, workshop sulle aree protette al Bioparco di Roma

Amazzonia, diga Rio Xingu: al via le espropriazioni

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Operai a lavoro per l'installazione di una sonda sul Rio Xingu

La centrale idroelettrica di Belo Monte si farà e gli espropri del terreno sono già partiti. Il Brasile, paese dei BRIC ha fame di energia e di crescita del PIL e non può aspettare o rispettare ambiente e risorse (qui le conseguenze). Ecco dunque che il governo brasiliano lo ha comunicato ufficialmente e senza precedenti consultazioni, attraverso la pubblicazione in Gazzetta: si avviano dunque le espropriazioni di terreno per 300milioni di ettari, pari a 282mila campi di calcio, nei comuni di Vitória do Xingu, Altamira e Brasil Novo nello Stato del Pará. Lo rende noto Xingu Vivo l’associazione che raggruppa centinaia di movimenti che si battono contro la mega centrale idroelettrica voluta dalla società elettrica Aeenel.

A fine dicembre, però, alla Norte Energia è stata comminata una multa da 9 milioni di Reais brasiliani (quasi 4 milioni di euro) poiché il Rio Xingu è un fiume protetto e ogni attività è interdetta. A fare causa alla Società concessionaria dei lavori della Diga di Belo Monte è stata l’ Associação dos Criadores e Exportadores de Peixes Ornamentals de Altamira (ACEPOAT) e a cui Carlos Eduardo Castro Martins Giudice della Nona sezione del Tribunale di Vara ha riconosciuto le ragioni. I lavori peraltro sono stati sospesi per decreto per 45 giorni, ma mai rispettato dalla Società che ha proseguito le trivellazioni accumulando così le infrazioni e aumentando il valore della multa. In tutto ciò il governo Brasiliano ha proseguito non tenendo conto della sentenza e pubblicando in Gazzetta l’ordinanza per gli espropri.

Secondo Gabriel Granado avvocato dei querelanti di ACEPOAT la multa è stata riconosciuta a causa delle attività di perforazione e sondaggio che precedono appunto i lavori per la costruzione della Diga. A dare ragione ai pescatori anche lo Studio sull’impatto ambientale commissionato proprio da Norte Energia alle società Eletrobrás, Camargo Correia e Odrenrecht che conferma quanto già saputo dai pescatori, ossia che determinate specie di pesci vivono solo in quelle zone. Dunque, un cambiamento negli habitat modificherebbe l’attuale ecosistema facendo crollare l’economia della pesca e della sussistenza.

La leader di Xingu Vivo, Antonia Melo commenta:

Questa decisione coinvolge una vasta area e colpisce la vita di migliaia di persone.

Foto | Xingu Vivo

Amazzonia, diga Rio Xingu: al via le espropriazioni

Il sindaco di Wildpoldsried, prima eco città al mondo visita Viterbo

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Benvenuti a Wildpoldsried comune autonomo energeticamente grazie alla smart grid

Il sindaco di Wildpoldsried si chiama Arno Zengerle e sarà in visita nella Tuscia Viterbese il 18 e 19 gennaio dove in un incontro pubblico conoscerà i sindaci della zona. L’incontro è organizzato dall’Accademia Kronos mentre il 20 gennaio in Campidoglio a Zengerle sarà assegnato il premio Un bosco per Kyoto.

Ma perché Arno Zengerle è così importante nel mondo dell’ambientalismo? Un passo indietro fino al 1997 è necessario per raccontare come il piccolo comune di Wildpoldsried in Bavaria, in cui vi abitano poco più di 2500 persone sia riuscito a diventare una comunità energeticamente indipendente. Come si è giunti a tanta libertà? Grazie alle Smart grid, a energie rinnovabili che producono il 321% in più di energia rispetto alle esigenze, a edifici passivi, al riciclo dei rifiuti al recupero delle acque, insomma a tutte quelle buone pratiche che predichiano anche dalle pagine di Ecoblog.

E’ chiaro che la realtà di Wildpoldsried ricorda quella dei molti piccoli comuni italiani e dunque replicare il suo esempio rappresenterebbe un’affrancamento economico, altro che Federealismo!

Via | Occhio Viterbese
Foto | Wildpoldsried

Il sindaco di Wildpoldsried, prima eco città al mondo visita Viterbo

Marea nera in Nuova Zelanda, il cargo Rena si spacca in due

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Il cargo Rena si è spaccato in due

La Rena nave portacontainer battente bandiera liberiana, si è spaccata in due lasciando scivolare in mare i 300 container ancora a bordo. Dell’incidente ne scrivevamo a ottobre e da allora il cargo è rimasto nella stessa identica situazione dopo aver sversato in mare, vicino la barriera corallina a Astrolabe Reef al largo della costa di Tauranga , circa 1350 tonnellate di carburante. Il petrolio ha ucciso oltre 2mila uccelli e non è stato reso noto quanto altro carburante sia stivato (qui tutti i numeri del disastro a cura della Marina neozelandese)

Nick Smith ministro dell’Ambiente neozelandese ha definito il disastro serio ma non inaspettato:

Attualmente i rischi per l’ambiente sono una piccola parte di quelle che erano nel mese di ottobre. Probabilmente gli altri sversamenti di carburante saranno nell’ordine delle decine di tonnellate e non delle centinaia di tonnellate perciò confidiamo di non dover chiudere le spiagge.

Quasi un migliaio di volontari da ottobre a oggi si sono impegnati nelle operazioni di pulizia delle spiagge e delle acque (qui le immagini) mentre fino alla rottura del cargo non è stato possibile recuperare tutti i container. A bordo ne sono rimasti oltre 300. Dopo il salto il video delle operazioni di recupero e il video del cargo spaccato in due.

Il cargo spaccato in due.

Le operazioni di recupero dei container dal cargo Rena.

Via | NZHerald, Le Parisienne
Foto | Marina Neozelandese

Marea nera in Nuova Zelanda, il cargo Rena si spacca in due

Ambiente, Wwf pubblica sondaggio sui parchi in Italia

L’Italia è un Paese ricco di biodiversità.

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Ambiente, Wwf pubblica sondaggio sui parchi in Italia

Giornata delle oasi WWF, domenica 22 maggio visite gratuite alle aree naturali protette

Giornata delle oasi WWF : ricorre domenica 22 maggio la consueta iniziativa dell’associazione del panda Festa Oasi per sensibilizzare i cittadini alle meraviglie naturali protette presenti nella penisola. In occasione della ricorrenza le porte delle oltre 100 oasi , di cui 40 boschi , saranno aperte gratuitamente all’ingresso del pubblico con numerose iniziative per trascorrere qualche ora immersi nella natura, a contatto con una bellezza incontaminata sempre più rara da incontrare fuori dai confini limitati delle aree protette

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