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Riscaldamento globale, rischio carestia in Cina

E se la Cina , lo abbiamo visto ieri, continua a mantenere il suo triste primato di Paese più inquinante al mondo , pare che paghi (pagherà) anche il prezzo più alto a causa del cambiamento climatico . A dirlo è una ricerca compiuta dalla stessa Università di Pechino che lancia l’allarme, in questi giorni, sul rischio di una carestia nel Paese orientale dovuta proprio agli effetti del riscaldamento globale . L’ agricoltura è infatti il settore più penalizzato dalle temperature alte per via di siccità , aumento dei parassiti e di malattie delle piante favorite da climi caldi, e forti piogge, e l’équipe di ricercatori si spinge molto, forse troppo, in avanti con le previsioni , ipotizzando, per il 2050, uno scenario a dir poco disastroso, con una riduzione, in alcune aree, del 20% della produzione agricola .

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Riscaldamento globale, rischio carestia in Cina

Polemiche tra ambientalisti e APP su certificazioni e rapporti

L’Asian Pulp & Paper, facente capo al Sinar Mas Group e conosciuta come APP è stata nei mesi scorsi protagonista di una serie di polemiche che l’hanno vista contrapposta a varia associazioni ambientaliste. Il nodo centrale della questione è il tipo di legname utilizzato per la produzione di carta: si tratta di alberi derivati da coltivazioni oppure provenienti dalle foreste pluviali?

La questione è interessante se si osservano i dati di produzione. 2 milioni di tonnellate di pasta di legname e 5 milioni di tonnellate di carta e materiali per imballaggio all’anno. Negli ultimi anni l’AAP ha iniziato un’intensa attività di PR, mirata a mostrare il modo in cui opera e difendersi dall’accusa di contrabbando di legname in Cambogia e Indonesia.

Nelle ultime settimane il botta e risposta tra APP e le associazioni ambientaliste si è fatto più intenso. In particolare, Greenpeace ha più volte citato Sinamars Group nei propri articoli e nei propri video (all’inizio del post un esempio) così come APP ha risposto alle accuse di Greenpeace. Sul sito di APP, sotto “education” e ” latest news”, c’è un documento in PDF con l’ultima reazione agli ambientalisti.

La risposta non si è fatta attendere: pubblichiamo nel seguito del post il comunicato del sito Salvaforeste.it in merito alla questione APP e Sinamars Group.

Balle di cellulosa, balle di carta… Il colosso cartario Asia Pulp and Paper (APP) ha annunciato la pubblicazione di un rapporto per controbattere alle critiche di parte ambientalista. “Una mera operazione di greenwashing”, è il commento delle associazioni ambientaliste, secondo cui il documento non contiene fatti, ma maldestra propaganda.

Secondo la APP, il documento “‘Getting the Facts Down on Paper’ confuta e respinge le accuse fittizie e fuorvianti fatte da alcune ONG. La certificazione da parte della Mazars offre a noi e al pubblico con prove concrete che la APP segue rigorosamente un percorso di sostenibilità pianificata e praticata”.

“Alcune ONG” si riferisce a una lettera firmata da 40 associazioni ambientaliste europee che chiedono alle imprese di non acquistare carta dalla APP, in quanto attore dalla distruzione delle foreste pluviali dell’Indonesia.

Secondo il documento, dal 1996 ad oggi la APP avrebbe sfruttato solo foreste degradate o aree di basso valore, ma non vengono fortine definizioni certe per questi termini. La APP afferma inoltre che il carbonio netto emesso nella produzione delle propria carta è vicino allo zero dato che le piantagioni assorbono carbonio. Ma ha distrattamente dimenticato di includere le emissioni prodotte dagli ingenti volumi di legname utilizzato dalla APP per la produzione di pasta di carta, e soprattutto, le emissioni causate dal massiccio drenaggio della torba nelle piantagioni dell’impresa e dei suoi fornitori. Con una vera acrobazia contabile ha poi aggiunto il minimo sequestro di carbonio nelle piantagioni (ben inferiore alle emissioni da queste provocate) per dimostrare come la APP abbia un impatto vicino allo zero.

“Questo audit dimostra al pubblico, senza ombra di dubbio, l’assoluto impegno alla trasparenza e alla sostenibilità da parte della APP” ha dichiarato Aida Greenbury, della APP al Jakarta Post. Ma le associazioni ambientaliste fanno osservare come non ci sia molto da “certificare” nel documento della APP, dato che non fornisce informazioni o numeri sulle sue pratiche forestali dell’azienda, come ad esempio sulla conversione in piantagioni di foreste e torbiere, sulle conseguenti minacce per gli habitat della tigre e dell’orangutan, e sui conflitti con le comunità forestali. Il documento della APP si limita a negare i dati della Banca mondiale sulle emissioni indonesiani di carbonio e a presentare alcuni progetti di conservazione sponsorizzati dalla società, mentre distrugge massicciamente gli habitat forestali. Al pubblico non resta molto da vedere, se non una lettera di presentazione su una ‘Relazione di garanzia’ resatta su documenti che non sono stati resi pubblici.

“Questo non è un audit è mero greenwashing – ha dichiarato Sergio Baffoni, di Terra! – La APP sta lanciando una aggressiva campagna di mercato per espandersi in Europa, e tenta di presentare il suo le proprie operazioni come sostenibili. Il fatto è che

un ampliamento dei suoi mercati porterà inevitabilmente ad un’ulteriore conversione in piantagioni delle foreste tropicali e torbiere. Per questo motivo, le associazioni di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Malta, Finlandia, Svezia e Svizzera hanno richiesto all’editoria di evitare la APP e adottare una politica responsabile per gli acquisti di carta”.

“[Il rapporto] non vale la carta su cui è scritto. Si dilunga su ipotesi e congetture, ma mancano i fatti – ha aggiunto Bustar di Greenpeace – La realtà è che APP continua a distruggere le foreste pluviali di Sumatra, compreso l’habitat della tigre, e aree ricche di torba e quindi di carbonio”.

Immagini satellitari documentano di ogni singolo ettaro che la APP ha distrutto in questi anni, spiega Aditya, del WWF: “La APP non può nascondersi: la devastazione delle foreste naturali del paese è chiara e chiunque la può vedere. La APP ha distrutto oltre un milione di ettari di foreste in Indonesia, dall’apertura della cartiera di Indah Kiat a Riau, Sumatra. Quindi la APP ha presentato piani per cancellare altri 100.000 ettari di foreste naturali tra il 2009 e il 2010. Cento mila ettari di oggi e un milione di ettari di ieri non possono essere nascosti facilmente. Queste aree sono visibili chiaramente nelle immagini satellitari, così come le foreste che c’erano prima della conversione in piantagioni”.

Le richieste di nuove concessioni, e le immagini satellitari dimostrano che la APP ha preso di mira aree ricche di biodiversità, tra cui habitat di specie minacciate come la tigre di Sumatra, l’elefante e l’orango, senza parlare dell’occupazione di terre delle comunità indigene. Dopo aver distrutto un milione di ettari di foreste, ora APP vanta di aver risparmiato 15.025 ettari di habitat della tigre nel santuario di Senepis, a Riau. Ma anche in quella zona, la maggior parte della foresta “risparmiata” era già stata posta sotto protezione dal governo.

In realtà, anche lo stesso ente di certificazione, Mazars, ha preso le distanze dalla propria ‘relazione’ per la APP. La lettera di accompagnamento spiega che il “Consiglio di Amministrazione delle imprese [Sinar Mas / APP] sono responsabili sia per l’oggetto e criteri di valutazione. Del resto il documento non confuta nessuno dei rapporti pubblicati dalle associazioni ambientaliste in questi anni. E non c’è molto da “certificare” nel documento della APP, dato che non fornisce informazioni o numeri sulle sue pratiche forestali dell’azienda, come ad esempio sulla conversione in piantagioni di foreste e torbiere, sulle conseguenti minacce per gli habitat della tigre e dell’orangutan, e sui conflitti con le comunità forestali. Il documento della APP si limita a negare i dati della Banca mondiale sulle emissioni indonesiani di carbonio e a presentare alcuni progetti di conservazione sponsorizzati dalla società, mentre distrugge massicciamente gli habitat forestali.

Un simile documento “certificato è stato prodotto da Sinar Mas, società madre APP, a dimostrare la sua sostenibilità. Il documento è stato smentisce facilmente da Greenpeace con alcune testimonianze fotografiche.

Polemiche tra ambientalisti e APP su certificazioni e rapporti

Deforestazione, 40 ettari di alberi tagliati ogni giorno per produrre le bacchette cinesi

Tra le tante attività anti-ecologiche che si praticano in Cina , c’è quella forse più nota al mondo: l’utilizzo delle bacchette per mangiare. Ci eravamo già occupati delle bacchette in avorio prodotte dalle zanne degli elefanti , ma il problema è che sono molto più comuni quelle in legno usa e getta. Pare che addirittura il Ministero del Commercio cinese si sia reso conto che la situazione stava diventando insostenibile, ed ha per questo inviato un avviso ai produttori delle bacchette per avvertirli che la Produzione, la circolazione ed il riciclaggio delle bacchette usa e getta dovrebbero essere più strettamente controllati

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Deforestazione, 40 ettari di alberi tagliati ogni giorno per produrre le bacchette cinesi

Clima, i cambiamenti che minacciano l’uomo

I cambiamenti climatici causati dal surriscaldamento globale e dalle mutazioni della temperatura terrestre mettono sempre più in pericolo la vita dell’uomo.

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Clima, i cambiamenti che minacciano l’uomo

Trasporto ecosostenibile, in Cina arriva l’autobus gigante

In Cina i risultati della tecnologia non smettono mai di stupire e questa volta ci pensa l’ autobus ecosostenibile gigante , un mezzo capace di passare sopra alle vetture per facilitare la viabilità e agevolare il trasporto dei passeggeri. Il 3D Express Coach è un autobus alto 5 metri e largo fino a 6 ideato per far fronte ai problemi del traffico e dell’ inquinamento .

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Trasporto ecosostenibile, in Cina arriva l’autobus gigante

Chernobyl, dopo 25 anni dall’incidente collassa la biodiversità

Chernobyl, soffre la fauna selvatica

L’incidente di Chernobyl, anche dopo 25 anni, torna a far parlare di sé. La fauna nella zona dove si è verificata la terribile esplosione nucleare è ancora sofferente e la vita stenta a riprendere. Questi i crudi risultati della ricerca Efficiency of bio-indicators for low-level radiation under field conditions condotta per quattro anni da Timothy Mousseau dell’Università della Carolina del Sud e Anders Møller dell’Università di Parigi-Sud, Francia e pubblicata su Ecological Indicators.

I due scienziati hanno catalogato e studiato gli animali presenti nella zona misurando la radioattività della fauna selvatica. Spiegano gli scienziati:

La verità è che gli effetti nocivi della contaminazione radioattiva sono talmente grandi da risultare schiaccianti. Gli effetti sono particolarmente evidenti negli uccelli. Gli uccelli offrono la miglior “misura quantitativa” di questo impatto” e il censimento delle specie animali in quest’area, effettuato per più di tre anni, ha prodotto notevoli prove che dimostrano come la radioattività abbia un “impatto significativo” sulla diminuzione della biodiversità.

Smentisce Mousseau, perciò, la propaganda degli scienziati ucraini, che vuole che la zona stia diventando un paradiso per la flora te la fauna selvatica a causa della mancanza della presenza umana. Sotto accusa il documentario Chernobyl a natural history , in cui è mostrata una ripresa florida della vita nella zona colpita dalle radiazioni. Ma spiega Mousseau:

Queste dichiarazioni sono “puramente aneddotiche”. Questo è il primo documento che fornisce dati rigorosi e quantitativi sul fatto che la vita dei mammiferi della zona chiusa è significativamente influenzata dalla presenza della contaminazione radioattiva. In ogni caso, non penso che sia una cattiva idea definire questa zona “un rifugio per la fauna selvatica”, se questo venisse però utilizzato come “laboratorio naturale”, in cui fosse possibile studiare le conseguenze a lungo termine di questo tipo di incidente. Se la società vuole sempre saperne di più sulle conseguenze a lungo termine delle grosse catastrofi ambientali – e Chernobyl è solo una delle tante – è importante che tutti noi (ricercatori) prendiamo seriamente le nostre responsabilità.

Via | BBC, Progetto Humus
Foto | Flickr

Chernobyl, dopo 25 anni dall’incidente collassa la biodiversità

La Malesia chiude le sue aree marine per salvare la barriera corallina

Le barriere coralline vengono “uccise” ogni giorno dai cambiamenti climatici , e così decisioni difficili devono essere prese, fino a quelle più drastiche come chiudere del tutto l’accesso agli umani nelle zone più in pericolo. La notizia fa scalpore quando si scopre che a chiudere sono alcuni dei principali siti di immersione della Malesia , tra i più frequentati al mondo, i quali ospitano un totale di 12 barriere coralline.

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La Malesia chiude le sue aree marine per salvare la barriera corallina

Fotovoltaico: la Cina investe in Puglia, Veneto e Lombardia

Fotovoltaico: la Cina investe in Puglia, Veneto e LombardiaLa Cina è pronta ad investire 30 milioni di dollari in Puglia nel settore del fotovoltaico e circa 100 milioni nel resto del sud Italia. Anche i cinesi, quindi, hanno adocchiato il mezzogiorno italiano ed il suo sole.

La scelta della Puglia deriva da una precedente intesa, siglata lo scorso 30 giugno a Guangzhou, tra il governatore pugliese Nichi Vendola e il vice Governatore della Provincia del Guangdong Lin Musheng. Il classico protocollo di intesa internazionale che, questa volta, ha avuto risultati fulminei: in meno di un mese quattro aziende cinesi sono sbarcate in Italia.

L’investimento più interessante è proprio quello che riguarda la Puglia: China Energy Conservation & Environment Protection Group (Cecep) completerà entro settembre 2010 una prima serie di investimenti per 30 milioni di dollari in impianti fotovoltaici sul territorio pugliese. Non sono stati dati maggiori dettagli ma si suppone si tratti di fotovoltaico a terra. Soddisfatto Vendola che spera di poter approfondire la conoscenza, nel settore energia e non solo, con i cinesi:

Continuiamo dunque a lavorare per intensificare i nostri rapporti di scambio internazionale con questo paese e per rendere durature e solide le nostre relazioni con gli operatori e le istituzioni cinesi

Oltre al sud italiano, i cinesi hanno intenzione di frequentare anche alcune regioni del nord: Lombardia e Veneto.

Fonte | Press Regione Puglia
Foto | Flickr

Fotovoltaico: la Cina investe in Puglia, Veneto e Lombardia

Cina, il tasso di inquinamento si fa preoccupante

Il 90% dei giorni nei primi sei mesi in questo 2010 hanno registrato una qualità dell’aria che raggiunge o supera lo standard nazionale di inquinamento nelle 113 più grandi città della Cina , con un calo di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ad annunciarlo è una relazione sulla qualità ambientale rilasciata dal Ministero della Protezione Ambientale cinese, il quale finalmente ammette che anche il Paese del Sol Levante qualche piccolo problemino ambientale ce l’ha

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Cina, il tasso di inquinamento si fa preoccupante

Overland 13: da Milano a Shanghai su auto robot elettriche con pannelli fotovoltaici

Il Piaggio Porter elettrico in partenza con Overland 13

Se ci credono e scommettono i tosti esploratori di Overland giunti alla 13ma edizione, allora c’è da giurare che la scommessa sarà vinta: 4 veicoli robot elettrici, Porter della Piaggio (qui i dettagli tecnici), da Milano a Shanghai, per 15mila chilometri, alimentati solo da pannelli fotovoltaici ideati e costruiti dal VisLab Università di Parma (qui il progetto e il percorso da seguire live). Qui la video intervista al mitico Beppe Tenti.

Il Piaggio Porter elettrico in partenza con Overland 13
Il Piaggio Porter elettrico in partenza con Overland 13Il Piaggio Porter elettrico in partenza con Overland 13Il Piaggio Porter elettrico in partenza con Overland 13Il Piaggio Porter elettrico in partenza con Overland 13Il Piaggio Porter elettrico in partenza con Overland 13Il Piaggio Porter elettrico in partenza con Overland 13Il Piaggio Porter elettrico in partenza con Overland 13
La sfida è senza precedenti:

Non solo, i 4 Porter non avranno autisti: ogni Porter è dotato di un sistema di guida autonoma. Un sistema di intelligenza artificiale veicolare sviluppato in oltre 15 anni dal VisLab dell’Università di Parma.

L’obiettivo di Overland 13 è dimostrare che:

Non solo è possibile trasferire merci dall’Europa all’Asia con veicoli elettrici, ma che in un futuro non troppo lontano questo sarà possibile tramite flotte di veicoli a guida autonoma. Già oggi sono previste, in tempi molto ristretti, applicazioni in ambito urbano per la consegna di merci con veicoli autonomi del tutto simili ai Porter Piaggio protagonisti di Overland 13.

Inoltre, grazie a un sistema di telerilevamento con cellulari saranno mappate, lungo tutto il percorso le emissioni di Co2. La carovana è partita ieri alle 12,00 da Milano mentre domani 22 luglio sarà a Roma alla presenza del Ministro degli Affari esteri Franco Frattini.

Via | Overland
Foto | Vialab

Overland 13: da Milano a Shanghai su auto robot elettriche con pannelli fotovoltaici