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Né l’uovo né la gallina, la replica della LAV a Giovanardi

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uovo gallina uomo giovanardi

Di risposte al suo dubbio amletico Viene prima l’uomo o la gallina? Giovanardi ne ha ricevute tante negli ultimi giorni. La LAV, ad esempio, ha qualcosa da ridire sul ruolo centrale della carne nell’alimentazione, rimarcato nel corso del convegno dal nutrizionista Giorgio Calabrese.

Una replica affidata dalla LAV ai dati diffusi dall’American Dietetic Association, in uno studio che risale al 2009:

Le diete totalmente vegetariane o vegane, sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale, e possono conferire benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Le diete vegetariane ben pianificate sono appropriate per individui in tutti gli stadi del ciclo vitale, ivi inclusi gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia e adolescenza, e per gli atleti.

E se non bastasse a confutare le dichiarazioni di Calabrese, definite fuorvianti dagli animalisti, la LAV aggiunge il parere in merito di Umberto Veronesi, oncologo nuclearista, anche se visto che dorme sonni tranquilli con le scorie, forse era meglio lasciare solo i dati dell’American Dietetic Association. Ad ogni modo, scrive Veronesi:

Non è vero che la carne è necessaria al nostro sostentamento. Il nostro metabolismo è quello dei primati, che non sono carnivori e che si nutrono di bacche, cereali, legumi, frutti. Il nostro organismo, come quello delle scimmie, è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla potenza fisica del gorilla. E pensiamo al neonato, che nei primi mesi quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le malattie.

Via | LAV

Né l’uovo né la gallina, la replica della LAV a Giovanardi

Piccole storie di vetro, un concorso per bambini scrittori del riciclo

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concorso piccole storie vetro

Il vetro è igienico, versatile, riciclabile, mantiene intatte le proprietà dei cibi. Materiale creativo per eccellenza che ispirerà i bambini a scrivere “Piccole storie di vetro”. Questo il nome del concorso lanciato da Assovetro, l’Associazione nazionale degli industriali del vetro, in collaborazione con CoReVe, il Consorzio per il recupero del vetro.

Il concorso è giunto alla sua quinta edizione e quest’anno vede coinvolto Stefano Benni. È lui infatti l’autore dell’incipit che dovrà ispirare ai bambini il resto della storia. Protagonista è

“una bella bottiglia di succo (d’arancia) che viveva con le sue amiche sul ricco scaffale di un supermercato…”.

Gli scrittori in erba potranno scrivere un massimo di 30 mila battute e dovranno corredare il racconto di una copertina. Ogni mese, a partire da febbraio e fino ad aprile, verranno premiate le prime dieci classi che spediranno degli elaborati. I racconti più belli verranno pubblicati su un portale dedicato, www.glasstellers.com.

Il concorso Piccole storie di vetro rientra in un programma di educazione ambientale più ampio che mira ad insegnare teoricamente e praticamente il riciclo e la raccolta differenziata ai bambini. Come ha sottolineato Giuseppe Pastorino, Presidente della sezione contenitori di Assovetro:

Il concorso vuole promuovere negli studenti una riflessione sul valore e la necessità di attenzione e cura per l’ambiente: la buona educazione ambientale si impara proprio sui banchi di scuola. Sono convinto inoltre che investire sui giovani significa fare un investimento sul futuro: un futuro sostenibile.

E come non essere d’accordo.

Via | Assovetro

Piccole storie di vetro, un concorso per bambini scrittori del riciclo

Al Carnevale di Venezia Voltonio e Bidonia, le maschere del riciclo di Ecolamp

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maschere carnevale venezia ecolamp

Il Carnevale di Venezia si illumina di un tema più impegnato, grazie ad Ecolamp, il consorzio che si occupa della raccolta delle sorgenti luminose a basso consumo esauste, rifiuti con componenti tossiche ma riciclabili fino al 95% . Dal 4 al 21 febbraio, al Sestiere di Campo San Polo, verrà allestito il Teatro della Luce e del Riciclo, un laboratorio ludico-didattico rivolto in particolar modo ai bambini, che quest’anno ha come filo conduttore: “La vita è teatro. Tutti in maschera”.

Tanti gli spettacoli ed i giochi in programma per sensibilizzare l’opinione pubblica ad un corretto smaltimento delle lampadine. E sappiamo quanto ci sia bisogno di educazione ambientale in Italia, rivolta ai bambini ma soprattutto agli adulti!

Come ha sottolineato Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp:

Imparare divertendosi è da sempre il criterio a cui si ispirano le iniziative didattiche di Ecolamp che, fin dal primo anno di partecipazione al Carnevale di Venezia, ha contribuito a sensibilizzare ed educare adulti e bambini sulle modalità di corretto smaltimento delle moderne lampadine fluorescenti, che stanno sostituendo le vecchie lampade a incandescenza, sui risultati del loro riciclo e sui valori della tutela ambientale.

E le maschere di Ecolamp non potevano che essere delle lampadine, disponibili in quattro diverse versioni, tutte di nuova generazione. Al Carnevale di Venezia Ecolamp partecipa con Voltonio e Bidonia, due maschere che sfileranno ma soprattutto sensibilizzeranno ad una corretta raccolta differenziata, senza scherzi. Potete votarle anche nel Concorso per la Maschera più bella del Carnevale 2012.

Via – Foto | Ecolamp

Al Carnevale di Venezia Voltonio e Bidonia, le maschere del riciclo di Ecolamp

L’Italia che scompare sotto il cemento, cresce a ritmi vertiginosi il consumo di suolo

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consumo suolo italia

Settantacinque ettari al giorno. A questo ritmo procede il consumo di suolo in Italia. Impietosa la foto scattata dal dossier del FAI e del WWF Terra Rubata – Viaggio nell’Italia che scompare, presentato a Milano. Nei prossimi vent’anni l’urbanizzazione sottrarrà altri 600 mila ettari alla natura. Negli ultimi cinquant’anni il tasso di cementificazione è più che triplicato.

Tra le cause principali del consumo di territorio in Italia l’abusivismo edilizio, troppi condoni che perdonano gli scempi architettonici, il boom di centri commerciali, periferie che esplodono sempre più verso l’esterno mentre le case in centro restano vuote e cadono a pezzi. E di riqualificazione se ne intravede solo l’ombra.

Secondo FAI e WWF occorre:

dare priorità al riuso dei suoli anche utilizzando la leva fiscale per penalizzare l’uso di nuove risorse territoriali; procedere ai Cambi di Destinazione d’Uso solo se coerenti con le scelte in materia di ambiente, paesaggio, trasporti e viabilità. E ancora. Bisogna rafforzare la tutela delle nostre coste estendendo da 300 a 1000 metri dalla linea di battigia il margine di salvaguardia; difendere i fiumi non solo attraverso il rispetto delle fasce fluviali ma con interventi di abbattimento e delocalizzazione degli immobili situati nelle aree a rischio idrogeologico; farsi carico degli interventi di bonifica dei siti inquinati, escludendo che i costi di bonifica vengano compensati attraverso il riuso delle aree a fini edificatori.

Via – Foto | WWF

L’Italia che scompare sotto il cemento, cresce a ritmi vertiginosi il consumo di suolo

GreenGift per San Valentino: un pezzo di Amazzonia

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San valentino, regali eco

San Valentino si avvicina: quintali di cioccolato e milioni di fiori saranno venduti. Sono le ragioni del marketing e del consumo che onestamente non capiamo. Ma l’amore va sempre festeggiato: ci mancherebbe! Dunque un buon conpromesso tra la voglia di far festa all’amore della nostra vita e una responsabilità verso il consumo c’è.

Oltre a consigliarvi di scegliere di regalare piante in vaso, alberi da curare a distanza, cioccolato e fiori provenienti al commercio equoslidale vi suggerisco degli acquisti un po’ originali ma che fanno anche tanto bene: iscrizione a una delle tante associazioni che si occupano di preservare il Pianeta, dal WWF a Greenpeace a LAV a FIAB, solo per citarne alcune. Oppure adottare un pezzo di Foresta amazzonica, alberi in Brasile o un pezzo di barriera corallina. Le modalità qui.

Foto | Nature

GreenGift per San Valentino: un pezzo di Amazzonia

La Terra a chi la lavora! Terra Nuova e Crocevia contro il land grabbing

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La campagna globale contro l’accaparramento delle terre è già iniziata un anno fa, a Dakar, quando organizzazioni contadine, associazioni di popoli indigeni e membri della società civile firmarono un documento con il quale si impegnavano a reagire contro i furti dei terreni agricoli ad opera delle multinazionali o degli Stati esteri. La forza di questo manifesto è stata recentemente ribadita nel novembre scorso, durante una conferenza internazionale tenutasi a Nyelenyi, in Mali.

Ieri, le onlus Terra Nuova e Crocevia hanno diffuso un comunicato in cui danno notizia di un’azione comune volta a scongiurare il proliferare del fenomeno anche nel nostro Paese.

L’obiettivo finale dell’iniziativa è indurre il nostro governo ad applicare e a far rispettare le “direttive volontarie per l’accesso facilitato alla terra” in negoziazione al Comitato Sicurezza Alimentare delle Nazioni Unite (presso la FAO). Le linee guida volontarie, infatti, sono direttive sulla cessione dei fondi rurali rivolte in ugual misura ai governi e alle imprese, alle banche e ai fondi d’investimento. Dare loro attuazione significa porre barriere molto precise al furto della terra, anche nei paesi terzi.

In Italia, la nostra capacità produttiva è stata erosa: oltre 700.000 piccole aziende sono sparite nell’arco di un decennio mentre il 30% dei terreni fertili è in mano all’1% delle aziende. In Africa, le mani sulla terra si allungano inesorabilmente. Tra i responsabili dei “furti del diritto a produrre” anche molte imprese italiane (Benetton, Agroils.. ecc.) e, intanto, cresce la tensione da parte delle comunità rurali.

Via | comunicato stampa

Foto | Flickr

La Terra a chi la lavora! Terra Nuova e Crocevia contro il land grabbing

Isola di Montecristo invasa da ratti e topi, polemiche sul lancio di esche avvelenate dagli aerei

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ratti topi isola montecristo

L’Isola di Montecristo è invasa dai topi e da enormi ratti neri, approdati sulla terraferma con le navi ed i traghetti e che ora si riproducono a dismisura ed indisturbati, non trovando antagonisti biologici sull’isola. Saltando l’ipotesi di un’adozione di massa di gatti, il ricorso al pifferaio magico ed una derattizzazione più soft, la proposta per liberarsi dai topi avanzata dalle amministrazioni locali è di lanciare esche avvelenate dagli aerei.

E siccome i topi sono tanti, un vero esercito, si parla di paracadutare ben 26 tonnellate di esche avvelenate. Una guerra chimica che potrebbe mietere, come nel caso di tutte le guerre, molte vittime innocenti, mettendo a rischio l’intera fauna dell’Isola di Montecristo. La LAV protesta e lancia diffide a tutto campo: al Parco dell’Arcipelago, al Ministro dell’Agricoltura Mario Catania, al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, al governatore della Toscana Enrico Rossi e al presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà.

Il progetto è a dir poco assurdo, spiegano gli animalisti. Il principio attivo contenuto nelle esche è il brodifacoum, una sostanza che ha un’alta persistenza ambientale, tossica per diverse specie acquatiche. Ci sono diversi modi meno cruenti per evitare che i ratti invadano piccole isole, conclude la LAV e noi siamo disposti ad aprire un tavolo di confronto sull’argomento. Intanto la deputata del Pdl Fiorella Ceccacci Rubino ha già presentato un’interrogazione parlamentare in merito, unendosi alla LAV per suggerire alternative a basso impatto ambientale per il contenimento della popolazione di topi sull’Isola di Montecristo.

Via | Lazampa
Foto | Flickr

Isola di Montecristo invasa da ratti e topi, polemiche sul lancio di esche avvelenate dagli aerei

Vittime del caro benzina: a Napoli vi prestano la bicicletta

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A napoli prestano la bicicletta per un giorno

Se siete tra le vittime del caro benzina di questi giorni: no problem! A Napoli vi prestano la bicicletta e vi insegnano anche scorciatoie e trucchi per pedalare in sicurezza. Dunque dopo l’appello di DaxPakk e l’annuncio che dopo l’estate ci sarà lapista ciclabile lunga 20 Km, ecco una risposta concreta dalla Ciclofficina Massimo Troisi che sulla loro pagina Fb scrivono:

Sono giorni che provi ad andare a lavorare e c’è più coda alla pompa che a un apple store di Pechino. La scuola non è mai stata così distante e si mormora che il 181 passerà il prossimo solstizio d’estate.
Ti viene da piangere, stanno tutti nervosi e hai anche fretta…
TI PRESTO LA BICI!
in occasione della nuova austerity 2012, la ciclofficina M.Troisi ti presta la bicicletta per un giorno.
Devi muoverti tra giù napoli e il vomero? con la bici puoi andare in funicolare e paghi solo il tuo biglietto.
Devi andare avanti e indietro per il centro? tra ztl e aree pedonali puoi solo divertirti.
Devi raggiungere fuorigrotta venendo da barra? niente di più facile, la brezza marina ti dà anche una spinta.

MA SOPRATTUTTO, NON HAI MAI USATO LA BICI IN CITTA’ ED HAI UN PO’ PAURA?
stiamo qui apposta, conosciamo tutti i trucchi e le scorciatoie per farti arrivare in ufficio o a scuola nel modo più divertente, veloce e pratico che esiste.

scrivici a ciclofficini@inventati.org per sapere come avere la bici e per lanciare quest’azione di puro amore, unisciti a noi, VENERDI 27 ore 18.30 a Piazza del Gesù: pedalata in libertà. Anche venerdì, se ti serve, scrivici per prenotare il prestito…Per chi intende prenotare la bici in altri giorni è necessario scrivere una mail.

Grazie a Francesco Apperti per la segnalazione su Fb.

Foto | Ciclofficina su Fb

Vittime del caro benzina: a Napoli vi prestano la bicicletta

Fotovoltaico: le Associazioni contro il DL Liberalizzazioni

Introduzione di disposizioni retroattive .

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Fotovoltaico: le Associazioni contro il DL Liberalizzazioni

L’agricoltura sostenibile salverà i greci dalla crisi economica

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contadino greco

Aumenta in Grecia il numero dei disoccupati, giovani e meno giovani, laureati e non, che tornano nei campi per sfuggire alla crisi economica. L’agricoltura, secondo i dati diffusi dalla Confederazione Pan-ellenica delle Associazioni agricole, è l’unico settore che ha manifestato segnali evidenti di ripresa negli ultimi anni. Tra il 2008 ed il 2010 ha creato 32 mila nuovi posti di lavoro, in gran parte occupati dai greci e non da immigrati provenienti dall’Africa e dall’Asia, come avviene solitamente nei nostri campi.

Chi aveva qualche ettaro di terreno, ereditato dai nonni, in qualche isoletta sperduta e nelle campagne, ha abbandonato la desolazione occupazionale ed il degrado in cui versa Atene per tornare a zappare la terra, darsi all’ecoturismo o aprire degli allevamenti.

I giovani mostrano sempre più interesse per le facoltà di agraria ed i corsi di formazione incentrati sulle pratiche agricole ecologiche, tanto che le iscrizioni in alcune scuole sono più che triplicate negli ultimi anni. I greci vogliono far fruttare la terra e sono interessati soprattutto alla produzione di formaggi e vini.

Ma tra chi decide di mollare tutto, la maggioranza ha un’età compresa tra i 40 ed i 60 anni. Si tratta di persone rimaste disoccupate quando ormai non aspettavano altro che la pensione.

L’agricoltura sta offrendo loro una possibilità di riscatto. La terra dà i suoi frutti e non tradisce o almeno non picchia così duro come gli altri mercati. La sfida, però, è difficile da vincere, soprattutto per chi non è abituato ai lavori nei campi e per quei laureati che dichiarano non si sarebbero mai aspettati di fare così tanto lavoro manuale.

La motivazione di queste nuove braccia restituite all’agricoltura, d’altra parte, è molto forte:

Abbiamo inventato la civiltà, e ce la riprenderemo, dicono.

Ri-partendo dalla terra…

Via | New York Times
Foto | Flickr

L’agricoltura sostenibile salverà i greci dalla crisi economica