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Cambiamenti climatici, a rischio le foreste del Pianeta

I cambiamenti climatici e l’ aumento della temperatura terrestre non metterà a rischio solo la vita degli animali e degli ecosistemi, anche le grandi foreste del Pianeta saranno compromesse da incendi boschivi sempre più grandi e dannosi. Continua a leggere: Cambiamenti climatici, a rischio le foreste del Pianeta (…) Cambiamenti climatici, a rischio le foreste del Pianeta , pubblicato su Ecologiae.com il 22/12/2011 © Valentina Ierrobino per Ecologiae.com , 2011

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Cambiamenti climatici, a rischio le foreste del Pianeta

Curiosità dal mondo animale, tartarughe esotiche al lago Trasimeno

Tutti sono rimasti stupiti di scovare delle tartarughe esotiche nelle vasche del Centro ittiogenico di Sant’Arcangelo al lago Trasimeno, nel cuore dell’Umbria. Da anni il centro allevava in vasche dedicate le testuggini provenienti dai Paesi caldi, ma mai si erano verificate delle nascite .

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Curiosità dal mondo animale, tartarughe esotiche al lago Trasimeno

Uccelli, specie a rischio estinzione locale: l’allarme della LIPU sull’avifauna italiana

Uccelli a rischio in Italia a causa della cattiva qualità dell’habitat forestale. Nello specifico alcune specie come l’ astore di Sardegna , la balia dal collare , il fagiano di monte , il gallo cedrone rischiano l’ estinzione locale a causa della scarsità di foreste d’alto fusto. A lanciare l’allarme è la LIPU , allertata dai risultati di un recente studio commissionatole dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, incentrato sullo stato di salute dell’ avifauna nel nostro Paese.

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Uccelli, specie a rischio estinzione locale: l’allarme della LIPU sull’avifauna italiana

Nel 2010 record di emissioni di CO2

cambiamenti climatici

Tutto da rifare negli impegni presi a Copenaghen e a Cancun per la riduzione delle emissioni di CO2. Lo scorso anno, secondo l‘IEA, sono state rilasciate nell’atmosfera 30,6 gigatonnellate di CO2, ossia un 5% in più rispetto alle emissioni registrate nel 2008. Un vero passo indietro nella lotta ai cambiamenti climatici e all’inquinamento e un rischio poiché la temperatura del Pianeta potrebbe elevarsi oltre i 2 gradi centigradi considerati la soglia oltre la quale i cambiamenti climatici si potranno attuare.

Spiega Lord Stern docente alla London School of Economics e autore del dossier sui cambiamenti climatici:

Se continuasse questo ritmo avremmo una possibilità del 50% di un aumento della temperatura globale della terra di più di 4 gradi centigradi entro il 2100. Una simile eventualità sconvolgerebbe le vite di milioni di persone, portando a siccità, spostamenti di massa, conflitti. E’ un rischio che i governi, e tutte le persone sane di mente, dovrebbero adoperarsi per scongiurare.

Via | Sif Conference, IEA
Foto | Flickr

Nel 2010 record di emissioni di CO2

Rinnovabili, UE raddoppia quota in un decennio

Rinnovabili nell’ Unione Europea : un decennio in crescita , quello fotografato dall’ Eurostat , l’ufficio europeo di statistica.

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Rinnovabili, UE raddoppia quota in un decennio

Biomasse Italia: GSE pubblica Rapporto Statistico

Nel nostro Paese le biomasse producono complessivamente energia elettrica pari al 2,6% della produzione totale nazionale, e l’11,1% della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Questo è quanto emerge da “Biomasse – Rapporto statistico 2009″, un Rapporto pubblicato dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici , col quale s’è fatto il punto, anche a livello geografico, sugli impianti da biomasse in esercizio in Italia al 31 dicembre del 2009

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Biomasse Italia: GSE pubblica Rapporto Statistico

National Geographic, nel 2011 saremo 7 miliardi

“Il mondo ha davanti a sé una grande sfida: la fame . Ma il progressivo aumento della popolazione rischia di farci perdere questa sfida, senza neppure combatterla”.

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National Geographic, nel 2011 saremo 7 miliardi

Congresso di Cancun: le conseguenze dell’accordo

Anche se i colloqui sul clima di Cancun sono sembrati in una situazione di stallo che si è protratta per la quasi totalità delle due settimane che è durata la conferenza, nell’ultima notte è stato finalmente raggiunto un nuovo accordo sul cambiamento climatico. Secondo Greenpeace però tale accordo è servito solo a salvare i colloqui delle Nazioni Unite, ma non per salvare il clima .

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Congresso di Cancun: le conseguenze dell’accordo

Eolico: ERG Renew cresce sfruttando la maggiore ventosità

Nei primi nove mesi del corrente anno ERG Renew , società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari, ed attiva nel settore delle rinnovabili , ha conseguito una crescita pari a ben il 43,6% dell’energia prodotta dai propri parchi eolici; questo, in particolare, è avvenuto sia grazie ad una maggiore ventosità rilevata per gli impianti rispetto allo scorso anno, sia in virtù del consolidamento della produzione di energia pulita dei nuovi parchi eolici di Rotello e di Ascoli Satriano.

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Eolico: ERG Renew cresce sfruttando la maggiore ventosità

New York: in circolazione l’autobus con il tetto vegetale

Autobus verde

Che esistessero i tetti verdi sulle case, per quanto sistemi poco diffusi, già ne avevamo parlato su Ecoblog, ma che a qualcuno potesse balenare l’idea di coprire di verde non gli edifici, ma i mezzi di trasporto (vedi foto) questo ancora no.

L’iniziativa, per certi versi bizzarra (seppur particolarmente intrigante), è di un ricercatore della New York University che ha messo a punto il “bus root” ovvero un autobus che porta sul proprio tetto piante e tappeti erbosi. L’idea, sottolinea il ricercatore, qualora si diffondesse, permetterebbe di apportare molti benefici legati all’aumento della superficie verde cittadina.

Ma attenzione, non si tratta soltanto di sperimentazione sulla carta, tant’è che il primo prototipo ha già viaggiato per più di cinque mesi da New York fino all’Ohio. Secondo il loro ideatore, i bus roots consentirebbero di recuperare spazio adibito al verde, aumentare la qualità della vita e far crescere la quota green della città.

Oltre al valore estetico, viene puntualizzato, ci sarebbe l’apporto di molti altri benefici legati proprio all’aumento della superficie verde cittadina: la mitigazione al surriscaldamento urbano, il maggiore isolamento termico e acustico, la riduzione e il miglioramento della gestione dell’acqua piovana, l’assorbimento di anidride carbonica.

Dicono i suoi promotori che se si calcolasse il fatto che sul tetto di un normale autobus ci starebbe una superficie di circa 31 metri quadrati e se per ipotesi (assurda aggiungo io) ogni mezzo della flotta di trasporti pubblici di New York venisse coperta con un po’ di piante, la città guadagnerebbe ben 14 ettari di verde pubblico.

A voi che pare? Personalmente, al di là del fatto che ritengo si tratti di una interessante idea ambientale, rimango scettico che una soluzione del genere possa prendere piede ben oltre la sperimentazione, questo soprattutto per una questione di costi di avviamento e manutenzione. Seguiremo comunque l’evolversi dell’iniziativa per capire se realmente abbia carte serie per affermarsi.

Via | Busroots.org

New York: in circolazione l’autobus con il tetto vegetale