Posts Tagged ‘biciclette’
Mobilità sostenibile, “Adotta una bici” all’Università di Foggia
“Adotta una bici” fa parte di Exhibit , un progetto per la mobilità sostenibile messo a punto dall’Università degli studi di Foggia per promuovere l’uso delle due ruote tra gli studenti. Questa mattina alle ore 9.30 i promotori dell’iniziativa presenteranno le biciclette pieghevoli da assegnare in comodato gratuito agli studenti per un intero anno. Le biciclette, acquistate dalla regione Puglia nell’ambito del progetto “Cicloattivi Università”, verranno distribuite in Piazza Cavour alla presenza del rettore Giuliano Volpe e dei rappresentanti delle associazioni studentesche.
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“Adotta una bici” fa parte di Exhibit , un progetto per la mobilità sostenibile messo a punto dall’Università degli studi di Foggia per promuovere l’uso delle due ruote tra gli studenti.
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Ambiente, Lecce Ciclopica: città a misura di pedoni e biciclette
Lecce come tutte le grandi città del nostro Paese, vive ogni giorno a contatto con traffico, smog e inquinamento da polveri sottili. Per questo l’Associazione Lecce 2.0 dodici ha lanciato un concorso di idee per migliorare la qualità dell’aria, e della vita, a Lecce. Il risultato sono stati tanti progetti per ripensare la città a misura di pedoni e di biciclette
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Trasporto sostenibile, in Germania nasce autostrada per biciclette
Che il nostro Paese fosse bocciato dall’Europa per la mobilità sostenibile e, di conseguenza, per la qualità dell’aria e della vita nelle nostre città; ormai è un dato di fatto. Per fortuna però ci sono Stati dell’Unione in cui il trasporto sostenibile e la salute dei cittadini sono più tutelati dalla politica e dalle leggi. La Germania, Paese che negli ultimi tempi ha dato segnali molto forti per sostenere le cause ambientali e per incentivare l’uso di energie alternative contro il nucleare, insegna di nuovo istituendo la prima autostrada per biciclette
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Piste ciclabili: a Milano la maggior parte è illegale
La mobilità sostenibile si fonda sulla possibilità di spostarsi in città con mezzi non inquinanti, primo fra tutti la bicicletta , e non solo sui divieti come fatto per l’ Ecopass . Evidentemente però le amministrazioni che si sono susseguite in questi ultimi anni nella città di Milano non hanno molto preso in considerazione questo piccolo dettaglio.
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Trasporto sostenibile: andare in bicicletta come i danesi ci farebbe raggiungere gli obiettivi del Kyoto 2
Se c’è un popolo che sa cosa significa diventare bike friendly questo è quello danese. A Copenaghen , ma un po’ in tutta la Danimarca , ci si muove così tanto sulle due ruote che viaggiare in macchina è diventato molto complicato
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Appello della Fiab al Premier Monti: "Con la crisi più trasporti ecologici"

Antonio Dalla Venezia, presidente della Fiab- Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus, ha inviato una lettera al Premier Monti chiedendo che accanto ai sacrifici appena ieri annunciati (su Polisblog il decreto salva-Italia) sia ripensata sul territorio nazionale la mobilità in versione ecologica, ossia sostenibile.
Tra i tagli del precedente governo, confermati dall’attuale, quelli al Trasporto Pubblico Locale che vanno a incidere sui milioni di pendolari che ogni giorno usano treni, metropolitane, autobus. Ma tagliare il sostegno economico ai trasporti non aiuta né a risparmiare né a contenere l’inquinamento dell’aria e più in genere dell’ambiente, offrendo altri costi alla collettività. Certamente se si sostenessero biciclette e piste ciclabili almeno nelle cinte cittadine, si potrebbe quanto meno decongestionare il traffico urbano. Bike sharing o biciclette in uso gratuito, possono essere da subito dei positivi incentivi a costi molto bassi.
Dalla Venezia in proposito fa un ragionamento semplice:
Ogni auto incide annualmente sulla collettività per circa 1.000 euro di spesa sanitaria per gli incidenti (30 miliardi €/anno per morti e feriti) e per circa 2.500 euro di costi ambientali (rumore e inquinamento atmosferico sono i principali). Se i tagli previsti porteranno il 30% dei pendolari ad usare l’auto invece dei mezzi pubblici, la tassa occulta cui i cittadini saranno sottoposti sarà pari a circa 15 miliardi di euro. Tassa odiosa perché fatta di morti, inquinamento e congestione dei centri urbani, esternalità negative che si aggiungono ai costi diretti. Per essere più precisi spenderemo 4 € in più per ogni euro tagliato.
Dopo il salto il testo integrale della lettera.
Mentre la crisi economica fa sentire pesantemente i suoi effetti, il nostro Paese affronta con una rinnovata compagine di Governo questa delicatissima fase. Si annunciano nuovi sacrifici con tre parole d’ordine: rigore, sviluppo, equità. Questo dovrebbe escludere quei “tagli lineari” che, tante volte, hanno penalizzato senza alcun criterio settori già duramente colpiti.
Ma le preoccupazioni non mancano. La manovra finanziaria che verrà illustrata a breve dal presidente del Consiglio Mario Monti conterrà tagli importanti anche in un settore già fortemente penalizzato come quello del trasporto pubblico. Le prime indiscrezioni dicono, infatti, che il trasporto pubblico locale (TPL), per il quale sono stati previsti finora trasferimenti solo per 400 milioni di euro, non sarà alimentato da altre risorse: perderebbe dunque più di 1 miliardo e mezzo rispetto agli anni passati. Che si aggiungono ai pesanti tagli agli enti locali, e rischiano di compromettere definitivamente anche l’erogazione di servizi per la mobilità collettiva.
In fatto di mobilità, riteniamo doveroso invitare il Governo Monti a prestare la massima attenzione a cogliere l’occasione data da questa crisi come opportunità di cambiamento e di rilancio della mobilità sostenibile. Ciò che non è stato fatto in questi anni da tutti i passati governi.
In questo quadro, riteniamo profondamente sbagliato operare tagli orizzontali sul trasporto pubblico locale. E riteniamo altrettanto miope non guardare alla ciclabilità, da sempre considerata in Italia con una certa indifferenza salvo che nei convegni e nei periodi elettorali, come a una risorsa per la mobilità, sia urbana che turistica e del tempo libero.
Il nostro Paese continua, di fatto, a dipendere da una mobilità costosa, inquinante ed energivora, mentre tuttora mancano politiche virtuose a livello nazionale, e le sinergie positive regionali e locali, che sappiano operare con lungimiranza, rendendo possibile quel cambiamento che, in altri Stati europei, è in atto da diversi decenni.
Questo è il modello culturale che impone l’auto privata come unico o principale mezzo di mobilità, prioritario rispetto a tutti gli altri, privando di fatto i cittadini di una seria valutazione delle possibilità alternative e anzi limitandone ed ostacolandone l’offerta.
E’ necessario riequilibrare l’uso dello spazio urbano a favore della mobilità sostenibile e riconvertire in tale direzione anche le aree metropolitane, i dintorni delle città. La mobilità ciclistica è virtuosa poiché consente anche investimenti con bassa spesa ed alta resa per favorire città più sicure e meno inquinate, riduce i consumi ed il fabbisogno energetico, e la bolletta che tutto il Paese paga, oltre ad abbattere decisamente i costi per la salute dei cittadini.
I ventilati nuovi tagli al TPL comporteranno un aumento del traffico veicolare. Tralasciando le considerazioni più ovvie (peggioramento della qualità della vita, aumento del fabbisogno energetico, riduzione dell’efficienza degli spostamenti), possiamo provare a quantificare l’efficacia dell’intervento.
Ogni auto incide annualmente sulla collettività per circa 1.000 euro di spesa sanitaria per gli incidenti (30 miliardi €/anno per morti e feriti) e per circa 2.500 euro di costi ambientali (rumore e inquinamento atmosferico sono i principali). Se i tagli previsti porteranno il 30% dei pendolari ad usare l’auto invece dei mezzi pubblici, la tassa occulta cui i cittadini saranno sottoposti sarà pari a circa 15 miliardi di euro. Tassa odiosa perché fatta di morti, inquinamento e congestione dei centri urbani, esternalità negative che si aggiungono ai costi diretti. Per essere più precisi spenderemo 4 € in più per ogni euro tagliato.
Le cose vanno “meglio” dal punto di vista della mobilità ciclistica, dove il saldo resta invariato: a zero investimenti di ieri corrispondono zero investimenti di oggi! Ma anche in questo caso l’assenza di una politica dei trasporti sostenibili ci discosta drammaticamente dal resto dell’Europa che punta a raggiungere il 15% di composizione modale per la mobilità ciclistica entro il 2020 (si vedano in proposito gli impegni sottoscritti con la Carta di Bruxelles). In questo settore ogni euro investito viene decuplicato in termini di risparmio per la spesa pubblica: sarebbero sufficienti anche piccoli interventi a costi contenuti per le amministrazioni pubbliche per dare l’opportunità a molti più cittadini di scegliere serenamente la bicicletta come mezzo per gli spostamenti quotidiani con un indubbio vantaggio anche per le economie familiari così duramente provate da questa crisi. Tutto si tiene: economia, ambiente, lavoro.
Non riuscire a cogliere il valore di tutto ciò, sarebbe ancora un imperdonabile errore politico destinato a privarci del nostro futuro.
Appello della Fiab al Premier Monti: “Con la crisi più trasporti ecologici”
Personaggi famosi in bicicletta, da Elvis Presley a Audrey Hepburn

Personaggi famosi in bicicletta: da Elvis Presley a Audrey Hepburn, in tanti hanno ceduto al fascino intramontabile delle due ruote, ancor prima che la bici fosse celebrata come mezzo ecochic.
Il sito Ridesabike raccoglie le foto delle star in sella alle biciclette per copione o nella vita reale. La bici in bianco e nero è un evergreen, non c’è che dire. Eccone una selezione. Li avete riconosciuti? C’è anche un grandissimo attore italiano.
Personaggi famosi in bicicletta
Foto | Ridesabike
Personaggi famosi in bicicletta, da Elvis Presley a Audrey Hepburn
Cycle Chic, la bicicletta è femmina. Il calendario 2012
Eccolo il calendario dei ciclisti e delle cicliste fashion e trendy in 12 pose glamour per il 2o12 (costo 28 euro e si compra qui). La filosofia di Copenhagen Cycle Chic è semplice: si può essere alla moda anche in bicicletta e senza dover rinunciare per le donne alla loro fenminilità fatta anche con tacchi alti, calze velate e gonne corte.
L’occhio lungo del fotografo perciò va a immortalare bellezze e in bicicletta che hanno non solo il coraggio di osare, ma di restare fedeli a se stesse anche inforcando una due ruote.
E noi signore e signorine normali, per assecondare la nostra femminilità anche in bici come possiamo fare? Io non riesco ancora ad andare in bicicletta con la sola gonna a meno che non sia piuttosto lunga e o ampia o con spacchetti per evitare di strapparla mentre pedalo. Se la gonna è al ginocchio indosso sempre un leggins in tinta con il resto dell’abbigliamento e le scarpe le cambio per la pedalata: mocassini da riporre a fine corsa in borsa per il cambio con quelle con tacco.
Però siccome sono anche molto pigra, più spesso indosso jeans e sneaker contro ogni femminilità. Voi come ve la cavate?
Radici nel cemento: Inno alla bicicletta
Grazie agli amici del Gruppo Caserta in bici ho scoperto il gruppo reggae Radici nel Cemento che ha dedicato un vero inno alla bicicletta.












