Posts Tagged ‘brasile’
Biodiversità: una delle savane più ricche al mondo distrutta per farci colture di soia
Al peggio non c’è mai fine.
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Biodiversità: una delle savane più ricche al mondo distrutta per farci colture di soia
Congresso di Durban: Cina e Brasile aprono ad un accordo ma pongono le condizioni
Buone notizie da Durban dove pare che proprio in extremis si possa trovare un accordo . Dopo che ieri l’ India si era detta disponibile a trattare, oggi apre al discorso emissioni persino la Cina , l’unico Paese che finora era rimasto rigido sulle sue posizioni, tirandosi dietro il terzo Paese più inquinante tra quelli in via di sviluppo, e cioè il Brasile .
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Congresso di Durban: Cina e Brasile aprono ad un accordo ma pongono le condizioni
Marea nera in Brasile, la Chevron ha detto la verità sull’entità delle perdite?

Torniamo ad occuparci della marea nera in Brasile, nel giacimento petrolifero di Frade, a largo delle coste di Rio de Janeiro. La Chevron, in un primo momento, aveva escluso responsabilità nella perdita di greggio per poi ammettere che qualcosa era andato storto in un suo pozzo sperimentale. La compagnia ha stimato la fuoriuscita in 200-330 barili al giorno.
L’immagine del satellite della NASA Modis/Aqua del 12 novembre, secondo quanto riporta SkyTruth, documenterebbe invece una perdita dieci volte maggiore, ossia 3.738 barili al giorno.
Via | Skytruth
Foto | Skytruth
Marea nera in Brasile, la Chevron ha detto la verità sull’entità delle perdite?
Marea nera in Brasile, a causarla ora è la Chevron
Non riusciremo mai a liberarci delle maree nere , almeno finché continueremo ad estrarre petrolio in così grande quantità.
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Marea nera in Brasile, a causarla ora è la Chevron
Rifiuti e Green Art, come valorizzare la discarica più grande del mondo
Se a Napoli i rifiuti sono un problema, serio e da affrontare al più presto, in Brasile dove si trova la discarica più grande del mondo, possono essere un tesoro. Ma solo se un grande artista come Vik Muniz ci mette mano.

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Rifiuti e Green Art, come valorizzare la discarica più grande del mondo
Deforestazione, multa record in Brasile
Il Comune di Sao Félix do Xingu , nello Stato del Parà in Brasile, è stato ritenuto responsabile della distruzione di oltre 19.000 km quadrati di foresta dell’Amazzonia , un’area vasta quanto la regione Puglia, e multato per 12,3 milioni di real , che corrispondono circa a 5,2 milioni di euro. Una cifra record per l’ambiente nello Stato del Brasile. E’ la prima volta che un ente territoriale viene riconosciuto responsabile con l’accusa di deforestazione, ma gli avvenimenti degli ultimi mesi che si sono verificati nel Comune di Sao Félix hanno suscitato l’interesse, e hanno dato via all’indagine dell’ Ibama , l’ Ente ambientale del Brasile , e dello Stato del Parà.

Amazzonia, il nuovo allarme è la carenza d’acqua
L’ Amazzonia sembra diventato un posto maledetto. Dopo anni di distruzione delle foreste , che per ora sembra calare , un nuovo allarme si staglia all’orizzonte: la mancanza d’acqua . In quasi tutte le aree del polmone del mondo, diversi tratti dei fiumi più importanti e dei loro affluenti si sono prosciugati quasi del tutto, riducendo i corsi d’acqua ad una vasta pianura di argilla e fango .

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Amazzonia, il nuovo allarme è la carenza d’acqua
Biocarburanti. La Shell firma un accordo con la Cosan e "sfratta" i Guaranì
Gli indios Guaranì, in Brasile, sono una delle popolazioni indigene più minacciate al mondo nonostante siano anche una delle più numerose. Tutto questo accade a causa della ininterrotta espoliazione delle loro terre da parte di multinazionali ma anche di piccoli allevatori di bestiame. E la situazione, da oggi, potrebbe persino peggiorare a causa di un accordo stellare di 12 miliardi di dollari tra il gigante Shell e la Cosan, il maggior produttore brasiliano di biocarburanti…
Oggetto dell’intesa, la produzione di enormi quantità di bioetanolo a partire dalla canna da zucchero che dovrebbe essere coltivata, in gran parte, proprio all’interno delle terre già formalmente riconosciute di propietà dei Guaranì. Immediata la reazione degli organi istituzionali deputati alla difesa dei nativi brasiliani che hanno scritto un’accorata lettera alla Shell pregandole di fare marcia indietro. Un suo coinvolgimento nella joint venture brasiliana, infatti, potrebbe avere ricadute sociali notevoli e
metterebbe a repentaglio gli impegni assunti dalla compagnia in materia di biodiversità e sostenibilità.
Ma, al momento, tutto tace dal fronte del colosso dell’energia.. Intanto, però, la situazione attuale dei Guaranì sta cominciando a interessare la comunità internazionale, come testimonia il documento redatto, all’inizio di settembre dalle Nazioni Unite, su sollecitazione di Survival International. Nella carta viene sottolineata l’enorme preoccupazione circa la sorte di questa tribù messa letteralmente sotto assedio, costretta a subire violenze sistematiche e dai tassi di suicidi più alti al mondo mentre moltissimi dei loro leader, impegnati nel recupero (sacrosanto) delle terre ancestrali, sono stati brutalmente assassinati nell’indifferenza generale…. Del resto, su ecoblog avevamo già accennato alla loro fragilità in riferimento alla scomoda dicotomia tra modalità di lotta ai cambiamenti climatici e sopravvivenza delle popolazioni indigene, sottolineando che in appena 6 anni, oltre 80 bambini fra i Guaranì erano morti di fame a causa della conversione delle loro terre per la produzione di olio di palma…
Via | Survival International
Foto | Flickr
Biocarburanti. La Shell firma un accordo con la Cosan e “sfratta” i Guaranì
Fonti rinnovabili: eolico, Enel Green Power cresce in Brasile
Enel Green Power , la controllata “verde” del colosso energetico Enel , ha reso noto d’essersi aggiudicata tre importanti progetti eolici in Brasile, precisamente nello Stato di Bahia. Trattasi, nello specifico, di tre progetti altamente produttivi visto che il loro fattore di producibilità risulta essere tra i più elevati al mondo e circa il doppio rispetto alla media europea con un fattore di capacità pari a ben 4mila ore equivalenti l’anno. La gara vinta da Enel Green Power, per un totale assegnato di 90 MW alla società italiana, è stata svolta nell’ambito di un’asta competitiva che, a fronte di ben 7.000 MW ammessi a partecipare, si è chiusa complessivamente con l’aggiudicazione di soli 528 MW

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Deforestazione in Amazzonia, -16% dall’estate 2009
Secondo i dati preliminari elaborati dalla ONG brasiliana Imazon , la deforestazione nell’Amazzonia è calata del 16% negli ultimi dodici mesi . Una buona notizia, ma non ancora sufficiente a cantar vittoria, visto che 1.488 chilometri quadrati di foresta sono stati ugualmente cancellati.

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Deforestazione in Amazzonia, -16% dall’estate 2009
