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Regali di Natale 2011, eco-strenne e idee creative fai da te a basso impatto

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natale ecofriendly

Regali di Natale 2011 ecofriendly ed a basso impatto: pochi vincoli, tanto spazio alla fantasia ed alla creatività. Vale la regola delle tre R: ridurre, riusare, riciclare. Ridurre la mole di rifiuti da smaltire, tanto per cominciare. Questo possiamo farlo iniziando a snobbare i regali presi a caso da quelle grandi ceste a 9 euro e 90 che spopolano nei centri commerciali, del tipo sciarpa più cappellino, deodorante più docciaschiuma seppelliti in un mare di polistirolo. Sembrano convenienti ma sono banali, omologati e c’è il rischio che finiscano in fondo ad un cassetto o peggio ad un cassonetto.

Un evergreen sono invece i prodotti enogastronomici, ovviamente a patto che siano prodotti tipici locali, a km zero. In alternativa cercate i prodotti del commercio equo e solidale al supermercato oppure nelle Botteghe del Mondo. Una bottiglia di vino pregiato, un cesto di Natale con prodotti tipici regionali, faranno sicuramente la gioia di chi li riceve e soprattutto verranno consumati, il cesto poi si riutilizza in mille modi ed i vasetti o le bottiglie di vetro si riciclano. I prodotti italiani li trovate nei mercati o nelle Botteghe di Campagna Amica in questi giorni.

Un altro regalo a basso impatto, anzi a zero impatto, è il nostro tempo. Dimentichiamo sempre che spesso amici e familiari apprezzano maggiormente il tempo che dedichiamo a scegliere il regalo che il valore economico del dono. E allora perché non regalare semplicemente il nostro tempo? Nostra cognata apprezzerà se gli regaleremo due serate di baby sitting, i nostri amici se ci offriamo di aiutarli con le pulizie ed i preparativi di cene e pranzi di Natale quando piombano in casa i suoceri. Insomma, in base al caso specifico, possiamo scovare un qualcosa che alleggerisca la vita agli altri e li renda davvero felici, più del cestino con saponetta e sali da bagno che lascia il tempo che trova.

Sempre per quanto riguarda il fattore tempo, possiamo cimentarci a realizzare noi qualcosa. I regali fatti in casa sono sempre molto graditi e fanno sentire speciale chi li riceve. Possiamo provare a realizzare dei biglietti di auguri riciclati con un aforisma che rispecchi il carattere di chi lo riceve ed accompagnarli ad un liquore fatto in casa, utilizzando prodotti biologici e confezionato in graziose bottiglie di vetro, magari quelle dei liquori con gusti simili ormai finiti. Sul nostro Gustoblog trovate una ricetta di liquore fatto in casa realizzato con miele e frutta di stagione ovvero i mandarini, doppiamente sostenibile dunque. Se volete prepararlo, però, affrettatevi perché deve riposare un mese prima di essere consumato.

Per quanto riguarda i pacchetti, niente carta regalo, meglio optare per involucri riciclati ed alternativi per confezionare i nostri regali. Infine, possiamo regalare il calendario 2012 di Greenpeace, tra le eco-strenne per eccellenza, o l’adozione a distanza di un cane, vedi idee regalo della LAV, evitando di regalare il cane stesso quando non sappiamo se dopo l’euforia iniziale verrà o meno accudito come si conviene e godrà di tutte le cure necessarie ad un cucciolo. Se avete altri suggerimenti o idee creative per regali di Natale ecofriendly, scriveteci. Alla prossima dalla redazione di Ecoblog!

Foto | Flickr

Regali di Natale 2011, eco-strenne e idee creative fai da te a basso impatto

Albero di Natale, come scegliere quello giusto

Albero vero o albero artificiale ? La scelta più sostenibile , a quanto pare, propende per un abete di Natale vivo e vegeto, dal momento che la maggior parte degli alberi finti proviene dalla Cina e che, oltre alle ingenti emissioni per il trasporto su così grandi distanze, l’artificiale ha come aspetto negativo l’essere spesso vettore di sostanze tossiche .

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Halloween, la zucca made in Italy che piace alla Coldiretti

Cari amici di Ecologiae , ben trovati al nostro consueto appuntamento del fine settimana con l’ alimentazione sostenibile . Oggi approfittiamo di Halloween , ormai alle porte, per parlarvi di un ortaggio , il più grande del mondo, che in questa ricorrenza la fa da protagonista.

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Mais Ogm, presidio di Legambiente a Pordenone

Mais Ogm, presidio di Legambiente a PordenoneSe Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Legambiente domani mattina sarà davanti la Prefettura di Pordenone a chiedere che i campi di mais ogm seminati dal Movimento Libertario e da Agricoltori Federati a Fanna vengano distrutti.

Perché, ormai, è certo che siano ogm: lo dimostrano le analisi commissionate da un’altra associazione ambientalista, Greenpeace, che insieme a Legambiente fa parte della “Task Force per un’Italia Libera da Ogm”.

Una task force che vede anche la presenza di Acli, Adoc, Adusbef, Aiab, Amab, Campagna Amica, Cia, Città del Vino, CNA Alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, Fai, Federconsumatori, Federparchi, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Movimento difesa del cittadino, Slow Food Italia, Unci, Vas e WWF.

Secondo Legambiente quella avvenuta a Fanna non è affatto una semina sperimentale di mais ogm (Monsanto, per la precisione), bensì una vera e propria semina priva di autorizzazione su almeno 4 ettari di terreno agricolo:

Il Movimento Libertario e Agricoltori Federati avevano dichiarato di aver seminato, in data 25 aprile 2010 soltanto sei semi di mais transgenico su un terreno pubblico per protestare contro la normativa vigente. Ma i conti non tornano, probabilmente non si sono limitati a un’azione simbolica

E, poi, se la prende con il procuratore di Pordenone, Antonio Delpino:

il provvedimento di sequestro di un campo di mais non consente di prevenire la disseminazione di polline e quindi non esercita un’azione conservativa. La tardiva acquisizione della perizia crea di per se stessa la condizione dell’inquinamento. Chi risponderà del danno fatto? Il prossimo passo della Task Force sarà di chiedere al ministro di grazia e giustizia Angiolino Alfano un provvedimento disciplinare per ovviare a un danno che avrà impatto sull’ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non si potrà limitare ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta

Mentre la politica italiana decide sul da farsi, anche alla luce della recente normativa europea in fatto di ogm, tutte le associazioni della task force si sono date appuntamento di fronte la Prefettura di Pordenone. Un “presidio di legalità” che, giurano gli ambientalisti, continuerà ad oltranza fino a quando non saranno attuate le azioni previste dalla legge, ovvero la distruzione dei campi OGM e i provvedimenti nei confronti dei responsabili.

Via | Legambiente
Foto | Flickr

Mais Ogm, presidio di Legambiente a Pordenone

Coldiretti propone la dieta antismog: rinuncereste a grano, caffè, tè e cioccolato?

Spesa a Km Zero, rinuncereste a caffè, thé e cioccolato? L’ennesimo annuncio di Coldiretti invita a acquistare prodotti a km zero, specialmente frutta e verdura, possibilmente nei suoi mercati di Campagna amica. Va ricordato che nei mercatini non esistono solo i prodotti di Campagna amica che come molti altri sono sono sì a Km zero ma non sono esenti da fitofarmaci e pesticidi. Ricordo che la frutta e la verdura andrebbero acquistate di stagione, meglio evitare tutte le primizie e i prodotti fuori area geografica.

E qui Coldiretti con la sua iniziativa “Cambiamo l’aria” in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) portata nelle piazze ieri da Torino a Firenze ha inteso segnalare una “dieta a zero smog” per evitare che i consumatori acquistassero, ciliegie della Tasmania, asparagi peruviani, fagiolini del Marocco e more del Guatemala. Spiega Coldiretti:

E’ stato calcolato che un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per piu’ di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l’anguria brasiliana viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei.

Eppure nei medesimi ipermercati acquistiamo ogni santo giorno prodotti che viaggiano per oltre 12mila chilometri, senza battere ciglio: il cacao è coltivato in Brasile, Colombia Ecuador, Sri Lanka, Indonesia Ghana, Camerun, Nigeria, Costa d’Avorio e Madagascar. E il caffè, da dove arriva? Centro America, dall’Africa Sub-Sahariana e dal Sud Est asiatico. E il tè? Quanti chilometri percorre per arrivare in Italia? Tanti se si considera che arriva da India, Cina, Sri lanka, Giappone, Indonesia e Kenya.

E il grano? Quello duro usato per fare la nostra pasta, vanto del Made in Italy, sia tutto prodotto nazionale? Macché, una percentuale è nostrana, diciamo il 50% ma il restante arriva da Stati Uniti, Canada e Messico.

E allora cara Coldiretti, perché non ammettere che la spesa a smog zero è davvero impossibile? E che solo il buon senso e l’evitare sprechi ci aiuta a gestire meglio le risorse?

Foto | Flickr



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