Posts Tagged ‘carbone’

Al Ministro Clini intriga il carbone con cattura e stoccaggio

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Stefania Divertito su Togheverdi si chiede: Si può dire si al carbone?

Infatti, convinto delle potenzialità del carbone lo è Corrado Clini, ministro per l’Ambiente che dice in quel di Saline Ioniche a proposito della possibile apertura di una centrale a carbone:

Il carbone è un combustibile fossile ad alto contenuto di carbonio. L’obiettivo che abbiamo a livello europeo è quello di legare l’utilizzazione del carbone solo allo stoccaggio delle emissioni di carbonio. Questa procedura richiede un’altra tecnologia che si chiama “carbon capture storage”, che significa cattura del carbonio e suo stoccaggio in siti sicuri.

A Enel questa tecnologia non ancora matura piace, tant’è che la sperimenta a Brindisi proprio in quella centrale elettrica la Federico II segnalata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente come una delle 50 industrie europee più inquinanti.

Arriverà perciò il via libera per Porto Tolle a bruciare carbone? Probabilmente si se Enel promette e sperimenta una cattura e stoccaggio di carbonio. Ma a questo punto a me viene tanta voglia di vedere in Parlamento e al Senato rappresentanti verdi e ambientalisti che sappiamo discutere e rappresentare gli interessi dei cittadini e non solo della grandi industrie.

Foto | Minambiente

Al Ministro Clini intriga il carbone con cattura e stoccaggio

Greenpeace: “Facebook, ci piaci verde”

Greenpeace e Facebook , una sfida dell’associazione ambientalista lanciata al colosso dei social network affinché tolga l’ amicizia al carbone e scelga le energie pulite . Google docet, d’altra parte. Una battaglia all’ultimo commento , già oltre 50 mila quelli pervenuti dagli utenti, profili che hanno raccolto l’appello dei verdi a pressare Zuckerberg affinché diventi il re di un social green .

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Greenpeace: “Facebook, ci piaci verde”

La fonte energetica più pericolosa? Non è il nucleare

Dopo tutto quello a cui stiamo assistendo in questi giorni proveniente dal Giappone , nessuno più si permette di dire (se non i più testardi) che il nucleare è sicuro. Ma per essere onesti, bisogna anche ammettere che il nucleare non è la forma energetica più pericolosa di tutte . Bisogna partire da un assioma, e cioè che ogni centrale può esplodere, solo che quando accade ad una nucleare, i tassi di mortalità risultanti, per non considerare il terrore generato, sono di gran lunga superiori a tutte le altre fonti messe insieme

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La fonte energetica più pericolosa? Non è il nucleare

Cresce nel mondo la produzione di carbone. In Italia le importazioni salgono del 5%

Carbone

Mentre tengono banco le questioni sul nucleare e sulle rinnovabili creando uno scenario ignoto nel panorama energetico mondiale, c’è una fonte che non sembra accusare il colpo tanto da continuare ad aumentare nella sua produzione e nel suo utilizzo in maniera esponenziale. Parliamo del carbone la cui produzione, secondo i dati di Assocarboni relativi al 2010, si conferma in forte crescita, tanto che a livello mondiale si sarebbe registrato un aumento sino a 6,5 miliardi di tonnellate, ovvero l’8% in più rispetto all’anno precedente ed in crescita per l’ottavo anno consecutivo.

Il carbone inoltre si conferma fonte energetica leader a livello mondiale, per quel che riguarda il 2010, con una quota del 41%, seguita dal nucleare con il 19% e dal gas con il 16%. Anche a livello europeo capeggia seppur in maniera meno marcata: la produzione di energia elettrica è infatti pari al 33% del totale prodotto nell’Unione Europea, seguita dal nucleare con il 30%.

Per quel che riguarda l’Italia, come da copione, nessuna controtendenza, tanto che le importazioni di carbone per produzione elettrica sono cresciute del 5% nel 2010, raggiungendo i 17,2 milioni di tonnellate. Morale della favola: a cominciare dal nostro Paese urge quanto prima varare un piano energetico a lungo termine per evitare che questo trend continui anno dopo anno a macinare questi poco invidiabili record, senza pensare che la soluzione all’utilizzo del carbone possa essere individuata in pseudo-idee come quelle dell’introduzione su larga scala di tecnologie che permettano la cattura e lo stoccaggio della CO2.

Che il futuro nel breve-medio termine fatto soltanto di rinnovabili sia qualcosa di utopico è cosa risaputa, tuttavia ciò non si deve fare è restare passivi dinanzi a questi numeri; è urgente quindi che la nostra classe politica inizi quanto prima a programmare un contenimento nell’aumento dell’utilizzo del carbone partendo da concetti semplici come il risparmio e l‘efficienza energetica; forse soltanto così possiamo sperare di non commentare anche per l’anno prossimo questo poco invidiabile trend.

Via | Agienergia.it
Foto | Flickr

Cresce nel mondo la produzione di carbone. In Italia le importazioni salgono del 5%

Clima: controllare le emissioni di Co2 studiando le conquiste di Gengis Khan

gengis khan l'ecologista

Uno sterminatore di popolazioni come Gengis Khan, passato alla storia come grande conquistatore, sta aprendo nuovi scenari in merito al controllo delle emissioni di CO2. In sostanza, per completare le conquiste dei territori ha sterminato intere popolazioni. Più della peste o Morte nera. Il che ha portato a un abbattimento di emissioni di CO2 nell’atmosfera pari a 700milioni di tonnellate. Al risultato è giunto un gruppo di scienziati della Carnegie Institution department of global ecology di Washington che ha voluto quantificare l’influenza degli esseri umani su ambiente e clima.

La ricerca (l’abstract lo trovate qui) condotta da Julia Pongratz , l’ha ripresa il Corriere della Sera (scienze, pag.39, 1 marzo 2011) purtroppo non mettendo in luce a sufficienza, l’interesse dei risultati. La presentava anche Wired qui.

Ebbene, la scienziata con i colleghi meteorologi del Max Planck Institute in Germania e con l’esperto di ecologia globale Ken Caldeira della Carnegie, ha compilato una dettagliata ricostruzione della copertura globale del suolo nel periodo di tempo che va dall’ 800 dC a oggi. Pongratz ha analizzato quattro grandi eventi in cui sono state spopolate grandi regioni: le invasioni mongole in Asia (1200-1380), la peste nera in Europa (1347-1400), la conquista delle Americhe (1519-1700), e la caduta della dinastia Ming in Cina (1600-1650). Poi ha lavorato di sottrazione analizzando attraverso la ricostruzione della vegetazione quanto le attività umane avevano ridotto le foreste e quanto queste sono ricresciute dopo i vari eventi distruttori. In sostanza anche senza carbone e petrolio si verificava che con la massiccia presenza di esseri umani diminuivano le foreste e più aumentavano le emissioni di Co2.

Spiega Julia Pongratz a capo della ricerca:

E’ un errore comune pensare che che l’impatto umano sul clima abbia avuto inizio con la combustione su larga scala del carbone e del petrolio in epoca industriale. In realtà, l’uomo ha cominciato a influenzare l’ambiente già migliaia di anni fa, quando ha iniziato a eliminare le foreste per favorire l’agricoltura.

Ovviamente la soluzione non consiste nello sterminio degli esseri umani per consentire alle foreste di ripopolarsi ma secondo la Pongratz i risultati del suo studio servono a capire come bilanciare la presenza di esseri umani con la presenza di foreste. Se in passato, dunque, l’umanità ha influenzato inconsapevolmente il clima e il ciclo del carbonio oggi, può prendere delle decisioni consapevoli in merito.

Conclude la Pongratz:

Sulla base delle conoscenze che abbiamo acquisito dal passato, siamo ora in grado di prendere decisioni in merito all’uso del territorio che diminuiranno il nostro impatto sul clima e ciclo del carbonio.

Via | DailyGalaxy
Foto | Lovehkfilm

Clima: controllare le emissioni di Co2 studiando le conquiste di Gengis Khan

Enel inaugura il Carbon Capture and Storage a Brindisi

L’ Enel ha inaugurato ieri a Brindisi il primo impianto pilota a tecnologia CCS (carbon capture and storage) nel nostro paese. L’innovazione, attiva a partire dal 2012, dovrebbe permettere la cattura e il successivo confinamento della Co2 prodotta dalla centrale a carbone Federico II per la produzione di energia elettrica entro formazioni geologiche (tra cui giacimenti esauriti di gas, rocce porose o cavità acquifere saline) consentendo un drastico ridimensionamento della sua concentrazione nell’atmosfera.

Tra numerose polemiche che infiammano la comunità scientifica internazionale e la necessità di ridurre la concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria, l’Enel è riuscita ad avvantaggiarsi dei cospicui finanziamenti dell’UE (100 milioni di euro) previsti nello “European Energy Programme for Recovery” garantendosi, in questo modo, anche la copertura per l’estensione del progetto all’impianto a carbone di Porto Tolle, in provincia di Rovigo. Altri 7 progetti dimostrativi di questo tipo saranno presto portati avanti nel territorio dell’Unione.

Secondo le stime Enel, l’impianto CCS di Brindisi potrà essere in grado di trattare 10 mila metri cubi l’ora di fumi provenienti dalla centrale a carbone, separando circa 2,5 tonnellate l’ora di CO2, per un tetto massimale calcolato intorno alle 8mila tonnellate annue quanto, cioè, sarebbero in grado di assorbire 800mila alberi. Successivamnete, poi, la CO2 trattata sarà trasferita al sito Eni/Stogit di Cortemaggiore (Piacenza), dove si provvederà a immagazzinarla nel sottosuolo…

Via | Youtube

Enel inaugura il Carbon Capture and Storage a Brindisi

Greenpeace, assalto alla centrale elettrica “basta carbone, vogliamo le rinnovabili”

Nella mattinata di giovedì scorso Greenpeace USA ha avviato una nuova campagna di disobbedienza civile contro il carbone . Gli attivisti hanno srotolato uno striscione gigante in cima alla centrale del Bridgeport Harbor che recitava “Spegnetela: Basta Carbone”

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Greenpeace, assalto alla centrale elettrica “basta carbone, vogliamo le rinnovabili”

Carbone, anche le compagnie minerarie lo vogliono abbandonare

Finché sono gli ambientalisti a chiedere di abbandonare il carbone , siamo ancora all’interno del “gioco delle parti”; ma quando ad annunciarlo è la più grande azienda carbonifera al mondo , la situazione cambia radicalmente. L’amministratore delegato della più grande compagnia mineraria del pianeta, l’australiana BHP , ha recentemente dichiarato che la nazione deve allontanarsi dal carbone al fine di rimanere competitiva in futuro. Anche se i propositi sono strettamente economici , l’aspetto positivo per l’ambiente non va sottovalutato

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Carbone, anche le compagnie minerarie lo vogliono abbandonare

Greenpeace contro Facebook, “togliere l’amicizia” al carbone

Nella sua battaglia contro le energie sporche, Greenpeace sposta ora l’attenzione sul carbone , la fonte energetica più inquinante in assoluto. Stavolta a finire sotto la lente d’ingrandimento dell’associazione no-profit è Facebook il social network più famoso del web, accusato di “sporcare” con i suoi server

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Greenpeace contro Facebook, “togliere l’amicizia” al carbone

Carbone: a Brindisi pace impossibile tra Enel, Comune e agricoltori danneggiati

Carbone: a Brindisi pace impossibile tra Enel, Comune e agricoltori danneggiati

La centrale termoelettrica a carbone di Brindisi-Cerano, di proprietà dell’Enel, torna al centro delle polemiche. Dopo la storia del concertone di Irene Grandi e Patty Pravo, di cui vi abbiamo ampiamente parlato nelle settimane scorse, questa volta il problema sono i soldi.

Un sacco di soldi: circa un milione e 200 mila euro che l’Enel dovrebbe dare al Comune, in base all’accordo di programma per la messa in sicurezza e la bonifica del Sic di Brindisi, oltre a quelli che la stessa azienda dovrebbe dare agli agricoltori che, dal 2007, in seguito ad una ordinanza del sindaco non possono coltivare le terre intorno la centrale a causa del pesante inquinamento da polveri di carbone.

Enel, però, ha chiesto al Comune e agli agricoltori di accettare una clausola molto importante: niente soldi senza la rinuncia completa a costituirsi parte civile nel processo penale scaturito dalle indagini della Procura di Brindisi sul presunto inquinamento intorno alla centrale.

Una pretesa assai strana: una cosa sono i processi penali, con le relative costituzioni di parte civile, un’altra sono gli accordi di programma che hanno a che fare con lo sviluppo delle attività di una azienda in collaborazione con il territorio circostante.

E se, come in Italia è d’obbligo, nessuno è colpevole fino all’ultimo grado di giudizio allora per quale motivo Enel chiede, oggi, di rinunciare ad un eventuale risarcimento se, a fine processo penale, venisse accertato l’inquinamento?

Via | Brindisi Report, No al carbone Brindisi
Foto | Forum Ambiente e Salute

Carbone: a Brindisi pace impossibile tra Enel, Comune e agricoltori danneggiati