Posts Tagged ‘certificati verdi’
Incentivi alle Rinnovabili: le novità previste
Doveva essere emanato entro settembre dell’anno scorso. Poi, entro novembre
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Incentivi alle Rinnovabili: le novità previste
Certificati verdi: il loro taglio renderà le bollette più salate ai torinesi
Se i timori di questi giorni dovessero essere confermati, i cittadini torinesi si potrebbero trovare, dall’anno prossimo, con un forte aggravio delle spese nella bolletta della spazzatura . Il motivo è, come al solito, l’ennesimo dietrofront di un Governo che un anno mette gli incentivi e l’anno dopo li taglia, lasciando a metà gli investimenti di imprenditori che si indebitano fino al collo avendo il paracadute dell’incentivo pubblico, ma ad un certo punto si accorgono che il paracadute è bucato
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Certificati verdi: il loro taglio renderà le bollette più salate ai torinesi
Decreto Rinnovabili: la proposta di APER
E’ di ieri la proposta inviata da APER al Ministero per lo Sviluppo Economico per modificare ed integrare quanto stabilito nel Decreto Legislativo 28/2011 , il Decreto Romani . Il testo della proposta si articola secondo due linee principali di intervento : – Fissazione immediata dei futuri valori di incentivazione per gli impianti (gran parte dei quali già in esercizio) che migreranno dal sistema dei Certificati Verdi a quello dell’incentivazione amministrata a partire dal 2016. – Definizione di un nuovo meccanismo di incentivazione per il fotovoltaico, mediante il quale sia anche possibile tutelare le iniziative già avviate con legittimo affidamento al III Conto Energia Fotovoltaico.
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Decreto Rinnovabili: la proposta di APER
Circoli dell’ambiente: "Bene Romani se taglia il fotovoltaico per finanziare il nucleare"
Smantellare il sistema rinnovabili a favore del nucleare procedendo a picconate. Lo ribadisce Alfonso Fimiani (nella foto a sinistra) presidente dei Circoli dell’Ambiente, la costola green (?) del PdL, che in un comunicato stampa scrive:
Possiamo accettare i tagli agli incentivi sul rinnovabile a patto che quei fondi siano destinati alla ricerca sulle rinnovabili stesse e sul nucleare.
Dite che parla anche di rinnovabili? Aspettate, la dichiarazione prosegue:
Bisogna incentivare la ricerca sul nucleare ed è necessario il suo ritorno: è una fonte di energia SICURA, ECONOMICA E PULITA. Invece il solare-fotovoltaico è una fonte energetica anti-economica e manca totalmente di efficienza: è l’energia del futuro, ma non del presente. È assolutamente necessario finanziare la ricerca sui pannelli affinché si raggiunga un grado di funzionalità tecnologica tale che gli impianti siano in grado di pagarsi davvero da soli e non con incentivi sproporzionati che sono una delle cause dello smisurato costo dell’energia in Italia.
I tagli a cui si riferisce Fimiani sono quelli proposti da Paolo Romani Ministro per lo Sviluppo che in prossimo decreto vorrebbe tagliare quote al GSE. Scrive Energia24 Club:
Secondo quanto segnala l’Agenzia Radiocor, che ha visionato l’ultima bozza del testo, il provvedimento prevede lo stop degli incentivi una volta sforato il tetto complessivo degli 8.000 Mw per il solare fotovoltaico. Questo obiettivo e’ fissato al 2020, ma il decreto precisa che se dovesse essere raggiunto in anticipo (secondo il Gse potrebbe essere raggiunto addirittura entro il 2011, ndr), gli incentivi saranno sospesi fino a che il Governo non deciderà nuovi obiettivi programmatici. In ogni caso il Ministero propone l’abrogazione della normativa di sostegno alle rinnovabili predisposta dal D. Legislativo n.387/03 per le FR, a partire dal 1 gennaio 2014. Il nuovo testo, inoltre, prevede la verifica dei dati forniti da chi chiede gli incentivi, con controlli a campione sugli impianti, anche senza preavviso. Chi sarà sorpreso a imbrogliare, oltre a restituire le somme indebitamente percepite, non potra’ accedere per dieci anni a nuovi incentivi.
Non solo. La stoccata arriverebbe anche per il fotovoltaico a terra:
con il decreto sarebbero anche riformulati i criteri per il fotovoltaico a terra (in sostanza per produrre un Mw sarebbero necessari dieci ettari di terreno) e per gli impianti di biogas collocati in zona agricola, che non potranno avere una potenza superiore a un Mw elettrico (ovvero tre Mw termici). Sul fronte dei Certificati Verdi, denuncia il Partito democratico, sarebbe fissato il prezzo di ritiro al 70% per cento invece che al 85%.
Sotto tiro anche l’energia eolica per cui il Ministro pensa a un taglio retroattivo del 30% sugli incentivi attuali, andando contro il divieto della Ue a interventi retroattivi.
Foto | Fareambiente
Circoli dell’ambiente: “Bene Romani se taglia il fotovoltaico per finanziare il nucleare”
GSE: le modifiche agli impianti da fonti rinnovabili devono essere comunicate
Lo conferma il GSE con un apposito comunicato sul proprio sito .
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GSE: le modifiche agli impianti da fonti rinnovabili devono essere comunicate
AEEG: stabilito il prezzo di cessione dell’energia per i Certificati Verdi nel 2011
L’ Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas ha stabilito , con Delibera ARG/elt 5/11 , il valore medio del prezzo di cessione dell’ energia elettrica . Tale dato è necessario, al fine di quantificare il prezzo di collocamento sul mercato dei Certificati Verdi per l’anno in corso. Si tratta del valore medio annuo del prezzo di cessione dell’energia elettrica registrato nel 2010 .
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AEEG: stabilito il prezzo di cessione dell’energia per i Certificati Verdi nel 2011
Eolico italiano 2010: calma piatta
A leggere i dati , si resta effettivamente impressionati . L’ Associazione Nazionale Energia del Vento ( ANEV ) ha registrato, infatti, un crollo del 25% delle installazioni nel 2010 . Causa principale , secondo gli addetti ai lavori, la drastica riduzione del valore dei Certificati Verdi , intorno al 40% , che ha portato la redditività dell’ investimento nell’eolico a livelli talmente bassi da far scappare i soggetti interessati.
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Eolico italiano 2010: calma piatta
Decreto Rinnovabili: prosegue il braccio di ferro
Come già visto su questo blog, la costruzione del futuro delle
Report RaiTre, eolico e rinnovabili manna per la speculazione

A Report girano le pale. Nel senso che il servizio presentato ieri “Girano le pale” (qui il testo e qui il video) ha scandagliato quella che è la situazione dell’energia eolica e delle rinnovabili in Italia. Un botto di incentivi, connessioni con la criminalità organizzata e speculazione da parte di chi ha tanti soldi da investire. Ma gira che ti rigira quei soldi finiscono nelle tasche dei soliti noti. Soldi che sborsiamo noi mortali consumatori per non avere in cambio nulla se non le bollette più care d’Europa. E la nuova idea di rientrare nel nucleare, energia sporca, vale la pena ribadirlo, probabilmente porterà alle stesse disastrose conseguenze: bollette elettriche ultra stellari, come già denunciato da Confindustria.
Spiega Milena Gabanelli:
Abbattere le emissioni di CO2. Il 17% deve venire da li. Questa energia viene incentivata dallo stato. In 20 anni al fotovoltaico sono stati dati 20 miliardi. Ma quando si è scoperto che il meccanismo che gli incentivi era un affare ci si sono buttati un po’ tutti. Per potenza installata siamo davanti a Giappone e Stati Uniti. Ma siamo sempre indietro e non siamo tra i primi paesi con fonti rinnovabili. Cosa non quadra?
Intanto gli incentivi alle rinnovabili li paghiamo noi consumatori in bolletta e secondo il Sottosegretario Stefano Saglia possiamo anche sapere quanto, controllando la voce A3 in fattura. Ma io ho controllato la mia bolletta Enel e della voce A3 non c’è traccia. Alle rinnovabili vanno più di 3 miliardi di euro, mentre 500milioni di euro sono ancora per il decommissioning del nucleare.
Spiega Nerazzini, l’autore del servizio, il sistema e il volume degli incentivi:
Con la componente A2 per il nucleare ogni anno ci vengono prelevati 500 milioni di euro. Poi c’è la A4: altri 400 milioni circa per garantire una tariffa agevolata alle Ferrovie dello Stato. A seguire la A5: soldi con cui finanziamo la ricerca di sistema, solo 60 milioni. La A6, almeno quella, non c’è più. Più di due miliardi che in soli tre anni abbiamo dato quasi esclusivamente all’Enel, come rimborso del danno subìto dalla liberalizzazione. Ma poi ci sono delle furbate. Come quella nascosta nella componente del nucleare, milioni che il governo si prende a nostra insaputa. L’idea viene a Tremonti nel 2005, ma è piaciuta pure al successivo governo Prodi. Naturalmente i costi aggiuntivi li paghiamo con l’IVA del 10 per cento.
Ma la cosa più folle è che paghiamo i produttori stranieri a causa del perverso meccanismo dei certificati verdi e certificati doc:
Quindi in meno di dieci anni abbiamo regalato circa 500 milioni di euro ai produttori stranieri per certificare come energia da fonte rinnovabile quella che il sottosegretario dice essere prodotta da centrali nucleari. E pensare che c’è un importatore indipendente che lo denuncia da anni: dimostrare che l’energia accompagnata dal certificato d’origine sia effettivamente verde è impossibile.
Report RaiTre, eolico e rinnovabili manna per la speculazione
Il GSE conferma l’incompatibilità degli incentivi alle rinnovabili con le agevolazioni fiscali
Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) interviene in merito alla compatibilità degli incentivi alle rinnovabili con le agevolazioni fiscali , escludendo tale possibilità. Il parere espresso dal GSE si fonda su quanto detto in proposito dal Ministero dello Sviluppo Economico e cioè che non è possibile cumulare agevolazioni fiscali, quali quelle previste dalla Tremonti ter, con gli incentivi (certificati verdi e tariffa onnicomprensiva) riconosciuti alla produzione di energia rinnovabile per gli impianti entrati in esercizio dopo il 30 giugno 2009 . La detassazione degli investimenti predisposta dalla Tremonti ter consiste, infatti, in un risparmio di spesa ed, in quanto tale, non è cumulabile con gli incentivi alle rinnovabili

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Il GSE conferma l’incompatibilità degli incentivi alle rinnovabili con le agevolazioni fiscali
