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I gorilla, il gioco e il senso dell’ingiustizia

I Gorilla condividono con noi oltre il 97% del loro patrimonio genetico. E gli studi etologici non fanno che sottolineare le nostre somiglianze. Ne è un esempio la recente ricerca sul gioco in questi magnifici primati, effettuata dal team internazionale della dott.ssa Davila Ross, University of Portsmouth, che ha avuto modo di osservare in loro dinamiche, scopi e modalità di divertimento del tutto simili a quelli dei bambini. I gorilla osservati, ad esempio, sono soliti colpire i loro compagni di gioco per poi scappare inseguiti da questi ultimi, salvo poi scambiarsi di ruolo quando l’altro, finalmente, ha la meglio… Inoltre, è significativo che la rapidità della fuga sia direttamente proporzionale alla forza del corpo inferto quasi a voler sottolineare, dichiarono gli etologi, che le grandi scimmie percepiscono la violenza di un proprio comportamento in violazione di una situazione sociale preesistente, ma anche e soprattutto che tendono a modificare il proprio atteggiamento tentando di riparare ad una “ingiustizia” in un’alternanza di ruoli che mira a sperimentare e sviluppare capacità comunicative e sensazioni in modo spontaneo e raffinato insieme… I gorilla, in pratica, imparano a gestire le situazioni di vantaggio e di svantaggio, apprendendo ciò che è lecito all’interno della comunità e sperimentano l’empatia attraverso modalità a noi assolutamente familiari… Concludono i ricercatori:

Le nostre scoperte che dimostrano che i gorilla reagiscono alle ingiustizie durante i combattimenti fatti per gioco costituisce la prima prova empirica, a quanto ci risulta, che gli animali esplorano giocando le ramificazioni delle ingiustizie. Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare le ingiustizie durante le interazioni sociali naturali in specie non umane, tali ricerche accresceranno probabilmente le nostre conoscenze sull’evoluzione della competitività sociale, la correttezza e la moralità anche negli esseri umani

Via | biologyletters, cordis
Foto | Flickr

I gorilla, il gioco e il senso dell’ingiustizia

EurObserv’ER: l’eolico non teme la crisi. Nel 2009 è cresciuto del 13,3%

EurObserv'ER  presenta i dati 2009: eolico +13,3%

Sul sito internet di EurObserv’ER, l’osservatorio europeo sulle fonti rinnovabili, sono disponibili i dati aggiornati al 2009 dell’eolico in Europa e nel mondo. La potenza installata lo scorso anno è cresciuta in tutto il pianeta, ma l’Europa si conferma leader mondiale in questa tecnologia.

Su 157.932 Mw di potenza installata nel mondo, infatti, ben 76.185 Mw provengono dalla sola Europa. L’Asia, in totale, raggiunge la metà della potenza del vecchio continente con 38.909 Mw installati, praticamente identici ai 38.478 Mw del nord America. Nel complesso, dal 2008 al 2009, il mondo ha guadagnato 37.042 Mw di eolico e ne ha dismessi 113.

Veramente incredibile, però, è il dato cinese: 13.000 Mw installati nel solo 2009, a fronte dei 14.000 totali dell’Asia. Numeri incredibili che dimostrano, come se ce ne fosse bisogno, l’enorme fame di energia cinese che il gigante asiatico sazia con qualunque tipo di tecnologia e fonte, dall’eolico al carbone. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, invece, EurObserv’ER mette in evidenza la “cura Obama”: +17.8% di potenza eolica installata nel 2009.

Probabilmente, però, tali numeri non si devono ad Obama ma alla generale tendenza americana a trovare, da qualche anno a questa parte, fonti sostitutive al petrolio che ormai scarseggia. Lo confermano il recente ritorno al nucleare, “benedetto” da Obama, e il fatto che oltre un quarto della potenza eolica statunitense, circa 9.410 Mw, è piazzata in Texas. Proprio accanto alle trivelle che hanno costruito l’America moderna.

Via | EurObserv’ER
Foto | Flickr



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Gli U2 invitano i fan a compensare le emissioni per finanziare l’impianto geotermico Dora-1

U2 Dora-1
Alla provincia di Aydin, in Turchia, servono fondi per finanziare Dora-1, l’impianto geotermico sulle coste dell’Egeo. Alla chiamata hanno subito risposto gli U2, con un progetto che chiama in causa il senso di responsabilità ambientale di tutti i fan della band irlandese.

Gli U2 di solito compensano le emissioni di CO2 dei propri concerti, ed ora invitano i propri fan a fare lo stesso con Offset Option, lo strumento finanziario volto a ridurre le emissioni, tramite certificati che dimostrano l’avvenuta compensazione delle proprie emissioni. Offset ha calcolato che i fan degli U2 emettono in media 127 kg di gas serra ogni volta che viaggiano per seguire un concerto della band.

Ogni fan dovrà versare un contributo per ottenere il certificato che dimostra l’avvenuta compensazione delle emissioni necessarie allo spostamento: i fondi versati dai fan per compensare le proprie emissioni di gas serra per andare a vedere gli U2 saranno parte dei 450 mila dollari stimati per aiutare per Dora-1, l’impianto che produce energia pulita.

Via | Hurrietdailynews
Foto | Flickr



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