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Scozia 100% rinnovabile entro il 2020

La Scozia potrebbe essere il primo grande Paese ad ottenere il 100% dell’alimentazione energetica dalle rinnovabili. L’obiettivo, più che ambizioso, è già stato fissato da alcune piccole nazioni insulari che rischiano di sparire per l’innalzamento dei mari come Tuvalu , ma mai nessuna così importante come la nazione britannica era arrivata a fare tanto.

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Scozia 100% rinnovabile entro il 2020

Rigassificatore di Livorno, per Greenpeace è un "complotto in alto mare". Il dossier

Rigassificatore di Livorno, per Greenpeace è un “Complotto in alto mare”, senza dubbio un nome che fa colpo per l’ultimo dossier di Greenpeace, dedicato alla procedura autorizzativa del rigassificatore off shore di Olt (Iren e E.ON) di fronte le coste di Livorno e Pisa, in pieno santuario dei cetacei. Non si tratta più delle lamentele dei residenti, che rischiano di veder scappare i turisti, sono cose più gravi quelle denunciate dall’associazione ambientalista.

I gravi rischi procurati dal rigassificatore, secondo Greenpeace, sarebbero stati volutamente ignorati dal Ministero dell’Ambiente durante la fase autorizzativa. In particolare durante la seconda fase, quella con la quale Olt ha chiesto (e ottenuto) l’esclusione dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale per alcune modifiche al progetto.

Tutto ciò nonostante il rumore generato dalle navi gasiere e dal rigassificatore possa disorientare i cetacei e nonostante l’impianto produrrà, in piena area marina protetta, ben 3,6 tonnellate di cloro all’anno. Questo, afferma Greenpeace, porterà alla formazione di composti organo-clorurati tossici, mutageni e non facilmente biodegradabili. Queste, ed altre, osservazioni di Greenpeace non sono state minimamente prese in considerazione dalla Commissione Tecnica del Ministero dell’Ambiente incaricata di pronunciarsi in merito all’impianto.

Via | Agenparl
Foto | Olt

Rigassificatore di Livorno, per Greenpeace è un “complotto in alto mare”. Il dossier

Parchi nazionali e finanziaria, di nuovo proteste

Dopo il sit-in dei presidenti e dei direttori dei Parchi nazionali , scendono in campo anche le associazioni WWF e LIPU con i loro migliaia di volontari, dipendenti, educatori ambientali, addetti alla vigilanza ed esperti, per dire no ai tagli previsti dalla finanziaria . Io vivevo nel Parco questo avrebbero detto, per gli attivisti del WWF, gli animali di uno dei 23 Parchi nazionali del nostro Paese, che si estendono per un’area che occupa circa il 5% del territorio italiano, e che rischiano di scomparire. Continua a leggere: Parchi nazionali e finanziaria, di nuovo proteste (…) Parchi nazionali e finanziaria, di nuovo proteste , pubblicato su Ecologiae il 24/07/2010 © Valentina Ierrobino per Ecologiae , 2010

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