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Acqua pubblica, le ragioni del Comitato del No al referendum

i video degli esperti per il no al referendum sull'acqua

Accanto ai Comitati per il Si al referendum abrogativo per l’acqua pubblica, ci sono i Comitati del No e poi gli astensionisti dei Fimiani dei Circoli per l’Ambiente. Bene, i Comitati per il No attraverso un comunicato stampa ci fanno sapere che online il loro sito www.acquabenepubblico.it:

Abbiamo deciso di realizzare un sito internet in grado di fornire a tutti i cittadini uno strumento di consultazione chiaro e preciso sulle ragioni che ci hanno spinto a dire No al referendum”, dichiara l’Avvocato Walter Mazzitti, Presidente del Comitato e uno dei massimi esperti internazionali su questioni legate alla gestione dell’acqua.

Il sito è ricco di interventi rilasciati al Tg1 e al Tg2 per una comunicazione decisamente istituzionale arricchita da personali videomessaggi dei sostenitori. E queste sono le motivazioni del No:

Il processo di industrializzazione delle reti idriche non può essere fermato. In Italia nei prossimi anni occorrono 100 miliardi di euro per modernizzare il Paese nei settori coinvolti dall’abrogazione dell’art. 23 bis – acqua, rifiuti e trasporti -, risorse che tra l’altro lo Stato non ha. Bloccare questo processo imporrà solo l’aumento delle tasse ai cittadini, con maggiore incidenza proprio sulle fasce più deboli della società, senza migliorare la qualità delle risorse e del servizio. La rete italiana perde fino al 60% delle risorse idriche, per ammodernarla occorre favorire l’ingresso di soggetti privati di adeguate dimensioni finanziarie e manageriali. Con la vittoria dei Si la gestione sarà affidata nuovamente nelle mani delle caste della politica municipale. Si gioca, dunque, una partita decisiva per il futuro dell’Italia.

Acqua pubblica, le ragioni del Comitato del No al referendum

La webcam del CNR sull’Everest

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La prima webcam sull’Everest è “italiana”. La Spedizione Share Everest 2011 del Comitato EvK2Cnr ha installato una nuova webcam sulla cima di Kala Patthar a 5600 metri di quota. La prima telecamera piazzata sulla montagna più alta del mondo offrirà immagini della vetta visibili a tutti, in tempo reale, in alta risoluzione con un aggiornamento ogni 5 minuti, visibilità permettendo. La potete trovare cliccando qui.

Nell’inquadratura sono compresi il cima dell’Everest (8.848 metri di quota) e quella del Lhotse (8.513), terza cima al mondo per altezza. L’installazione è stata possibile grazie ai tecnici del Comitato EvK2Cnr guidati da Giampietro Verza che non nasconde la sua soddisfazione:

Stavamo lavorando a questa operazione da mesi, con difficoltà di connettività per superare le quali abbiamo dovuto attivare più ponti e ripetitori da Kala Patthar al Laboratorio Piramide. Le abbiamo risolte grazie a giorni di montaggi di quadri e test, nonostante il brutto tempo e i virus: un bel lavoro di gruppo con il nostro staff nepalese, che ha lavorato con passione, conscio di fare una cosa importante per il loro paese.

La webcam, la più alta del mondo, dista soltanto 11 km dall’Everest e dalla sua postazione vengono raccolti e trasmessi anche dati meteorologici poi elaborati dall’Isac-Cnr di Bologna. Questa operazione è un soltanto un tassello dell’operazione Share Everest che si prefigge l’obiettivo di rimettere in funzione la stazione meteorologica più alta del mondo piazzata sugli 8000 metri del colle sud dell’Everest grazie al lavoro degli alpinisti Daniele Nardi e Daniele Bernasconi.

La webcam del CNR sull’Everest

7 maggio 2011: decine di associazioni ed enti pubblici contro il petrolio off shore

7 maggio 2011: decine di associazioni ed enti pubblici contro il petrolio off shoreUn numero incredibile di associazioni (ambientaliste e non) e di enti pubblici italiani si sono dati appuntamento per sabato 7 maggio a Termoli, in provincia di Campobasso, per dire no al petrolio e al gas off shore.

L’ultimo di una lunga serie di motivi che ha spinto gli organizzatori a ritrovarsi a Termoli è stata l’autorizzazione concessa dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, a cercare petrolio e gas off shore a due passi dalle isole Tremiti, nel basso Adriatico.

Le ricerche di idrocarburi, in una prima fase, consistono nell’utilizzo dell’”airgun”: un cannone che spara aria compressa verso il fondo del mare, cattura l’eco (un po’ come fanno i delfini o le balene), e ipotizza la presenza di petrolio o gas nel sottosuolo. Poi si passa a trivellare dove è probabile che ci sia l’oro nero.

L’airgun è una tecnica estremamente controversa: gli stessi petrolieri ammettono che ha un impatto negativo sulla pesca perché spaventa i pesci mentre non è chiaro se sia da annoverare tra le cause degli spiaggiamenti dei cetacei.

Dopo il salto la lunghissima lista di associazioni ed enti pubblici che partecipano alla manifestazione contro il petrolio off shore del 7 maggio.

Regione Puglia Provincia di Campobasso Provincia di Foggia Provincia di Chieti Comune di Foggia Comune di Termoli (Campobasso) Comune di Citta’ Sant’Angelo (Pescara) Comune di Vieste (Foggia) Comune di Roseto degli Abruzzi (Teramo) Comune di Vasto (Chieti) Comune di Giulianova (Teramo) Comune di Peschici (Foggia) Comune di Lanciano (Chieti) Comune di Serracapriola (Foggia) Comune di Carpino (Foggia) Comune di Fossacesia (Chieti) Comune di San Nicandro (Foggia) Comune di Torricella Peligna (Chieti) Comune di San Severo (Foggia) Comune di Miglianico (Chieti) Comune di Manfredonia (Foggia) Comune di Rocca San Giovanni (Chieti) Comune di Lucera (Foggia) Comune di Treglio (Chieti) Comune di Rodi Garganico (Foggia) Comune di Vico del Gargano (Foggia) Comune di Mattinata (Foggia) Comune di Roccamontepiano (Chieti) Assoturismo Abruzzo Confesercenti Abruzzo Confesercenti Puglia Confcommercio (Foggia) Confcommercio (Chieti) Camera di Commercio (Foggia) Italia Nostra – Pescara Italia Nostra – Foggia Comitato Difesa di Chioggia – Chioggia (Venezia) Le Cinque Isole – Tremiti (Foggia) Adiconsum – Foggia Vastesi.com – Vasto (Chieti) Arci – Vasto (Chieti) Legambiente – Foggia Universita’ degli Studi di Foggia Associazione studentesca Unidea – Termoli (Campobasso) Ambiente e/è vita – Roma Rivista D’Abruzzo – Ortona (Chieti) Associazione Molise-Europa – Termoli (Campobasso) Legambiente – Circolo “Dai Colli all’Adige”, Este (Padova) Marelibero Abruzzo – Pescara Il Gargano Nuovo – Monte Sant’Angelo (Foggia) Pro Natura Abruzzo – Castel di Sangro (L’Aquila) Gargano Libero – Foggia San Vito Vela – San Vito Chietino (Chieti) Animalisti Italiani – Lanciano (Chieti) Archeoclub – San Vito Marina (Chieti) Cogecstre – Vasto (Chieti) Parco nazionale del Gargano – Monte Sant’Angelo (Foggia) Comunità del Parco – Ischitella (Foggia) Comitato per la Tutela del Mare del Gargano – Foce Varano (Foggia) Azienda Promozione Tursitica Provinciale – Foggia Fondo Ambiente Italiano Foggia Fondo Ambiente Italiano Vasto (Chieti) WWF Abruzzo WWF Molise HabitatLab Onlus – Pescara Circolo SEL – Foggia Five Festival Sud System – Foggia Marevivo – Roma Comunicare Turismo – Foggia Libera Scelta – Lettomanoppello (Chieti) Slow Food – Foggia Associazione guide turistiche della Puglia – Foggia Comitato Daunia e Gargano – Ischitella (Foggia) Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano – Teramo Rimboschiamo Peschici – Peschici (Foggia) Terra Nostra Onlus – Poggio Imperiale (Foggia) Centro Studi Martella – Peschici (Foggia) Argod – Sanicandro Garganico (Foggia) Gruppo Archeologico Garganico S. Ferri – Vico del Gargano (Foggia) Emergency – Foggia CicloPazzi – Lanciano (Chieti) Gruppo Archeologico di Terra d’Otranto – Otranto (Lecce) Puntoeacapo – Roma Unione Nazionale pro loco d’Italia – Foggia Confederazione italiana sindacati lavoratori – Foggia Associazione Punto di Stella – Peschici (Foggia) Diario Montanaro – Monte Sant’Angelo (Foggia) Liberta’ di Parola – Ortona (Chieti) Comitato Foggia Propositiva – Foggia Unione generale del Lavoro – Foggia Costambiente – Atessa (Chieti) Gruppo Archeologico Dauno – Foggia Garganistan Web – Foggia Emergenza Petrolio Abruzzo – Pescara Life in Abruzzo – Colledara (Teramo) Fare Ambiente Puglia – Foggia Associazione la Mejofauna – Isole Tremiti (Foggia) Brancaleone – Roccamontepiano (Chieti) Si energie rinnovabili, no petrolio – Monopoli (Bari) No scorie Trisaia – Rotondella (Matera) Organizzazione Lucana Ambientalista – Potenza Task Force Ambientale (Teramo) Stoppa la Piattaforma – Sciacca (Agrigento) Gestione Partecipata del Territorio – Bomba (Chieti) Comitato Abruzzese del Paesaggio (Pescara) Libera contro le mafie – Termoli (Campobasso) Citta’ Plurale – Matera Manichini D’Ottone – Pescara Associazione Culturale Carpino Folk Festival – Carpino (Foggia) Le Colonne d’Ercole – Ortona (Chieti) Marevivo – Bari Associazione Genitori di Vico del Gargano – Vico del Gargano (Foggia) Istituto Scolastico Cesare de Titta – Lanciano (Chieti) Movimento 5 Stelle – Rovigo Nuovo Senso Civico – Lanciano (Chieti) OLA Channel – Venosa (Potenza) Lipu Puglia, Gravina di Laterza (Taranto) Associazione le cinque isole – San Domino, Isole Tremiti (Foggia) Cicloamici Fian – Foggia World Activity Club – Vasto (Chieti) Comunita’ dei Padri Passionisti – Fossacesia (Chieti) Consulta Giovanile del comune di Vasto – Vasto (Chieti) Pro-loco Manfredonia (Foggia) Lecceta di Torino di Sangro – Torino di Sangro (Chieti) Centro Turistico Giovanile – Bari Comunita’ Francescana Miracolo Eucaristico – Lanciano (Chieti) Comitato No Petrolio – Tollo (Chieti) Costituente del Parco della Costa Teatina – Vasto (Chieti) WWF Zona Frentana e Costa Teatina (Chieti) Centro Turistico Giovanile “Egnatia” – Monopoli (Bari) Comitato Abruzzese Difesa Beni Comuni – Tortoreto (Teramo) Emergenza Ambiente Abruzzo – Pescara Chietiscalo.it – Chieti Comitato Natura Verde – Tollo (Chieti) Abruzzo in Movimento – Ortona (Chieti) Associazione Radicali Lucani – Potenza Giacche Verdi Gruppo Gargano – Vico del Gargano (Foggia) Associazione Tutela e Salute dell’Ambiente di Basilicata – Potenza Valorizzazione delle Terre Pubbliche attraverso le Popolazioni Locali – Assergi (L’Aquila) Comune di Tollo (Chieti) Comune di Torino di Sangro (Chieti) Comune di Montesilvano (Pescara) Comune di Pineto (Teramo) No all’Italia Petrolizzata – Los Angeles (California)

7 maggio 2011: decine di associazioni ed enti pubblici contro il petrolio off shore

UNESCO, 6 nuovi siti Patrimonio dell’Umanità

Il Comitato UNESCO si è riunito a Brasilia nelle giornate dal 25 luglio al 3 agosto per iscrivere nuovi siti nell’elenco dei beni Patrimonio dell’Umanità. Sono in tutto 6 i nuovi siti della Natura da oggi protetti e tutelati dall’UNESCO. Come ha dichiarato Tim Badman , dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) Sono stati aggiunti alcuni siti naturali eccezionali alla lista del Patrimonio dell’Umanità e il loro riconoscimento è anche il segnale del bisogno di un’azione di conservazione

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UNESCO, 6 nuovi siti Patrimonio dell’Umanità

Pisa-Livorno, stagione balneare a rischio: i cittadini contro il rigassificatore off-shore

La zona scelta per la costruzione del rigassificatore off-shore di livorno

Livornesi e pisani, per una volta sono d’accordo su una cosa: il rigassificatore off-shore a 25 km dalle coste pisano-livornesi non deve essere costruito, sopratutto durante la stagione balneare. Scrivono i comitati cittadini Offshore, No Grazie! che hanno presentato, qualche giorno fa, un esposto alla Procura della Repubblica per fermare i lavori condotti al largo di Livorno dalla Far Samson:

Non si tratta di una questione formale ma sostanziale: posare ed ancorare al fondo marino le enormi catene necessarie a fermare le ancore che serviranno a tenere ferma una nave lunga oltre 300 metri, con una capacità media di rigassificazione di 11 milioni di metri cubi al giorno e una capacità di stoccaggio di 137.500 metri cubi di gas naturale liquido (GNL), sta comportando il rimescolamento dei fondali dove negli anni 1999-2000 sono state depositate centinaia di tonnellate
di fanghi di escavo del porto di Livorno, fanghi che contengono sostanze inquinanti, cancerogene e mutagene (composti organostannici tra cui TBT) . Questi sedimenti saranno risospesi e spinti dalle maree sul lungomare pisano-livornese mettendo a rischio la salute dei bagnanti (si legga questa pagina della Comunità Europea:
http://www.efsa.europa.eu/EFSA/efsa_locale-1178620753820_1178620762916.htm)

Il progetto del rigassificatore off-shore di livorno è gestito da OLT Offshore LNG Toscana S.p.A che come si legge nel conunicato stampa è composta da:
Gruppo E.ON 46,79%, Gruppo Iride 46,79% (suddiviso fra IRIDE Mercato 41,71% e ASA Livorno 5,08%), Golar LNG2,69% e OLT Energy Toscana S.p.A. 3,73%.

I livornesi e pisani sono preoccupati per tre motivi: il rimescolamento dei fanghi dovuto alle attività di costruzione porterà in superficie il TBT, la distruzione della zona naturalmente scelta dalle balenottere per la riproduzione nota come Santuario delle balene (oggetto di diverse azioni di Greenpeace) e la perdita sul fondale delle enormi praterie di posidonia.

Scrivono i comitati nell’esposto:

Rimuovere quei fanghi creandone la risospensione e nuova diffusione causata dalle maree, vuol dire rimettere in circolo quelle sostanze altamente tossiche, mutagene, degenerative, cancerogene per cui ne fu ordinata la sospensione. Si tratta di una operazione estremamente pericolosa per i bagnanti di tutto il lungomare da Livorno a Marina di Pisa che ormai fra poche settimane frequenteranno il nostro mare.

Secondo OLT, invece, il rigassificatore avrà un minimo impatto ambientale. Fanno sapere attraverso il loro sito che rispetto ai fanghi, come da VIA, si trovano a operare in una zona di scarso pregio ittico e ambientale; che il Santuario dei cetacei è ben lontano dalla zona di costruzione del rigassificatore; le poseidonie saranno ripiantumate.

Ma per Greenpeace le cose stanno diversamente. Spiegano gli attivisti in un comunicato stampa:

Di fatto, il TAR ha riconosciuto (e accettato!) che la valutazione d’impatto ambientale (VIA) è stata basata solo e soltanto sulla documentazione della OLT senza alcuna valutazione indipendente dei rischi ambientali (né dell’ex ICRAM, ora ISPRA, né del Comitato di Pilotaggio del Santuario). E’ falso che la VIA ha accuratamente valutato l’impatto dell’impianto sulle popolazioni dei cetacei, non considerando gli sversamenti di derivati del cloro (con palese violazione del Protocollo Dumping della Convenzione di Barcellona) o la rumorosità dell’impianto. E’ falso che non vi siano popolazioni di cetacei nell’area: non solo ci sono osservazioni di cetacei a poche centinaia di metri dalle coordinate in cui sarà collocato il rigassificatore ma l’idea stessa di una popolazione di stenelle che risiederebbe a 7 miglia di distanza del rigassificatore, senza avvicinarsi mai al sito in questione, è decisamente surreale e scientificamente improponibile. Questi animali sono soliti spostarsi per grandi distanze. Che ora si rifiutino di circolare solo nei paraggi del futuro sito del rigassificatore non è credibile e chi ha avallato una simile fesseria (accettata passivamente dal TAR) dimostra un’incredibile assenza di conoscenze della biologia di questi organismi. Ancora, è falso che il Comitato di pilotaggio del Santuario ha espresso un parere formale sul progetto, tanto più che non aveva alcuna autorità per farlo. Greenpeace ha smascherato una vera e propria truffa messa in atto da Dirigenti del Ministero dell’Ambiente che hanno fatto circolare carte fasulle che ufficializzavano un parere del Comitato che non è mai esistito: il Comitato ha solo “preso atto” del documento di valutazione presentato dalla OLT e quasi non ha avuto nemmeno il tempo di discuterlo (il punto è stato trattato in agenda tra le “eventuali e varie”), figuriamoci di valutarlo! E, per finire, è falso che, come sostiene il Consiglio di Stato, il ricorso di Greenpeace non può essere accettato perché presentato in ritardo rispetto alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 16 marzo 2006 visto che, come già constatato dal TAR, tale pubblicazione non c’è mai stata!



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Pisa-Livorno, stagione balneare a rischio: i cittadini contro il rigassificatore off-shore

Geotermico: in Toscana nasce il Comitato tecnico di esperti

In Toscana �¨ nato il Comitato Tecnico Regionale per il Geotermico

La Regione Toscana si dota di un Comitato a supporto dello sviluppo della fonte geotermica. Nella patria italiana di questa fonte, infatti, è stato appena costituito il Comitato tecnico per la geotermia dell’Amiata. Non solo Larderello: la nascita del pool di esperti deriva dall’Accordo volontario territoriale sottoscritto da Regione, Comuni, Comunità montane e Province di Pisa, Siena e Grosseto.

Il potenziale geotermico toscano, secondo le stime, è largamente sottoutilizzato: dal 1904 l’Enel è attiva nella regione con alcune centrali, per un totale di circa 800 MWe ma l’ingresso di altri attori nel mercato potrebbe far salire i numeri. Ruolo del Comitato tecnico regionale sarà quello di far sì che lo sviluppo di questa fonte sia compatibile con l’ambiente e, allo stesso tempo, capace di mettere a frutto le risorse del sottosuolo toscano. Sono molti, infatti, i comuni toscani potenzialmente interessati alla geotermia e il Comitato tecnico avrà, tra le altre, anche la funzione di fornire informazioni alle comunità locali.

Gli esperti chiamati dalla Regione sono sette: il francese Jacques Varet (Università di Orsay), esperto in tecnologie impiantistiche per la conversione di energia, Roberto Santacroce (Università di Pisa), esperto in vulcanologia e aree geotermiche, Angelo Minissale (Cnr), esperto di idrogeologia e vulnerabilità acquifere, Michele Marroni (Università di Pisa), esperto in geologia strutturale e vulcanologia, Giuseppe De Natale (INGV di Napoli), esperto in sistemi geotermici e misurazione dei flussi di calore, Domenico Liotta (Università di Bari), esperto in geologia strutturale e vulcanologia, Andrea Borgia (University Milton Keynes di Walton Hall, Gran Bretagna), esperto in vulcanologia delle aree geotermiche.

Via | Regione Toscana
Foto | Flickr



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Geotermico: in Toscana nasce il Comitato tecnico di esperti

Diossina nel latte materno a Pistoia

Difficilmente una popolazione può accettare senza riserve la presenza di un inceneritore sul proprio territorio. E troppo spesso, la selezione dei rifiuti che poi dovranno essere bruciati non si svolge correttamente. Quanto comunicato, ieri sera, dal Comitato contro l’inceneritore di Montale, vicino Pistoia, ne è un esempio.

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Diossina nel latte materno a Pistoia