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Prezzo del cibo e crisi alimentare: Report Rai Tre, Mario Draghi e Cia o le lobby dei fertilizzanti?

Si fa un gran parlare, dopo il discorso del governatore della banca d’Italia Mario Draghi, delle cause della crisi alimentare nel mondo. Crisi che è dei prezzi, non della produzione come ha ben spiegato un breve servizio andato in onda nella puntata di ieri di Report su Rai Tre.

Draghi, in sostanza, ha fatto notare come la crisi si sia estesa non appena il mercato inernazionale delle “commodity” abbia iniziato a trattare le materie prime alimentari, come il grano o il riso, al pari del petrolio o delle valute. Speculazione, per dirla con una sola parola, ma molto efficace.

Il discorso di Draghi è piaciuto parecchio alla Cia, la Confederazione italiana degli agricoltori, che ha così commentato:

Davanti alla nuova escalation dei prezzi alimentari, rinnoviamo la nostra proposta per un futuro con più agricoltura. Non solo. La riforma della Pac post 2013, oltre a contenere reali sostegni alle imprese agricole, deve prevedere efficaci misure contro le crisi di mercato, in modo da intervenire immediatamente per fronteggiare la volatilità delle quotazioni delle commodity, le cui impennate rischiano, purtroppo, di portare alle lacrime. Siamo, quindi, pienamente d’accordo con quanto sostenuto dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. C’è l’esigenza di una risposta pronta e coordinata da parte della comunità internazionale

Appena cinque giorni fa, però, sul blog di Agrofarma (associazione dei produttori di fitofarmaci afferente a Confindustria) è stato pubblicato un video molto interessante tratto dal sito del progetto “Farming First”. Nel video, in estrema sintesi, si dice l’opposto: per risolvere la crisi alimentare bisogna produrre di più.

Il video non lo dice ma per produrre di più bisogna utilizzare tanti fertilizzanti chimici, tantissimi fitofarmaci e, perché no, anche qualche seme ogm. Come ci arriviamo a questa conclusione? Domanda sbagliata, quella giusta è: chi c’è dietro “Farming First”? La risposta la da lo stesso blog di Agrofarma:

Farming First è un’associazione che raccoglie le più importanti organizzazioni di stakeholder dell’agricoltura in tutto il mondo, tra cui CropLife International, International Fertilizer Industry Association (IFA), International Council for Science (ICSU) e International Federation of Agricultural Producers (IFAP)

La nuova rivoluzione verde, fondata sulle biotecnologie, gli ogm ed un uso massiccio della chimica è già in arrivo?

Via | Agrofarma, Cia, Farming First
Video | Farming First, YouTube

Prezzo del cibo e crisi alimentare: Report Rai Tre, Mario Draghi e Cia o le lobby dei fertilizzanti?

Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente

Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente

Coldiretti prende atto della distruzione del campo di mais Ogm di Vivaro, in provincia di Pordenone, distrutto dagli attivisti di Ya Basta e ribadisce che a distruggerlo non dovevano essere dei semplici cittadini, bensì le autorità competenti.

L’associazione professionale dei produttori agricoli, infatti, ammette l’illegalità del gesto dei no global ma afferma che la semina stessa del mais geneticamente modificato era, di per sé, illegale:

E’ chiaro che l’illegalità va condannata sempre anche quando come in questo caso, viene attuata per porre fine ad altra illegalità ma bisogna anche prendere atto che non c’’è stata da parte delle Istituzioni la stessa tempestività avuta nel condannare il gesto dei no global, anche nel contrastare l’illegalità originaria lasciando libere le piante di crescere con il rischio che la maturazione del mais e la conseguente disseminazione di polline possa provocare una contaminazione che avrebbe un impatto devastante sull’ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non potrebbe essere limitato ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta, come ha fatto notare la task force di 27 organizzazioni per una Italia libera da Ogm.

Il riferimento, chiarissimo, di Coldiretti è alle posizioni prese dal ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan e dal governatore della Regione Veneto Luca Zaia.

Il primo si era affrettato a condannare la distruzione del campo, definendola una “azione squadristica” e invitando le forze dell’ordine ad identificare, e punire, i responsabili. Il secondo, invece, senza condannare i manifestanti aveva parlato di “legalità ripristinata”.

Via | Iris
Foto | Flickr

Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente