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Siviglia, a Velo-City 2011 conferenza sulla bicicletta ci saranno anche gli italiani

Parte domani a Siviglia una delle più importanti conferenze internazionali sulla bicicletta: la 19° edizione di Velo-City 2011 . Finalmente quest’anno tra i relatori anche due italiani: Francesca Racioppi, coordinatrice del Programma Trasporti, Ambiente e Salute dell’OMS e Francesco Tonucci, ricercatore CNR e inventore dei progetti “La città dei bambini”. Gli aggiornamenti sui lavori si trovano nella pagina del gruppo su Facebook.
La delegazione italiana è guidata dal Presidente della Fiab Antonio Dalla Venezia che spiega come la partecipazione italiana sia stata possibile grazie ad un finanziamento ottenuto dalla SRAM, l’associazione nord-americana dei produttori di biciclette.
Via | Ecodallecittà
Siviglia, a Velo-City 2011 conferenza sulla bicicletta ci saranno anche gli italiani
La carta del pesce made in Italy
Cari amici di Ecologiae , ben trovati al nostro consueto appuntamento del fine settimana con l’ alimentazione sostenibile . Oggi vogliamo parlarvi di pesce , in vista del menu di Natale di cui è parte fondamentale, e approfittando dell’allarme lanciato di recente da Impresa Pesca Coldiretti ovvero che nel nostro Paese, in tre piatti su quattro di pesce, l’ingrediente base è straniero. Da qui la proposta di stilare una carta del pesce nei ristoranti per tutelare sia l’interesse dei consumatori che quello dei produttori made in Italy .

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La carta del pesce made in Italy
Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente

Coldiretti prende atto della distruzione del campo di mais Ogm di Vivaro, in provincia di Pordenone, distrutto dagli attivisti di Ya Basta e ribadisce che a distruggerlo non dovevano essere dei semplici cittadini, bensì le autorità competenti.
L’associazione professionale dei produttori agricoli, infatti, ammette l’illegalità del gesto dei no global ma afferma che la semina stessa del mais geneticamente modificato era, di per sé, illegale:
E’ chiaro che l’illegalità va condannata sempre anche quando come in questo caso, viene attuata per porre fine ad altra illegalità ma bisogna anche prendere atto che non c’’è stata da parte delle Istituzioni la stessa tempestività avuta nel condannare il gesto dei no global, anche nel contrastare l’illegalità originaria lasciando libere le piante di crescere con il rischio che la maturazione del mais e la conseguente disseminazione di polline possa provocare una contaminazione che avrebbe un impatto devastante sull’ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non potrebbe essere limitato ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta, come ha fatto notare la task force di 27 organizzazioni per una Italia libera da Ogm.
Il riferimento, chiarissimo, di Coldiretti è alle posizioni prese dal ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan e dal governatore della Regione Veneto Luca Zaia.
Il primo si era affrettato a condannare la distruzione del campo, definendola una “azione squadristica” e invitando le forze dell’ordine ad identificare, e punire, i responsabili. Il secondo, invece, senza condannare i manifestanti aveva parlato di “legalità ripristinata”.
Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente
Pesticidi nel piatto, Ddt nell’insalata nel rapporto di Legambiente
Pesticidi nel piatto , il rapporto realizzato da Legambiente in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino (Mdc), evidenzia un aumento dei prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi ( da 27,5 a 32,7% ). Addirittura in un campione di insalata analizzato in Friuli sono state riscontrate tracce di Ddt , malgrado siano trascorsi ormai 32 anni dalla sua messa al bando. Solo il 50% della frutta risulta incontaminata .

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Pesticidi nel piatto, Ddt nell’insalata nel rapporto di Legambiente
Certificati Verdi: il Governo innesta la retromarcia?
Lo ha rivelato una fonte governativa a Reuters , chiedendo di restare anonima . Sul tavolo, vi sono 4 ipotesi per annullare o compensare gli effetti introdotti dall' art. 45 del Decreto Legge 78/10 , la manovra economica

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Certificati Verdi: il Governo innesta la retromarcia?
Francia: è boom per l’agricoltura biologica

Grazie agli accordi con la Grande distribuzione in Francia si sta assistendo a un vero e proprio boom di prodotti biologici a prezzi competitivi. Il mercato evidentemente è maturo per accogliere un modo diverso di fare la spesa, non solo alimentare. In Italia, invece, rischiamo di perdere quel primato che in Europa ci vedeva ai primi posti per acquisto di prodotti biologici.
Riferisce AgenceBio, l’agenzia d’oltralpe che monitora e controlla le aziende che producono biologico che:
Nel 2009, 3.769 nuove aziende sono state convertite, una media di più di 300 al mese. Verso la fine del 2009 sono state calcolate 16.446 aziende agricole biologiche un 23,7% in più rispetto al 2008 e 677.513 ettari di superfici coltivate, + 16% rispetto al 2008. Per quanto riguarda il consumo il valore delle vendite di prodotti alimentari è intorno ai 3 miliardi di euro nel 2009 quasi raddoppiato se paragonato al 2005 (1,6 miliardo di euro) e un aumento sensibile di 4milioni di euro si registra in confronto al 2008. L’alimentazione biologica è inoltre sempre più presente anche nei settori della ristorazione collettiva apportando un guadagno di 92 milioni di euro nel 2009 rispetto ai 44 del 2008.
Ha detto uno sconsolato Andrea Ferrante presidente dell’ AIAB-Associazione italiana agricoltura biologica:
In Italia invece si sceglie l’immobilismo e la penalizzazione dei produttori bio. Se non si cambia subito indirizzo, presto i prodotti bio sulle nostre tavole saranno per lo più di importazione.
Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr
L’Italia sfrutta i rifiuti meglio della media europea
Il problema rifiuti in Italia è sempre presente, ma a vedere gli ultimi dati, sembra che ce la caviamo meglio rispetto alla media europea. Certo, in questa media rientrano anche diversi Paesi dell’Est che, essendo molto indietro in quanto a tecnologia ed organizzazione, abbassano di molto la media. Ma la situazione appare meno grave di quanto si percepisca

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L’Italia sfrutta i rifiuti meglio della media europea
Eolico: nuove regole dall’autorità per l’energia

L’Autorità per l’energia mette mano alle regole per disciplinare meglio l’eolico. Con due delibere, la ARG/elt 4/10 e la ARG/elt 5/10, l’Autorità ha infatti cambiato l’attuale normativa sugli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non programmabili cioè, in pratica, fotovoltaico ed eolico. In realtà, però, il vero oggetto delle delibere è proprio l’energia prodotta dal vento.
La questione saliente che viene disciplinata è, paradossalmente, la non produzione di energia. Come tutti ormai ben sanno spesso e volentieri Terna impone ai gestori degli impianti eolici di fermare la produzione di energia per non compromettere il delicato equilibrio della rete elettrica. La cosa avviene anche per il fotovoltaico, ma per l’eolico è molto più frequente vista la grande produzione di energia delle pale quando il vento fa il suo dovere.
Fino ad oggi, quando Terna imponeva di fermare un impianto, l’energia non prodotta veniva comunque pagata in base alle statistiche di produzione del sito. Ora, invece, il nuovo regolamento affina il metodo: viene introdotta la possibilità da parte del Gestore dei Servizi Energetici (meglio noto con la sigla di GSE) di monitorare in tempo reale i dati sulla produzione effettiva degli impianti e tali dati potranno essere usati in caso di interruzione forzata della produzione per quantificare, tramite un modello matematico appositamente messo a punto, la mancata produzione.
Si tratta, in pratica, di un sistema più realistico e raffinato che potrebbe diminuire notevolmente gli introiti dei produttori di energia eolica.
Altro cambiamento portato dalle due delibere riguarda anche la modulazione della produzione: non sempre, infatti, si chiede di fermare completamente l’impianto e i costi sostenuti dai produttori per adeguare gli impianti eolici già esistenti alle recenti normative verranno adesso ripagati tramite procedure concorsuali.
Il sistema, quindi, si fa più complesso per diventare più giusto ma, allo stesso tempo, più flessibile. Secondo l’Autorità per l’energia con le nuove norme si otterrà un risparmio per l’utente finale. Cioè tutti noi. Speriamo anche che queste regole stemperino le polemiche, spesso feroci, sulla redditività degli impianti eolici che, causa rete elettrica, sono fonte di guadagno anche quando sono costretti a non produrre un solo watt di energia.
Via | Autorità per l’energia elettrica e il gas
Foto | Flickr

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Eolico: nuove regole dall’autorità per l’energia
Eolico record in Italia, il bilancio dell’Anev
Buone notizie per le energie rinnovabili italiane che, a dispetto degli scarsi incentivi e degli investimenti indirizzati massicciamente verso un ritorno alquanto improbabile al nucleare , sembrano comunque resistere e proiettarsi verso il futuro. L’eolico, ad esempio, chiude il bilancio dell’anno 2009 in positivo , stando a quanto riportato dal rapporto dell’ Anev , l’ Associazione nazionale energia del vento

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Eolico record in Italia, il bilancio dell’Anev
