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I Verdi denunciano: liberalizzazioni, si approva la libertà di inquinare

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Angelo Bonelli Angelo Bonelli presidente della Federazione dei Verdi denuncia che nel Dl Liberalizzazioni si nasconde per imprenditori e imprese la possibilità di inquinare: usare fanghi provenienti da siti inquinati come materiali di recupero. Per legge. Dunque, l’art.48 che sembra all’apparenza innocuo, mette di fatto nell’ambiente una bomba a orologeria. La disposizione riguarda i dragaggi.

Scrive Bonelli:

Con l’art.48 si consente che i fanghi e i materiali provenienti dai siti di interesse nazionale da bonificare perché altamente inquinati possono essere riutilizzati come materiale di recupero. In sintesi materiali che hanno alte presenze nocive come mercurio, cadmio, diossine. Pensate che a Porto Marghera nei fondali vi sono solventi organici aromatici, cloroformio, tetracloruro di carbonio, dicloroetano, tricloroetilene, percloroetilene, bromoformio ecc… Si capisce che la norma è stata scritta per compiacere operatori del settore…l’obiettivo chiaro è poter valorizzare economicamente i sedimenti dragati altamente inquinati che si trovano nei siti di interesse nazionale, aree che è la stessa legge a definire inquinate. Quindi l’obiettivo è quello di creare un business e di fare in modo che i sedimenti dragati siano assimilabili a meteriali di recupero secondo quanto previsto dal DM 5 febbraio 1998

In sostanza quel che era il materiale inquinato usato dalle ecomafie sia nel traffico illecito di rifiuti sia come diviene materiale inquinante ma autorizzato. Insomma un interramento di fanghi inquinati pari a quello attuato sulla BreBeMi sarebbe perciò, se approvata questa norma, assolutamente legale.

Questa la norma:

10. I materiali provenienti dal dragaggio dei fondali dei porti non compresi in siti di interesse nazionale, ai sensi dell’articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modificazioni, possono essere immersi in mare con autorizzazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 109, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. I suddetti materiali possono essere diversamente utilizzati a fini di ripascimento, anche con sversamento nel tratto di spiaggia sommersa attiva, o per la realizzazione di casse di colmata o altre strutture di contenimento nei porti in attuazione del Piano Regolatore Portuale ovvero lungo il litorale per la ricostruzione della fascia costiera, con autorizzazione della regione territorialmente competente ai sensi
dell’articolo 21 della legge 31 luglio 2002, n. 179.

Foto | Angelo Bonelli su Fb

I Verdi denunciano: liberalizzazioni, si approva la libertà di inquinare

LE FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI: PROFILI PROCEDIMENTALI E TITOLI ABILITATIVI – Roma 25 gennaio 2012

Start: 20 Dic 2011 11:17 Start: 20 Dic 2011 11:17 Corso di formazione organizzato da ISES ITALIA Tipo:

Green jobs: emergono 4 nuove figure professionali

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Nuove professioni della green economy

A Parigi si è concluso da qualche giorno il quarto Salon des Formations et des Métiers de l’Environnement, ossia il Salone della Formazione e dei mestieri dell’Ambiente. E sono emerse, almeno oltralpe, nuove prospettive di lavoro per quanti desiderano impegnarsi nel settore ambientale, che attualmente in Francia assorbe oltre 400mila lavoratori distribuiti nel settore acque, riciclo materiali e inquinamento dei siti. Molte prospettive di lavoro si aprono nel prossimo futuro nel turismo, automobili, ingegneria o edilizia.

Di fatto non esiste un vero esperto in sviluppo sostenibile e molte aziende si piccano di avere figure professionali a tutela dell’ambiente, ma di fatto sono vecchi mestieri con una passata di vernice verde.

Comunque sono emerse 4 aree in cui saranno richiesti professionisti e che sono:biotecnologie, turismo sostenibile, sviluppo del territorio, paesaggio.

Biotecnologo
Si occupa nel mondo della green economy di come produrre biocarburanti o di mettere a punto sistemi di disinquinamento. Serve una laurea in biotecnologie e apre un ventaglio di posizioni lavorative che vanno dal consulente, al responsabile di processo, al responsabile di produzione.

Turismo sostenibile
Nuove forme di turismo si stanno sviluppando da qualche anno, come ecoturismo, turismo responsabile, solidale ecc per soddisfare una clientela sempre più esigente. Per questi motivi il settore del turismo sostenibile richiede un percorso formativo specifico. In Italia ci sono corsi a Milano Bicocca e molti master post laurea. E veniamo agli sbocchi: guida, accompagnatore, ideatore di pacchetti turistici, agente di viaggio, coordinatore di viaggi turistici collettivi in un organizzazione o associazione, coordinatore di studio in un centro di ricerca.

Amministratore del territorio
In Italia ce ne sarebbe un gran bisogno. Comunque, dopo le recenti regolamentazioni europee in materia ambientale (Natura 2000, Direttiva quadro sulle acque ecc. ecc.) i progetti di amministrazione del territorio dovranno essere sottoposti a studi di valutazione. Agli esperti sarà richiesto di produrre cartografie, valutare la ricchezza della flora e fauna e di apportare raccomandazioni alla gestione. In Italia prepara questo genere di professionisti il corso di laurea in ingegneria ambientale.

Paesaggista
Concepire e tutelare il paesaggio e creare spazi vegetali. Il paesaggista agisce in parchi, giardini, piazze. In Italia dovrebbe essere una delle figure più importanti per la tutela del territorio. pensiamo ad esempio come sarebbe importante un suo parere prima di chiedere autorizzazioni varie alle installazioni di impianti eolici o fotovoltaici. In Italia molte università preparano a questa professione e i corsi di laurea si trovano presso varie facoltà di Architettura.

Via | Neo-Planete
Foto | Flickr

Green jobs: emergono 4 nuove figure professionali

Territorio: il WWF propone la pianificazione a “consumo zero”

Il WWF di Teramo è intervenuto nei giorni scorsi sulle polemiche che ha scatenato la scelta del comune di Atri di investire nella valorizzazione del territorio con piani di sviluppo sostenibile che mirino a diminuire il consumo di suolo . L’APTA era intervenuta infatti in merito a questo piano criticando quello che vede come un freno allo sviluppo, che poi è la critica che viene mossa più spesso non solo ad Atri ma a tutti quei Comuni che allentano il consumo e la cementificazione selvaggia.

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Territorio: il WWF propone la pianificazione a “consumo zero”

Studiare architettura sostenibile nella foresta svedese. Per 900 euro: lo StugaProject

Siete architetti e vi interessate di sostenibilità ambientale? No? Peccato, immaginate di esserlo. Per voi è stato pensato un workshop, di ben undici giorni (1-12 agosto), che si terrà nel bel mezzo delle foreste svedesi, nel comune di Hallefors. E’ lo StugaProject, un corso che insegna ad usare e lavorare il legno secondo le tecniche svedesi tradizionali. Quindi materiali naturali, massimo risparmio energetico e impatto ambientale al minimo.

Come spiega l’atelierFORTE, che raccoglie le adesioni al progetto in Italia:

Durante il workshop parte del tempo sarà impiegato nella costruzione di una casetta di legno, in svedese Stuga, parte nell’esplorazione del territorio, tra più di 400 laghi e in compagnia dei caratteristici animali selvatici svedesi. Oltre alle principali attrazioni naturalistiche del luogo si prevede anche la visita alla modernissima House of Design di Hallefors. Il workshop si propone di riavvicinare la natura all’arte, all’architettura e al design, seguendo lo stile ArkiZoico, secondo cui l’architettura si ispira all’evoluzione naturale degli esseri viventi

Il tutto per 900 euro, tutto incluso viaggio in Svezia escluso. Non sono poi molti visti gli undici giorni di permanenza. E, soprattutto, visto anche che a furia di studiare le usanze svedesi ti fai anche una mezza vacanza nella natura svedese:

Alle giornate lavorative si alterneranno le luminose notti scandinave e il tradizionale rito della sauna, che qui è chiamata Bastu

Voglio rinascere architetto.

Via | atelierFORTE
Video | StugaProject

Studiare architettura sostenibile nella foresta svedese. Per 900 euro: lo StugaProject

Ambiente, pubblicato Rapporto ISPRA sulla Qualità dell’Ambiente Urbano

E’ stato pubblicato il VII Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano di ISPRA ( Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sulla situazione del nostro Paese e dei 48 maggiori centri urbani d’Italia. Il progetto di monitoraggio ha visto il coinvolgimento dell’intero sistema delle Agenzie Ambientali: ARPA (Agenzia ambientale della Regione ), APPA ( Agenzia Provinciale per la protezione dell’ambiente della Provincia Autonoma di Trento ),  e la condivisione di ANCI ( Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ), ACI ( Automobile Club d’Italia ) e ISTAT ( Istituto nazionale di statistica ). I dati emersi non sono tra i più rassicuranti in fatto di inquinamento, rifiuti e qualità della vita, ma sono un punto di partenza per la pianificazione, la programmazione e la gestione dell’ambiente e del territorio urbano

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Ambiente, pubblicato Rapporto ISPRA sulla Qualità dell’Ambiente Urbano

Cambiamenti climatici, un progetto salva foreste del Mediterraneo

Partirà a breve una collaborazione per salvare le foreste del Mediterraneo dai cambiamenti climatici che ne mettono a rischio il ricco patrimonio naturalistico e gli ecosistemi. L’accordo, tra la FAO ( Food and Agriculture Organization ) e altre dodici tra istituzioni e organizzazioni, è nato a seguito del convegno sulla Foresta Mediterranea che si è chiuso lo scorso venerdì ad Avignone, in Francia. L’obiettivo, come spiega il vicedirettore generale del dipartimento Foreste della FAO, Eduardo Rojas-Briales , è quello di sollevare l’attenzione sulla ricchezza delle funzioni vitali che le foreste forniscono ai loro abitanti: la protezione del suolo e dell’acqua, la valorizzazione del territorio, il sequestramento dell’anidride carbonica e la conservazione della biodiversità.

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Cambiamenti climatici, un progetto salva foreste del Mediterraneo

Gli F-22 Raptor dell’aeronautica militare americana presto al 50% di biofuel

raptor a biofuel Per ora si è trattato di un esperimento riuscito. Molto presto potrebbe diventare una consuetudine: fare il pieno a un F-22 Raptor, caccia militare in forza all’aeronautica Usa, per il 50% con carburante per jet e per un altro 50% con biofuel ottenuto da Camelina Sativa.

Il test con il biofuel si è svolto lo scorso 18 marzo e un Raptor ha volato fino a 40.000 piedi – superando una volta e mezzo la velocità del suono. Jeff Braun, direttore della USAF’s Alternative Fuels Certification Division, ha detto che l’aereo ha avuto una risposta “impeccabile”. L’obiettivo dell’esperimento è portare a regime l’uso dei biocarburanti nelle flotta dell’USAF, l’Areonautica militare Usa entro il 2016.

Ma i biocarburanti non sempre convincono gli ambientalisti. Spiega Sebastian Risso, portavoce per Greenpeace:

Per coltivare piante destinate a produrre biocarburanti occorre molto terreno che viene sottratto all’agricoltura e alla prodizione di piante per l’alimentazione umana. La maggior parte del territorio è già impegnato e dunque si forza a cambiare la produzione aumentando la coltivazione verso altre zone e aumentando l’emissione di gas serra. Non siamo sicuri che una crescita del mercato del biodiesel rappresenti una volta positiva; dobbiamo prima sapere da dove proviene e se la fonte è sostenibile.

Non sembra essere il caso della Camelina, che produce biocarburante di prima generazione e può essere coltivata su siti da bonificare o su terreni non adatti all’agricoltura. Secondo gli analisti entro il 2025 un miliardo di galloni di biocarburante prodotto da Camelina sarà destinato all’aviazione per un valore di mercato pari a 5,5miliardi di dollari. Il problema è che produrre biocarburanti richiede ancora troppa energia.

Via | BusinessGreen, Euractiv
Foto | Flickr

Gli F-22 Raptor dell’aeronautica militare americana presto al 50% di biofuel

Fotovoltaico e agricoltura, appello dell’Adaf al Ministro Romano

Fotovoltaico e agricoltura , chiedono certezze e tutele i dottori in Scienze Agrarie e Forestali riuniti nell’ Adaf . Nell’ambito di un convegno organizzato nei giorni scorsi dalla sezione di Latina dell’associazione l’appello rivolto al neoministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Francesco Saverio Romano , è di garantire lo sviluppo dell’energia fotovoltaica . ​Il dibattito sul fotovoltaico in agricoltura organizzato dall’ Adaf Latina cerca di colmare un vuoto su un settore ancora troppo poco omogeneo sul territorio nazionale e che manca di una normativa di riferimento chiara ed unitaria.

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Fotovoltaico e agricoltura, appello dell’Adaf al Ministro Romano

Rifiuti, in Australia c’è il Clean Up Day

Se gli italiani non sanno come smaltire i rifiuti elettronici , in Australia un’intera giornata è dedicata alla raccolta dei rifiuti per il Clean Up Day . La riqualificazione del territorio e lo sgombero dei rifiuti si tiene ogni prima domenica di marzo ormai da 21 anni. Il suo ideatore Ian Kiernan non si stanca di ricordare ai Governi che si dovrebbe imporre un deposito a rendere anche per le bottiglie di plastica che, dopo i mozziconi di sigaretta, sono i rifiuti più diffusi nel mondo.

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