Posts Tagged ‘doppio-rispetto’

Riscaldamento globale: 42 milioni di persone “sfrattate” dai cambiamenti climatici

Le inondazioni del Mississippi , la grave siccità in Texas , la stagione dei tornado che sembra non dover finire più.

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Riscaldamento globale: 42 milioni di persone “sfrattate” dai cambiamenti climatici

Festa della mamma: dal Kenya le rose equosolidali

rose equosolidali fairtrade dal kenya

Il claim recita: “rose equosolidali, un regalo per tutte le mamme del mondo” e Fairtrade si riferisce ala vendita di rose provenienti dal Kenya. E’ possibile acquistarle in occasione della Festa della mamma domenica 8 maggio. L’idea è di creare una catena di solidarietà tra acquirenti e produttori che passi attraverso le donne. I fiori dal commercio equolisidale e certificati Fairtrade saranno in vendita nei supermercati Coop, Nordiconad e Pam.

Cosa vuol dire che le rose hanno ricevuto la certificazione Faitrade? I fiori sono un grande business mondiale e il Kenya è uno dei maggiori produttori di rose. Solo che a fronte di questa enorme produzione i lavoratori subiscono condizioni pessime e nessuna tutela neanche per la salute. Per coltivare le rose si arriva a 80 passaggi chimici mentre i lavoratori usano i pesticidi senza protezioni e per 20 ore al giorno. Insomma siamo ben lontani dallo sviluppo sostenibile e da un trattamento equo solidale per i lavoratori.

Spiega il comunicato Fairtrade:

Le piantagioni in cui lavorano le organizzazioni che operano nel circuito Fairtrade (Oserian e Ravine) invece sono state scelte sia per le tecniche colturali utilizzate che per il rispetto degli standard SA 8000. I fiori vengono coltivati infatti impiegando la coltura idroponica, in substrati a circolo chiuso che consentono la razionalizzazione dell’acqua e dei fertilizzanti impiegati. I lavoratori sono pagati il doppio rispetto al minimo legale e hanno la garanzia di contratti di lavoro a tempo indeterminato, un contributo per la casa e la possibilità di organizzarsi in sindacati. Sono inoltre a disposizione un ambulatorio e scuole gratuite per i bambini.

Via| Comunicato stampa
Foto | Comunicato stampa

Festa della mamma: dal Kenya le rose equosolidali

Fonti rinnovabili: eolico, Enel Green Power cresce in Brasile

Enel Green Power , la controllata “verde” del colosso energetico Enel , ha reso noto d’essersi aggiudicata tre importanti progetti eolici in Brasile, precisamente nello Stato di Bahia. Trattasi, nello specifico, di tre progetti altamente produttivi visto che il loro fattore di producibilità risulta essere tra i più elevati al mondo e circa il doppio rispetto alla media europea con un fattore di capacità pari a ben 4mila ore equivalenti l’anno. La gara vinta da Enel Green Power, per un totale assegnato di 90 MW alla società italiana, è stata svolta nell’ambito di un’asta competitiva che, a fronte di ben 7.000 MW ammessi a partecipare, si è chiusa complessivamente con l’aggiudicazione di soli 528 MW

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Fonti rinnovabili: eolico, Enel Green Power cresce in Brasile

Greenpeace contro Facebook, “togliere l’amicizia” al carbone

Nella sua battaglia contro le energie sporche, Greenpeace sposta ora l’attenzione sul carbone , la fonte energetica più inquinante in assoluto. Stavolta a finire sotto la lente d’ingrandimento dell’associazione no-profit è Facebook il social network più famoso del web, accusato di “sporcare” con i suoi server

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Greenpeace contro Facebook, “togliere l’amicizia” al carbone

Volete sapere come sarà l’Italia dopo il nucleare? Guardate il Niger

Berlusconi continua a sostenere che il nucleare è sicuro , ma per avere una fotografia di quella che sarà la situazione ambientale dopo che le centrali nucleari entreranno in funzione, basta dare un’occhiata a quello che avviene oggi in Niger , denuncia Greenpeace . L’associazione ambientalista, in collaborazione con il laboratorio indipendente Criirad e la rete di ong Rotab , ha effettuato uno studio per valutare la situazione della radioattività ad Arlit e Akokan , le due città del Niger in cui sono presenti le miniere di uranio e le centrali nucleari di Areva , la società francese con cui l’Italia ha stipulato l’accordo per la costruzione delle nostre centrali

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Volete sapere come sarà l’Italia dopo il nucleare? Guardate il Niger

BP Solar e FRV insieme per un maxi-investimento solare in Italia

L’industria solare italiana è già ad ottimi livelli (seconda in Europa e quinta al mondo), ma ora potrebbe vedere accrescere ulteriormente la sua quota grazie ad una nuova partnership tra una delle più grandi aziende solari a livello mondiale, la spagnola Fotowatio Renewable Ventures (FRV) e l’italiana BP Solar .

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BP Solar e FRV insieme per un maxi-investimento solare in Italia

Spagna: il Governo di Zapatero scommette sull’eolico come prima fonte di energia

Il premier spagnolo ZapateroMi ha particolarmente incuriosito una recente notizia secondo cui il Governo spagnolo di Zapatero avrebbe approvato un particolare piano energetico nazionale. Fra i contenuti più interessanti senza dubbio vi è la parte relativa all’energia prodotta dal vento. Ebbene, secondo gli intenti governativi, l’obiettivo sarebbe quello secondo cui entro i prossimi dieci anni il mix delle fonti energetiche del Paese dovrà essere rappresentato nella percentuale maggiore dalla fonte eolica.

Numeri alla mano l’energia prodotta con il vento dovrà essere costituita, al 2020, da una percentuale di almeno il 22,3%. Cifre da capogiro, in quanto si dovrà arrivare ad una potenza eolica installata di almeno 74.547 MW , ovvero quasi il doppio rispetto agli attuali 39.721 MW istallati che rappresentano senza dubbio già un ottimo risultato.

Se da un lato qui in Italia si guarda agli obiettivi della Spagna con una certa invidia dato l’impegno e l’energia profusa dalle parti competenti in materia di rinnovabili, dall’altro sono molti gli ostacoli che sicuramente dovranno essere superati per arrivare ad una quota percentuale così ambiziosa.

Già altre volte abbiamo infatti parlato del fatto che la rete elettrica mal sopporta l’apporto energetico di una fonte intermittente quale appunto quella eolica. I precedenti ci dicono che in Spagna più volte alcuni parchi eolici, proprio per questo problema, sono stati scollegati dalla rete nazionale.

Certo, dieci anni rappresenta un lasso temporale molto ampio durante i quali potrebbero esserci miglioramenti tecnici attraverso cui si potrebbe ovviare a questo problema; però, mi chiedo, basterà un decennio? Altro ostacolo è rappresentato dal fatto che i siti con un numero di ore vento sufficienti per giustificare l’installazione di un parco eolico sono ovviamente sempre meno.

Insomma, va bene porsi obiettivi ambiziosi, ma forse prima di avventurarsi in accordi di questo tipo sarebbe necessario prima risolvere e pianificare questi problemi tecnici evitando perciò di incappare nel grave errore di avere tanta potenza eolica installata, ma poca energia effettivamente sfruttabile.

La Spagna già in passato ha dimostrato molta precipitazione nel sottoscrivere obiettivi ambiziosi, non ultimo quello di accettare un piano ambizioso, poi nettamente disatteso (la Spagna è ultima in Europa in quanto ad emissioni) per la riduzione delle quote di CO2. La speranza, ovviamente, è che il tempo possa dimostrare come queste mie preoccupazioni siano state totalmente infondate.

Via | Energias-renovables.com
Foto | Flickr



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