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Green jobs: emergono 4 nuove figure professionali

A Parigi si è concluso da qualche giorno il quarto Salon des Formations et des Métiers de l’Environnement, ossia il Salone della Formazione e dei mestieri dell’Ambiente. E sono emerse, almeno oltralpe, nuove prospettive di lavoro per quanti desiderano impegnarsi nel settore ambientale, che attualmente in Francia assorbe oltre 400mila lavoratori distribuiti nel settore acque, riciclo materiali e inquinamento dei siti. Molte prospettive di lavoro si aprono nel prossimo futuro nel turismo, automobili, ingegneria o edilizia.
Di fatto non esiste un vero esperto in sviluppo sostenibile e molte aziende si piccano di avere figure professionali a tutela dell’ambiente, ma di fatto sono vecchi mestieri con una passata di vernice verde.
Comunque sono emerse 4 aree in cui saranno richiesti professionisti e che sono:biotecnologie, turismo sostenibile, sviluppo del territorio, paesaggio.
Biotecnologo
Si occupa nel mondo della green economy di come produrre biocarburanti o di mettere a punto sistemi di disinquinamento. Serve una laurea in biotecnologie e apre un ventaglio di posizioni lavorative che vanno dal consulente, al responsabile di processo, al responsabile di produzione.
Turismo sostenibile
Nuove forme di turismo si stanno sviluppando da qualche anno, come ecoturismo, turismo responsabile, solidale ecc per soddisfare una clientela sempre più esigente. Per questi motivi il settore del turismo sostenibile richiede un percorso formativo specifico. In Italia ci sono corsi a Milano Bicocca e molti master post laurea. E veniamo agli sbocchi: guida, accompagnatore, ideatore di pacchetti turistici, agente di viaggio, coordinatore di viaggi turistici collettivi in un organizzazione o associazione, coordinatore di studio in un centro di ricerca.
Amministratore del territorio
In Italia ce ne sarebbe un gran bisogno. Comunque, dopo le recenti regolamentazioni europee in materia ambientale (Natura 2000, Direttiva quadro sulle acque ecc. ecc.) i progetti di amministrazione del territorio dovranno essere sottoposti a studi di valutazione. Agli esperti sarà richiesto di produrre cartografie, valutare la ricchezza della flora e fauna e di apportare raccomandazioni alla gestione. In Italia prepara questo genere di professionisti il corso di laurea in ingegneria ambientale.
Paesaggista
Concepire e tutelare il paesaggio e creare spazi vegetali. Il paesaggista agisce in parchi, giardini, piazze. In Italia dovrebbe essere una delle figure più importanti per la tutela del territorio. pensiamo ad esempio come sarebbe importante un suo parere prima di chiedere autorizzazioni varie alle installazioni di impianti eolici o fotovoltaici. In Italia molte università preparano a questa professione e i corsi di laurea si trovano presso varie facoltà di Architettura.
Via | Neo-Planete
Foto | Flickr
L’IAEA vuole gli sceriffi per la sicurezza nucleare

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica, IAEA ha aperto ieri i lavori sulla sicurezza nucleare dopo che i suoi ispettori hanno visitato l’incidente attualmente in corso a Fukushima Daiichi. La prima proposta fatta consiste nell’istituire una sorta di controllori, ispirati per materie e competenze alla polizia. Ha detto Yukiya Amano direttore generale dell’Agenzia:
Abbiamo bisogno di verificare sistematicamente e regolarmente la sicurezza di tutte le centrali nucleari.
Senza mettere in discussione le responsabilità dei diversi Stati rispetto alle loro centrali nucleari, secondo Amano è possibile che proprio IAEA rivesta un ruolo di sceriffo o di poliziotto effettuando dei controlli periodici ma casuali per i 440 reattori sparsi sul Pianeta. I controllori sarebbero appunto esperti indipendenti e formati proprio sulla sicurezza. Spiega Amano:
Le valutazioni nazionali sono il punto di partenza ma dovranno essere supportate dai test di esperti internazionali dell’Aiea.
Accanto al ruolo degli ispettori, l’IAEA invita anche a un rafforzamento dei mezzi tecnici. Ma senza riferimenti diretti al Giappone, ribadisce che la miglior forma di contenimento degli incidenti nucleari è la comunicazione e la collaborazione tra l’Agenzia e gli Stati.
Dal 2013 parte l’eco etichetta con le "performance ambientali" dei veicoli
A partire dal 2013 tutte i mezzi su gomma (automobili, camion, motociclette) prodotti negli Stati Uniti dovranno essere dotati di un’apposita etichetta in grado di definirne i caratteri tipici di sostenibilità. Non soltanto il consumo verrà immediatamente reso noto agli acquirenti, quindi, ma anche l’analisi sintetica dell’impatto ambientale del veicolo con tanto di apposita “pagella” convoti da 1 a 10 per sottolinearne la maggiore o minore impronta ecologica ( collettivamente intendendo le emissioni di gas serra, le polveri sottili prodotte ecc.). In questo modo, sarà possibile anche stilare un confronto agevole tra i costi e i benefici imputabili alle diverse versioni di una stessa vettura (diesel, idrogeno, benzina, elettrico ecc..)
Più in dettaglio, l’etichetta dovrà esibire tutte le informazioni relative ai consumi energetici del mezzo, alle emissioni di gas serra, alla stima della spesa annua indicativa per il mantenimento dello stesso oltre a sottolinearne l’eventuale risparmio e, nel caso di auto elettriche, i tempi di ricarica e di autonomia.
L’idea, promanata dal Dipartimento americano dei Trasporti e dalla “temutissima” – specie quando si tratta di rifiuti speciali – Agenzia per la protezione dell’Ambiente (Epa), è funzionale a indurre scelte di consumo più consapevoli negli acquirenti. E’ nota, infatti, la passione tutta americana per i super inquinanti SUV che, nelle intenzioni degli ideatori del progetto, potrebbe forse essere ridotta da una semplice, accurata campagna di informazione. L’idea potrebbe, però, apparire un pò ingenua per quanto, come sottolinea un’indagine sviluppata da Laboratorio Pmi – Filiera Sostenibile e condotta da Gfk Eurisko sul doppio fronte imprese/utenti, la maggiore o minore sostenibilità di un prodotto – se non ancora in cima all’ordine delle preferenze per la scelta – è a un non trascurabile quarto posto, dopo la qualità del prodotto acquistato, i gusti personali e il prezzo.
Via | eco dalle città
Foto | Flickr
Dal 2013 parte l’eco etichetta con le “performance ambientali” dei veicoli
Contro il decreto rinnovabili
Si moltiplicano le proteste contro i provvedimenti contenuti nella proposta di testo del decreto rinnovabili che il ministro Paolo Romani dovrebbe presentare oggi, in vista dell’ approvazione programmata per il 4 marzo . Sono ore convulse , frenetiche . E’ in gioco il futuro di un intero comparto industriale .
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Contro il decreto rinnovabili
Benzoapirene, Puglia approva limiti alle emissioni
Il Consiglio regionale della Puglia , con voto unanime da parte di maggioranza ed opposizione, ieri 22 febbraio, ha detto sì alla legge che limita le emissioni di benzoapirene , nocive per la salute pubblica, ad un nanogrammo al metrocubo.
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Benzoapirene, Puglia approva limiti alle emissioni
Detrazioni del 55%: chiarimenti dell’ENEA
Dall’altro ieri è diventata vigente la proroga di un anno delle detrazioni del 55% , grazie alla pubblicazione della Legge di Stabilità 2011 in Gazzetta Ufficiale . La proroga si accompagna all’ allungamento dell’ intervallo di tempo nel quale è possibile spalmare le detrazioni, da 5 a 10 anni . Ed a tal proposito interviene l’ ENEA , chiarendo che, in caso di lavori di riqualificazione energetica iniziati nel 2010 e terminati nel corso del 2011 , tutte le spese sostenute nel 2010 andranno detratte in 5 anni , a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2011 , mentre tutte le spese sostenute nel 2011 dovranno essere detratte nell’arco di 10 anni , a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2012

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Detrazioni del 55%: chiarimenti dell’ENEA
Conto Energia: in vigore nuove modalità per accedere al premio per l’uso efficiente dell’energia
Il Decreto 6 agosto 2010 Incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare che stabilisce i criteri del Nuovo Conto Energia che andr
Storico accordo Congo – Ue contro l’esportazione illegale del legname
Ieri, l’Unione Europea e la Repubblica del Congo hanno siglato un importante accordo di partenariato sul commercio del legname, finalizzato a scongiurare il saccheggio delle foreste di questa importantissima regione africana, scrigno di biodiversità. Già da tempo, ormai, numerose associazioni, tra cui Greenpeace, avevano lanciato l’allarme sulla deforestazione in questa area chiedendo urgenti interventi politici mirati e nuove strategie di governance che potessero effettivamente premiare la legalità e la sostenibilità.
E così, finalmente, l’accordo – su base volontaria ma vincolante per le parti contraenti a partire dal mese di luglio 2011, data in cui entrarà in vigore – tutta la legna e i suo derivati di provenienza congolese smerciati a vario titolo sul territorio comunitario dovranno essere debitamente certificati. A questo scopo, grazie anche ad un sostegno economico europeo pari a circa due milioni di euro, presto sarà approntato un sistema efficace e ottimale per la rintracciabilità del legname nel paese africano.
Andris Piebalgs, commissario all’ambiente per la Commissione europea, ha commentato con estrema soddisfazione l’avvenuto accordo, ritenendo che, in questo modo, non solo si può scoccare un colpo decisivo allo sfruttamento illegale delle foreste ma si contribuisce anche a creare un sistema economico che consenta la formazione di sempre più posti di lavoro. La Repubblica del Congo, attualmente, è il secondo Paese a firmare un accordo di questo tipo: prima, nel 2009, era stata la volta del Ghana, ma negoziati similari proseguono ora con il Camerun, la Malaysia, l’Indonesia, la Liberia e la Repubblica centrafricana…
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Storico accordo Congo – Ue contro l’esportazione illegale del legname
Spagna: il Governo di Zapatero scommette sull’eolico come prima fonte di energia
Mi ha particolarmente incuriosito una recente notizia secondo cui il Governo spagnolo di Zapatero avrebbe approvato un particolare piano energetico nazionale. Fra i contenuti più interessanti senza dubbio vi è la parte relativa all’energia prodotta dal vento. Ebbene, secondo gli intenti governativi, l’obiettivo sarebbe quello secondo cui entro i prossimi dieci anni il mix delle fonti energetiche del Paese dovrà essere rappresentato nella percentuale maggiore dalla fonte eolica.
Numeri alla mano l’energia prodotta con il vento dovrà essere costituita, al 2020, da una percentuale di almeno il 22,3%. Cifre da capogiro, in quanto si dovrà arrivare ad una potenza eolica installata di almeno 74.547 MW , ovvero quasi il doppio rispetto agli attuali 39.721 MW istallati che rappresentano senza dubbio già un ottimo risultato.
Se da un lato qui in Italia si guarda agli obiettivi della Spagna con una certa invidia dato l’impegno e l’energia profusa dalle parti competenti in materia di rinnovabili, dall’altro sono molti gli ostacoli che sicuramente dovranno essere superati per arrivare ad una quota percentuale così ambiziosa.
Già altre volte abbiamo infatti parlato del fatto che la rete elettrica mal sopporta l’apporto energetico di una fonte intermittente quale appunto quella eolica. I precedenti ci dicono che in Spagna più volte alcuni parchi eolici, proprio per questo problema, sono stati scollegati dalla rete nazionale.
Certo, dieci anni rappresenta un lasso temporale molto ampio durante i quali potrebbero esserci miglioramenti tecnici attraverso cui si potrebbe ovviare a questo problema; però, mi chiedo, basterà un decennio? Altro ostacolo è rappresentato dal fatto che i siti con un numero di ore vento sufficienti per giustificare l’installazione di un parco eolico sono ovviamente sempre meno.
Insomma, va bene porsi obiettivi ambiziosi, ma forse prima di avventurarsi in accordi di questo tipo sarebbe necessario prima risolvere e pianificare questi problemi tecnici evitando perciò di incappare nel grave errore di avere tanta potenza eolica installata, ma poca energia effettivamente sfruttabile.
La Spagna già in passato ha dimostrato molta precipitazione nel sottoscrivere obiettivi ambiziosi, non ultimo quello di accettare un piano ambizioso, poi nettamente disatteso (la Spagna è ultima in Europa in quanto ad emissioni) per la riduzione delle quote di CO2. La speranza, ovviamente, è che il tempo possa dimostrare come queste mie preoccupazioni siano state totalmente infondate.
Via | Energias-renovables.com
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Spagna: il Governo di Zapatero scommette sull’eolico come prima fonte di energia
Fotovoltaico nel Sud: l’MSE vara stanziamenti
Al fine di agevolare l’immissione in rete, nelle Regioni del Sud , dell’energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici di piccola dimensione, l’MSE, Ministero dello Sviluppo Economico , ha reso noto d’aver stanziato 77 milioni di euro. A darne notizia è stato il Ministro Claudio Scajola , sottolineando come lo stanziamento sia stato predisposto sia per dare concretezza alla politica energetica dell’Esecutivo , sia per guardare agli sviluppi futuri.

