Posts Tagged ‘effetto-serra’
Ambiente, una nuova forma di inquinamento scoperta sotto il mare artico
Sotto i fondali del mare Artico sono state individuate nuove forme di inquinamento , più dannose dell’anidride carbonica, una bomba pronta ad esplodere man mano che la calotta polare si assottiglia: sono le fuoriuscite di migliaia e migliaia di tonnellate di metano, un gas più dannoso della CO2 di 20 volte. Continua a leggere: Ambiente, una nuova forma di inquinamento scoperta sotto il mare artico (…) Ambiente, una nuova forma di inquinamento scoperta sotto il mare artico , pubblicato su Ecologiae.com il 15/12/2011 © Valentina Ierrobino per Ecologiae.com , 2011.
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Ambiente, una nuova forma di inquinamento scoperta sotto il mare artico
Vetri basso emissivi contro le dispersioni termiche

A chi si chiede quanto possa incidere sui consumi una finestra poco isolata, rispondo che attraverso le normali finestre il calore si dissipa, così come l’energia impiegata per produrlo. Le perdite di energia termica nelle nostre case, infatti, possono raggiungere il 22% dell’energia prodotta. Quest’ultimo dato cresce fino al 40% se aggiungiamo il fatto che molti edifici del nostro Paese appartengono all’edilizia degli anni ‘70, che non poneva, all’epoca, attenzione alle dispersioni termiche dell’involucro, tenuto in gran considerazione invece dall’architettura bioclimatica.
Quest’ultima disciplina, secondo regole del tutto funzionali, cerca di coinvolgere nella sua progettazione tutto ciò che può permettere all’uomo di sfruttare energia in modo “gratuito”. Per questo motivo colloca le finestre sui lati sud e est dell’edificio: per far si che l’energia solare sia sfruttata al massimo nella stagione invernale, mentre nella stagione estiva sono studiate apposite schermature per evitare il fenomeno del surriscaldamento e dell’effetto serra.
Nel caso di un edificio passivo, ad esempio, si punta al miglioramento dell’involucro opaco (finestre, porte finestre etc.) , senza dover introdurre tecnologie complesse, attraverso l’isolamento delle chiusure e l’assenza di ponti termici e l’utilizzo di vetrate ad alte prestazioni, opportunatamente dimensionate per la captazione solare.
Tuttavia, devo evidenziare che il raggiungimento degli standard Passivhaus richiedono valori di termotrasmittanza molto alti, fuori dalla portata delle nostre murature tradizionali, che comunque possono essere avvicinati prestando attenzione prima di tutto alle dispersioni termiche. Una soluzione alle dispersioni relative all’involucro, è quella di installare finestre con elevate caratteristiche termiche, che grazie alle nuove tecnologie disponibili provano a dare delle risposte in questo campo, studiando e sperimentando tipologie di vetro dal comportamento termico avanzato, che non solo migliorano l’efficienza energetica, ma controllano gli apporti luminosi, con caratteristiche ottiche e meccanica di qualità notevole.
Vi sono due grandi classi di prodotti che oggi vengono utilizzati:
- Vetri a controllo solare, ovvero quando il vetro si oppone al flusso di calore della radiazione
solare diretta nello spettro visibile. - Vetri ad isolamento termico, ovvero l’abilità di resistere al trasferimento di calore tra la faccia più calda a quella più fredda.
Vi sono tre grandezze principali o tre parametri principali da osservare, che al loro variare determinano prestazioni e caratteristiche specifiche dei vetri:
Fattore solare
Coefficiente di trasmissione luminosa
Trasmittanza termica U
Quest’ultima grandezza va tenuta in gran considerazione. La trasmittanza, indicata con U, definisce infatti la capacità isolante di un elemento. Ci basti sapere che più è piccolo il valore U del componente e minori sono le dispersioni e questo dato ci è fornito direttamente dal produttore, che lo calcola secondo la norma UNI EN 673. Inoltre esistono due strumenti alla nostra portata che ci permettono di scegliere prodotti che abbiano i requisiti richiesti: la marcatura CE e la conformità del vetro alle norme EN pertinenti, previste dalla direttiva comunitaria 89/106/CE.
Il vetro a controllo solare, ad esempio, è un prodotto ad alto valore tecnologico, oggetto anche di uno studio del TNO, (Organizzazione olandese per la ricerca applicata), che ha eseguito una simulazione, con l’ipotesi della sua installazione negli edifici europei, al posto del vetro normale su tutti gli edifici che utilizzano aria condizionata: lo studio, oltre che fornire quattro possibili scenari per il futuro, ha rilevato nel caso del suo utilizzo, ai livelli attuali, un risparmio di 15 milioni di tonnellate di CO2 annue fino al 2020.
I vetri basso emissivi,, sono trasarenti alle radiazioni termiche solari, ci permettono di conservare un contatto visivo tra interno ed esterno e utilizzare la luce naturale diurna, impediscono inoltre che la radiazione termica prodotta internamente non fuoriesca. Questa caratteristica è dovuta alla presenza di ossidi metallici che vengono depositati nel vetro, rafforzandone cosi le proprietà. E visto che abbiamo parlato di illuminazione naturale (mettere link una volta pubblicata), anche in questo caso è possibile conciliare il controllo solare con un’illuminazione ottimale, poiché il vetro a controllo solare è dotato di protezione contro l’abbagliamento grazie ad una trasmissione luminosa più debole. I risultati sono quelli di un alto comfort visivo in inverno e l’assenza di riscaldamento eccessivo, durante la stagione estiva i risparmi saranno quelli sulla climatizzazione che in certi casi potrà essere anche eliminata.
Una vetrata isolante, che può essere utilizzata per applicazioni esterne, finestre e porte finestre, ripara dal freddo indipendentemente dallo spessore, e possiamo associare a questo elemento anche una ridotta manutenzione, poiché è disponibile anche nella versione con sistema autopulente che utilizza gli ultravioletti della luce diurna che decompongono le tracce di sporco.
Se notiamo fenomeni di condensa, è dovuto al fatto che su vetrate ad elevate prestazioni termiche, durante la notte e in assenza di vento, e a causa delle scarse dispersioni termiche, la temperatura del vetro può scendere al di sotto della temperatura esterna.
Un’ultima nota. Il vetro è un materiale ecologico. Non è materiale tossico ed è facile da pulire e mantenere. E’ riciclabile e i suoi scarti sono riutilizzati per la materia prima.
Foto |Filckr
Green economy: nuovo progetto Sardegna CO2.0
Si chiama “Sardegna CO2.0″, ed è un nuovo progetto di green economy che nella Regione l’Amministrazione presenterà nella giornata di domani, lunedì 13 giugno del 2011, alle autonomie locali , agli organi di stampa ed alla cittadinanza tutta. Il progetto , in particolare, verrà presentato domani in concomitanza con l’evento denominato “ Sardegna Co2.0 e Patto dei Sindaci “, nel corso del quale, nella prima sessione, anche in presenza del Governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci , saranno illustrati sia gli obiettivi di Sardegna CO2.0, sia quelli di “ Smart City- Comuni in classe A “, un progetto che coinvolge direttamente il territorio sardo e chiaramente anche gli Enti Locali sardi . Continua a leggere: Green economy: nuovo progetto Sardegna CO2.0 (…) Green economy: nuovo progetto Sardegna CO2.0 , pubblicato su Ecologiae.com il 12/06/2011 © Fil per Ecologiae.com , 2011.
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Plant a tree for Planet: Felix, il bambino prodigio, pianta il suo milionesimo albero
Di imprese verdi ve ne abbiamo raccontate tante, ma quella di Felix Finkbeiner ha dell’eccezionale. Non fosse altro perché il protagonista ha appena 13 anni . Siamo in Germania , ed il piccolo Felix, all’età di 9 anni, ha appena assistito in classe ad una lezione in cui la maestra spiegava le basi dell’ecologia: inquinamento, effetto serra, ma soprattutto l’importanza di piantare alberi
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Le rinnovabili possono dare energia al mondo, lo dice l’IPCC
La notizia a dir la verità la conoscevamo benissimo da tempo, avendo riportato anche su queste pagine diverse ricerche e pareri di scienzati di tutto il mondo, ma il fatto che ad ufficializzarlo sia probabilmente l’organo più autorevole al mondo sulla questione, l’ IPCC (il pannello intergovernamentale sui cambiamenti climatici), dà una valenza più pesante alla questione: contrariamente a quanto i fans del nucleare affermano in questi giorni sulle reti nazionali, le energie rinnovabili sarebbero in grado di fornire quasi tutta l’energia necessaria al mondo per funzionare. Secondo l’ultimo rapporto l’energia rinnovabile potrebbe raggiungere quasi l’ 80% del fabbisogno energetico mondiale entro il 2050, ma solo se i governi perseguissero le politiche necessarie per promuovere questo tipo di energia. Dopotutto non ci vuole molto, basta impegnarsi nelle rinnovabili almeno quanto fanno con il nucleare.
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Le rinnovabili possono dare energia al mondo, lo dice l’IPCC
Gas scisto, estrazione disperde più gas serra del carbone
Gas scisto , più inquinante del gas tradizionale , del petrolio e persino del nero carbone .
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Siena, partita la Settimana dell’Energia
E’ iniziata ieri la Settimana dell’Energia , una sette giorni dedicata al risparmio energetico , alle fonti rinnovabili e a tantissime altre tematiche, inaugurata per la prima edizione a Siena .
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Ghiacciai alpini a rischio (quasi) estinzione entro il 2100
Di previsioni catastrofiche ne abbiamo sentite tante in passato, ed ora due ricerche fatte da università diverse in nazioni diverse e che mai hanno comunicato tra di loro sono giunte alla stessa conclusione: entro la fine del secolo gran parte dei ghiacciai si scioglierà . Una relazione messa in evidenza dalla rivista scientifica internazionale Nature Geoscience , che non a caso ha pubblicato, uno di fianco all’altro, i due studi
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Biocarburanti per aerei, il 2011 sarà l’anno del primo volo con passeggeri
C’è stato un lungo dibattito , seguito da un gran numero di test, sui biocarburanti . Oltre a quelli che già vengono usati in molte parti del mondo come Stati Uniti e Brasile per i mezzi di terra, è da qualche tempo che si discute dell’opportunità di utilizzarli anche per i mezzi più inquinanti al mondo: gli aerei

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Genova, nasce Smart City per una città più sostenibile

L’associazione Smart City dovrà redigere un un progetto per fare di Genova una città che risponda ai requisiti richiesti dalla Commissione Europea.
Smart City dovrà quindi garantire una riduzione del 40% delle emissioni di gas ad effetto serra attraverso le fonti rinnovabili, le smart grid, la mobilità elettrica, l’edilizia sostenibile e l’uso razionale dell’energia.
I fondatori dell’associazione sono il sindaco Marta Vincenzi, il direttore della Divisione Infrastrutture e Reti di Enel, Livio Gallo e la preside della Facoltà di Ingegneria, Paola Girdinio.
Potranno deridere a Smart City tutti coloro che condividono lo spirito del progetto e che possono contribuirvi con azioni e proposte mirate allo sviluppo economico rispettoso dell’ambiente. Nei prossimi giorni sul sito del Comune sarà pubblicato il modulo per l’adesione, che tutti i soci saranno invitati a firmare in un incontro previsto per il 6 dicembre.
Via | VivereGenova
Foto | Flickr
