Posts Tagged ‘emissioni co2’
Inquinamento, pesci pazzi per la CO2

I livelli crescenti di inquinamento delle acque stanno causando un impatto a dir poco devastante sull’organismo dei pesci. L’ennesima conferma, in riferimento nello specifico ai danni sul sistema nervoso centrale e sul cervello dei pesci, ci arriva da un recente studio pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Nature Climate Change.
I ricercatori dell’ARC Centre of Excellence for Coral Reef Studies hanno calcolato le conseguenze dell’aumento della concentrazione di CO2 disciolta nelle acque marine previsto per fine secolo. I risultati non lasciano presagire nulla di buono per il futuro dei pesci. La loro funzionalità olfattiva e uditiva così come la capacità di avvertire ed eludere la presenza dei predatori potrebbero essere infatti fortemente compromesse dall’eccesso di anidride carbonica.
Con il sistema nervoso centrale in tilt i pesci impazzirebbero e la loro stessa sopravvivenza sarebbe in grave pericolo. Spiega il professor Philip Munday, una delle firme dello studio:
Il nostro team di ricerca ha studiato per diversi anni le prestazioni dei piccoli dei pesci corallo in acque marine con alti livelli di CO2 ed è ormai abbastanza chiaro che subiscono pesanti ripercussioni sul sistema nervoso centrale, tali da compromettere le loro possibilità di sopravvivenza.

Non è solo l’acidificazione degli oceani a causare problemi ai pesci. L’elevata concentrazione di CO2 nelle acque marine va ad influire su un recettore chiave del cervello dei pesci, denominato GABA-A, causando notevoli cambiamenti nei loro comportamenti e compromettendone gravemente la capacità sensoriale. Se prima i pesci evitavano di raggiungere la barriera corallina in pieno giorno, con il sistema nervoso centrale compromesso tendono invece ad uscire allo scoperto. Sono confusi e disorientati, non riescono a girarsi verso destra o verso sinistra per scansare i pericoli e finiscono per smarrirsi, isolarsi dal resto del gruppo e divenire facili prede.
È evidente, spiegano i ricercatori, che con i neurotrasmettitori in tilt, la vita dei pesci non potrà più proseguire allo stesso modo e questo avrà profonde ripercussioni sull’intero ecosistema marino e sulle comunità costiere che vivono di pesca. Ad essere maggiormente colpite saranno le specie che necessitano di maggiori livelli di ossigeno per vivere. Ogni anno 2,3 miliardi di tonnellate di CO2 si disciolgono negli oceani, alterando i delicatissimi equilibri chimici delle acque da cui dipende la vita della flora e della fauna marina.
Via | ARC Centre of Excellence for Coral Reef Studies
Foto | Coralcoe
Meno 60% di emissioni di CO2 entro il 2050 usando la bicicletta

Se gli europei pedalassero quanto i danesi nel 2050 avremmo il 60% in meno di emissioni di CO2. Ecco io vero segreto della mobilità sostenibile. Potremmo giungere al 50% dell’obiettivo dell’Unione europea di riduzione di gas serra se ogni cittadino degli Stati usasse la bicicletta per almeno 5 Km al giorno. La stima emerge da uno studio condotto dal European Cycling Federation (ECF). Insomma, la proposta è per un modello di trasporto alla Copenhagen.
Spiega Benoit Blondel autore dello studio:
Il potenziale racchiuso nelle biciclette è enorme e richiede poco sforzo. Avere più persone in bicicletta per le strade sarebbe molto più conveniente che avere più auto elettriche.
Dunque, secondo il rapporto il ciclo di vita emissioni (LCA) del ciclismo è di 10 volte inferiore a una comune autovettura considerato anche l’apporto alimentare necessario a chi pedala. E’ vero che i ciclisti consumano più calorie degli automobilisti, ma usano queste calorie per produrre energia. Dunque un bilancio in pareggio. Il problema però è: come convincere gli europei a montare in sella a una bicicletta?
Meno 60% di emissioni di CO2 entro il 2050 usando la bicicletta
Ambiente, gli anziani ci salveranno dai cambiamenti climatici
La notizia potrebbe sembrare paradossale, eppure, potrebbe essere davvero così: il ricercatore italiano Emilio Zagheni dell’Istituto di ricerce demografiche Max Planck Institute di Rostock, in Germania, ha messo in relazione per la prima volta l’età con le emissioni di CO2.
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Ambiente, gli anziani ci salveranno dai cambiamenti climatici
Matrimonio, quanto mi costi in anidride carbonica?
Il matrimonio costa all’ambiente 7,5 tonnellate di anidrida carbonica . La stima si riferisce ad una cerimonia con almeno 100 invitati: il consumo elettrico e il ricaldamento a metano, nei mesi invernali, per una chiesa di circa 1.000 metri quadrati è compreso tra 0,3 e o,11 tonnellate di CO2, senza contare altri piccoli particolari: spostamento degli sposi in auto d’epoca , tragitto degli invitati da casa in chiesa e dalla chiesa al ristorante, pranzo di nozze , fiori per bouquet della sposa e per gli addobbi, carta per le partecipazioni, per il menù a tavola e anche l’album di fotografie e le bomboniere , e il viaggio di nozze? E’ la voce che più inquina con ben 3 tonnellate di CO2 per viaggio aereo, spostamenti, pernottamenti.
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Matrimonio, quanto mi costi in anidride carbonica?
Le prime foto di Masdar City, città ecosostenibile (per paperoni ecochic)
E’ una città che sorge nel deserto ma progettata per essere autosufficiente, sostenibile e ecologica: Masdar City è forse l’utopia che diventa realtà. Siamo a pochi chilometri da Abu Dabhi, negli Emirati Arabi e il progetto vuole che la città sia oil free, che l’energia provenga solo da fonti rinnovabili, che non si sprechi una goccia di acqua.
Sarà popolata da circa 50mila abitanti e si prevede un flusso di circa 100mila pendolari ammortizzati nelle loro emissioni di CO2, grazie al sistema di trasporto Pod Car, su binari magnetici. L’inaugurazione ufficiale sarà nel 2015, ma intanto aprono già i primi negozi (con qualche polemica), ristoranti e ci sono già i primi abitanti.
Le foto pubblicate in esclusiva su GreenProphet sono state scattate durante il Masdar City’s open house in cui c’è stato l’evento The Market@Masdar City, che si è tenuto qualche giorno fa. In pratica, anche se la città non è ancora abitata definitivamente, è stato possibile visitarla e fare shopping al mercato biologico, nei ristoranti e nei bar. E la fiera Market@Masdar City si terrà ogni fine mese e fino a settembre proprio per presentare la nuova struttura ai cittadini e farli abituare alla nuova filosofia della città.
L’impressione di chi l’ha visitata però è che: sì è bella, che: sì è piena di soluzioni eco-sostenibili, ma che sembra sia destinata a una clientela ultra-stra ricca.
Masdar City, eco città per ricchi paperoni
Le prime foto di Masdar City, città ecosostenibile (per paperoni ecochic)
Sviluppo fonti rinnovabili: la Spagna brucia le tappe
In Europa Paesi come la Spagna stanno letteralmente bruciando le tappe per quel che riguarda lo sviluppo sul territorio degli impianti di energia pulita da fonti rinnovabili . In accordo con quanto riporta Legambiente, infatti, il Paese iberico, con ben dieci anni di anticipo, è arrivato a conseguire una quota del fabbisogno elettrico , pari a ben il 35%, proprio dalle fonti rinnovabili , ragion per cui l’Associazione, per voce del suo Presidente nazionale, Vittorio Cogliati Dezza, augura all’ Italia di seguire per l’anno appena iniziato proprio l’esempio spagnolo. In base ai dati riportati da “ El Pais “, con il 35% di fabbisogno elettrico da fonti rinnovabili la Spagna è oramai ad un passo dall’obiettivo del 40% fissato in sede comunitaria per l’anno 2020; da un anno all’altro la Spagna, un Paese che ha fatto parlare di sé negli ultimi mesi a seguito degli attacchi speculativi sul debito pubblico dei cosiddetti Paesi periferici dell’ Eurozona , ha fatto registrare dal fronte delle rinnovabili una crescita pari a sei volte con prospettive che rimangono ancora rosee
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Sviluppo fonti rinnovabili: la Spagna brucia le tappe
Emissioni C02, aumento del 2,8% a novembre
Nonostante i congressi e le iniziative verdi per ridurre le emissioni di CO2, nel mese di novembre si è registrato un aumento del 2,8% di emissioni di anidirde carbonica rispetto al nomenre scorso. Le emissioni prese in esame dal Centro Ricerche Continental Autocarro , su dati del Ministero dello Sviluppo Economico, riguardano solo l’utilizzo di benzina e gasolio per l’autotrazione

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Emissioni C02, aumento del 2,8% a novembre
Rifiuti per tagliare le emissioni di CO2
Una buona notizia arriva da uno studio promosso dalle Nazioni Unite: tagliare le emissioni di CO2 e attenuare in parte i cambiamenti climatici è possibile. Basterebbe che le aziende che si occupano della gestione dei rifiuti in tutto il Mondo, cominciassero ad abbattere le emissioni di gas serra. Il comparto rifiuti dovrebbe in primo luogo ridurre le quantità di materie prime utilizzate dall’industria, stoccare il carbonio e recuperare il metano prodotto dalle discariche per produrre combustibile e dunque energia elettrica

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Energia: rischio multe di Kyoto puntando sul carbone
L’utilizzo dei combustibili fossili, ed in particolare del carbone , per la produzione di energia, condannerebbe l’Italia al pagamento delle multe di Kyoto con conseguenti ripercussioni negative sulle casse e sul bilancio dello Stato. E’ questo uno dei motivi per dire “NO” al carbone formulati da Legambiente che, inoltre, in concomitanza con la chiusura del vertice a Cancun , ha posto l’accento sul fatto che la nascita di nuovi impianti a carbone nel nostro Paese non farà altro che peggiorare la nostra dipendenza energetica visto che quasi tutto il carbone utilizzato viene importato. Quello del carbone a conti fatti è solo un business vantaggioso per le aziende energetiche che, a fronte dei potenziali risparmi nell’acquistare il combustibile , non comporterà ricadute positive sulle bollette dei consumatori

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Ambiente e territorio: a Rozzano arrivano gli alberi mangia-CO2
Un assorbimento annuo pari a ben 195 tonnellate di anidride carbonica ( CO2 ). E’ questo il risparmio ambientale che in provincia di Milano, ed in particolare nel Comune di Rozzano , garantirà un bosco con ben 35 mila alberi “inaugurato” con la messa a dimora del primo albero da parte di Alessandro Colucci, l’Assessore ai Sistemi verdi e Paesaggio della Regione Lombardia . A darne notizia è stata l’Amministrazione regionale nel precisare che il progetto è costituito da un bosco avente un’estensione pari a ben 25,8 ettari, mentre altri 10,2 ettari di terreno , nell’ambito di un progetto di riqualificazione di aree rurali, saranno destinati ad infrastrutture quali le piste ciclabili , un edificio realizzato con tecniche di bio-architettura, ma anche dei punti di avvistamento per animali d’acqua

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