Posts Tagged ‘emissioni di co2’
Alla fine il sorpasso: la Cina supera gli Usa per consumi di energia

Tutti se lo aspettavano, era solo questione di tempo e la crisi economica non ha fatto altro che avvicinare la scadenza: la Cina consuma più energia degli Stati Uniti. Lo ha ammesso Fatih Birol, capo economista dell’International Energy Agency, in una intervista al Wall Street Journal. I dati parlano chiaro: 2.252 milioni di tonnellate di petrolio equivalente consumate dalla Cina nel 2009 contro i 2.170 milioni degli Usa.
Dopo oltre cento anni di assoluto predominio nella classifica dei consumi, un primato voluto e mantenuto in quanto simbolo dell’american way of life, gli Stati Uniti devono cedere lo scettro. Sia chiaro, per consumo pro capite l’America è ancora saldamente in testa e solo l’enorme popolazione ha portato la Cina a consumi di questa entità. Il nuovo record, tuttavia, non può non far pensare.
Da anni, infatti, in molti temono i numeri esponenziali della crescita cinese. O meglio, le crescite: quella economica, quella dei consumi interni, quella delle esportazioni, quella delle emissioni di Co2 e quella dell’inquinamento. Ma anche quella delle rinnovabili e delle tecnologie per il risparmio energetico. Il gigante, infatti, per molti versi è ancora un bambino e ha margini di sviluppo ancora enormi in ogni direzione.
Ed è proprio questo il problema: la Cina seguirà, nel suo sviluppo, il modello egoistico americano fondato sull’espansione infinita dei consumi a scapito dell’ambiente e del clima globale o riuscirà ad essere più responsabile? Lo si vedrà presto: a dicembre, alla prossima conferenza delle Nazioni Unite di Cancùn.
Alla fine il sorpasso: la Cina supera gli Usa per consumi di energia
Rinnovabili, in Europa +54% in 10 anni
Ottime notizie: l’industria delle rinnovabili non conosce crisi. Secondo i dati elaborati dall’ Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), e presentati martedì a Roma, negli ultimi 10 anni nell’area Ue la produzione di energie rinnovabili è aumentata del 54% , raggiungendo nel 2008 un invidiabile 16,4% di copertura del fabbisogno totale.

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Rinnovabili, in Europa +54% in 10 anni
Rinnovabili, in Europa +54% in 10 anni
Ottime notizie: l’industria delle rinnovabili non conosce crisi. Secondo i dati elaborati dall’ Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), e presentati martedì a Roma, negli ultimi 10 anni nell’area Ue la produzione di energie rinnovabili è aumentata del 54% , raggiungendo nel 2008 un invidiabile 16,4% di copertura del fabbisogno totale.

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Rinnovabili, in Europa +54% in 10 anni
Carbon Tax: Europa profondamente divisa sulla questione
Del tema della carbon tax ovvero sulla possibilità di imporre una tassa sulla CO2 abbiamo più volte accennato. Fra le novità a proposito è interessante considerare la nuova proposta dell’UE di imporre una tariffa comune minima per ogni tonnellata di CO2 prodotta in Europa.
Tale impegno è stato inserito in una comunicazione sulla revisione del sistema di tassazione dell’energia dal nuovo commissario alla tassazione Algirdas Semeta. La proposta di Semeta contiene la possibilità di introdurre una tassa pari a 20 euro su ogni tonnellata di emissioni di CO2. L’idea, come’era lecito attendersi, ha provocato diverse reazioni da parte degli Stati membri. A capeggiare il fronte del no la Gran Bretagna l’Irlanda, la Polonia e la Germania per ragioni diverse.
L’Irlanda, nello specifico, sarebbe d’accordo a far ricorso ad una tassa sulla CO2 applicata ai combustibili soltanto a livello locale e non europeo, mentre Germania e Polonia, Paesi produttori di carbone, si dichiarano in forte disaccordo alla proposta in quanto risulterebbero fra i più penalizzati dall’introduzione della carbon tax. In accordo alla questione è invece la Francia che già in passato ha tentato invano di legiferare a livello nazionale sull’introduzione di una simile tassa.
A pesare sulla presa di posizione dello Stato transalpino gioca un ruolo fondamentale il proprio mix energetico, composto prevalentemente dall’energia nucleare che, nonostante sia “portatrice” di numerosi problemi ambientali e di sicurezza, non ha quello delle emissioni di CO2.
L’Italia? Come suo solito defilata agli angoli in attesa di cavalcare la decisione che al momento opportuno si dimostrerà essere la meno peggio, in perfetta sintonia con la propria politica energetica tutta da interpretare.
Via | Lanuovaecologia.it
Foto | Flickr
Usa il corpo per salvare il Pianeta

Ho letto con un certo gusto il post di Joe Laur su Greenopolis a proposito dell’uso del corpo per salvare il Pianeta. In pratrica, secondo Laur (e gliene rendo atto) essere ecologisti molto spesso, non richiede grandi sforzi: delle volte sono proprio i gesti più semplici, che se adottati su vasta scala, possono produrre un sostanziale miglioramento delle condizioni ambientali del Pianeta. Nel corso del tempo ci siamo sempre di più affidati a elettrodomestici e in genere a mezzi alimentati da energia elettrica o a benzina per risparmiare l’uso del nostro corpo. Esagerando. Perché il nostro corpo va comunque usato per essere tenuto in buone condizioni di salute. Il movimento, i medici oramai lo vanno ripetendo in continuazione, è la migliore prevenzione per moltissime patologie anche gravi. Dunque perché non ritornare un po’ alle origini e smettere di usare tutti questi mezzi che sembrano darci un vantaggio, purtroppo solo immediato? Alla lunga, infatti, smettere di usare il nostro corpo produce effetti deleteri sia per la nostra salute sia per l’ambiente.
Camminare (prima ancora di usare la bicicletta)
Sembra la cosa più naturale del Mondo! Eppure abbiamo smesso di camminare; di usare le nostre gambe per spostarci su brevi percorsi. Preferiamo usare sempre e comunque l’auto. E’ stato calcolato che se ogni americano e canadese camminasse invece di usare l’auto per brevi spostamenti si risparmierebbe il 38% di petrolio e si ridurrebbero le emissioni di CO2 del 35%. Inoltre camminare produce una serie di vantaggi per la salute. Ovviamente ben venga l’uso della bicicletta.
Pulire la casa senza elettrodomestici
Sembra una proposta assurda. Ma pensateci: usiamo più elettrodomestici del dovuto, tra aspirapolvere, battitappeto, scope elettriche, lavapavimenti, macchine per il vapore per i vetri. Nella maggior parte delle famiglie c’è un elettrodomestico del genere che viene usato inutilmente. Affidiamoci perciò per tenere pulita la casa a un po’ di sano olio di gomito, non solo per risparmiare sulla bolletta, ma anche per tenere in movimento il nostro corpo.
L’erba del vicino…meglio con il tosaerba meccanico.
Sembra un’altra proposta folle. Ritornare al tosaerba meccanico e in genere a tutti quei mezzi che usiamo in cucina o per la manutenzione della casa (escluso il trapano, va bene!) che non siano più alimentati a energia elettrica o a benzina. Dunque, ad esempio, al posto del decespugliatore si possono usare un bel paio di cesoie professionali. In quante case è presente il robot per sminuzzare? Non è meglio la cara vecchia mezza luna da usare sul tagliere di legno? Lo sbattitore elettrico? Nella maggior parte dei casi basta la frusta in acciaio. L’impastatrice? Serve davvero?
Foto | Flickr
Edison Change The Music, partito il tour verde che rivoluzionerà la musica
Nel 2009 i concerti live in Italia sono aumentati del 19% rispetto al 2008, ma le emissioni di Co2 ad essi collegate sono diminuite di 155 mila tonnellate. Com’è stato possibile?

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Edison Change The Music, partito il tour verde che rivoluzionerà la musica
I Pearl Jam con Cascade Land Conservancy abbattono le emissioni di Co2 ai concerti

La band è di quelle toste e trasgressive, ma ciò non toglie che ai Pearl Jam interessi anche l’ambiente. Come dimostrarlo praticamente? Ecco che hanno siglato un accordo con Cascade Land Conservancy per abbattere le emissioni di CO2 generate dai loro concerti.
E’ dal 2003 che iu Pearl Jam hanno dato alla loro band una svolta green: infatti, già gli autobus che li scarrozzano negli Stati Uniti per le tappe dei loro concerti sono alimentati a biodiesel; provvedono a sostenere, con una parte dei guadagni dei loro oltre 60milioni di dischi venduti in tutto il mondo, politiche di salvaguardia delle Foreste pluviali; aderiscono per ogni loro tour a progetti di abbattimento delle emissioni di CO2.
Quest’anno la band ha deciso di collaborare con la CLC per ripristinare alberi autoctoni e tipici degli ecosistemi della zona di Puget Sound nello Stato di Washington. Allora, in pratica cosa comporta la partnership? La band ha donato 210.000 dollari e questi soldi saranno utilizzati per piantare circa 33 ettari di alberi e piante autoctone in Pugent Sound da qui al 2013, che contribuiranno a ridurre di 7.000 tonnellate le emissioni di anidride carbonica.
Ha scritto Stone Gossard chitarrista e fondatore sul sito della band:
Le aziende hanno l’opportunità di aprire la strada a un economia più consapevole, quella che considera la salute del nostro ambiente come inseparabile dal nostro personale benessere economico. Il monitoraggio delle emissioni di anidride carbonica emesse durante i concerti della band è uno dei più grandi passi che la nostra azienda sta compiendo in quella direzione, e speriamo che altre aziende si uniranno a noi in questo sforzo.
Via | Greenopolis
Foto | Flickr
I Pearl Jam con Cascade Land Conservancy abbattono le emissioni di Co2 ai concerti
Nucleare pulito: per la fusione i soldi non bastano, servono altri fondi per il progetto Iter
La fusione controllata, ritenuta da molti la risposta definitiva ad ogni problema di approvvigionamento dell’energia senza aumentare le emissioni di CO2, si fa sempre più lontana.
Il progetto Iter, punta di diamante della ricerca nucleare internazionale (vi partecipano Unione europea, Stati Uniti, Cina, Giappone, India, Russia e Corea del sud), continua ad incontrare problemi. Soprattutto economici.
La Commissione europea ha infatti comunicato all’Europarlamento che i soldi stanziati fino ad oggi per il progetto Iter non basteranno: da un’ipotesi iniziale di spesa di 2,7 miliardi di euro si passa a 7,2 miliardi.
Per portare avanti il progetto, spiega la Commissione, serve un “sustainable financial framework”. In altre parole bisogna ridiscutere la questione e tutti gli stati membri devono aprire il portafogli e accollarsi ulteriori spese stabilendo, allo stesso tempo, un limite massimo da non valicare visto che già si sa che ogni ulteriore finanziamento non basterà:
Member States should provide a clear financial commitment throughout the life of the project and a mechanism for dealing with any further overruns should be agreed, subject to an overall cap
E se convincere gli stati membri a pagare sarà difficile (il Senato italiano si è già espresso negativamente in merito un anno fa), in un periodaccio come questo e in aggiunta alle spese extra derivanti dalla crisi greca, ancor più dura sarà convincere i partner fuori dall’Europa:
The critical step for the project is now for the international partners in ITER to agree on the project’s “Baseline”, in other words its scope (specifications of the fusion reactor to be built), the schedule (time table for construction) and the cost
Il nucleare, insomma, che si parli fissione o di fusione, puntualmente mostra costi fuori controllo.
Via | Commissione europea
Video | YouTube
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Nucleare pulito: per la fusione i soldi non bastano, servono altri fondi per il progetto Iter
Gianni Minoli intervista Fulvio Conti, AD Enel e alfiere delle centrali nucleari
Il tragico incidente di Chernobyl, secondo Fulvio Conti, amministratore delegato Enel, è la causa del cattivo rapporto che gli italiani hanno con l’atomo. Read the rest of this entry »
Un edificio ecosostenibile ed un palazzo che respira per la Provincia di Parma

Nel marzo 2009 la Provincia di Parma ha bandito un concorso di architettura verde per la costruzione di una sua nuova sede: requisito fondamentale dell’edificio deputato ad ospitare gli affari della provincia è l’ecosostenibilità, sia nella scelta dei materiali che nelle procedure di costruzione, sia nelle emissioni di CO2, richieste pari a zero. Quello che vedete nella foto è il progetto classificatosi al secondo posto.
Dello StudioDosi, realizzato con il contributo di numerosi architetti e ingegneri, l’edificio ha una doppia natura: uno strato interno permette all’aria di circolare tra gli spazi, mentre lo strato esterno è fatto di una pelle verde, trama di piante e tessuti vegetali che agiscono come climatizzatori e fanno sì che la luce sia quanto più possibile naturale. La funzionalità dell’edificio ed i criteri di sosteniblità richiesti dal concorso sono stati tutti rispettati, con un costo inferiore ai 10 milioni, come richiesto dal bando.
Questo, che potete ammirare nella gallery in dettaglio, il progetto per il futuro Palazzo dell’Ambiente, dell’Agricoltura e dell’Innovazione della Provincia di Parma, classificatosi secondo. A me sarebbe piaciuto vederlo realizzato, a voi?
via | Studiodosi

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Un edificio ecosostenibile ed un palazzo che respira per la Provincia di Parma




