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Ambiente, bioenergie per contrastare le emissioni di CO2

Il bisogno energetico mondiale andrà sempre più aumentando e causerà una crescita delle emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 . A lanciare l’allarme è l’ Agenzia Internazionale dell’Energia che ha stimato un aumento di oltre il 50% del fabbisogno energetico nel prossimi vent’anni. L’impiego più massiccio dell’energia, prodotta per l’80% dai combustibili fossili, farà registrate un aumento esponenziale delle emissioni inquinanti contro ogni previsione

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Ambiente, bioenergie per contrastare le emissioni di CO2

In Italia calano i consumi energetici: colpa della crisi economica?

LampadinaIl Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il Bilancio Energetico Nazionale (BEN) relativo all’anno 2009. Per quanti i dati non siano sbalorditivi, emerge qualche numero su cui vale la pena fare qualche riflessione. Innanzitutto è importante osservare il segno più della quota relativa alle energie rinnovabili: si è registrato infatti un aumento del 15,7% (sulla parte rinnovabile ovviamente, non naturalmente sul totale) rispetto all’anno precedente.

In generale, il BEN rileva un calo dei consumi energetici nazionali, probabilmente imputabile alla crisi economica che ha colpito soprattutto il settore industriale. Lo scorso anno, rispetto al 2008, è stato infatti utilizzato il 5,7% di energia in meno rispetto al 2008. Un dato che incuriosisce è infine quello della voce importazioni di elettricità: sembrerebbe infatti che, nonostante il calo dei consumi in generale, sia aumentata la quota di elettricità comprata dall’estero per un valore pari al 12,3%.

Un dato quest’ultimo su cui riflettere: troppo caro produrre energia qui da noi o minor capacità per soddisfare la domanda durante i picchi energetici? Ciò che appare certo è che, per quanto pochi lo dicano, c’è la necessità urgente di mettere a punto ed attuare un Piano Energetico che possa migliorare il nostro sistema energetico nel lungo termine. Concludiamo con le note positive; fra queste è importante sottolineare come ci sia stato un aumento del numero degli impianti rinnovabili presenti nella penisola per il 2009 e sino al giugno del 2010.

Sino al 30 giugno 2010 risultano qualificati 3.441 impianti, di cui 2.338 in esercizio (per una potenza totale di 14,6 GW) e 1.103 in progetto (8,2 GW). Tra gli impianti in esercizio di nuova costruzione prevalgono gli idroelettrici per quanto riguarda il numero (601 su 1.647, pari al 36% del totale) e gli eolici in termini di potenza installata (4,4 GW su 7,0 complessivi, pari al 62%).

Via | Sviluppoeconomico.gov.it
Foto | Flickr

In Italia calano i consumi energetici: colpa della crisi economica?

Umberto Veronesi: "Le mie ragioni per dire si al nucleare"

Umberto veronesi e le sue ragioni per il si al nucleare

Umberto Veronesi affida a La Stampa di oggi il suo messaggio a favore del ritorno del nucleare in Italia e motiva il perché un oncologo è deciso a diventare Presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. In sostanza i motivi per cui è deciso a intraprendere alla bella età di 85 anni questa avventura, sono due: crede sul serio che il nucleare sia una buona occasione per l’Italia; crede sul serio che il nucleare non sia pericoloso come si dice.

Ecco cosa scrive nel suo panegirico:

Vorrei ricordare che il nucleare è nato in Italia grazie a Enrico Fermi e quando nel dicembre 1942 lui e la sua squadra festeggiarono con un fiasco di vino Chianti (fiasco che fu firmato da tutti i fisici presenti e che diventò da allora un oggetto di «culto») si aprì una nuova era per la scienza e per l’umanità. Il brindisi era per la scoperta della «pila atomica» che era in grado di produrre enormi quantità di energia con la rottura di un atomo di uranio colpito da un neutrone. Fermi scoprì che per produrre energia non è necessaria la combustione (che consuma ossigeno) né il riscaldamento a carbone, o petrolio, e trovò quindi una soluzione potenziale al crescente fabbisogno energetico nel mondo. La politica poi fece un uso tragicamente improprio della sua scoperta, facendo costruire la bomba che gettò un’ombra indelebile su questo progresso.

Incidenti nucleari? Una bazzecola. Secondo lo scienziato ce ne saranno stati al massimo un paio causati da imperizia:

Ma ciò di cui la gente ha paura sono gli incidenti alle centrali. Va detto che in 40 anni di utilizzo del nucleare nel mondo si sono verificati solo 2 casi: quello di Three Mile Island in Pennsylvania nel 1979, che non provocò nessuna contaminazione e nessuna vittima, e quello di Cernobil nel 1986, che fu un vero disastro. Spesso però si ignora che a Cernobil la causa fu la leggerezza e l’incompetenza del personale.

Che ve ne pare?

Foto | Nogara online

Umberto Veronesi: “Le mie ragioni per dire si al nucleare”