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	<title>fonterinnovabile.com &#187; energia</title>
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		<title>Porto Tolle, rinviati a giudizio 10 dirigenti ENEL: perché riaprire la centrale?</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:44:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Proprio ieri scrivero delle mie immense perplessità circa l&#8217;assurda scelta (gestita dal ministero per lo Sviluppo) di riaprire le centrali a olio combustibile , causa presunta emergenza forniture gas dalla Russia per il freddo di questi ultimi giorni. Per ora sono in funzione quelle di Piombino, Livorno e Montalto di Castro, mentre a giorni sarà riaperta quella di Porto Tolle, che come ricorderete fu chiusa causa eccessivo inquinamento. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align:center;width:100%;margin:3px 0 3px 0;"><div style="margin:auto;"><center><!--JavaScript Tag // Tag for network 1184: Medici Internet (Publisher) // Website: IT Fonterinnovabile.com // Page: Fonterinnovabile.com // Placement: Banner (3183864) // created at: May 10, 2011 12:14:40 PM-->
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<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/enel.jpg" class="post" border="0" width="586" height="390" alt="Il prossimo 24 settembre si apre il processo per l'inquinamento della centrale di Porto Tolle" /><br clear="all" /></p>
<p>Proprio ieri scrivero delle mie immense perplessità circa l&#8217;assurda scelta (gestita dal ministero per lo Sviluppo) di <a href="http://www.ecoblog.it/post/14507/eni-emergenza-gasrassicuriamo-tutti-ma-riaprono-le-centrali-a-olio-combustibile">riaprire le centrali a olio combustibile</a>, causa presunta emergenza forniture gas dalla Russia per il freddo di questi ultimi giorni. Per ora sono in funzione quelle di Piombino, Livorno e Montalto di Castro, mentre a giorni sarà riaperta quella di<a href="http://www.ecoblog.it/post/12945/per-il-carbone-a-porto-tolle-gli-operai-hanno-raccolto-undicimila-firme"> Porto Tolle, che come ricorderete fu chiusa</a> causa eccessivo inquinamento. Ebbene ecco che la puntuale Stefania Divertito mi segnala <a href="http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2012/02/08/news/in-aula-la-centrale-di-porto-tolle-dieci-dirigenti-enel-a-processo-1.3158548">la seguente</a>: </p>
<blockquote><p>Sarà il processo dell’anno, tra Rovigo e Ferrara, perchè dovrà valutare se la centrale elettrica di Porto Tolle, inquinando l’aria del Delta del Po, abbia potuto far ammalare di più bambini, vecchi e la gente che ci vive. Il giudice per l’udienza preliminare di Rovigo, Alessandra Testoni, ha rinviato a giudizio per il prossimo 24 settembre, davanti al giudice monocratico di Adria, dieci persontra i massimi dirigenti e tecnici dell’Enel a livello nazionale e locale che gestivano e facevano funzionare, appunto, la centrale di Porto Tolle.</p>
</blockquote>
<p>I dieci funzionari ENEL rinviati a giudizio con vari gradi di responsabilità per omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro sono: Renzo Busatto e Carlo Zanatta, ex direttori della centrale; Fulvio Conti attuale Ad, Franco Tatò dal 1996 al 2002 nello stesso ruolo e Paolo Scaroni idem fino al 2005; gli ex presidenti di Enel Produzione, Alfredo Inesi, Antonino Craparotta, Giuseppe Antonio Potestio e Sandro Fontecedro e Leonardo Arrighi, che diede il via con le sue firme al progetto di conversione per Enel Produzione. </p>
<p> In sostanza nella centrale di Porto Tolle fu usato olio combustibile e quel che vorrà stabilire il processo è quanto quell&#8217;olio denso e con tenore di zolfo superiore allo 0,25 per cento abbia fatto ammalare bambini e anziani e quanto abbia inquinato l&#8217;ambiente circostante. Le omissioni degli indagati secondo l&#8217;accusa risiederebbero nelle presunte omissioni dei dirigenti nell&#8217;attuare piani sia di protezione con filtri sia di bonifica. Come riporta <a href="http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2012/02/08/news/in-aula-la-centrale-di-porto-tolle-dieci-dirigenti-enel-a-processo-1.3158548">La Nuova Ferrara</a>: </p>
<blockquote><p>Su un piano più generale, per il pm Manuela Fasolato, i dieci indagati, nei periodi di competenza, dal 1998 al luglio 2009 non avrebbero installato impianti ed apparecchi (filtri o altro) destinati a prevenire l’emissione di inquinanti oppure non avrebbero attuato la ambientalizzazione della centrale, continuando ad usare combustibili con alte percentuali di inquinanti piuttosto di altri con un impatto minore.<br /> Tutto questo, secondo le indagini epidemiologiche condotte nel Delta del Po: e per i danni comunque arrecati , sono paret civile i comuni di Goro e Mesola, così come il parco del Delta del Po Emilia Romagna, la provincia di Ferrara e la Regione Emilia Romagna rispettivamente con gli avvocati Carmelo Marcello, Riccardo Venturi e Giovanni Rossetti.</p>
</blockquote>
<p>Se volete leggervi la storia di Porto Tolle la trovate <a href="http://togheverdi.wordpress.com/2012/02/08/unaltra-buona-notizia-da-non-crederci-invece-e-vero-almeno-per-meta/">qui</a>. </p>
<p>Via | <a href="http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2012/02/08/news/in-aula-la-centrale-di-porto-tolle-dieci-dirigenti-enel-a-processo-1.3158548">La Nuova Ferrara</a><br /> Foto |<a href="http://www.flickr.com/photos/punkjazz/3267411611/sizes/z/in/photostream/"> Flickr<br /> </a></p>
<p><a href="http://www.ecoblog.it/post/14525/porto-tolle-rinviati-a-giudizio-10-dirigenti-enel">Porto Tolle, rinviati a giudizio 10 dirigenti ENEL: perché riaprire la centrale?</a> </p>
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		<title>Regione Lazio: nei prossimi mesi nuovi fondi per l&#8217;accesso al credito delle imprese</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:45:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039; uscito il 7 febbraio un bando riservato a banche e a cura dell&#039;agenzia regionale Sviluppo Lazio che permetterà di destinare oltre 20 milioni di euro per l&#039;accesso al credito di imprese interessate a crescita e innovazione, anche nel campo delle energie rinnovabili. Al bando potranno partecipare intermediatori finanziari e banche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#039; uscito il 7 febbraio un bando riservato a banche e a cura dell&#039;agenzia regionale Sviluppo Lazio che permetterà di destinare oltre 20 milioni di euro per l&#039;accesso al credito di imprese interessate a crescita e innovazione, anche nel campo delle energie rinnovabili. Al bando potranno partecipare intermediatori finanziari e banche</p>
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<a target="_blank" href="http://www.energie-rinnovabili.net/regione-lazio-nei-prossimi-mesi-nuovi-fondi-l-accesso-al-credito-delle-imprese" title="Regione Lazio: nei prossimi mesi nuovi fondi per l'accesso al credito delle imprese">Regione Lazio: nei prossimi mesi nuovi fondi per l&#8217;accesso al credito delle imprese</a></p>
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		<title>Installatore di energie rinnovabili: come scegliere quello giusto</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 00:03:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo alcuni consigli su come procedere alla scelta di un&#039;installatore... Installatori con esperienza Cerca installatori che abbiano una qualità certificata. L&#039;uomo della tua zona E&#039; importante se il professionista e l&#039;azienda che scegli abbiano già effettuato installazioni nella tua zona: avranno consapevolezza pratica di come impattano solitamente le condizioni metereologiche della zona (radiazione solare, giorni di sole, ecc.), nonchè conosceranno la burocrazia da espletare in loco per installare i pannelli. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo alcuni consigli su come procedere alla scelta di un&#039;installatore&#8230; Installatori con esperienza Cerca installatori che abbiano una qualità certificata. L&#039;uomo della tua zona E&#039; importante se il professionista e l&#039;azienda che scegli abbiano già effettuato installazioni nella tua zona: avranno consapevolezza pratica di come impattano solitamente le condizioni metereologiche della zona (radiazione solare, giorni di sole, ecc.), nonchè conosceranno la burocrazia da espletare in loco per installare i pannelli. </p>
<p>Continue reading here:<br />
<a target="_blank" href="http://www.energie-rinnovabili.net/installatore-di-energie-rinnovabili-come-scegliere-quello-giusto" title="Installatore di energie rinnovabili: come scegliere quello giusto">Installatore di energie rinnovabili: come scegliere quello giusto</a></p>
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		<title>Ambiente e sviluppo sostenibile a Mediterre 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>JerweroLiet</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ E&#8217; partita il 30 gennaio 2012 Mediterre , la manifestazione per lo sviluppo sostenibile della regione Puglia, giunta alla sua VII^ edizione. Mediterre è organizzato dall&#8217;Assessorato alla Qualità dell&#8217;Ambiente della Regione Puglia, in collaborazione con la Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali , con l&#8217;obiettivo di Consolidare in Puglia uno spazio di incontro e confronto, per la conoscenza, l&#8217;approfondimento e la diffusione di tematiche concernenti la conservazione e la valorizzazione delle aree protette, la tutela dell&#8217;ambiente e lo sviluppo sostenibile, quale modello da perseguire anche attraverso la valorizzazione e la fruizione dei beni naturali, ambientali e culturali delle diverse aree del Mediterraneo ed il confronto tra le diverse realtà territoriali di tutto il bacino. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> E&#8217; partita il 30 gennaio 2012 Mediterre , la manifestazione per lo sviluppo sostenibile della regione Puglia, giunta alla sua VII^ edizione. Mediterre è organizzato dall&#8217;Assessorato alla Qualità dell&#8217;Ambiente della Regione Puglia, in collaborazione con la Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve Naturali , con l&#8217;obiettivo di Consolidare in Puglia uno spazio di incontro e confronto, per la conoscenza, l&#8217;approfondimento e la diffusione di tematiche concernenti la conservazione e la valorizzazione delle aree protette, la tutela dell&#8217;ambiente e lo sviluppo sostenibile, quale modello da perseguire anche attraverso la valorizzazione e la fruizione dei beni naturali, ambientali e culturali delle diverse aree del Mediterraneo ed il confronto tra le diverse realtà territoriali di tutto il bacino. </p>
<p>See the rest here:<br />
<a target="_blank" href="http://rss.feedsportal.com/c/32810/f/527273/s/1c50abf2/l/0L0Secologiae0N0Cmediterre0E20A120C527970C0Tutm0Isource0Frss0Gutm0Imedium0Frss0Gutm0Icampaign0Fmediterre0E20A12/story01.htm" title="Ambiente e sviluppo sostenibile a Mediterre 2012">Ambiente e sviluppo sostenibile a Mediterre 2012</a></p>
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		<title>Perché se fa freddo continuiamo a tenere acceso il frigorifero?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aviacija-lienaccen</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Scusate la domanda che sembrerà scema: ma perché se fa freddo continuiamo a tenere acceso il frigorifero? Io vivo al Sud e qui oggi ci sono 7 gradi, non credo che la temperatura salirà improvvisamente. Fa freddo da almeno due mesi e non siamo mai andati oltre i 13 gradi nelle ore più calde]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p> <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14431%2Fperche-se-fa-freddo-continuiamo-a-tenere-acceso-il-frigorifero"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width="66" height="20" alt="Mi piace" /></a> <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14431%2Fperche-se-fa-freddo-continuiamo-a-tenere-acceso-il-frigorifero"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width="32" height="20" alt="+1" /></a> <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&#038;text=Perch%C3%A9+se+fa+freddo+continuiamo+a+tenere+acceso+il+frigorifero%3F&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14431%2Fperche-se-fa-freddo-continuiamo-a-tenere-acceso-il-frigorifero"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width="55" height="20" alt="Tweet" /></a> </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/frigo_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="270" height="360" alt="in inverno serve avere sempre il frigo acceso?" /> Scusate la domanda che sembrerà scema: ma perché se fa freddo continuiamo a tenere acceso il frigorifero? Io vivo al Sud e qui oggi ci sono 7 gradi, non credo che la temperatura salirà improvvisamente. Fa freddo da almeno due mesi e non siamo mai andati oltre i 13 gradi nelle ore più calde. </p>
<p>Io vi proporrei di fare una ricognizione nel vostro frigorifero per iniziare a scoprire cosa ci conservate e cosa necessita davvero di essere conservato. Scommettiamo che di fatto avete in casa una mini-discarica in cui andate a stipare alimenti che butterete dopo qualche tempo? </p>
<p>Personalmente ho iniziato a spostare gli ortaggi e la frutta al fresco in balcone. Molte delle derrate le conservo in garage dove fa freddissimo. Ma perché abbiamo smesso di usare gli spazi all&#8217;esterno e le cantine per conservare gli alimenti? Comunque, giusto per rendere l&#8217;idea ho letto su <a href="http://www.consoglobe.com/combien-coute-1-heure-refrigerateur-cg">Consoglobe</a> un bel post che analizza il costo in Francia, e dunque con tariffe molto più basse rispetto all&#8217;Italia, di 1 ora di frigorifero: meno di un centesimo ossia 0,008 € se è un combi da 200 litri, classe A+ da 80 Watt. In Italia si spende un po&#8217; di più, come rileva <a href="http://vocearancio.ingdirect.it/focus/ma-si-puo-vivere-senza-elettrodomestici/">Vocearancio</a>: </p>
<blockquote><p>Un frigorifero in un anno consuma 300 kWh (54 euro, facendo un calcolo molto approssimativo) se di classe A, cioè più efficiente, 781 kWh (140 euro) se di classe G, meno efficiente.</p>
</blockquote>
<p>In ogni caso ci sono famiglie che hanno deciso di <a href="http://www.ecoblog.it/post/2741/le-frigo-free-family">vivere senza frigorifero</a>: sembra che si sopravviva benissimo. </p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/daquellamanera/154187670/sizes/z/in/photostream/">Flickr</a></p>
<p><a href="http://www.ecoblog.it/post/14431/perche-se-fa-freddo-continuiamo-a-tenere-acceso-il-frigorifero">Perché se fa freddo continuiamo a tenere acceso il frigorifero?</a> </p>
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		<title>Motore ad aria liquida</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 03:13:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo motore, chiamato anche Dearman Engine, opera per mezzo di aria liquida come fluido di lavoro. Essa, venendo in contattatto con l&#039;ambiente produce alte pressioni che possono essere sfruttate in un cilindro, per estrarre lavoro. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo motore, chiamato anche Dearman Engine, opera per mezzo di aria liquida come fluido di lavoro. Essa, venendo in contattatto con l&#039;ambiente produce alte pressioni che possono essere sfruttate in un cilindro, per estrarre lavoro. </p>
<p>See the rest here:<br />
<a target="_blank" href="http://www.energie-rinnovabili.net/motore-ad-aria-liquida" title="Motore ad aria liquida">Motore ad aria liquida</a></p>
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		<title>NegaWatt: diminuire i consumi di energia aumentando i servizi</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 16:13:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Thierry Salomon è un ingegnere francese che ha fondato l&#8217;associazione Négawatt attraverso cui diffonde il concetto dei Watt negativi ossia l&#8217;energia risparmiata attraverso una tecnologia o un comportamento, misurata proprio in negawatt. Il Manifesto recentemente pubblicato sta ottenendo un gran successo editoriale e dimostra che almeno in Francia l&#8217;interesse verso la transizione è un argomento che sta particolarmente a cuore]]></description>
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<p> <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14409%2Fnegawatt-diminuire-i-consumi-di-energia-aumentando-i-servizi"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width="66" height="20" alt="Mi piace" /></a> <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14409%2Fnegawatt-diminuire-i-consumi-di-energia-aumentando-i-servizi"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width="32" height="20" alt="+1" /></a> <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&#038;text=NegaWatt%3A+diminuire+i+consumi+di+energia+aumentando+i+servizi&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14409%2Fnegawatt-diminuire-i-consumi-di-energia-aumentando-i-servizi"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width="55" height="20" alt="Tweet" /></a> </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/Manifeste_Couv.jpg" class="post" border="0" align="left" width="236" height="316" alt="Negawatt, il manifesto" /> Thierry Salomon è un ingegnere francese che ha fondato l&#8217;associazione <a href="http://www.negawatt.org/">Négawatt</a> attraverso cui diffonde il concetto dei Watt negativi ossia l&#8217;energia risparmiata attraverso una tecnologia o un comportamento, misurata proprio in negawatt.<a href="http://www.negawatt.org/le-manifeste-negawatt-p98.html"> Il Manifesto</a> recentemente pubblicato sta ottenendo un gran successo editoriale e dimostra che almeno in Francia l&#8217;interesse verso la transizione è un argomento che sta particolarmente a cuore. </p>
<p>I tre assi su cui si fonda sono <strong>sobrietà, efficcacia e rinnovabili</strong>. Il nucleare è decisamente tenuto fuori da questo processo. Lo spiega bene Salomon durante l&#8217;intervista rilasciata a <a href="http://www.actu-environnement.com/ae/news/interview-thierry-salomon-association-negawatt-energie-sobriete-14780.php4">Actu-Environnement</a> dove racconta l&#8217;origine del movimento: </p>
<blockquote><p>L&#8217;originalità di negaWatt sta nel dare un nome alle cose. Fino a ora non è stata nominato il risparmio energetico. In questo concetto è incluso un costo di riduzione, una sorta di inceppo che non riflette completamente l&#8217;immagine positiva che deriva da sobrietà e efficacia energetica. La nostra idea è positivizzare i negaWatt, renderli visibili, quantificarli e metterli a confronto mostrando il non consumo di energia con il consumo di energia. L&#8217;ispiratore del movimento è Amory Lovins (noi ne scrivevamo con qualche polemica <a href="http://www.ecoblog.it/post/6694/la-microgenerazione-elettrica-rinnovabile-batte-lenergia-nucleare">qui</a>). L&#8217;obiettivo è differenziare il servizio energetico dal consumo di energia. In altre parole: si può assolutamente ridurre il consumo di energia senza che diminuisca la qualità del servizio, anzi si potrebbe anche accrescere.</p>
</blockquote>
<p>Ma da dove si potrebbe cominciare? Spiega Salomon che una prima istituzione che dovrebbe essere creata proprio per gestire il passaggio è una Alta Autorità della transizione energetica dotata di poteri e mezzi: </p>
<blockquote><p>Secondo punto: fissare visione e ritmo della transizione attraverso una legge quadro sull&#8217;energia, che dia una vera visibilità ai cittadini, alla collettività, agli imprenditori per evitare situazioni di stop an go o crisi. Questa legge dovrebbe essere sintetica, chiara e che definisca gli orientamenti per i prossimi 5-10 anni. Infine è necessario che le comunità locali rimettano le mani sulle loro risorse energetiche, chiave della regolazione dell&#8217;energia, della produzione e del consumo. </p>
</blockquote>
<p>Sostanzialmente definisce nell&#8217;energia di transizione il passaggio alla microgenerazione il che può avvenire evidentemente in maniera agevole per tutte le piccole comunità. Ma questa sembra essere solo una parte della soluzione. Infatti Salomon precisa ancora: </p>
<blockquote><p>Ci sono tre punti forti. Il primo ruota intorno alla sobrietà e l&#8217;efficacia che si traduce, ad esempio, in un grande programma di rinnovamento degli edifici. La sobrietà deve entrare a far parte dei piani di urbanizzazione, nella mobilità, nell&#8217;occupazione dello spazio. Secondo punto di forza: il passaggio verso le rinnovabili per tutte le necessità. Terzo punto di forza. la flessibilità delle rinnovabili grazie alla varietà i fonti. Se ognuno di noi usa 80 watt per sostenere il proprio metabolismo, di fatto consumiamo, almeno in Francia, 7000 watt per consumi energetici vari: casa, trasporti, industria. E&#8217; qui che dobbiamo intervenire nel ridurre il consumo almeno del 40% attraverso un servizio energetico più efficiente. L&#8217;idea è ritornare a meno di 2000 watt ma ottenuti da energie rinnovabili. </p>
</blockquote>
<p>Insiste Salomon sulla riduzione degli sprechi attraverso coibentazioni efficaci, ad esempio. E sostiene che per risparmiare sul riscaldamento, ad esempio, è sufficiente un buon isolamento termico dell&#8217;edificio perché abbassare la potenza consente di ottenere margini di manovra sulla rete. A mancare all&#8217;appello però la volontà politica di portare cittadini e stati verso il punto di transizione. </p>
<p><a href="http://www.ecoblog.it/post/14409/negawatt-diminuire-i-consumi-di-energia-aumentando-i-servizi">NegaWatt: diminuire i consumi di energia aumentando i servizi</a> </p>
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		<title>Danubio e siccità, crisi idrica e idroelettrica in mezza Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 17:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erastaporenna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Mezza Europa sta vivendo uno stato di emergenza ambientale dovuto alla siccità e all&#8217;abbassamento delle acque del Danubio. Leggo la notizia su EastJaoiurnal ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p> <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14247%2Fdanubio-e-siccita-crisi-idrica-e-idroelettrica-in-mezza-europa"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width="66" height="20" alt="Mi piace" /></a> <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14247%2Fdanubio-e-siccita-crisi-idrica-e-idroelettrica-in-mezza-europa"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width="32" height="20" alt="+1" /></a> <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&#038;text=Danubio+e+siccit%C3%A0%2C+crisi+idrica+e+idroelettrica+in+mezza+Europa&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14247%2Fdanubio-e-siccita-crisi-idrica-e-idroelettrica-in-mezza-europa"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width="55" height="20" alt="Tweet" /></a> </p>
<p>Mezza Europa sta vivendo uno stato di emergenza ambientale dovuto alla siccità e all&#8217;abbassamento delle acque del Danubio. Leggo la notizia su<a href="http://eastjournal.net/2012/01/13/la-secca-del-danubio-mette-in-crisi-mezza-europa/"> EastJaoiurnal</a>. </p>
<p>A soffrirne Bulgaria, Romania, Serbia e Ungheria. Ma a esprimere grave preoccupazione anche la Germania che a causa del rallentamento del trasporto merci fluviale sta pagando care le conseguenze. Sotto stress anche i rifornimenti di energia poiché le dighe presenti sul fiume sono a secco. In Bosnia, per salvaguardare la produzione idroelettrica si è deciso di limitare l&#8217;accesso all&#8217;acqua potabile. </p>
<p>In ginocchio anche i trasporti: in &#8216;Europa orientale il Danubio rappresenta una vera e propria autostrada fluviale che tocca dieci Paesi europei e che giunge fin nel Delta del Mar Nero tra Ucraina e Romania. L&#8217;immensa portata d&#8217;acqua del Danubio poi rifornisce moltissime città e villaggi e serve all&#8217;agricoltura locale.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/b_hurwitz/3893394926/sizes/z/in/photostream/">Flickr</a></p>
<p><a href="http://www.ecoblog.it/post/14247/danubio-e-siccita-crisi-idrica-e-idroelettrica-in-mezza-europa">Danubio e siccità, crisi idrica e idroelettrica in mezza Europa</a> </p>
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		<title>Las Vegas: gli energivori del Pianeta scoprono di non avere soldi</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:26:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Gianluca Pezzi è a Las Vegas per il 2012 International CES e ha seguito per Downloadblog l&#8217; Innovation Power Panel Keynote . Che cos&#8217;è il CES? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p> <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14241%2Flas-vegas-gli-energivori-del-pianeta-scoprono-di-non-avere-soldi"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width="66" height="20" alt="Mi piace" /></a> <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14241%2Flas-vegas-gli-energivori-del-pianeta-scoprono-di-non-avere-soldi"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width="32" height="20" alt="+1" /></a> <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&#038;text=Las+Vegas%3A+gli+energivori+del+Pianeta+scoprono+di+non+avere+soldi&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14241%2Flas-vegas-gli-energivori-del-pianeta-scoprono-di-non-avere-soldi"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width="55" height="20" alt="Tweet" /></a> </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/AlanMulally.JPG" class="post-h" border="0" width="432" height="287" alt="Alan Mullally" /><br clear="all" /></p>
<p>Gianluca Pezzi è a Las Vegas per il 2012 International CES e ha seguito per Downloadblog l&#8217;<a href="http://www.downloadblog.it/post/16023/innovation-power-panel-keynote-ces-2012">Innovation Power Panel Keynote</a>. Che cos&#8217;è il CES? E&#8217; la fiera dei gadget e dei prodotti di elettronica voluto dalla Consumer Electronics Association (CEA). Da qui passano tutti, ma proprio tutti gli aggeggi elettronici che ci ritroveremo tra qualche mese in commercio: dalle super Tv a ameni giocherelli che succhiano energia e di cui spesso, troppo spesso non ne abbiamo bisogno. Ma è il Buzz, baby e poi vogliamo togliere per caso all&#8217;americano medio il suo consumo di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Risorse_e_consumo_di_energia_nel_mondo"> 11,4 kW per persona</a>? </p>
<p>La location scelta, Las Vegas ci dice che ci troviamo nel più grande parco giochi per adulti al mondo dopo Abu Dhabi e in una delle zone più energivore del Pianeta. A discutere del futuro dell&#8217;elettronica e dei suoi giocherelli Usula Burns (chairman e CEO di Xerox), Alan Mulally (presidente e CEO di Ford) e John Stratton (presidente di Verizon Enterprise) moderati da Gary Shapiro, presidente e CEO della Consumer Electronics Association (CEA).</p>
<p>Le idee in merito agli investimenti e al taglio che ne è derivato dalla crisi economica sono chiari, scrive Pezzi: </p>
<blockquote><p>Dobbiamo togliere la pressione sull’abbattimento dei fondi sugli investimenti. Mulally è d’accordo: se fermi gli investimenti è come abdicare. Qualcun altro può insidiare la tua posizione. E’ proprio investendo che cerchiamo di essere pionieri dell’innovazione. Stratton prosegue il discorso: ogni tecnologia di successo è frutto di una lunga ricerca. La ricerca porta a nuovi prodotti, con i quali si faranno buoni profitti. Se uno vuole i profitti, deve investire.</p>
</blockquote>
<p>Poi seguono una serie di salamelecchi a proposito della capacità di essere le persone giuste al posto giusto, di sapersi reinventare, di saper crescere, di riuscire a superare errori e fallimenti. Ok ma se i soldi non ci sono, come non ci sono, come possono le aziende investire in innovazione? La scelta è obbligata, rispondono i guru: è necessario investire tirando fuori i soldi (e qui evidentemente rimandano alle banche la questione). </p>
<p>Questa è la visione che ha questo mondo rispetto agli stili di vita: consumare, investire e consumare ancora di più. I guru rappresentano multinazionali che producono oggetti che necessitano per essere realizzati di risorse e energia, ma non si sono posti minimamente la necessità di una visione più globale per approcciare alla questione: ossia ci servono davvero solo soldi in più per riuscire a produrre nuovi oggetti che consentano di superare la crisi economica? O possiamo progettare un sistema diverso di gestione delle risorse del Pianeta e dell&#8217;energia? di nuovi stili di vita che puntino non al consumo ma alla qualità e non alla quantità?</p>
<p>Ecco, oggi il nostro futuro dipende da queste mentalità, da queste teste parziali. Poi magari a casa ognuno di loro farà la raccolta differenziata, per carità!</p>
<p><a href="http://www.ecoblog.it/post/14241/las-vegas-gli-energivori-del-pianeta-scoprono-di-non-avere-soldi">Las Vegas: gli energivori del Pianeta scoprono di non avere soldi</a> </p>
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		<title>Quando l&#8217;energia costa troppo: Alcoa ai titoli di coda?</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 11:00:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Alcoa ci risiamo; e questa volta lo spettro della chiusura definitiva sembra essere più reale che mai. I proprietari americani hanno infatti messo in mobilità ben 501 dipendenti dello stabilimento che ha sede a Portovesme in Sardegna . La chiusura sarebbe un duro colpo non soltanto per la questione legata direttamente ai lavoratori e al suo indotto, ma anche alla perdita di un&#8217;azienda chiave a livello nazionale per la produzione dell&#8217;alluminio, fondamentale per ogni sistema industriale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[</p>
<p> <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14219%2Fquando-lenergia-costa-troppo-alcoa-ai-titoli-di-coda"><img src="http://static.blogo.it/i/like-it-it.gif" width="66" height="20" alt="Mi piace" /></a> <a href="https://plusone.google.com/_/+1/confirm?hl=it&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14219%2Fquando-lenergia-costa-troppo-alcoa-ai-titoli-di-coda"><img src="http://static.blogo.it/i/plusone.gif" width="32" height="20" alt="+1" /></a> <a href="https://twitter.com/intent/tweet?source=&#038;text=Quando+l%27energia+costa+troppo%3A+Alcoa+ai+titoli+di+coda%3F&#038;url=http%3A%2F%2Fwww.ecoblog.it%2Fpost%2F14219%2Fquando-lenergia-costa-troppo-alcoa-ai-titoli-di-coda"><img src="http://static.blogo.it/i/tweet.gif" width="55" height="20" alt="Tweet" /></a> </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/ecoblog/LogoAlcoa.jpg" class="post" border="0" align="left" width="280" height="222" alt="Logo Alcoa" /><a href="http://www.ecoblog.it/post/11917/sardegna-isola-di-san-pietro-avvelanata-la-denuncia-dei-carlofortini-preoccupati">Alcoa</a> ci risiamo; e questa volta lo spettro della chiusura definitiva sembra essere più reale che mai. I proprietari americani hanno infatti messo in mobilità ben 501 dipendenti dello stabilimento che ha sede a <a href="http://www.ecoblog.it/tag/sardegna+portovesme">Portovesme in Sardegna</a>. La chiusura sarebbe un duro colpo non soltanto per la questione legata direttamente ai lavoratori e al suo indotto, ma anche alla perdita di un&#8217;azienda chiave a livello nazionale per la produzione dell&#8217;alluminio, fondamentale per ogni sistema industriale. </p>
<p>Il problema, mano a dirlo, è l’energia: in <a href="http://www.ecoblog.it/post/10113/sardegna-disastro-ambientale-evitato-in-extremis">Sardegna</a> costa troppo per un produttore di alluminio e la multinazionale, proprio per questo, avrebbe già pronto un piano di ripiego: migrare in Arabia Saudita dove i costi energetici non rappresenterebbero un problema. Chi ha seguito le vicissitudini della multinazionale ricorderà che due anni fa con il decreto Salva Alcoa si era evitata la chiusura dell’impianto sardo; in sostanza con questo accordo si è applicato uno sconto sull&#8217;energia alle imprese di Sardegna e Sicilia male collegate dal punto di vista elettrico alla Penisola. </p>
<p>Tale decreto avrà validità sino al 2013, nel frattempo però a livello nazionale e regionale si sarebbe dovuto lavorare per portare a termine alcuni progetti che, almeno negli intenti, avrebbero potuto calmierare il prezzo dell&#8217;energia in Sardegna, su tutti il <a href="http://www.ecoblog.it/post/13293/comitati-anti-galsi-e-futuro-energetico-della-sardegna-questione-spinosa">Galsi</a> e il <a href="http://www.ecoblog.it/post/10962/il-sapei-cavo-elettrico-marino-che-collega-la-sardegna-alla-penisola-messo-fuori-uso-da-pochi-pescatori">Sapei</a>. Ma se quest&#8217;ultimo <a href="http://www.ecoblog.it/post/12311/inaugurato-il-sapei-finalmente-la-rete-elettrica-della-sardegna-si-connette-a-quella-della-penisola">è stato reso operativo</a> al momento però senza sortire effetti significativi sul fronte costo energia (li ha invece sortiti sul fronte della sicurezza energetica), per quanto riguarda il Galsi l&#8217;operatività è ancora <a href="http://www.ecoblog.it/post/13293/comitati-anti-galsi-e-futuro-energetico-della-sardegna-questione-spinosa">in alto mare</a>. </p>
<p>Viste queste premesse, è probabile che il licenziamento dei 501 dipendenti Alcoa possa essere interpretato come un gioco d&#8217;anticipo dei proprietari della multinazionale: obiettivo quindi chiudere i battenti prima del 2013; un modo abbastanza chiaro per far capire che loro non credono ad un piano energetico che permetta in un orizzonte temporale breve di <a href="http://www.ecoblog.it/post/12588/sardegna-dopo-il-referendum-nucleare-quale-futuro-energetico">ridurre il prezzo dell&#8217;energia</a>. </p>
<p>A questo punto la chiusura di Alcoa, qualora vi sia, rappresenterebbe un vero fardello per l&#8217;economia italiana, che più che mai porrebbe un serio interrogativo più volte espresso anche su Ecoblog: può un Paese come il nostro, quasi totalmente importatore di combustibili fossili, continuare a non disporre di <a href="http://www.ecoblog.it/tag/piano+energetico">un piano energetico nazionale serio</a> che permetta di pianificare nel lungo termine e non soltanto in un orizzonte temporale di due o tre anni? </p>
<p>Ai posteri l&#8217;ardua sentenza; intanto però è palese che l&#8217;inefficienza della classe politica in materia di energia non può proseguire ancora per molto: di questo passo la recessione economica può davvero fare paura.</p>
<p>Via | <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2012-01-11/chiusura-alcoa-sulcis-sprofonda-064324.shtml?uuid=AaMG3fcE">Ilsole24ore.it</a><br /> Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/hamptonroadspartnership/3657282052/sizes/m/in/photostream/">Flickr</a></p>
<p><a href="http://www.ecoblog.it/post/14219/quando-lenergia-costa-troppo-alcoa-ai-titoli-di-coda">Quando l&#8217;energia costa troppo: Alcoa ai titoli di coda?</a> </p>
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